miércoles, 6 de abril de 2022

L. II P. II S. I C. IV La Curia romana Reglamento general Documentos Discursos pontificios Bibliografía (3/3)

L. II
P. II
S. I
C. IV 

 



Las nuevas notas vienen de: http://teologocanonista2016.blogspot.com/2022/04/l-ii-p-ii-s-i-c-iv-parte-2-la-curia.html



Contenido


IV. El Reglamento de la Curia Romana (2025)

V. El Reglamento del Personal de la Curia Romana (2025)

VI. Documentos de la Curia Romana

Apéndice 1
Discursos y mensajes del S. P. Francisco a la Curia Romana, a sus Organismos y a sus miembros

Apéndice 2
Encuentros del S. P. León XIV con funcionarios y empleados de la Curia Romana, del Gobernatorado del Estado de la Ciudad del Vaticano y del Vicariato de Roma

Apéndice 3
Un esquema de oficios y funciones de la Curia Romana de acuerdo con la const. ap. Praedicate Evangelium de S. S. Francisco (19 de marzo de 2022) teniendo como referencias sus recientes y previas decisiones.

Apéndice 4
Algunos Rescriptos más sobresalientes de los recientes Sumos Pontífices (de 1983 en adelante)

Apéndice 5
El anterior Reglamento general de la Curia Romana


Bibliografía

Véase en: http://teologocanonista2016.blogspot.com/2022/04/l-ii-p-ii-s-i-c-iv-cont-3-la-curia.html




Apostilla


NdE

Antecedente


Sobre el nuevo Reglamento general de la Curia Romana y, en concordancia con este, sobre los nuevos Reglamentos y Disposiciones particulares de las diversas instituciones que la componen, el S. P. Francisco determinó en su momento lo siguiente:

 

“Chirografo del Santo Padre relativo all’istituzione della Commissione Interdicasteriale per la revisione del Regolamento Generale della Curia Romana, 05.05.2022

 

[B0329]

 

Il 19 marzo 2022 è stata pubblicata la Costituzione apostolica Praedicate evangelium sulla Curia Romana e il suo servizio alla Chiesa nel mondo. La sua entrata in vigore il prossimo 5 giugno esige anche che sia rivisto il Regolamento Generale della Curia Romana ora vigente (cf art. 43 § 1), così che esso corrisponda oltre che alle Norme anche ai Principi che ispirano il testo costituzionale. Il nuovo Regolamento dovrà anche rendere più sostenibili ed efficienti i rapporti di lavoro nella Curia Romana e la loro gestione ed offrire gli opportuni criteri per la redazione degli Ordines servandi, che ogni Istituzione curiale ed ogni Ufficio deve avere (cf art. 43 § 2).

A tal fine

Nomino una Commissione Interdicasteriale composta da:

* S.E.R. Mons. Filippo IANNONE, O. Carm., Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, Presidente;

* S.E.R. Mons. Edgar PEÑA PARRA, Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato;

* S.E.R. Mons. Nunzio GALANTINO, Presidente dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica;

* S.E.R. Mons. Marco MELLINO, Segretario;

*R.mo P. Juan Antonio GUERRERO ALVES, S.I., Prefetto della Segreteria per l’Economia;

* Prof. Gr. Uff. Vincenzo BUONOMO, Rettore della Pontificia Università Lateranense.

Essa ha il compito di:

a) adeguare il Regolamento Generale della Curia Romana alla Costituzione Apostolica Praedicate evangelium, apportando allo stesso le modifiche ritenute necessarie a renderlo maggiormente aderente alla necessità attuali della Curia Romana;

b) esprimere il proprio parere sugli Ordines servandi e/ o Statuti delle Istituzioni Curiali, degli Uffici e delle Istituzioni collegate con la Santa Sede, redatti in conformità al nuovo Regolamento Generale. La Commissione offrirà, per la stesura dei testi, opportuni suggerimenti affinché tra essi ci sia coerenza e siano previste anche le regole e il modo di procedere per il loro futuro aggiornamento.

La Commissione si avvarrà della collaborazione di esperti e di Officiali della Curia Romana, che abbiano competenza ed esperienza.

Il Regolamento Generale e gli Ordines servandi e/ o Statuti saranno sottoposti all’approvazione del Romano Pontefice (cfr. Praedicate evangelium, art. 43).

Con l’approvazione dei summenzionati provvedimenti normativi la Commissione cessa la sua attività.

Dal Vaticano, 12 aprile 2022, il decimo del mio Pontificato

FRANCESCO”

Véase el texto en: https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2022/05/05/0329/00691.html


NdE

Con la intención de expresar aún más clara y detalladamente el compromiso de la Iglesia, y, en particular, de los organismos que componen la Curia Romana en relación con las normas laborales, el S. P. León XIV ha establecido lo siguiente, de modo que sea tenido en cuenta no sólo en el texto ya conocido de las "Normas para la protección de la dignidad de la persona y de sus derechos fundamentales que deben observarse en los controles sanitarios con vistas a la contratación de personal durante la relación laboral", vigentes desde el 18 de noviembre de 2011, sino también en el todavía vigente Reglamento general de la Curia Romana, pero actualmente en revisión: 


RESCRIPTUM EX AUDIENTIA SANCTISSIMI
circa l’accoglienza delle persone diversamente abili nella comunità di lavoro della Santa Sede.

Il Sommo Pontefice Leone XIV, nell’Udienza concessa al sottoscritto Cardinale Segretario di Stato, il giorno 4 agosto 2025, ha approvato l’introduzione dell’art. 2 bis delle “Norme a tutela della dignità della persona e dei suoi diritti fondamentali da osservarsi negli accertamenti sanitari in vista dell’assunzione del personale durante il rapporto di lavoro”, del 18 novembre 2011, e la conseguente modifica dell’art. 14 § l, nn. 1, lett. (c), e 2, lett. (c), del Regolamento Generale della Curia Romana, relativa all’assunzione e nomina del personale.

Il Sommo Pontefice ha altresì disposto che le modifiche, allegate al presente Rescritto, entrino subito in vigore.

Dal Vaticano, 11 agosto 2025

Pietro Card. Parolin

Segretario di Stato




Allegato 1

Nelle “Norme a tutela della dignità della persona e dei suoi diritti fondamentali da osservarsi negli accertamenti sanitari in vista dell’assunzione del personale durante il rapporto di lavoro”, del 18 novembre 2011,

dopo l’art. 2, è introdotto il seguente

Art. 2 bis

Inserimento lavorativo delle persone con disabilità

L’inserimento lavorativo delle persone con disabilità è promosso con spirito di accoglienza e, ove necessario, con l’adozione di opportune e specifiche misure, atteso che la condizione di disabilità non preclude l’idoneità al lavoro presso gli Enti destinatari delle presenti Norme.

Allegato 2

Nell’art. 14 § l, nn. 1, lett. (c), e 2, lett. (c), del Regolamento Generale della Curia Romana, la dicitura “stato di buona salute debitamente accertato” viene in entrambe le ricorrenze sostituito con la dicitura “idoneità psico-fisica per le mansioni da svolgere certificata dalla Direzione di Sanità ed Igiene dello Stato della Città del Vaticano”, risultando il menzionato art. 14 § l così formulato:

Art. 14

§ 1. Gli Officiali siano assunti tra coloro che si distinguono per virtù, prudenza, scienza, debita esperienza, e che siano in possesso dei seguenti requisiti:

1) se chierici o membri di Istituti di vita consacrata o di Società di vita apostolica:

    a) età non inferiore ai 25 anni e non superiore ai 45;

    b) nulla osta del rispettivo Ordinario o Superiore e dei Dicasteri competenti e, se dimoranti a Roma, anche del Vicariato di Roma;

    c) idoneità psico-fisica per le mansioni da svolgere certificata dalla Direzione di Sanità ed Igiene dello Stato della Città del Vaticano;

    d) idoneità per il lavoro da svolgere;

2) se laici:

    a) età non inferiore ai 21 anni e non superiore ai 35;

    b) congedo illimitato per chi è soggetto al servizio militare;

    c) idoneità psico-fisica per le mansioni da svolgere certificata dalla Direzione di Sanità ed Igiene dello Stato della Città del Vaticano;

    d) idoneità per il lavoro da svolgere;

    e) assenza di precedenti penali che rendano il lavoratore indegno o immeritevole di prestare servizio;

    f) impegno religioso, morale e civile, attestato, di norma, dal rispettivo Parroco."

Tomado de: 
https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2025/09/13/0641/01130.html




IV. El Reglamento general de la Curia Romana

 

REGLAMENTO GENERAL DE LA CURIA ROMANA (2025)

 

 

Contenido

REGLAMENTO GENERAL DE LA CURIA ROMANA (2025) 1

Título I. DISPOSICIONES GENERALES. 3

Título II. REUNIONES DE CARDENALES Y JEFES DE INSTITUCIONES CURIALES   3

Capítulo I. Consistorios. 3

Capítulo II.  Reuniones de los Directivos (Capi: Jefes) de Instituciones Curiales. 3

Título III. REUNIONES INTERDICASTERIALES. 4

Capítulo I. Sesiones plenarias u ordinarias de varios dicasterios. 4

Capítulo II. Otras reuniones interdicasteriales. 4

Capítulo III. Reuniones de las Comisiones Interdicasteriales. 5

Título IV. SESIÓN PLENARIA Y ORDINARIA DE LOS DICASTERIOS. 5

Título V. EL CONGRESO.. 6

Título VI. LA CONSULTA.. 6

Título VII. COMPETENCIA Y TAREAS DE LAS INSTITUCIONES CURIALES. 6

Título VIII. LA COORDINACIÓN DE LAS INSTITUCIONES CURIALES. 8

Título IX.  PREPARACIÓN Y PUBLICACIÓN DE DOCUMENTOS. 9

Título X. PREPARACIÓN DE ACTOS ADMINISTRATIVOS SINGULARES. 9

Título XI. PROCEDIMIENTO PARA EXAMINAR APELACIONES. 10

Título XII. RELACIONES CON LAS IGLESIAS PARTICULARES Y VISITAS AD LIMINA    11

Título XIII. LENGUAS EN USO.. 12

Título XIV. LOS ARCHIVOS Y EL PROTOCOLO.. 12

Título XV. SISTEMAS INFORMÁTICOS. 12

REGOLAMENTO GENERALE DELLA CURIA ROMANA. 12


REGLAMENTO PARA EL PERSONAL DE LA CURIA ROMANA. 21

Título I. DISPOSICIONES GENERALES. 21

Título II. PROCEDIMIENTOS DE NOMBRAMIENTO.. 22

Título III. CLASIFICACIÓN DEL PERSONAL. 23

Capítulo I. Normas comunes. 23

Capítulo II. Contratación de funcionarios clérigos seculares (diocesanos y otros) y miembros de los Institutos de Vida Consagrada y Sociedades de Vida Apostólica. 24

Capítulo III Reclutamiento del personal laico. 25

Título IV. MOVILIDAD DEL PERSONAL. 28

Título V. FUNCIONES DEL PERSONAL. 29

Título VI. NIVELES FUNCIONALES. 30

Título VII. DEBERES DEL PERSONAL. 31

Título VIII. HORARIO LABORAL, FESTIVIDADES Y FERIAS. 33

Título IX. SUSPENSIÓN DE LA ACTIVIDAD LABORAL. 35

Capítulo I. Permisos. 36

Capítulo II. Ausencia por enfermedad. 37

Capítulo III. Expectativa. 38

Título X. NORMAS DISCIPLINARIAS. 39

Capítulo I. Advertencia oral, advertencia por escrito y multa. 39

Capítulo II. Suspensión del cargo. 40

Capítulo III. Destitución del cargo. 40

Capítulo IV. Despido por ley. 41

Capítulo V. Procedimiento para la aplicación de sanciones disciplinarias. 41

Capítulo VI. Suspensión preventiva. 42

Título XI. TERMINACIÓN DEL SERVICIO.. 43

Título XII. RENUNCIA AL CARGO.. 45

Título XIII. REMUNERACIÓN.. 45

Título XIV. OTRAS DISPOSICIONES ECONÓMICAS. 47

Título XV. APELACIONES. 47

Título XVI. OTRAS DISPOSICIONES. 47

REGOLAMENTO DEL PERSONALE DELLA CURIA ROMANA. 50

 

 

Título I. DISPOSICIONES GENERALES

Art. 1

§1. Estas Regulaciones se aplican a las Instituciones y Oficinas Curiales que conforman la Curia Romana (cf. Constitución Apostólica Praedicate Evangelium, Art. 12).

§2. La expresión Instituciones Curiales se refiere a la Secretaría de Estado, los Dicasterios, los Órganos de Justicia (cf. Constitución Apostólica Praedicate Evangelium, Art. 189-204) y organismos económicos (cf. Constitución Apostólica Praedicate Evangelium, Art. 205-227).

§3. Los términos Dicasterio e Interdicasterios, salvo que se indique lo contrario en el contexto, se refieren a todas las instituciones curiales.

§4. Las referencias a diócesis, servatis de iure servandis, están destinadas a aplicarse a las eparquías.

Art. 2

§1. El horario de servicio de las Entidades es de al menos treinta y seis horas por semana.

§2. Por razones particulares, la Secretaría de Estado puede conceder a una Entidad, tras consultar con la Secretaría de Economía, la aplicación de variaciones en la articulación del horario ordinario establecido para las Entidades.


Título II. REUNIONES DE CARDENALES Y JEFES DE INSTITUCIONES CURIALES


Capítulo I. Consistorios

Art. 3

§1. Los Cardenales asisten en el ministerio del Pontífice Romano, también en lo que respecta a la actividad de  la Curia Romana, en los consistorios ordinarios y extraordinarios en los que se reúnen por orden del Pontífice Romano.

§2. Estos consistorios se celebran conforme a las disposiciones de la ley aplicable.


Capítulo II.  Reuniones de los Directivos (Capi: Jefes[1]) de Instituciones Curiales

Art. 4

§1. De acuerdo con el Art. 34 §2 de la Constitución Apostólica Praedicate Evangelium, el Secretario de Estado, de acuerdo con el Pontífice Romano, convoca regularmente a los jefes de las instituciones curiales para discutir juntos los planes de trabajo de las instituciones individuales y su aplicación; coordinar el trabajo común; proporcionar y recibir información y examinar asuntos de mayor importancia; ofrecer opiniones y sugerencias; y tomar decisiones que se propongan al Romano Pontífice.

§2. El procedimiento a seguir está regulado por sus propias normas.


Título III. REUNIONES INTERDICASTERIALES

Art. 5

El Secretario de Estado, con el consentimiento del Pontífice Romano, convoca a los jefes de ciertos dicasterios para examinar cuestiones de interés común.

Art. 6

Los superiores de dos o más dicasterios también pueden tratar asuntos de interés común en reuniones interdicasteriales conforme a la norma del Artículo 28 de la Constitución Apostólica Praedicate Evangelium.


Capítulo I. Sesiones plenarias u ordinarias de varios dicasterios

Art. 7

§1. Se puede promover una sesión plenaria u ordinaria de los miembros de dos o más dicasterios, con la aprobación del Pontífice Romano, por el jefe de cada dicasterio interesado en tratar asuntos con otros dicasterios.

§2. La convocatoria se realiza por acuerdo entre los Jefes de Dicasterios y las reuniones son presididas sucesivamente por ellos, empezando por quienes han tomado la iniciativa.

§3. Los Secretarios de los respectivos Dicasterios también participan, con derecho a voto.

§4. También están presentes los Subsecretarios de los Dicasterios correspondientes, sin derecho a voto. El Subsecretario del Dicasterio, que tomó la iniciativa, con la colaboración de los demás Subsecretarios, actúa como actuario, encargándose de la redacción de las actas.

Art. 8

§1. La fecha de la reunión se fija de acuerdo con la Secretaría de Estado.

§2. El Relator será elegido con antelación, de acuerdo entre los Jefes de los Dicasterios correspondientes, y la documentación será distribuida por el Dicasterio que tomó la iniciativa.

§3. En la discusión, dirigida por el Presidente, los demás miembros hablarán después del Relator en la orden acordada.

Art. 9

§1. Las propuestas que surgen se someten, según el caso, a votación y el resultado se presenta conjuntamente al Pontífice Romano por los Jefes de los Dicasterios correspondientes.

§2. Al final de las reuniones, los Subsecretarios se asegurarán de que se recopilen todos los archivos confidenciales.

§3. Las resoluciones y decisiones relacionadas del Pontífice Romano serán notificadas a los dicasterios correspondientes.


Capítulo II. Otras reuniones interdicasteriales

Art. 10

§1. En el caso de reuniones interdepartamentales a nivel de Jefes de Entidad, el procedimiento es el mencionado en el Art. 5-9.

§2. En ellas, el Subsecretario o un funcionario del Dicasterio que los convocó actúa como actuario, según corresponda.

Art. 11

§1. Las mismas normas también se aplican, "servatis servandis", a las reuniones interdicasteriales a nivel de Secretarios. En este caso, las propuestas que surgen se presentan a los respectivos Jefes de Dicasterios, quienes decidirán qué hacer, dependiendo de la magnitud de los asuntos tratados.

§2. Para un examen inicial de preguntas y un intercambio de información, se deben celebrar reuniones similares por orden de los Superiores (cf. Reglamento del Personal de la Curia Romana, Art. 3), pueden realizarse a nivel de Subsecretarios o Funcionarios.

Art. 12

Las normas sobre reuniones interdicasteriales también se aplican, "servatis servandis", a otras instituciones y reuniones de la curia entre ellas.

Art. 13

Será responsabilidad del Sustituto para Asuntos Generales de la Secretaría de Estado reunir a los Secretarios de las Instituciones Curiales, estudiar y proponer medidas que garanticen una comprensión y coordinación cada vez mayores del trabajo de la Curia Romana.


Capítulo III. Reuniones de las Comisiones Interdicasteriales

Art. 14

Las reuniones de las comisiones interdicasteriales permanentes, creadas para tratar cuestiones que requieren consulta mutua y frecuente (cf. Constitución Apostólica Praedicate Evangelium, art. 28 §5; 120), son convocados y dirigidos por el Presidente, nombrado por el Pontífice Romano.

Art. 15

Por acuerdo entre las instituciones curiales implicadas y con la aprobación del Pontífice Romano, pueden establecerse comisiones interdicasteriales para tratar cuestiones individuales relacionadas con asuntos mixtos específicos (cf. Constitución Apostólica Praedicate Evangelium, Art. 28 §5).

Art. 16

Las normas establecidas para las reuniones interdicasteriales se aplican a estas Comisiones, salvo que se disponga lo contrario en la escritura de constitución de dichas Comisiones.


Título IV. SESIÓN PLENARIA Y ORDINARIA DE LOS DICASTERIOS

Art. 17

§1. Todos los miembros son convocados a la sesión plenaria de los respectivos Dicasterios. Se celebra cada dos años, salvo que el Ordo servandus del Dicasterio disponga un periodo más largo.

§2. Los miembros residentes en Roma son convocados a las Sesiones Ordinarias y otros miembros también pueden participar.

Art. 18

§1. En la Sesión Plenaria, después de que el Pontífice Romano haya sido informado de esto en cumplimiento del Art. 31 §2 de la Constitución Apostólica Praedicate Evangelium se tratan asuntos de mayor importancia, ya sean de principio general u otros que el jefe del dicasterio considere necesarios.

§2. Cada Dicasterio determina los temas que se someterán a las sesiones ordinarias.

Art. 19

La documentación relativa a los temas que se presentarán en las Sesiones Plenaria y Ordinaria, debidamente preparada, será enviada a tiempo a los miembros convocados.

Art. 20

§1. En la Sesión Plenaria y Ordinaria, presidida por el Jefe del Dicasterio, el Relator tiene la palabra primero; después de él, los demás miembros hablarán según el orden acordado.

§2. Las propuestas que surgen se someten, según el caso, a votación y luego se presentan para decisión al Pontífice Romano.

Art. 21

Lo que se discuta en las reuniones debe quedar registrado en el acta por el Subsecretario, quien se encargará de que al final de las reuniones se recopilen todos los archivos confidenciales.

Art. 22

Las resoluciones y decisiones relacionadas del Pontífice Romano serán normalmente notificadas a los miembros del Dicasterio.


Título V. EL CONGRESO

Art. 23

§1. Al Congreso asisten el Jefe del Dicasterio, el Secretario, el Subsecretario, los Jefes de Oficina y, a discreción del Jefe del Dicasterio, otros Funcionarios, salvo que dispongan lo contrario los Dicasterios individuales.

§2. El Congreso es presidido por el Jefe del Dicasterio o, en su ausencia, por el Secretario.

§ 3. Para que el Congreso se reúna legítimamente, es necesaria y suficiente la presencia de al menos dos de los Superiores (Jefe de Dicasterio, Secretario, Subsecretario), el Jefe de Oficina y el Funcionario responsable de la práctica. En caso de ausencia o impedimento del Jefe de Oficina, participará el funcionario de mayor rango de la respectiva Sección, salvo que se disponga lo contrario por los respectivos Dicasterios.

Art. 24

Es responsabilidad del Congreso, salvo que se disponga lo contrario para los dicasterios individuales:

a) examinar ciertas cuestiones, proponer una decisión inmediata o sugerir que se sometan a la sesión ordinaria o plenaria o a una reunión interdicasterial o a presentarlas directamente al Pontífice Romano;

b) proponer que los Consultores u otros Expertos sean encargados de las prácticas que requieran un estudio concreto, también en vista de posibles reuniones de la Consulta;

c) examinar solicitudes de facultades, indultos, perdones, según las facultades del Dicasterio.

Art. 25

A propuesta del Congreso, cualquier duda que pueda surgir, en derecho, sobre la interpretación de las leyes universales de la Iglesia será transmitida al Dicasterio de Textos Legislativos. Además, los asuntos que por su naturaleza deban ser tratados judicialmente serán remitidos al Tribunal competente, sin perjuicio de las disposiciones del art. 76 de la Constitución Apostólica Praedicate Evangelium.


Título VI. LA CONSULTA

Art. 26

§1. Los Consultores del Dicasterio o algunos de ellos participan en la Consulta, y es su responsabilidad examinar colectivamente las cuestiones planteadas y expresar su propia opinión fundamentada.

§2. Los Consultores son convocados por el Secretario, que preside la reunión y la dirige.

Art. 27

El Dicasterio también tiene derecho a consultar a otras personas con especial experiencia.


Título VII. COMPETENCIA Y TAREAS DE LAS INSTITUCIONES CURIALES

Art. 28

Cada institución curial, dentro del alcance de su competencia determinada por la Constitución Apostólica, Praedicate Evangelium:

a) trata cuestiones que, por su naturaleza o por prescripción del derecho canónico, están reservadas a la Santa Sede, así como aquellas que le confía el Pontífice Romano;

b) examina problemas que van más allá de la esfera de competencia de los obispos individuales y los cuerpos episcopales, teniendo en cuenta el contexto adecuado de las Iglesias particulares y las facultades que les corresponden en la estructura de la Iglesia;

c) estudia los problemas más graves del momento, en consonancia con las Iglesias particulares y con los órganos episcopales competentes, para una promoción más eficaz y una coordinación más adecuada de la acción pastoral de la Iglesia;

d) promueve, fomenta y alienta iniciativas dirigidas al bien de la Iglesia universal;

e) examina y, si es necesario, juzga asuntos que los fieles, usando su derecho, remiten directamente a la Santa Sede. En estos casos, por norma general, el Ordinario implicado y el Representante Papal serán consultados con la debida confidencialidad.

Art. 29

Las cuestiones deben tratarse según la ley, tanto universal como especial, de la Curia Romana, y según las normas de cada institución curial.

Art. 30

§1. Las instituciones curiales, dentro del ámbito de su competencia, pueden emitir decretos y directrices ejecutivas generales, según la norma de los cann. 31-34 del Código de Derecho Canónico y observando las prescripciones del Art. 179 de la Constitución Apostólica Praedicate Evangelium.

§2. Las instituciones curiales no pueden emitir leyes y decretos generales mencionados en can. 29 del Código de Derecho Canónico, ni derogar las disposiciones de la ley establecidas por el Pontífice Romano sin su aprobación específica. Sin embargo, pueden conceder dispensas en casos individuales, según la norma del derecho.

Art. 31

§1. Una institución curial que considere oportuno solicitar al Pontífice Romano la aprobación in forma specifica de uno de sus actos administrativos debe presentar una solicitud por escrito, exponiendo las razones y el borrador final del texto. Si la ley contiene derogaciones a la ley universal vigente, deben especificarse y explicarse.

§2. Debe hacerse una petición similar si una institución curial considera oportuno solicitar al Pontífice Romano un mandato especial para seguir un procedimiento distinto al establecido por la ley. Sin embargo, incluso en este caso, las conclusiones no pueden considerarse aprobadas in forma specifica, a menos que luego sean sometidas al Pontífice romano y aprobadas por él en esa forma.

§3. En cada uno de estos casos, el expediente relativo debe dejarse en manos del Pontífice Romano, para que pueda examinarlo personalmente y posteriormente comunicar su decisión de la manera que considere oportuna.

§4. Para que se confirme como aprobación in forma specifica, debe decirse explícitamente que el Pontífice romano "in forma specifica approbavit".

Art. 32

§1. La institución curial, que considere necesario solicitar facultades especiales al Pontífice Romano, debe presentar una solicitud por escrito a través de la Secretaría de Estado, adjuntando un borrador de texto definitivo, con una indicación precisa de las facultades solicitadas, los motivos de la solicitud y especificando cualquier excepción a normas canónicas universales o particulares que puedan ser modificadas o de cualquier manera ignoradas.

§2. La Secretaría de Estado solicitará la opinión de las instituciones curiales competentes en la materia y de las que considere interesadas, así como del Dicasterio de Textos Legislativos respecto a la correcta formulación jurídica y, si se trata de cuestiones doctrinales, del Dicasterio para la Doctrina de la Fe.

§3. El expediente relativo a las facultades especiales, que debe dejarse al Pontífice Romano de la misma manera que se dispone en el Art. 31 § 3 de estos Reglamentos consistirá en la solicitud de la Institución Curial mencionada en § 1, los dictámenes recibidos de los Dicasterios mencionados en § 2, y la posible reformulación del proyecto por parte del Dicasterio solicitante, junto con la Hoja de Audiencia por la Secretaría de Estado.

§4. La Secreteria de Estado Stato comunicará a los Dicasterios de la Curia Romana el texto de las facultades posiblemente concedidas por el Pontífice Romano y, junto con el Dicasterio solicitante, evaluará si y cómo proceder para su publicación.

Art. 33

§1. Las instituciones curiales, antes de comenzar a tratar cuestiones extraordinarias, deben informar siempre al Pontífice Romano sobre ellas.

§2. Las decisiones de mayor importancia deben ser sometidas al Pontífice Romano para su aprobación eventual, con la excepción de aquellas para las que se han atribuido facultades especiales de antemano a los jefes de las instituciones curiales. En cuanto a este último, el Prefecto o equivalente debe verificar y evaluar periódicamente ante el Pontífice Romano su eficacia, practicabilidad, atribución dentro de la Curia Romana y la idoneidad para la Iglesia universal, de acuerdo con el Art. 31 §3 de la Constitución Apostólica Praedicate Evangelium.

§3. Al emitir sentencias y decretos, los Tribunales Apostólicos siguen la ley universal y sus propias normas.

Art. 34

§1. Los asuntos que requieran procedimientos judiciales deben ser remitidos a los tribunales competentes.

§2. El Dicasterio para la Doctrina de la Fe debe referirse siempre y exclusivamente al juicio de los delitos que le reservan las normas vigentes, así como a cuestiones relativas al "privilegium fidei", según la norma del Art.  Los artículos 74 y 76 de la Constitución Apostólica Praedicate Evangelium.

§3. En el examen de apelaciones jerárquicas, se han de seguir las disposiciones del Art. 29 y Art. 40-44.

Art. 35

Los conflictos de competencia entre dos o más instituciones de la Curia se refieren a la Signatura Apostólica.


Título VIII. LA COORDINACIÓN DE LAS INSTITUCIONES CURIALES

Art. 36

§1. Se realiza coordinación entre las distintas instituciones curiales: a nivel del Consistorio, en las reuniones de los Jefes de las Instituciones Curiales, en reuniones interdicasteriales.

§2. Es responsabilidad de la Secretaría de Estado, a disposición del Pontífice Romano, coordinar las actividades de los Dicasterios, Organismos, Oficinas de  la Curia Romana y de las Instituciones vinculadas a la Santa Sede, así como garantizar su unidad de dirección. La Secretaría de Estado es responsable de notificar a los Dicasterios, Órganos, Oficinas e Instituciones vinculadas a la Santa Sede sobre lo que es necesario y útil para dicha coordinación, y emprende iniciativas apropiadas de naturaleza técnica y organizativa, que conciernen a toda la Curia Romana.

§3. Los documentos y decisiones de carácter general preparados por una o más instituciones de la curia deben ser comunicados a las demás instituciones curiales interesadas en el asunto para posibles enmiendas y su implementación unánime.


Título IX.  PREPARACIÓN Y PUBLICACIÓN DE DOCUMENTOS

Art. 37

§1. Las instituciones curiales individuales, dentro del ámbito de su competencia, tratan cuestiones de interés universal en documentos apropiados. En asuntos que entren en competencia de varias instituciones curiales, pueden redactarse documentos comunes.

§2. La propia institución curial determina la naturaleza del documento y elige su forma adecuada.

§3. El borrador del documento es elaborado por la oficina o sección competente de la institución curial, en colaboración con los consultores u otros expertos en la materia.

§4. Tras un examen inicial del documento preliminar, el Jefe de la Institución Curial, habiendo escuchado la opinión del Congreso donde exista, indicará a qué otras Instituciones Curiales debe ser enviado para posibles observaciones, y también evaluará la oportunidad de escuchar la opinión de los Cuerpos Episcopales o de algunos obispos competentes de las áreas geográficas más interesadas en el problema.

§5. Los documentos de instituciones curiales destinados a su publicación, en la medida en que tengan que ver con doctrina sobre la fe y la moral, deben ser sometidos al Dicasterio para la Doctrina de la Fe para el juicio previo del Dicasterio para la Doctrina de la Fe y, si son de naturaleza de decretos ejecutivos generales, instrucciones o de carácter normativo, deben ser enviados para examen de su congruencia legislativa con la ley vigente y su correcta forma jurídica al Dicasterio de Textos Legislativos (cf. Constitución Apostólica Praedicate Evangelium, Art. 75, 179).

§6. En los casos en que el texto del documento sea preparado por un Dicasterio, será sometido al examen de los miembros del mismo y, tras su aprobación, presentado al Pontífice Romano.

§7. El documento, firmado por el Jefe de la Institución Curial y contrafirmado por el Secretario, antes de ser hecho público, será comunicado a los obispos, a través de los Representantes Papales, sin perjuicio de las prescripciones de can. 81 del Código de Cánones de las Iglesias Orientales.

§8. El contenido, el significado y las motivaciones del documento normalmente se ilustrarán ante la opinión pública en colaboración con el Dicasterio de Comunicación.

Art. 38

El procedimiento mencionado en el artículo anterior también se aplicará, cuando sea necesario, a la preparación de otros documentos.


Título X. PREPARACIÓN DE ACTOS ADMINISTRATIVOS SINGULARES

Art. 39

Las instituciones curiales autorizadas para ello deben determinar, en el Ordo servandus proprio, el procedimiento a seguir para conceder rescriptos, gracias, dispensas, autorizaciones, licencias y otros actos administrativos, en cumplimiento de las prescripciones del derecho canónico sobre la materia y solicitando, si es necesario, la opinión de los Ordinarios implicados y, si corresponde, también la del Representante Papal.


Título XI. PROCEDIMIENTO PARA EXAMINAR APELACIONES

Art. 40

§1. Cuando el tema de la Sesión Plenaria u Ordinaria de los Dicasterios ha sido la resolución de una disputa, la decisión debe notificarse lo antes posible a las partes implicadas.

§2. La parte que se sienta gravada (excedida), en un plazo de diez días útiles, podrá solicitar la revocación o modificación de la medida.

§3. Solo la Sesión Plenaria u Ordinaria puede conceder la revocación o modificación de la medida.

§4. Nunca se recurre contra los actos aprobados por el Pontífice Romano in forma specifica (cf. cánones 1405, §2 y 333 §3  del Código de Derecho Canónico y cánones 1060, §3 y 45 §3  del Código de Cánones de las Iglesias Orientales).

Art. 41

§1. Si la parte que se siente cargada con las medidas o decisiones de las instituciones curiales, si tiene la intención de impugnarlas, debe someter a la misma institución que emitió la medida, en un plazo de diez días desde la notificación, una solicitud de revocación o modificación de la propia medida.

§2. En cualquier caso, dentro del plazo perentorio de sesenta días desde la notificación del acto y conforme a la norma del derecho, se podrá remitir un recurso a la Signatura Apostólica.

Art. 42

§1. Los recursos jerárquicos a la Santa Sede contra decretos administrativos de las autoridades eclesiásticas son examinados tanto en legitimidad como en sustancia por la institución curial competente, según la norma del derecho (cf. cánones 1732-1739 Código de Derecho Canónico; cánones 995-1005 Código de Cánones de las Iglesias Orientales; Constitución apostólica Praedicate Evangelium, Art. 32 §1).

§2. El examen de las apelaciones debe concluirse dentro de los plazos establecidos por el can. 57 del Código de Derecho Canónico y canon 1518 del Código de Cánones de las Iglesias Orientales; si el recurso requiere un examen más profundo, el solicitante debe ser informado del plazo de prórroga y de las razones que lo causaron.

§3. La institución curial debe justificar sus decisiones sobre los recursos examinados, según la norma de la jurisdicción. 51 del Código de Derecho Canónico y cán. 1519 §2 del Código de Cánones de las Iglesias Orientales.

§4. Se admiten recursos ante la Signatura Apostólica contra actos administrativos individuales impuestos por instituciones curiales o aprobados por ellas, dentro del plazo establecido, que los examina por violación de la ley en deliberación o procedimiento y, a petición del solicitante, para la reparación por cualquier daño causado por el acto ilícito.

§5. Los recursos en materia laboral de empleados y antiguos empleados de la Santa Sede contra actos presentados por la institución curial competente son tratados por la Oficina del Trabajo de la Sede Apostólica, sin perjuicio de las disposiciones del Art. 90 de los Reglamentos del Personal de la Curia Romana.

Art. 43

§1. Antes de aceptar un recurso, las instituciones de la curia deben asegurarse de que son competentes y de que se respetan las normas relativas a la presentación de apelaciones. De lo contrario, declaran su incompetencia o la inadmisibilidad del recurso.

§2. En caso de duda, el órgano competente para resolverlo es el Tribunal Supremo de la Signatura Apostólica.

Art. 44

§1. El solicitante tiene derecho a contar con la representación de un abogado elegido conforme al art. 238 de la Constitución Apostólica Praedica Evangelium o de la obra de un Procurador.

§2. Cuando sea necesario, el jefe de la institución curial asignará a las partes el abogado de oficio.


Título XII. RELACIONES CON LAS IGLESIAS PARTICULARES Y VISITAS AD LIMINA

Art. 45

Las instituciones de la curia examinarán con diligencia y solicitud las preguntas que les presenten las Iglesias particulares y las mantendrán informadas sobre el progreso y el resultado de las prácticas relativas, escuchando su opinión sobre cuestiones que les conciernen.

Art. 46

Las visitas ad limina, que los obispos diocesanos deben realizar conforme a la norma legal, serán planificadas adecuadamente por la Prefectura de la Casa Pontificia en acuerdo con el Dicasterio para Obispos y, respectivamente, con los Dicasterios para las Iglesias Orientales y para la Evangelización, teniendo en cuenta, en la medida de lo posible, las necesidades de las demás instituciones curiales.

Art. 47

Las visitas ad limina se dividen en tres fases principales: la peregrinación a las tumbas de los Príncipes de los Apóstoles, el encuentro con el Pontífice Romano y las conversaciones con los jefes de las distintas instituciones curiales. Estos tres momentos principales serán cuidadosamente preparados por el competente Dicasterio.

Art. 48

El informe sobre el estado de la Diócesis debe ser recibido por el Dicasterio competente seis meses antes del plazo fijado para la Visita. Este Dicasterio enviará a su vez con prontitud una copia del informe a las demás instituciones curiales competentes en la materia, que, tras examinar el informe en la parte correspondiente, formularán lo antes posible las observaciones que serán notificadas al grupo de estudio creado para tal fin por el Dicasterio competente, teniendo en cuenta la diversidad de lenguas y regiones y con la colaboración de las demás instituciones curiales implicadas.

Art. 49

En las relaciones con las Iglesias particulares, debe hacerse uso - tal y como establece el Art. 37 de la Constitución Apostólica Praedicate Evangelium - de la colaboración de los Representantes Pontificios. También con motivo de sus visitas a Roma, contactarán con las instituciones de la curia.


Título XIII. LENGUAS EN USO

Art. 50

§1. Las instituciones curiales normalmente redactan sus actas en latín u otro idioma.

§2. Se establece una oficina para la lengua latina en la Secretaría de Estado, al servicio de la Curia Romana.

§3. Se tendrá cuidado para que los documentos principales destinados a su publicación se traduzcan a los idiomas más utilizados hoy en día.


Título XIV. LOS ARCHIVOS Y EL PROTOCOLO

Art. 51

§1. Entre las estructuras de las instituciones y oficinas curiales, los archivos ocupan un lugar importante, en el que deben conservarse cuidadosamente actas y documentos. Dada su importancia, los Archivos y el Protocolo deben mantenerse en orden y con medidas de seguridad adecuadas.

§2. Los archivos entrantes y salientes deben registrarse en el Protocolo, según las disposiciones del Ordo servandus proprio.

§3. El cuidado de los Archivos se confía a un Funcionario que sea experto en estudios archivísticos y posiblemente posea el diploma correspondiente.

§4. Los actos y documentos que ya no sean necesarios para el trabajo de la institución u oficina curial serán entregados periódicamente a los Archivos Apostólicos Vaticanos.


Título XV. SISTEMAS INFORMÁTICOS

Art. 52

Los organismos adquieren los sistemas informáticos necesarios para llevar a cabo el trabajo conforme a las disposiciones de contratación, sujeto a la validación técnica por parte de la Secretaría de la Economía.

Estos Reglamentos, aprobados "ad experimentum" por un periodo de cinco años, se promulgan mediante publicación en "L'Osservatore Romano" y entran en vigor a partir del 1 de enero de 2026. Tras dicho periodo, si no ha habido ningún cambio, debe considerarse confirmado de forma definitiva.

Junto con estos Reglamentos, se aprueban los Reglamentos de Personal de la Curia Romana, a los que hace referencia este documento, por el mismo periodo y con la misma fecha de vigencia, y se promulgan de la misma manera.

Dado en Roma, junto a San Pedro, el día 23 de noviembre del año 2025, la solemnidad de Nuestro Señor Jesucristo, Rey del Universo, primero del Pontificado.

LEONE PP. XIV

 

 

Texto original italiano:

 

REGOLAMENTO GENERALE DELLA CURIA ROMANA

______________

Titolo I
DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1

§1. Il presente Regolamento si applica alle Istituzioni curiali e agli Uffici che compongono la Curia Romana (Cfr. Costituzione apostolica Praedicate Evangelium, Art. 12).

§2. Con la espressione Istituzioni curiali si intendono la Segreteria di Stato, i Dicasteri, gli Organismi di Giustizia (Cfr. Costituzione apostolica Praedicate Evangelium, Artt. 189-204) e gli Organismi Economici (Cfr. Costituzione apostolica Praedicate Evangelium, Artt. 205-227).

§3. I termini Dicasteri e interdicasteriali, salvo non risulti diversamente dal contesto, si riferiscono a tutte le Istituzioni curiali.

§4. I riferimenti alle Diocesi, servatis de iure servandis, si intendono applicabili alle Eparchie.

Art. 2

§1. L’orario di servizio degli Enti è di almeno trentasei ore settimanali.

§2. Per particolari motivi la Segreteria di Stato può concedere ad un Ente, sentita la Segreteria per l’Economia, di applicare varianti nell’articolazione dell’orario ordinario di servizio stabilito per gli Enti.

 

Titolo II
RIUNIONI DI CARDINALI
E CAPI DELLE ISTITUZIONI CURIALI

Capo I
Concistori

Art. 3

§1. Al ministero del Romano Pontefice prestano aiuto, anche per quanto riguarda l’attività della Curia Romana, i Cardinali nei Concistori ordinari e straordinari, nei quali sono adunati per disposizione del Romano Pontefice.

§2. Tali Concistori si svolgono secondo quanto prescritto dalla legge propria.

Capo II
Riunioni dei Capi delle Istituzioni curiali

Art. 4

§1. A norma dell’Art. 34 §2 della Costituzione apostolica Praedicate Evangelium, il Segretario di Stato, in accordo con il Romano Pontefice, convoca regolarmente i Capi delle Istituzioni curiali per discutere insieme i piani di lavoro delle singole Istituzioni e la loro applicazione; per coordinare il lavoro comune; per dare e ricevere informazioni ed esaminare questioni di maggiore importanza; offrire pareri e suggerimenti; nonché per prendere decisioni da proporre al Romano Pontefice.

§2. La procedura da seguire è regolata con norme proprie.

 

Titolo III
RIUNIONI INTERDICASTERIALI

Art. 5

Il Segretario di Stato, previo assenso del Romano Pontefice, convoca i Capi di alcuni Dicasteri per esaminare questioni di comune interesse.

Art. 6

Anche i Superiori di due o più Dicasteri potranno trattare questioni di comune interesse in riunioni interdicasteriali a norma dell’Art. 28 della Costituzione apostolica Praedicate Evangelium.

Capo I
Sessioni plenarie o ordinarie di più Dicasteri

Art. 7

§1. La Sessione plenaria o ordinaria dei Membri di due o più Dicasteri può essere promossa, previa approvazione del Romano Pontefice, dal Capo di ciascun Dicastero interessato a trattare una questione con altri Dicasteri.

§2. La convocazione avviene d’intesa tra i Capi Dicastero e le riunioni sono presiedute a turno da essi, incominciando da chi ha preso l’iniziativa.

§3. Vi partecipano anche i Segretari dei rispettivi Dicasteri, con diritto di voto.

§4. Vi assistono, senza diritto di voto, anche i Sottosegretari dei Dicasteri interessati. Funge da attuario, curando la redazione del verbale, il Sottosegretario del Dicastero che ha preso l'iniziativa, con la collaborazione degli altri Sottosegretari.

Art. 8

§1. La data della riunione viene fissata d’intesa con la Segreteria di Stato.

§2. Con congruo anticipo sarà scelto, d’intesa tra i Capi Dicastero interessati, il Relatore e verrà distribuita la documentazione da parte del Dicastero che ha preso l’iniziativa.

§3. Nella discussione, diretta dal Presidente, dopo il Relatore interverranno gli altri Membri secondo l’ordine concordato.

Art. 9

§1. Le proposte emerse vengono sottoposte, secondo i casi, a votazione e l’esito viene presentato al Romano Pontefice congiuntamente dai Capi Dicastero interessati.

§2. Al termine delle riunioni i Sottosegretari avranno cura che siano ritirati tutti i fascicoli riservati.

§3. Le risoluzioni e le relative decisioni del Romano Pontefice saranno notificate ai Dicasteri interessati.

Capo II
Altre riunioni interdicasteriali

Art. 10

§1. In caso di riunioni interdicasteriali a livello di Capi Enti si applica, «servatis servandis», la procedura di cui agli Artt. 5-9.

§2. In esse funge da attuario, a seconda dei casi, il Sottosegretario o un Officiale del Dicastero che le ha convocate.

Art. 11

§1. Le stesse norme valgono, «servatis servandis», anche per le riunioni interdicasteriali a livello di Segretari. In questo caso, le proposte emerse vengono sottoposte ai rispettivi Capi Dicastero che decideranno il da farsi, a seconda dell’entità delle questioni trattate.

§2. Per un primo esame delle questioni e uno scambio di informazioni, analoghe riunioni, per disposizione dei Superiori (Cfr. Regolamento del Personale della Curia Romana, Art. 3), possono aver luogo a livello di Sottosegretari o di Officiali.

Art. 12

Le norme sulle riunioni interdicasteriali valgono, «servatis servandis», anche per altre Istituzioni curiali e le riunioni tra loro.

Art. 13

Sarà cura del Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato riunire i Segretari delle Istituzioni curiali, per studiare e proporre misure atte ad assicurare una sempre miglior intesa e coordinazione del lavoro della Curia Romana.

Capo III
Riunioni delle Commissioni interdicasteriali

Art. 14

Le riunioni delle Commissioni interdicasteriali permanenti, costituite per trattare le questioni che richiedono una reciproca e frequente consultazione (Cfr. Costituzione apostolica Praedicate Evangelium, Artt. 28 §5; 120), sono convocate e dirette dal Presidente, nominato dal Romano Pontefice.

Art. 15

D’intesa tra le Istituzioni curiali interessate e con l’approvazione del Romano Pontefice, potranno essere costituite Commissioni interdicasteriali per la trattazione di singole questioni riguardanti specifiche materie miste (Cfr. Costituzione apostolica Praedicate Evangelium, Art. 28 §5).

Art. 16

A queste Commissioni si applicano le norme stabilite per le riunioni interdicasteriali, a meno che nell’atto costitutivo di esse non sia disposto altrimenti.

 

Titolo IV
SESSIONE PLENARIA E ORDINARIA DEI DICASTERI

Art. 17

§1. Alla Sessione plenaria dei singoli Dicasteri sono convocati tutti i Membri. Essa è celebrata ogni due anni, salvo che l’Ordo servandus del Dicastero disponga un tempo maggiore.

§2. Alle Sessioni ordinarie sono convocati i Membri residenti a Roma e possono prendervi parte anche gli altri Membri.

Art. 18

§1. Nella Sessione plenaria, dopo che ne è stato informato il Romano Pontefice ottemperando all’Art. 31 §2 della Costituzione apostolica Praedicate Evangelium, sono trattate le questioni di maggiore importanza, che abbiano natura di principio generale, o altre che il Capo Dicastero ritenga necessario.

§2. Ciascun Dicastero determina gli argomenti da sottoporre alle sessioni ordinarie.

Art. 19

La documentazione relativa agli argomenti da sottoporre alle Sessioni plenarie e ordinarie, debitamente preparata, sarà spedita in tempo utile ai Membri convocati. 

Art. 20

§1. Nella Sessione plenaria e ordinaria, cui presiede il Capo Dicastero, ha per primo la parola il Relatore; dopo di lui parleranno gli altri Membri secondo l’ordine concordato.

§2. Le proposte emerse vengono sottoposte, secondo i casi, a votazione e quindi presentate per la decisione al Romano Pontefice.

Art. 21

Quanto discusso nelle riunioni deve essere messo a verbale dal Sottosegretario, il quale avrà cura che al termine delle riunioni siano ritirati tutti i fascicoli riservati.

Art. 22

Le risoluzioni e le relative decisioni del Romano Pontefice saranno ordinariamente notificate ai Membri del Dicastero.

 

Titolo V
IL CONGRESSO

Art. 23

§1. Al Congresso prendono parte il Capo Dicastero, il Segretario, il Sottosegretario, i Capi ufficio e, a giudizio del Capo Dicastero, altri Officiali, salva diversa disposizione per i singoli Dicasteri.

§2. Presiede il Congresso il Capo Dicastero o, in sua assenza, il Segretario.

§ 3. Affinché il Congresso possa riunirsi legittimamente, si richiede ed è sufficiente la presenza di almeno due dei Superiori (Capo Dicastero, Segretario, Sottosegretario), del Capo ufficio e dell’Officiale responsabili della pratica. In caso di assenza o di impedimento del Capo ufficio, vi parteciperà l’Officiale più anziano della rispettiva Sezione, salvo diverse disposizioni dei singoli Dicasteri.

Art. 24

Spetta al Congresso, salva diversa disposizione per singoli Dicasteri:

a) esaminare determinate questioni, proponendo una decisione immediata o suggerendo di sottoporle alla sessione ordinaria o plenaria o ad una riunione interdicasteriale o di presentarle direttamente al Romano Pontefice;
b) proporre che siano affidate ai Consultori o ad altri Esperti le pratiche che esigono un particolare studio, anche in vista di eventuali riunioni della Consulta;
c) esaminare richieste di facoltà, grazie, indulti, secondo i poteri del Dicastero.

Art. 25

Su proposta del Congresso, si trasmetteranno al Dicastero per i Testi Legislativi i dubbi che sorgessero, in diritto, sulla interpretazione delle leggi universali della Chiesa. Inoltre, si rimetteranno al competente Tribunale le questioni che per loro natura devono essere trattate in via giudiziaria, fermo restando quanto previsto dall’Art. 76 della Costituzione apostolica Praedicate Evangelium.

 

Titolo VI
LA CONSULTA

Art. 26

§1. Alla Consulta prendono parte i Consultori del Dicastero o alcuni di essi, ai quali spetta di esaminare collegialmente le questioni proposte ed esprimere il proprio motivato parere.

§2. I Consultori sono convocati dal Segretario, il quale presiede la riunione e la dirige.

Art. 27

È in facoltà del Dicastero di consultare anche altre persone particolarmente esperte.

Titolo VII
COMPETENZA E COMPITI DELLE ISTITUZIONI CURIALI

Art. 28

Ciascuna Istituzione curiale, nell’ambito della propria competenza determinata dalla Costituzione apostolica Praedicate Evangelium:

a) tratta le questioni che, per loro natura o per disposizione del diritto canonico, sono riservate alla Santa Sede nonché quelle ad essa affidate dal Romano Pontefice;
b) esamina problemi che superano la sfera di competenza dei singoli Vescovi e degli Organismi episcopali, tenendo conto dell’ambito proprio delle Chiese particolari e delle facoltà a loro spettanti nella struttura della Chiesa;
c) studia i problemi più gravi del momento, d’intesa con le Chiese particolari e con gli Organismi episcopali competenti, per una più efficace promozione e un più conveniente coordinamento dell’azione pastorale della Chiesa;
d) promuove, favorisce e incoraggia iniziative volte al bene della Chiesa universale;
e) esamina e, se del caso, giudica le questioni che i fedeli, usando del loro diritto, deferiscono direttamente alla Santa Sede. In questi casi, di norma, sarà sentito con dovuta riservatezza l’Ordinario interessato e il Rappresentante Pontificio.

Art. 29

Le questioni vanno trattate in base al diritto, sia universale sia speciale della Curia Romana, e secondo le norme di ciascuna Istituzione curiale.

Art. 30

§1. Le Istituzioni curiali, nell’ambito della propria competenza, possono emanare decreti generali esecutivi e istruzioni, a norma dei cann. 31-34 del Codice di Diritto Canonico e osservato quanto prescritto dall’Art. 179 della Costituzione apostolica Praedicate Evangelium.

§2. Le Istituzioni curiali non possono emanare leggi e decreti generali, di cui al can. 29 del Codice di Diritto Canonico, né derogare alle disposizioni del diritto stabilito dal Romano Pontefice senza la Sua specifica approvazione. Possono, invece, concedere dispense nei singoli casi, a norma di diritto.

Art. 31

§1. L’Istituzione curiale che ritiene opportuno chiedere al Romano Pontefice l’approvazione in forma specifica di un suo atto amministrativo, deve farne richiesta per iscritto, adducendone i motivi e presentando il progetto di testo definitivo. Se l’atto contiene deroghe al diritto universale vigente, esse devono essere specificate ed illustrate.

§2. Analoga richiesta deve essere fatta qualora un’Istituzione curiale ritenga opportuno chiedere al Romano Pontefice speciale mandato per seguire una procedura diversa da quella stabilita dal diritto. Anche in tal caso però le conclusioni non possono essere considerate approvate in forma specifica, a meno che siano poi sottoposte al Romano Pontefice e da Lui approvate in tale forma.

§3. In ognuno dei detti casi il fascicolo relativo deve essere lasciato al Romano Pontefice, in modo che Egli lo possa esaminare personalmente e comunicare in seguito la Sua decisione nel modo ritenuto opportuno.

§4. Affinché consti dell’approvazione in forma specifica si dovrà dire esplicitamente che il Romano Pontefice «in forma specifica approbavit».

Art. 32

§1. L’Istituzione curiale, che ritiene necessario richiedere al Romano Pontefice speciali facoltà, deve farne domanda per iscritto tramite la Segreteria di Stato, allegando un progetto di testo definitivo, con l’indicazione precisa delle facoltà richieste, la motivazione della domanda e specificando le eventuali deroghe alle norme canoniche universali o particolari, che risulterebbero modificate o in qualche modo disattese.

§2. La Segreteria di Stato richiederà il parere delle Istituzioni curiali competenti in materia e di quelli che ritenga eventualmente interessati, nonché del Dicastero per i Testi legislativi per quanto attiene la corretta formulazione giuridica e, se fossero implicate questioni dottrinali, del Dicastero per la Dottrina della Fede.

§3. Il fascicolo relativo alle facoltà speciali, che dovrà essere lasciato al Romano Pontefice analogamente a quanto previsto nell’Art. 31 §3 del presente Regolamento, sarà composto dalla richiesta dell’Istituzione curiale di cui al § 1, dai pareri ricevuti dai Dicasteri di cui al § 2, dall’eventuale riformulazione del progetto a cura del Dicastero richiedente, congiuntamente al Foglio d’Udienza a cura della Segreteria di Stato.

§4. La Segreteria di Stato comunicherà ai Dicasteri della Curia Romana il testo delle facoltà eventualmente concesse dal Romano Pontefice e, insieme al Dicastero richiedente, valuterà se e come procedere alla sua pubblicazione.

Art. 33

§1. Le Istituzioni curiali, prima di iniziare la trattazione di questioni straordinarie, devono sempre informarne il Romano Pontefice.

§2. Le decisioni di maggiore importanza devono essere sottoposte al Romano Pontefice per la eventuale approvazione, ad eccezione di quelle per le quali sono state attribuite preventivamente ai Capi delle Istituzioni curiali speciali facoltà. Circa queste ultime, il Prefetto o equiparato è tenuto a verificare e valutare periodicamente con il Romano Pontefice la loro efficacia, la praticabilità, l’attribuzione nell’ambito della Curia Romana e l’opportunità per la Chiesa universale, a norma dell’Art. 31 §3 della Costituzione apostolica Praedicate Evangelium.

§3. Nell’emanare le sentenze e i decreti i Tribunali Apostolici seguono il diritto universale e le norme proprie.

Art. 34

§1. Le questioni che richiedano di essere trattate in via giudiziaria devono essere trasmesse ai Tribunali competenti.

§2. Vanno rimessi sempre ed esclusivamente al giudizio del Dicastero per la Dottrina della Fede i delitti ad essa riservati dalla normativa vigente, nonché le questioni concernenti il «privilegium fidei», a norma degli Artt. 74 e 76 della Costituzione apostolica Praedicate Evangelium.

§3. Nell’esame dei ricorsi gerarchici si osserverà quanto disposto all’Art. 29 e agli Artt. 40-44.

Art. 35

I conflitti di competenza tra due o più Istituzioni curiali sono deferiti alla Segnatura Apostolica.

 

Titolo VIII
IL COORDINAMENTO DELLE ISTITUZIONI CURIALI

Art. 36

§1. Il coordinamento tra le varie Istituzioni curiali avviene: a livello di Concistoro, di riunione dei Capi delle Istituzioni curiali, di riunioni interdicasteriali.

§2. Spetta alla Segreteria di Stato, su disposizione del Romano Pontefice, di coordinare l’attività dei Dicasteri, degli Organismi, degli Uffici della Curia Romana e delle Istituzioni collegate con la Santa Sede e di assicurarne l’unità d’indirizzo. La Segreteria di Stato cura la notificazione ai singoli Dicasteri, Organismi, Uffici ed Istituzioni collegate con la Santa Sede di quanto è necessario e utile a tale coordinamento e assume iniziative appropriate di carattere tecnico-organizzativo, che riguardano tutta la Curia Romana.

§3. I documenti e le decisioni di indole generale, preparati da una o più Istituzioni curiali, devono essere comunicati alle altre Istituzioni curiali interessate alla materia, per eventuali emendamenti e per una loro concorde esecuzione.

 

Titolo IX
PREPARAZIONE E PUBBLICAZIONE DI DOCUMENTI

Art. 37

§1. Le singole Istituzioni curiali, nel campo della propria competenza, trattano le questioni di interesse universale in appositi documenti. Nelle materie di competenza di più Istituzioni curiali possono essere elaborati documenti comuni.

§2. L’Istituzione curiale stessa determina la natura del documento e ne sceglie la forma appropriata.

§3. Il progetto di documento viene elaborato a cura dell’ufficio o della Sezione competente dell’Istituzione curiale, in collaborazione con i Consultori o altri esperti in materia.

§4. Dopo un primo esame del progetto di documento, il Capo dell’Istituzione curiale, sentito il parere del Congresso laddove esiste, indicherà a quali altre Istituzioni curiali debba essere inviato per eventuali osservazioni, e valuterà anche l’opportunità di sentire in merito il parere di Organismi episcopali o di alcuni Vescovi competenti delle aree geografiche maggiormente interessate al problema.

§5. I documenti delle Istituzioni curiali destinati alla pubblicazione, in quanto riguardino la dottrina circa la fede e i costumi, devono essere sottoposti al giudizio previo del Dicastero per la Dottrina della Fede e, se hanno la natura di decreti generali esecutivi, di istruzioni o di carattere normativo, devono essere inviati, per un esame circa la loro congruenza legislativa con il diritto vigente e la loro corretta forma giuridica, al Dicastero per i Testi Legislativi (Cfr. Costituzione apostolica Praedicate Evangelium, Artt. 75179).

§6. Nei casi in cui il testo del documento sia preparato da un Dicastero, esso sarà sottoposto all’esame dei Membri del medesimo e, dopo la sua approvazione, presentato al Romano Pontefice.

§7. Il documento, firmato dal Capo dell’Istituzione curiale e controfirmato dal Segretario, prima di essere reso di pubblico dominio, sarà portato a conoscenza dei Vescovi, tramite i Rappresentanti Pontifici, fermo restando quanto disposto dal can. 81 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali.

§8. Il contenuto, il significato e le motivazioni del documento saranno di norma illustrati all’opinione pubblica in collaborazione con il Dicastero per la comunicazione.

Art. 38

La procedura, di cui all’articolo precedente, si applica, ove occorra, anche nella preparazione di altri documenti.

 

Titolo X
PREPARAZIONE DI ATTI AMMINISTRATIVI SINGOLARI

Art. 39

Le Istituzioni curiali a ciò autorizzate dovranno determinare, nell’Ordo servandus proprio, la procedura da seguire nella concessione di rescritti, grazie, dispense, autorizzazioni, licenze e di altri atti amministrativi, attenendosi alle disposizioni del diritto canonico in materia e chiedendo, se necessario, il parere degli Ordinari interessati e, se opportuno, anche quello del Rappresentante Pontificio.

 

Titolo XI
PROCEDURA PER L’ESAME DEI RICORSI

Art. 40

§1. Quando oggetto della Sessione plenaria o ordinaria dei Dicasteri è stata la definizione di una controversia, la decisione deve essere notificata quanto prima possibile alle parti interessate.

§2. La parte che si sente gravata, entro dieci giorni utili può chiedere la revoca o la modifica del provvedimento.

§3. Soltanto la Sessione plenaria o ordinaria può concedere la revoca o la modifica del provvedimento.

§4. Non si da mai ricorso contro atti approvati dal Romano Pontefice in forma specifica (Cfr. cann. 1405 §2 e 333 §3 Codice di Diritto Canonico e cann. 1060 §3 e 45 §3 Codice dei Canoni delle Chiese Orientali).

Art. 41

§1. Contro i provvedimenti o le decisioni delle Istituzioni curiali la parte che si sente gravata, qualora intenda impugnarli, deve presentare alla stessa Istituzione che ha emesso il provvedimento, entro dieci giorni utili dalla notifica, la richiesta della revoca o modifica del provvedimento stesso.

§2. In ogni caso entro il termine perentorio di sessanta giorni utili dalla notifica dell’atto e a norma del diritto può essere inoltrato il ricorso alla Segnatura Apostolica.

Art. 42

§1. I ricorsi gerarchici alla Santa Sede contro i decreti amministrativi di autorità ecclesiastiche sono esaminati sia nella legittimità che nel merito dall’Istituzione curiale competente, a norma di diritto (Cfr. cann. 1732-1739 Codice di Diritto Canonico; cann. 995-1005 Codice dei Canoni delle Chiese Orientali; Costituzione apostolica Praedicate Evangelium, Art. 32 §1).

§2. L’esame dei ricorsi deve concludersi entro i termini prescritti dal can. 57 del Codice di Diritto Canonico e dal can. 1518 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali; qualora il ricorso esiga un esame più approfondito, si avverta il ricorrente del tempo di proroga e delle motivazioni che l’hanno causata.

§3. L’Istituzione curiale deve motivare le proprie decisioni circa i ricorsi esaminati, a norma del can. 51 del Codice di Diritto Canonico e del can. 1519 §2 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali.

§4. Contro singoli atti amministrativi posti da Istituzioni curiali o da esse approvati sono ammessi, entro il termine stabilito, i ricorsi alla Segnatura Apostolica, la quale li esamina per violazione di legge nel deliberare o nel procedere e, su richiesta del ricorrente, circa la riparazione dei danni eventualmente causati dall’atto illegittimo.

§5. I ricorsi in materia di lavoro da parte di dipendenti ed ex dipendenti della Santa Sede contro atti posti dalla competente Istituzione curiale sono trattati dall’Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica, salvo quanto disposto dall’Art. 90 del Regolamento del Personale della Curia Romana.

Art. 43

§1. Le Istituzioni curiali, prima di accettare un ricorso, devono assicurarsi della propria competenza e dell’osservanza delle norme relative alla proposizione dei ricorsi. In caso contrario dichiarano la propria incompetenza o l’improponibilità del ricorso.

§2. In caso di dubbio, l’organo competente a risolverlo è il Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.

Art. 44

§1. Il ricorrente ha il diritto di avvalersi del patrocinio di un Avvocato scelto a norma dell’Art. 238 della Costituzione apostolica Praedicate Evangelium o dell’opera di un Procuratore.

§2. Quando sia necessario, il Capo dell’Istituzione curiale assegnerà alle parti l’Avvocato d’ufficio.

 

Titolo XII
RELAZIONI CON LE CHIESE PARTICOLARI E VISITE «AD LIMINA»

Art. 45

Le Istituzioni curiali esamineranno con diligenza e sollecitudine le questioni loro presentate dalle Chiese particolari e le terranno informate dello svolgimento e dell’esito delle pratiche relative, sentendo il loro parere su questioni che le riguardano.

Art. 46

Le Visite «ad limina», che i Vescovi diocesani devono compiere a norma del diritto, saranno opportunamente programmate dalla Prefettura della Casa Pontificia d’intesa con il Dicastero per i Vescovi e, rispettivamente, con i Dicasteri per le Chiese Orientali e per l’Evangelizzazione, tenendo conto, per quanto possibile, delle esigenze delle altre Istituzioni curiali.

Art. 47

Le Visite «ad limina» si articolano in tre principali fasi: il pellegrinaggio ai sepolcri dei Principi degli Apostoli, l’incontro con il Romano Pontefice ed i colloqui con i Responsabili delle varie Istituzioni curiali. Questi tre principali momenti saranno accuratamente preparati dal Dicastero competente.

Art. 48

La relazione sullo stato della Diocesi dovrà pervenire al Dicastero competente sei mesi prima del tempo fissato per la Visita. Detto Dicastero provvederà a sua volta a inviare tempestivamente copia della relazione alle altre Istituzioni curiali competenti per materia, le quali, esaminata la relazione nella parte che ad essi compete, formuleranno nel più breve tempo possibile le osservazioni da notificare al gruppo di studio costituito allo scopo dal Dicastero competente, tenendo conto della diversità delle lingue e regioni e con la collaborazione delle altre Istituzioni curiali interessate.

Art. 49

Nelle relazioni con le Chiese particolari ci si avvarrà - come stabilito all’Art. 37 della Costituzione apostolica Praedicate Evangelium - della collaborazione dei Rappresentanti Pontifici. Essi, anche in occasione di loro visite a Roma, prenderanno contatto con le Istituzioni curiali.

 

Titolo XIII
LINGUE IN USO

Art. 50

§1. Le Istituzioni curiali redigeranno di regola i loro atti nella lingua latina o in altra lingua.

§2. È costituito presso la Segreteria di Stato un ufficio per la lingua latina, a servizio della Curia Romana.

§3. Si avrà cura che i principali documenti destinati alla pubblicazione siano tradotti nelle lingue oggi più diffuse.

 

Titolo XIV
GLI ARCHIVI E IL PROTOCOLLO

Art. 51

§1. Tra le strutture delle Istituzioni curiali e degli Uffici occupano un posto di rilievo gli Archivi, nei quali devono essere custoditi accuratamente atti e documenti. Attesa la loro importanza, gli Archivi e il Protocollo devono essere tenuti con ordine e con adeguate misure di sicurezza.

§2. Le pratiche in arrivo e in partenza devono essere registrate nel Protocollo, secondo quanto disposto nell’Ordo servandus proprio.

§3. La cura degli Archivi sia affidata ad un Officiale esperto in archivistica e possibilmente in possesso del relativo diploma.

§4. Gli atti e i documenti non più necessari al lavoro dell’Istituzione curiale o dell’Ufficio saranno trasmessi periodicamente all’Archivio Apostolico Vaticano.

 

Titolo XV
SISTEMI INFORMATICI

Art. 52

Gli Enti acquisiscono i sistemi informatici necessari allo svolgimento del lavoro secondo le disposizioni in materia di appalti, previa validazione tecnica della Segreteria per l’Economia.

Il presente Regolamento, approvato “ad experimentum” per un periodo di cinque anni, viene promulgato tramite la pubblicazione su “L’Osservatore Romano” ed entra in vigore a decorrere dal 1° gennaio 2026. Decorso il suddetto periodo, ove non sia sopravvenuta alcuna modifica, è da ritenersi confermato definitivamente.

Insieme al presente Regolamento viene approvato – per lo stesso periodo e con la stessa decorrenza – e promulgato nello stesso modo, il Regolamento del Personale della Curia Romana, al quale il presente fa riferimento.

 

Dato a Roma, presso San Pietro, il giorno 23 novembre dell’anno 2025, Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo, primo del Pontificato. 
 

LEONE PP. XIV

 

 

V. El Reglamento del Personal de la Curia Romana (2025)

 


REGLAMENTO PARA EL PERSONAL DE LA CURIA ROMANA

 

Título I. DISPOSICIONES GENERALES

Art. 1

§1. Estos Reglamentos contienen las normas organizativas, disciplinarias y económicas relativas a la relación laboral del personal en servicio en la Secretaría de Estado, los Dicasterios, los Organismos y Oficinas que conforman la Curia Romana, así como las Instituciones vinculadas a la Santa Sede (cf. Constitución Apostólica Praedicate Evangelium, art. 12, 242 - 249).

§2. Cada Entidad tiene su propio Ordo servandus aprobado por el Pontífice Romano.

Art. 2

Cada Entidad, según la norma de la Constitución Apostólica Praedicate Evangelium, está gobernada por un Prefecto, o equivalente, en adelante denominado Jefe de Entidad, asistido por uno o más Secretarios y, subordinadamente, por uno o más Subsecretarios, sin perjuicio de las disposiciones del Ordo servandus de las Entidades individuales.

Art. 3

Los siguientes son los Superiores de la Curia Romana:

a) el Suplente de Asuntos Generales de la Secretaría de Estado, el Secretario de Relaciones con los Estados y el Secretario de Personal Diplomático de la Santa Sede de la misma Secretaría de Estado, los Secretarios de los Dicasterios, el Regente de la Penitenciaría Apostólica, el Secretario del Tribunal Supremo de la Firma Apostólica, el Decano de la Rota Romana,  los Secretarios de la Secretaría de Economía y Administración del Patrimonio de la Sede Apostólica, y cualquier otro Secretario y equivalente, conforme a las disposiciones del Reglamento de las entidades individuales; b) el Prefecto de la Casa Papal, el Maestro de las Celebraciones Litúrgicas Pontificias.

Art. 4

§1. Los funcionarios trabajan en cada organismo dentro de los límites establecidos en la tabla orgánica depositada en la Secretaría de Economía, dentro de los límites de su propio presupuesto.

§2. Además, los Secretarios, Ujieres y Auxiliares trabajan y están distribuidos en niveles funcionales correspondientes.

§3. El personal de los diez niveles funcionales depende tanto de su estatus legal como de su actividad del Jefe de la Entidad.

Art. 5

§1. Las tablas orgánicas, su revisión y cualquier enmienda son elaboradas por los respectivos Órganos conforme a estos Reglamentos y sometidas a la Secretaría de Economía, que, tras examen y evaluación por la Comisión Interdicasterial de Tablas Orgánicas, las aprueba.

§2. Cada cinco años, o en casos de necesidad particular y probada, las tablas orgánicas se revisarán siguiendo el procedimiento mencionado en el párrafo anterior. En ausencia de una tabla orgánica aprobada o de una revisión de la misma, no será posible proceder con la contratación de personal.

§3. La propuesta de modificar la tabla orgánica debe ser examinada por la Comisión Interdicasterial mencionada en el §1, a más tardar 6 meses desde la fecha de presentación de la solicitud a la Secretaría de Economía.

Título II. PROCEDIMIENTOS DE NOMBRAMIENTO

Art. 6

§1. Los siguientes son Prefectos o equivalentes de nombramiento pontificio, Miembros y Superiores de los Dicasterios, Organismos y Oficios que conforman la Curia Romana, así como de las Instituciones vinculadas a la Santa Sede, los Prelados Auditores de la Rota Romana, el Promotor de la Justicia y el Defensor del Vínculo de la Signatura Apostólica, el Promotor de la Justicia del Dicasterio para la Doctrina de la Fe,  el personal directivo laico, los subsecretarios y equivalentes, el Prefecto de la Casa Papal, el Maestro de Celebraciones Litúrgicas Pontificias, los demás altos funcionarios asignados a los jefes de oficina, equivalentes y expertos, así como los consultores.

§2. El personal mencionado en el §1 será nombrado por un mandato de cinco años.

§3. El Reglamento para el Personal Laico de Liderazgo de la Santa Sede y del Estado de la Ciudad del Vaticano se aplica al personal laico de dirección.

Art. 7

§1. Los Jefes de Oficina son nombrados por el Pontífice Romano por un mandato de cinco años a propuesta del Jefe de la Entidad; el ticket de nombramiento es preparado por la Secretaría de Economía y firmado por el Jefe de la Institución.

§2. Los empleados clasificados desde el octavo nivel funcional en adelante pueden ser nombrados Jefes de Oficina.

§3. Al finalizar el periodo de cinco años, el Jefe de Oficina que ya esté empleado y cuyo nombramiento no se renueva, será clasificado en el nivel anterior a su nombramiento como Jefe de Oficina.

§4. Al final del periodo de cinco años, el nuevo Jefe de Oficina, cuyo nombramiento no se renueva, también podrá ser trasladado a otra Institución.

§5. Los demás funcionarios son contratados por su Jefe de Institución dentro de los límites de la tabla orgánica. Se requiere la aprobación de la Secretaría de Economía para el reclutamiento.

§6. Los Funcionarios serán elegidos, en la medida de lo posible, de las diferentes regiones del mundo, para que la Curia refleje el carácter universal de la Iglesia.

§7. La idoneidad de los candidatos debe ser determinada por la Secretaría de Economía. En el caso de candidatos que sean clérigos o miembros de Institutos de Vida Consagrada y Sociedades de Vida Apostólica, la Secretaría de Economía también solicita el dictamen previo de la Secretaría de Estado.

Art. 8

Las personas a las que se refiere el artículo 6 §1, así como aquellas que desempeñen funciones de administración activa, jurisdicción o control y supervisión conforme a las regulaciones vigentes, deberán firmar la declaración conforme a las normas vigentes emitidas por la Autoridad Superior [1] en el momento de asumir el cargo o cargo.

Título III. CLASIFICACIÓN DEL PERSONAL

Capítulo I. Normas comunes

Art. 9

§1. El personal se selecciona entre quienes destacan por su virtud, prudencia, ciencia y la experiencia que merecen.

§2. Deben cumplir los siguientes requisitos:

a) profesar y vivir la fe católica; b) ausencia de antecedentes penales y condenas penales pendientes; c) tener al menos 18 años; d) idoneidad y competencia para el trabajo a realizar según se establece en el §5 a continuación.

§3. Para clérigos o miembros de los Institutos de Vida Consagrada y de las Sociedades de Vida Apostólica, también se requiere el nilil obstat del respectivo Ordinario o Superior competente y, si residen en Roma, también del Vicariato de Roma.

§4. Para todo el personal, debe obtenerse un certificado de aptitud psicofísica para las tareas a realizar, certificado por la Dirección de Salud e Higiene del Gobernatorado del Estado de la Ciudad del Vaticano.

§5. La tabla orgánica de cada Entidad establece para cada tarea prevista en ella:

a) la cualificación correspondiente; b) años de experiencia adquiridos en tareas similares con otros empleadores o de forma independiente; c) conocimiento de una o más lenguas además de la lengua materna y el italiano; d) las habilidades y requisitos necesarios para ocupar el puesto que se le ha confiado.

§6. En cuanto a la titulación académica, la tabla orgánica normalmente debe incluir lo siguiente:

a) estar incluidos en los niveles 10, 9 y 8, obtener una licencia o un máster; b) ser incluido en el 7º nivel, en un grado de licenciatura o en un título de tres años; c) ser incluido en el nivel 6, un diploma de un instituto de educación secundaria superior o una cualificación similar; d) para estar incluido en los niveles restantes, se requiere haber cumplido con las obligaciones escolares según la legislación de su país.

Art. 10

§l. Para ser reclutado deben presentarse los siguientes documentos:

a) documento de identidad; b) certificado de residencia; c) cualquier permiso de residencia; d) certificado que demuestre la cualificación.

§2. Para el personal laico, también se requieren las siguientes:

a) certificado de bautismo y confirmación; b) para personas casadas, un certificado de matrimonio canónico; c) certificado de compromiso religioso y moral emitido por el párroco; d) certificado de antecedentes penales y certificado de cargos pendientes fechados no antes de tres meses; e) documentación adicional necesaria para demostrar otros requisitos para el puesto específico a cubrir; f) declaración de aceptación exclusiva de la jurisdicción del Foro del Estado de la Ciudad del Vaticano respecto a cualquier disputa relativa al establecimiento de una relación laboral y/o de colaboración; g) permiso ilimitado para quienes estén sujetos al servicio militar.

Art. 11

§1. La relación laboral se regula exclusivamente por las normas propias de la Santa Sede. Cualquier disputa relativa a dicha relación está sujeta a la jurisdicción exclusiva del Tribunal del Estado de la Ciudad del Vaticano.

§2. Todos, en el momento del nombramiento o contratación, deben conocer estos Reglamentos y el Ordo servandus de su propia Entidad a la que están vinculados, sin que se desconozca que se les invoca.

§3. Toda persona, en el momento del nombramiento o asunción, debe hacer la profesión de fe y jurar fidelidad y observancia del secreto del cargo ante el Jefe de la Institución u otro Superior, con las fórmulas dadas en el Apéndice.

Capítulo II. Contratación de funcionarios clérigos seculares (diocesanos y otros) y miembros de los Institutos de Vida Consagrada y Sociedades de Vida Apostólica

Art. 12

§1. Los funcionarios pertenecientes al clero secular y los miembros de los Institutos de Vida Consagrada y de las Sociedades de Vida Apostólica, por regla general, son contratados con un contrato de cinco años, que puede extenderse por un periodo igual, mediante acuerdo entre el Jefe de Institución solicitante y los respectivos Ordinarios o Superiores del Instituto o Sociedad a la que pertenecen.  sujeto a la autorización de la Secretaría de Economía. El acuerdo también definirá los términos relativos a la garantía del sistema de seguridad social conforme a las disposiciones de las normas de la Santa Sede. Las disposiciones de este artículo relativas a clérigos seculares y miembros de Institutos de Vida Consagrada y Sociedades de Vida Apostólica no son aplicables al clero casado.

§2. Durante el periodo de servicio, la seguridad social y la cobertura social deben asegurarse según las normas establecidas para todo el personal de la Santa Sede. Debe preverse la contratación de una póliza de seguro a favor de los empleados que, en la fecha de finalización del servicio, no hayan adquirido derecho a prestaciones de pensión inmediatas o diferidas.

§3. Antes de finalizar el acuerdo mencionado en el §1, la Institución debe, en cualquier caso, consultar con la Secretaría de Economía. En el momento de la contratación, el empleado debe recibir una copia del acuerdo.

§4. En caso de pérdida del estatus clerical o separación definitiva del Instituto de Vida Consagrada o de la Sociedad de Vida Apostólica, se considera terminada la relación laboral con la Santa Sede.

§5. El periodo de prueba está regulado por las disposiciones del art. 15 §§1-4 de estos Reglamentos.

Capítulo III Reclutamiento del personal laico

Art. 13

§1. Los candidatos son contratados en periodo de prueba por un periodo de al menos un año, que no puede extenderse más allá de los dos años. Cualquier periodo de empleo realizado en las mismas tareas de forma continua e inmediatamente antes de la contratación se cuenta para los fines del periodo de prueba.

§2. La persona implicada deberá ser notificada por escrito del empleo en periodo de prueba.

§3. El nivel funcional es establecido por la institución a la que pertenece el candidato conforme a la tabla orgánica, tras la verificación por parte de la Secretaría de Economía, en relación con las tareas para las que se contrata.

§ 4. Durante o al final del periodo de prueba, el Director de la Institución destituye, con una medida incuestionable, comunicada por escrito, al candidato que demuestre ser inadecuado.

Art. 14

§1. Está prohibido contratar parientes consanguíneos hasta cuarto grado, y parientes en primer y segundo grado, según el cálculo canónico.

§2. Este criterio también se aplica a entidades separadas, si el reclutamiento de parientes consanguíneos, según la Secretaría de Economía, se considera en conflicto con la tarea a realizar.

Art. 15

§1. El periodo de prueba se calcula para efectos de antigüedad del servicio y cualquier beneficio de jubilación.

§2. El salario del empleado en periodo de prueba está sujeto a retenciones de impuestos para la atención sanitaria, la pensión y la indemnización por despido.

§3. El periodo de prueba se suspende en caso de ausencia del empleado: por enfermedad, accidente, motivos familiares, que según el Jefe de la Institución a la que pertenece el empleado se consideran graves, se ha informado a la Secretaría de Economía.

§4. En caso de accidente o enfermedad debido al servicio durante el periodo de prueba, lo establecen las normativas en el art. 57 - 58.

§5. El periodo de prueba se suspende en caso de baja por maternidad de la empleada.

Art. 16

Al finalizar el periodo de prueba, el Director de la Institución, tras enviar la evaluación del candidato a la Secretaría de Economía, procede con un billete especial para su nombramiento.

Otros tipos de contratos

Art. 17

§1. Para la contratación de personal por tiempo limitado o para la asignación de asignaciones y otros servicios profesionales, se pueden utilizar los siguientes tipos de contratos:

a) empleo de duración determinada; b) contrato de guardia; c) asignación de un puesto profesional temporal.

§2. También es posible realizar actividades mediante:

a) prácticas; b) voluntariado.

Art. 18

§1. El personal puede ser contratado por un plazo fijo:

a) compensar las ausencias prolongadas de personal con derecho a mantener sus empleos y para quienes no es posible proveer personal que trabaje en la Entidad; b) en caso de confiar a la Entidad actividades adicionales o actividades extraordinarias limitadas en el tiempo; c) si lo prevé el Ordo servandus o la tabla organizativa de la Entidad en relación con la configuración particular de la actividad de la Entidad, que puede requerir personal adicional solo en determinados momentos del año.

§2. El empleo a tiempo determinado puede realizarse a tiempo completo o parcial conforme a lo dispuesto en el artículo 47 a continuación.

§3. La contratación, sujeta a la autorización de la Secretaría de Economía, debe realizarse durante el tiempo necesario para cubrir las necesidades que la han determinado a petición justificada de la Autoridad, por un periodo en cualquier caso no superior a cinco años. En el caso de renovaciones y prórrogas, siempre acordadas en caso de que se cumplan las condiciones mencionadas en §1, a), b) y c) anteriores y siempre dentro del límite global de cinco años, se requiere nuevamente la autorización de la Secretaría de Economía.

§4. El tratamiento económico y regulatorio previsto por estos Reglamentos para el personal contratado de forma permanente se aplicará al personal contratado por duración determinada, salvo lo siguiente:

a) en caso de ausencia por enfermedad o accidente, art. 57 y 58 de estos Reglamentos; El periodo de permanencia del puesto es igual a la duración del contrato y no puede, en ningún caso, exceder los plazos máximos establecidos en el art. 57 y 58. En caso de accidente o enfermedad debido a eventos de servicio, las normativas previstas en el arte. 58; b) en caso de ausencia laboral por maternidad, conforme al art. 60 §§8-9, si la terminación de la relación laboral se produce debido a la expiración del plazo, la parte interesada recibe junto con el pago una indemnización igual al producto del 80% del salario mensual mencionado en el art. 60 §5 por el número de meses restantes de baja por maternidad previstos en los párrafos mencionados.

§5. La remuneración del personal contratado por duración determinada se establece en la medida correspondiente al nivel funcional requerido por las tareas asignadas y está sujeta a retenciones fiscales para sanidad, pensiones y indemnizaciones.

§6. El personal contratado por duración fija, conforme sea compatible con el tipo de contrato, tiene derecho a todos los beneficios sociales proporcionados al personal contratado de forma permanente.

§7. El personal es contratado mediante un contrato estipulado por el Director de la Institución, de quien dependen para su estatus legal, sujeto a la autorización de la Secretaría de Economía.

§8. Los contratos a los que se refiere el §1 no otorgan derecho al empleado a la permanencia y la relación laboral termina al final del plazo.

Art. 19

§1. Para la prestación de servicios discontinuos o intermitentes, para necesidades técnicas, organizativas o de reemplazo, o si en periodos particulares surge la necesidad de servicios que no pueden ser predeterminados, el Jefe de Organización puede estipular contratos conocidos como 'de guardia', siempre que estén dentro de los límites de su presupuesto y por un periodo de tiempo limitado.

§2. El contrato de "guardia" es estipulado por el Jefe de la Entidad, del que depende el trabajador, conforme a las normas emitidas por la Secretaría de Economía.

§3. Los contratos a los que se refiere el §1 no otorgan derecho al empleado a la permanencia y la relación laboral termina al final del plazo.

Art. 20

§1. El Jefe de la Entidad, para necesidades determinadas que no puedan ser cubiertas por los empleados ni cubiertas por la tabla orgánica, podrá conferir, dentro del límite de su presupuesto, encargos o solicitar otros servicios de trabajo intelectual necesarios para la misma Entidad.

§2. La asignación de la misión, sujeta a la autorización de la Secretaría de Economía, es confiada por los Organismos correspondientes mediante una ley específica.

§3. La contribución suele ser por una duración máxima de un año; para cualquier renovación posterior, se requiere la autorización de la Secretaría de Economía.

§4. El empleado debe disponer de una póliza de seguro de responsabilidad profesional y cobertura de pensión, salvo que la Secretaría de Economía lo solicite en contrario.

§5. Los nombramientos mencionados en los párrafos anteriores no otorgan derecho al titular a la titularidad y cesan al final del mandato.

§6. Las cesiones se compensan "a una tarifa fija" según el acuerdo entre las partes y no implican obligaciones de seguridad social o tratamiento social por parte de la Santa Sede.

Art. 21

§1. Quienes posean las cualificaciones requeridas, sujetas a la autorización de la Secretaría de Economía, pueden realizar, en una institución, un periodo de prácticas no superior a un año, para integrar su formación. Las prácticas no pueden estar en absoluto dirigidas a cubrir ninguna escasez de personal.

§2. Las prácticas, que se formalizarán mediante una escritura escrita que regule su desempeño, tienen como objetivo realizar un proyecto de formación del becario bajo la supervisión de un tutor y no constituyen en ningún caso una relación laboral, ni sustituyen el periodo de prueba requerido para la contratación.

§3. Al finalizar el periodo de prácticas y a petición de la parte interesada, la Institución emite un certificado.

§4. Las prácticas no conllevan ninguna carga remunerativa, de seguridad social o de bienestar social para la Santa Sede, salvo la cobertura de seguro para accidentes y responsabilidad civil frente a terceros, así como el posible reembolso de gastos previamente acordados y debidamente documentados.

Art. 22

§1. La actividad voluntaria de las personas que durante un determinado periodo deseen ofrecer servicios gratuitos y no remunerados a las Instituciones queda al juicio prudente del Jefe de la Institución, sujeto a la autorización de la Secretaría de Economía.

§2. La persona que proporciona voluntariamente su trabajo debe cumplir con los requisitos morales exigidos a los empleados.

§3. El periodo de tiempo durante el cual una persona se compromete a proporcionar su colaboración se determina en acuerdo con el Jefe de la Entidad.

§4. En cualquier momento, el Director de la Institución podrá terminar dicho servicio, notificando a la Secretaría de Economía y a la parte interesada. Este último puede hacer lo mismo, informando al Director de la Institución a tiempo.

§5. Estos servicios no suponen ninguna carga remunerativa, seguridad social ni pensión para la Santa Sede, salvo el posible reembolso de gastos previamente acordados y debidamente documentados.

§6. Las Entidades que se benefician de las actividades mencionadas en los §§1-5 anteriores están obligadas a asegurar, a través de la Secretaría de Economía, a las personas que prestan actividades de voluntariado:

a) contra accidentes y enfermedades relacionados con la realización de estas actividades; b) por responsabilidad civil frente a terceros.

Título IV. MOVILIDAD DEL PERSONAL

Art. 23

Los puestos que queden vacantes en la plantilla pueden cubrirse, sujeto a la autorización de la Secretaría de Economía, trasladando a una persona de la misma institución a ese nivel, transfiriéndose desde otra institución o recurriendo a una nueva contratación, según las necesidades de la oficina, teniendo en cuenta las cualificaciones y la idoneidad específica y determinada para el puesto en cuestión,  y omitió cualquier otro criterio, incluido el mero tiempo de servicio.

Art. 24

§1. Para necesidades de servicio y organización, el personal puede ser transferido, por orden del Jefe de Organización, temporal o permanentemente para desempeñar sus funciones en otra oficina de la misma Organización, manteniendo el mismo nivel salarial.

§2. La transferencia a la que se refiere el §1 deberá ser notificada por escrito a la persona implicada y comunicada a la Secretaría de Asuntos Económicos en la medida de su competencia.

Art. 25

§1. Para necesidades de servicio y organización, el personal puede ser transferido temporal o permanentemente para desempeñar sus funciones en otro órgano de la Curia Romana, manteniendo el mismo nivel salarial, según la tabla orgánica.

§2. Para proceder con la transferencia mencionada en el §1, se requiere el acuerdo previo entre los Jefes de las Entidades Implicadas y la autorización de la Secretaría de Economía.

§3. La medida se notifica por escrito a la Secretaría de Economía por el Jefe de la Entidad que recibe al empleado, y al interesado por el Jefe de la Entidad desde la que el mismo empleado ha sido transferido.

Título V. FUNCIONES DEL PERSONAL

Art. 26

§1. El Jefe de la Entidad es responsable de gobernar y dirigir su propia Entidad, supervisar todas sus actividades y representarla a todos los efectos.

§2. El Jefe de la Entidad es responsable de la gestión de su personal según modelos organizativos internos, en cumplimiento con estas Normativas.

Art. 27

El Secretario o equivalente, con la colaboración del Subsecretario o figura similar, ayuda al Jefe de la Entidad a dirigir al personal y a gestionar los asuntos de la Entidad. Participa en todas las sesiones ordinarias y plenarias con derecho a voto.

Por lo tanto, siguiendo las directrices del Jefe de la Entidad y de acuerdo con él, en observancia del Ordo servandus propio de cada Entidad:

a) coordina y planifica las iniciativas y los distintos servicios, asigna el sector de actividad a cada uno, sigue con especial atención los asuntos más importantes, se encarga de la redacción de documentos y de la rápida gestión de las prácticas de oficina, supervisa la disciplina y el cumplimiento de estos Reglamentos y del Ordo servandus de la Autoridad; b) encomienda a los Consultores el estudio de las prácticas para las que su voto se considera necesario; convoca el Concilio cuando es necesario y lo preside (cf. Reglamento General de la Curia Romana, art. 26); c) prepara la recepción de los obispos en su visita ad Limina; d) sustituye al Jefe de la Entidad cuando está ausente o se le ve impedido; e) firma, junto con el Jefe de la Entidad, los actos de la Entidad, conforme a las normas de su Ordo servandus; f) transmite a la Secretaría de Estado los documentos que se publicarán en los Acta Apostolicae Sedis; g) informa regularmente al Jefe de la Entidad sobre el progreso de los procedimientos y, en particular, sobre lo que debe ser notificado o enviado a otras Entidades, o que va más allá de los límites de las prácticas ordinarias o requiere medidas particulares; h) se encarga de la preparación del presupuesto y del balance final que se transmitirán a la Secretaría de Economía y supervisa cuidadosamente su implementación.

Art. 28

El Subsecretario y quienes desempeñan funciones equivalentes, según las normas de su Ordo servandus:

a) asistir al Secretario o equivalente en la dirección del personal y la gestión de los asuntos de la Entidad, encargándose de su funcionamiento; b) en caso de ausencia o impedimento del Secretario o equivalente, lo sustituyen según el Ordo servandus propio de la Entidad; c) pueden estar autorizados a firmar Actos explícitamente determinados; d) actuar como actuarios en las Sesiones Ordinarias y Plenarias; e) atienden las actividades particulares que el Secretario o equivalente les encomienda.

Art. 29

Las funciones del personal son determinadas por el Ordo servandus propio de cada Entidad, en cumplimiento de las Descripciones Generales de Puesto de la Curia Romana.

Título VI. NIVELES FUNCIONALES

Art. 30

§1. Los funcionarios y personal mencionados en el arte. 4 §§1-2 se distribuyen en diez niveles funcionales, cada uno de los cuales corresponde a la remuneración establecida por las normas emitidas por la Secretaría de la Economía.

§2. Cada nivel funcional incluye diferentes tareas listadas en las descripciones de puesto de la Curia Romana reportadas en el Apéndice.

§3. Además de la remuneración prevista por su nivel funcional, los Jefes de Oficina reciben una asignación establecida por la Secretaría de Economía.

§4. El número de puestos previstos para cada nivel funcional se indica en las tablas orgánicas aprobadas para cada organismo.

§5. Dentro del nivel de membresía, al empleado también se le pueden asignar nuevas tareas que, debido a cambios en las necesidades organizativas y laborales, según la opinión de los Superiores, se refieren en el art. 2, si es necesario.

§6. El personal debe estar disponible para colaborar temporalmente, según las instrucciones de los Superiores, incluso en tareas no relacionadas con sus funciones y para sustituir a los compañeros ausentes.

Art. 31

§1. Un empleado perteneciente a un nivel dado puede ser asignado temporalmente a las funciones del nivel superior en los siguientes casos:

a) por vacante de un puesto orgánico; b) sustituir a los empleados ausentes con derecho a mantener su puesto; c) para otras necesidades objetivas de servicio.

§2. La concesión temporal de funciones superiores se ordena por acto formal por el Jefe de la Entidad notificado a la Secretaría de Economía.

§3. La contribución:

a) nunca podrá exceder, para la protección del empleado, la duración de seis meses; b) nunca otorga el derecho a ascender a un nivel superior; c) nunca concede derecho a un aumento, de ninguna forma, en la remuneración.

§4. La asignación a funciones inferiores solo puede ser dispuesta por el Jefe de la Entidad para necesidades de servicio objetivo y no puede durar más de un año continuo, ni un periodo de un año en un periodo de tres años, manteniendo en cualquier caso el mismo trato correspondiente al nivel al que pertenece el Oficial.

Art. 32

§1. Sin perjuicio de las disposiciones del §3 inferior, el Jefe de la Entidad, tras conocer la opinión del Secretario, tras evaluar las disposiciones del art. 9 §4, la competencia profesional y aptitud del candidato para desempeñar las nuevas funciones a desempeñar, y con la autorización de la Secretaría de Economía, puede avanzar hacia la transición a un nivel superior.

§2. Antes de ser asignado a un nivel superior, el empleado debe permanecer en el siguiente nivel inferior durante un periodo no inferior a un año.

§3. El paso al nivel superior puede concederse cuando implica un cambio efectivo de tareas debidamente documentadas, dentro de los límites del presupuesto y de la tabla orgánica, sin perjuicio de las habilidades profesionales adquiridas y demostradas en el desempeño de las funciones, evaluaciones periódicas de desempeño y participación en actividades profesionales y formativas relevantes para el puesto.

Art. 33

§1. El Director de la Institución, sujeto a la autorización de la Secretaría de Economía, podrá proceder con la asignación de clases horizontales de mérito conforme a la legislación vigente.

§2. La asignación de clases horizontales de mérito no implica ningún cambio ni en la tarea ni en el nivel, tal como se describe en las descripciones de puesto adjuntas a estas Regulaciones.

§3. Un empleado que haya sido sancionado disciplinariamente en los últimos cinco años de servicio puede no ser candidato para la atribución de clases de mérito.

Art. 34

El Director de la Institución enviará anualmente a la Secretaría de Economía la evaluación individual del servicio prestado por el personal, basada en los criterios de dedicación, profesionalidad, desempeño y equidad en el desempeño del servicio, según lo requiera la legislación específica.

Título VII. DEBERES DEL PERSONAL

Art. 35

Quienes trabajan en la Curia Romana, en la medida en que participan en la misión universal del Pontífice Romano, prestan un servicio eclesial, marcado por un carácter pastoral y misionero. Forman una comunidad de trabajo que debe distinguirse por el espíritu que la anima.

Art. 36

El personal tiene el deber de realizar su trabajo con diligencia, precisión, sentido de responsabilidad y un espíritu de plena cooperación.

Art. 37

El personal está obligado a una conducta religiosa y moral ejemplar, incluso en la vida privada y familiar, conforme a la doctrina de la Iglesia.

Art. 38

El personal debe notificar al Director de la Institución, quien informará a la Secretaría de Economía, sobre los cambios relacionados con la composición de su familia en un plazo de treinta días desde su ocurrencia y mantener actualizados los datos de guardia, informando de inmediato sobre cualquier cambio de residencia y domicilio.

Art. 39

§1. Los clérigos seculares y los miembros de los Institutos de Vida Consagrada y de las Sociedades de Vida Apostólica están obligados a portar el hábito eclesiástico o hábito de su propio Instituto o Sociedad.

§2. El personal laico debe llevar ropa decente.

Art. 40

§1. Todos están obligados a observar estrictamente el secreto del cargo. Por tanto, no pueden proporcionar información relacionada con actos o noticias de los que han tenido conocimiento gracias a su trabajo, a quienes no tienen derecho a él.

§2. Se prestará especial atención a las normas vigentes sobre el secreto pontificio.

Art. 41

§1. Sin la autorización previa del Jefe de la Entidad o de quienes él se le deleguen, ningún funcionario o trabajador de la Entidad podrá emitir, a través de los medios, declaraciones y entrevistas, ni hacer públicas noticias sobre las personas, la actividad y las orientaciones de las Entidades de la Curia Romana.

§2. Las comunicaciones y declaraciones oficiales a la prensa solo deben ser publicadas a través del Dicasterio de Comunicación.

Art. 42

Quienes trabajan en  la Curia Romana deben dedicarse activamente, dentro de los límites de sus compromisos oficiales, a otras obras del apostolado, según su propia vocación específica.

Art. 43

El personal tiene el deber de mantenerse actualizado a nivel doctrinal y técnico sobre su trabajo específico, estimulado y asistido por su Institución.

Art. 44

Está prohibido:

a) abandonar el lugar de trabajo sin el permiso del superior competente; 

b) recibir a extraños en su oficina; 

c) contravenir las disposiciones establecidas sobre protección medioambiental; 

d) contravenir las disposiciones establecidas sobre seguridad en el trabajo; 

e) llevar a cabo actividades o participar en eventos que no sean adecuados para el carácter de empleado de la Santa Sede; 

f) unirse a instituciones o asociaciones cuyos fines no sean compatibles con la doctrina y disciplina de la Iglesia o, en cualquier caso, participar en sus actividades; 

g) ocupar cargos en otras entidades de la Santa Sede sin la autorización explícita del Jefe de la Entidad; 

h) asistir, durante el horario laboral, a ocupaciones ajenas a su cargo o servicio; 

i) ejercer profesiones, asumir o mantener empleos o asignaciones, incluso si son privados, incluso si son de naturaleza eclesiástica, incompatibles en opinión del Jefe de la Entidad, con el compromiso oficial o perjudicial para él. En cualquier caso, es deber del empleado notificar al Jefe de la Entidad con antelación la intención de asumir más empleos o asignaciones; 

j) usar indebidamente los sellos y el membrete de la oficina, así como su correo electrónico institucional; 

k) utilizar las instalaciones de la oficina, material informático y software, herramientas y equipos propiedad de la Entidad para fines de carácter privado o en cualquier caso no relacionados con los fines de la Entidad u oficina, también tras la verificación por parte de la Entidad de sus propios dispositivos informáticos puestos a disposición del empleado; 

l) difundir documentos originales, fotocopias, copias electrónicas u otro material de archivo y de trabajo relacionado con la oficina y notas o notas privadas sobre asuntos tratados en las Entidades; 

m) aceptar o solicitar, para sí mismo o para personas distintas de la Entidad en la que sirve, en razón de o aprovechándose de su cargo, regalos, donaciones u otros beneficios de valor superior al establecido por las Normas mencionadas en el Artículo 8 de estos Reglamentos; 

n) recibir comisiones o honorarios con motivo de la ejecución de actos oficiales; 

o) perseguir directa o indirectamente intereses privados en el ejercicio de las actividades de su cargo conforme a la legislación vigente.

Art. 45

§1. La Entidad tiene derecho a tomar represalias contra el personal, sea cual sea el contrato, por casos de daño causado a la propia Entidad debido a mala conducta intencionada o negligencia grave.

§2. En caso de disputa, el Tribunal del Estado de la Ciudad del Vaticano tiene jurisdicción exclusiva.

Título VIII. HORARIO LABORAL, FESTIVIDADES Y FERIAS

Art. 46

§1. El horario laboral ordinario es de treinta y seis horas semanales.

§2. Los Jefes de Entidades pueden permitir a las personas una flexibilidad de media hora en el momento de entrada en servicio y, en consecuencia, de salida.

§3. Cualquier reducción temporal en las horas de trabajo de los individuos debe ser acordada entre las partes y comunicada a la Secretaría de Economía para la reducción relativa del salario y la reducción simultánea, proporcionalmente, de la contribución. Esta reducción no debe superar las seis horas semanales y no puede durar más de seis meses, salvo para clérigos seculares y miembros de los Institutos de Vida Consagrada y las Sociedades de Vida Apostólica.

§4. Para ciertas actividades, a petición del Director de la Institución, la Secretaría de Economía podrá organizar horarios ordinarios distintos a los indicados en el §1.

Art. 47

§1. La Secretaría de Economía puede autorizar a organismos a establecer relaciones laborales a tiempo parcial cuando los requisitos de servicio no justifiquen el empleo a tiempo completo.

§2. Para la contratación de personal a tiempo parcial, se aplican las normativas vigentes sobre el tema para el personal a tiempo completo.

§3. Los empleados a tiempo parcial cubren una fracción de la plantilla correspondiente a la duración de la plantilla, que puede no ser menos del 50% del trabajo a tiempo completo. En cualquier caso, la suma de las fracciones de puestos a tiempo parcial no puede superar el número total de puestos de personal a tiempo completo.

§4. La relación laboral a tiempo parcial debe ser por escrito y debe incluir una indicación de la duración del trabajo a la que se refiere el §5 a continuación.

§5. Se pueden realizar trabajos a tiempo parcial:

a) con prestación de servicios reducida todos los días laborables (a tiempo parcial horizontal); b) con la prestación del servicio unos pocos días a la semana (a tiempo parcial vertical), en la medida en que se cumpla con el tiempo laboral semanal medio previsto para el trabajo a tiempo parcial.

§6. El personal a tiempo parcial está excluido de las horas extra.

§7. La remuneración debida a los empleados con relación laboral a tiempo parcial se establece en función de la del personal a tiempo completo del mismo nivel funcional, según criterios de proporcionalidad, para todos los elementos salariales, refiriéndose a las horas de servicio realizadas, y está sujeta a retenciones relativas a la prestación prevista de atención sanitaria, pensión y indemnización.

§8. El personal con una relación laboral horizontal a tiempo parcial tiene derecho al mismo número de horas de vacaciones que los empleados a tiempo completo; Para el personal con una relación laboral vertical a tiempo parcial, el número de festivos se reduce proporcionalmente.

§9. Para el personal contratado a tiempo parcial, teniendo en cuenta la reducción de la duración del servicio y las particularidades de su desempeño, se aplican las disposiciones de las demás entidades reguladoras dictadas para la relación a tiempo completo, siempre que sean compatibles.

Art. 48

§1. El horario laboral debe ser estrictamente observado y su cumplimiento se determina mediante controles apropiados y conforme a los procedimientos establecidos por la Autoridad.

§2. Las ausencias temporales durante el horario laboral, ya sea por motivos de servicio o personales, deben ser siempre autorizadas previamente por el Superior de la Institución.

§3. Un empleado que no cumpla repetidamente las horas de trabajo sin motivo justificado, además de la retención de la remuneración, proporcional al tiempo retirado del servicio, será sujeto a medidas disciplinarias.

§4. El empleado debe garantizar el inicio del servicio en una hora predeterminada; En caso de enfermedad u otro impedimento imprevisto, el empleado debe cumplir con las disposiciones de los artículos 57 y siguientes a continuación.

Art. 49

§1. Los empleados tienen derecho a un día libre semanal, que coincide con el domingo.

§2. Para los empleados que, por requisitos de servicio obligatorio, deben trabajar los domingos, el descanso semanal se establece en un día laborable que se acorda con el Jefe de la Autoridad.

Art. 50

El uso de horas extra en festivos y por la noche está regulado por las normativas vigentes.

Art. 51

§1. Para necesidades de servicio, los empleados pueden ser enviados a misiones fuera de su lugar habitual de trabajo.

§2. Los gastos de viaje y subsistencia del personal enviado en misión son asumidos por la institución a la que pertenecen, según los procedimientos establecidos por la Secretaría de Economía.

§3. Si el viaje implica un cambio de huso horario de más de tres horas, el personal podrá aprovechar un día libre en las 24 horas inmediatamente posteriores al regreso.

§4. El personal enviado en viajes de negocios recibe una tarifa conforme a lo dispuesto en el art. 86.

Art. 52

Además de los domingos y otros días sagrados de obligación, también habrá días de vacaciones:

a) el aniversario de la elección del Pontífice Romano; b) el onomástico del Pontífice Romano; c) el aniversario del establecimiento del Estado de la Ciudad del Vaticano; d) el memorial litúrgico de San José el Artesano; e) los tres últimos días de la Semana Santa; f) Lunes y Martes de Pascua; g) la vigilia y el día siguiente a la Asunción de María Santísima; h) la conmemoración de los fieles difuntos; i) la víspera y los dos días siguientes a la Santa Navidad; j) el último día del año.

Art. 53

§1. Los empleados tienen derecho a vacaciones anuales, por un total de ciento cincuenta y ocho horas, que se utilizan exclusivamente en jornadas laborables completas. En caso de jornadas laborales inferiores a treinta y seis horas semanales, se aplicará el principio de proporcionalidad.

§2. Los festivos se calculan en función del año natural. Durante fracciones de año o mes, el número de horas de permiso a las que se tiene derecho es proporcional al tiempo trabajado.

§3. Las festividades son un derecho inalienable y no pueden monetizarse. Deben utilizarse, sujeto a autorización, durante el año natural, con un periodo de al menos setenta y cuatro horas en total, conforme a las necesidades del servicio.

§4. En cualquier caso, los empleados que lo soliciten deben tener garantizadas al menos la mitad de las horas de permiso debidas en el periodo del 1 de junio al 30 de septiembre.

§5. Las vacaciones anuales no pueden combinarse con las que no se han tomado en el año natural anterior. En el momento de la finalización del servicio, si los días festivos debidos en esa fecha no se han tomado para las necesidades documentadas del servicio, se deberá realizar el pago en lugar de los mismos.

§6. Para requisitos de servicio y sujeto a la autorización del Jefe de la Autoridad, se pueden tomar festivos, hasta un máximo de un tercio, antes del 31 de marzo del año siguiente.

§7. Si, debido a requisitos de servicio imprevisibles, el empleado no puede tomar permisos durante el periodo establecido conforme al §3, tiene derecho al reembolso de cualquier gasto incurrido, siempre que esté debidamente documentado.

§8. El curso de las vacaciones se ve interrumpido por enfermedad o accidente, si han dado lugar a hospitalización, y cuando lo dispuesto por la "Ley Consolidada de Disposiciones a favor de la Familia".

§9. La Autoridad elabora las Directrices para la identificación del periodo festivo, según las necesidades del servicio.

Título IX. SUSPENSIÓN DE LA ACTIVIDAD LABORAL

Art. 54

Los siguientes suspenden el trabajo:

a) permisos; b) ausencia por enfermedad; c) la colocación en licencia.

Capítulo I. Permisos

Art. 55

§1. En observancia de las prescripciones canónicas, los clérigos seculares y los miembros de los Institutos de Vida Consagrada y de las Sociedades de Vida Apostólica podrán aprovechar seis días continuos del calendario solar cada año de permiso remunerado para el curso normal de los ejercicios espirituales.

§2. Los empleados laicos pertenecientes a las Asociaciones de Derecho Pontificio y Derecho Diocesano podrán utilizar, cada año, a petición, hasta un máximo de seis días continuos del calendario de permisos retribuidos, para el curso normal de ejercicios espirituales previstos por los Estatutos aprobados.

§3. El periodo de ausencia debido a permiso para ejercicios espirituales debe ser siempre acordado y autorizado por el Director de la Institución.

Art. 56

§1. Los permisos se conceden por motivos específicos y por el Director de la Institución, quien notifica a la Secretaría de Economía.

§2. El permiso remunerado tiene derecho propio, además de los casos reconocidos por la "Ley Consolidada de Disposiciones a favor de la Familia", en las siguientes ocasiones:

a) por la muerte de parientes consanguíneos y parientes en primer y segundo grado según el cálculo canónico, un periodo de cinco días solares del calendario, además de la duración de cualquier viaje; b) realizar exámenes relacionados con el trabajo realizado para la Sede Apostólica, en los días estrictamente necesarios; c) para laicos, con motivo de matrimonio, quince días calendarios.

§3. Al personal se le concede, a petición, conforme a las necesidades del servicio y sin necesidad de documentación y/o motivación, 18 horas de permiso remunerado al año, por motivos personales y/o familiares, según los siguientes procedimientos:

a) se podrán solicitar permisos por un periodo no inferior a una hora, incluso durante toda la duración del horario laboral diario, siempre dentro de los límites expresados en este párrafo; b) para aprovechar el permiso, el empleado debe presentar una solicitud por escrito, razonablemente previesa, al Superior competente. En caso de máxima urgencia, basta con una solicitud oral; c) el Superior competente debe autorizar expresamente la solicitud, que solo puede ser rechazada o aplazada por motivos graves de servicio; d) el permiso no afecta a los festivos y se tiene en cuenta para el cálculo de la antigüedad del servicio; e) los permisos no pueden utilizarse el mismo día junto con otros tipos de permisos previstos por el Reglamento; f) Las horas de permiso no utilizadas no son monetizables y se restablecen a cero al final de cada año natural.

§4. Se puede conceder un permiso remunerado en las siguientes ocasiones:

a) en ocasión de enfermedad grave, con peligro para la vida, del cónyuge, parientes consanguíneos y parientes en primer y segundo grado según el cálculo canónico, un periodo de cinco días solares del calendario, que podrá prorrogarse a juicio prudente del Jefe de la Entidad; b) el día en que se realiza la donación de sangre; c) en situaciones de urgencia y no diferencia, demostradas mediante la debida certificación médica y debidamente autorizadas por el Jefe de la Entidad, para exámenes médicos, exámenes especializados y tratamientos. Es responsabilidad del empleado presentar a su institución pruebas de que ha realizado las visitas, pruebas o tratamientos cubiertos por el permiso.

§5. También se puede conceder permiso remunerado si es necesario comparecer ante las autoridades judiciales y en los tribunales tanto del sistema eclesiástico como civil. Se conceden permisos por el tiempo estrictamente necesario.

§6. Por otras razones, se puede conceder un permiso no remunerado, conforme a las necesidades del servicio, siempre que los periodos de permiso no superen un total de seis días laborables durante el año natural.

Capítulo II. Ausencia por enfermedad

Art. 57

§1. En caso de enfermedad o accidente, el empleado debe informar a su superior directo el primer día de ausencia, dentro de la primera hora de su horario laboral, indicando el lugar donde puede contactarse.

§2. Dentro del día siguiente al inicio de la enfermedad, el empleado está obligado a justificar dicha ausencia con el certificado médico correspondiente que indique la duración presunta de la enfermedad.

§3. La Secretaría de Economía, en cualquier momento durante el horario laboral, podrá organizar que el personal médico de la Dirección de Salud e Higiene del Estado de la Ciudad del Vaticano realice revisiones médico-fiscales. Por último, los empleados enfermos deben estar disponibles durante el horario laboral en su domicilio o en un lugar diferente que indique y también deben comunicar cualquier ausencia autorizada por el médico responsable.

§4. Si el empleado no ha sido encontrado en el lugar indicado en el §3 o no ha presentado la documentación mencionada en el §2 o se demuestra que las razones dadas para justificar la ausencia son insuficientes o insuficientes, la ausencia se considera arbitraria y el empleado, además de perder su salario, es susceptible de sanciones disciplinarias.

§5. En caso de enfermedad derivada de un accidente no laboral, causado por cualquier responsabilidad de terceros, el empleado está obligado en cualquier caso a notificar a la institución a la que pertenece.

Art. 58

§1. Tras un total de veinte días laborables de ausencia por enfermedad en un año natural, el empleado es sometido al examen médico de idoneidad mencionado en el art. 75 §2.

§2. Un empleado ausente por enfermedad tiene derecho a mantener su puesto durante un periodo de dieciocho meses. Para efectos de acumular el periodo mencionado, se suman todas las ausencias debidas a enfermedad que ocurrieron en los tres años previos al último episodio mórbido actual. Los días de ausencia por enfermedad o accidente por motivos relacionados con el servicio no se cuentan en la acumulación del periodo mencionado.

§3. Al superar el periodo de ausencia mencionado, el empleado puede quedar exento del servicio conforme al art. 75.

§4. La aplicación de las "Normas para la protección de los empleados que sufren patologías graves particulares o en condiciones psicofísicas particulares" permanece sin verse afectada.

§5. Durante la ausencia por enfermedad, tienes derecho a la remuneración completa con la exclusión de la compensación relacionada con tu presencia en el servicio.

§6. El tiempo pasado en enfermedad se calcula para todos los efectos relacionados con la duración del servicio.

§7. En casos de accidente o enfermedad por hechos del servicio, el procedimiento se lleva a cabo conforme a las actuales "Normas para la regulación de los servicios que son responsabilidad del personal que ha sufrido lesiones físicas o mentales por un accidente o enfermedad contraída por hechos del servicio".

Capítulo III. Expectativa

Art. 59

La colocación en permiso puede ser ordenada por el Director de la Institución por motivos de maternidad, personales o familiares. Esta medida debe comunicarse prontamente a la Secretaría de Economía.

Art. 60

§1. La colocación en baja por maternidad se organiza en base a una certificación médica específica, confirmada por la Dirección de Salud e Higiene de la Gobernación del Estado de la Ciudad del Vaticano.

§2. La baja comienza tres meses antes de la fecha prevista de nacimiento y continúa durante tres meses después del nacimiento.

§3. A petición de la persona implicada y sujeta a la opinión del médico especialista y del médico competente de la Dirección de Salud e Higiene de la Gobernación del Estado de la Ciudad del Vaticano, la baja por maternidad también puede comenzar hasta un mes antes de la fecha prevista de nacimiento y continuar durante cinco meses después del nacimiento.

§4. Tras el nacimiento, la parte interesada debe enviar el certificado de nacimiento a la oficina a la que pertenece para el cálculo del siguiente periodo de permiso.

§5. Durante el periodo de baja por maternidad, se paga la remuneración completa, con la exclusión de la compensación asociada a la asistencia al servicio.

§6. El tiempo de baja por maternidad se cuenta para todos los efectos relacionados con la duración del servicio.

§7. Durante todo el periodo de lactancia materna directa o mixta, que debe documentarse con certificación médica, se concede una reducción de las horas de dos horas diarias hasta que el niño cumpla un año de edad. Las horas reducidas de servicio deben en cualquier caso expresarse de forma continua.

§8. La estancia en excedencia del periodo establecido en los párrafos anteriores podrá extenderse, por un máximo adicional de seis meses, para utilizarse también de forma fraccionada, a más tardar en el tercer cumpleaños del menor, reduciendo un salario mensual en un 50% total. Este periodo se calcula para efectos de antigüedad de servicio y cualquier beneficio de jubilación, sujeto al pago de las retenciones correspondientes calculadas sobre el salario total debido al empleado de vez en cuando durante estos periodos.

§9. Las disposiciones de los párrafos anteriores se complementan con las disposiciones del Título II - "Facilitaciones para la protección de la maternidad" - y el Título III - "Facilitaciones a favor de empleados con familiares discapacitados" de la "Ley Consolidada de Disposiciones a favor de la Familia".

Art. 61

§1. Se puede ordenar una baja por motivos personales o familiares, a petición escrita del empleado no en periodo de prueba, por motivos graves debidamente determinados. El permiso por motivos familiares puede organizarse conforme a las disposiciones de la "Ley Consolidada de Disposiciones a favor de la Familia".

§2.Il El Jefe de la Entidad decide en un plazo de treinta días desde la presentación de la solicitud y tiene derecho, por las razones que se expondrán en la medida, rechazarla, retrasar su aceptación y reducir la duración del permiso solicitado.

§3. El permiso de personal o familia no podrá durar más de seis meses continuos o interrumpidos durante los primeros diez años de servicio, ni más allá de un año continuo o interrumpido durante el periodo siguiente; Además, puede ser suspendida o revocada por motivos de servicio, con el preaviso adecuado.

§4. Durante la baja por motivos personales o familiares, no se paga salario y el proceso de antigüedad permanece suspendido a todos los efectos. El tiempo de permiso no se cuenta para el recuento de vacaciones. La atención sanitaria puede mantenerse, a petición de la persona implicada y a su total.

Título X. NORMAS DISCIPLINARIAS

Art. 62

§1. Las conductas contrarias a estos Reglamentos están sujetas a sanciones disciplinarias, que deberán aplicarse conforme a los siguientes artículos.

§2. Las sanciones disciplinarias son:

(a) una advertencia oral, una advertencia por escrito y una multa; b) suspensión del cargo; c) destitución del cargo; d) desestimación por ley.

§3. Para la determinación de las sanciones disciplinarias mencionadas en el §2, b) y c) la Comisión Disciplinaria de la Curia Romana actuará, sobre la base de sus propios Reglamentos.

Capítulo I. Advertencia oral, advertencia por escrito y multa

Art. 63

§1. Se impondrá una advertencia oral, una advertencia por escrito y una multa que no exceda dos días laborables de sueldo según la gravedad del delito y si se trata de reincidente:

a) por indisciplina; b) por incumplimiento o negligencia en el servicio; c) por conducta inapropiada, incorrecta o descortés hacia colegas y el público; d) por incumplimiento injustificado del horario y por incumplimiento de los procedimientos para determinar las horas de trabajo; e) por infracciones de las prohibiciones, mencionadas en el art. 44, de a) a c); f) por ausencia injustificada del servicio debido a enfermedad mencionada en el art. 57 §4.

§2. La advertencia oral debe anotarse en el expediente personal de la Institución; la advertencia por escrito y la multa económica deben conservarse en el expediente personal de la Institución y en la Secretaría de Economía.

§3. Un empleado que cometa uno de los delitos mencionados en los párrafos anteriores y que ya haya sido castigado por un delito del mismo tipo puede ser multado con una pena más grave que la prevista para ese delito.

Capítulo II. Suspensión del cargo

Art. 64

§1. La suspensión implica la destitución temporal del cargo, con privación de salario, neta de retenciones de seguridad social y asistencia social, excluyendo la asignación por unidad familiar.

§2. La suspensión se aplica, por orden del Director de la Institución, hasta un máximo de 30 días:

(a) por recaer en los delitos castigados con una advertencia escrita y una multa, después de haberlos aplicado dos veces en un periodo de un año; b) por infracción de las prohibiciones, mencionadas en el art. 44, de d) a m); c) por actos de insubordinación.

§3. En los casos siguientes, se aplica un periodo de suspensión superior a 30 días y hasta un máximo de 3 meses, sujeto a la decisión de la Comisión Disciplinaria sobre la legitimidad y idoneidad de la sanción ordenada por el Jefe de la Entidad:

a) por perjuicio grave causado a la Entidad; b) por violación del secreto oficial; c) por otras irregularidades en las relaciones privadas, que sean perjudiciales para el decoro de la Entidad; d) por infracciones mencionadas en el § 2 b) de carácter especialmente grave en opinión del Jefe de la Entidad.

Capítulo III. Destitución del cargo

Art. 65

§1. Se aplica el destitución del cargo:

a) por actos graves de indisciplina e insubordinación; b) por grave violación del secreto oficial; c) por desempeño insuficiente persistente y negligencia en el desempeño de funciones laborales; d) por la evaluación negativa repetida por parte del Jefe de la Entidad; e) por graves infracciones de los deberes de su estado u oficina; f) por abuso grave de autoridad; g) por uso ilícito o malversación de sumas administradas o depositadas, u otros bienes de la Santa Sede; h) por violación del secreto pontificio, mencionado en el art. 40; i) por elementos derivados de actos judiciales o disciplinarios que permitan considerar incompatible la permanencia del empleado en el servicio con la dignidad del empleo en la Santa Sede; j) por no reanudar el servicio, salvo en casos de impedimento probado, tras periodos de interrupción de la actividad prevista por las disposiciones regulatorias vigentes.

§2. La Comisión mencionada en el art. 62 §3, examinará estos casos; Al acusado se le da la oportunidad de defenderse.

§3. Los casos de reincidencia en infracciones ya castigados con suspensión del cargo, basándose en el art. 64.

Art. 66

La persona despedida no puede ser recontratada en otro organismo dependiente de la Santa Sede y la información escrita del despido se entrega a la Gobernación del Estado de la Ciudad del Vaticano.

Capítulo IV. Despido por ley

Art. 67

§1. El despido se incurre por ley por una condena que se ha hecho definitiva respecto a un delito intencionado, cometido incluso antes de tomar el cargo, pronunciado por la Autoridad competente del Estado de la Ciudad del Vaticano o por la de otra jurisdicción, lo que permite considerar la permanencia del empleado en el servicio incompatible con la dignidad del empleo en la Santa Sede. En estos casos, no se requiere verificación ni evaluación de los hechos.

§2. Una persona que ha sido despedida por ley no puede ser recontratada como otra entidad dependiente de la Santa Sede. La información escrita sobre el procedimiento disciplinario debe ser entregada a la Gobernación del Estado de la Ciudad del Vaticano.

Capítulo V. Procedimiento para la aplicación de sanciones disciplinarias

Art. 68

§1. Si el Superior toma conocimiento de hechos que puedan ser sancionados disciplinariamente, debe realizar las investigaciones necesarias enviando la documentación relativa al Director de la Institución.

§2. El procedimiento para la aplicación de sanciones disciplinarias mencionado en el art. El apartado 62 §2 es iniciado por el Jefe de la Entidad con la notificación a la parte interesada del incumplimiento que se le imputa y con la asignación de 10 días para presentar sus justificaciones.

§3. El Jefe de la Entidad, tras evaluar las justificaciones del empleado, si el caso entra dentro de su competencia, conforme al siguiente §8, procede, si encuentra los extremos, a aplicar la sanción.

§4. Si el Jefe de la Entidad considera que debe aplicarse la suspensión o el despido, transmite los actos a la Comisión Disciplinaria de la Curia Romana, informando a la persona implicada.

§5. La suspensión, destitución y destitución del cargo se comunican por escrito a la persona implicada por el Jefe de la Institución, conforme al "Reglamento de la Comisión Disciplinaria de la Curia Romana". Negarse a aceptar dicha comunicación equivale a recibirla. Debe redactarse un informe sobre estos actos, incluida la negativa a aceptarlos.

§6. La suspensión y destitución del cargo, a los que se refiere el art. Los 64 y 65 son aplicados por el Jefe de la Institución, de acuerdo con las decisiones de la Comisión Disciplinaria de la Curia Romana y comunicados a la Secretaría de Economía.

§7. La declaración de despido por ley a la que se refiere el art. 67, así como la suspensión preventiva a la que se refiere los siguientes artículos. 69 y 70, son aplicadas por el Jefe de la Entidad.

§8. La advertencia oral y escrita y la multa económica mencionada en el arte. 63 también puede ser aplicado por el Secretario o el Subsecretario.

§9. Las medidas mencionadas en los párrafos anteriores se transmitirán a la Secretaría de Economía.

Capítulo VI. Suspensión preventiva

Art. 69

§1. Para un empleado contra el que se hayan iniciado procedimientos penales en el Estado de la Ciudad del Vaticano o en otro Estado, el Jefe de la Entidad puede ordenar una suspensión precautoria.

§2. La misma medida puede ser adoptada por el Jefe de la Entidad, por motivos graves, contra el empleado incluso antes de que se hayan iniciado o completado los procedimientos disciplinarios contra él.

§3. Un empleado suspendido del servicio como medida de precaución recibe la remuneración completa con la exclusión de la remuneración asociada a la presencia en servicio o al desempeño de funciones específicas.

§4. La medida de suspensión preventiva se revoca cuando los motivos que la solicitaron dejan de existir.

Art. 70

§1. Un empleado que haya sido ordenado a restringir la libertad personal por la autoridad judicial competente del Estado de la Ciudad del Vaticano u otros Estados será suspendido inmediatamente de su cargo por el Jefe de la Entidad.

§2. En los casos mencionados en el §1, el salario suspendido del empleado como medida preventiva queda suspendido y puede concederse, de acuerdo con la Secretaría de Economía, una pensión alimenticia que no exceda la mitad de su salario, además de cualquier asignación por unidad familiar.

§3. La medida mencionada en el §1 puede ser revocada por la autoridad que la emitió debido a hechos y circunstancias determinadas.

§4. En los casos a los que se refiere el §1, cuando el procedimiento concluye con una sentencia o decisión de absolución de la autoridad judicial competente y de la Comisión Disciplinaria respectivamente, la suspensión se revoca y el empleado tiene derecho a los emolumentos impagados sin perjuicio de la deducción de la pensión alimenticia ya pagada.

§5. En cualquier caso, el derecho del Jefe de la Entidad a someter al empleado a procedimientos disciplinarios en relación con lo que ha surgido en los procesos penales permanece intacto.

Título XI. TERMINACIÓN DEL SERVICIO

Art. 71

§1. Los jefes de entidades y secretarios o eclesiásticos equivalentes, al cumplir setenta y cinco años, deben presentar su renuncia al Pontífice Romano.

§2. Los Jefes de Entidades, Secretarios y Líderes Laicos al alcanzar setenta años dejan de servir, según los procedimientos previstos en el Ordo servandus proprio.

§3. Los subsecretarios eclesiásticos o miembros de los Institutos de Vida Consagrada y de las Sociedades de Vida Apostólica, y aquellos equivalentes a ellos, se jubilan a los setenta y dos años. Sin embargo, la terminación del servicio solo entra en vigor a partir de la fecha indicada en la medida adoptada por el Secretario de Estado, tras consultar con el Jefe de la Institución a la que pertenece.

§4. Los miembros de los distintos órganos de la Curia Romana dejan de ocupar cargos cuando alcanzan los ochenta años.  Quienes son Miembros de estos Cuerpos por el cargo que ocupan dejan de serlo cuando abandonan estos últimos.

Art. 72

Durante la Sede Vacante, la terminación del servicio está regulada por la Constitución Apostólica Universi Dominici Gregis.

Art. 73

§1. La jubilación del personal está establecida por el Reglamento del Fondo de Pensiones del Vaticano.

§2. Sin embargo, la terminación del servicio solo entra en vigor desde el momento en que se comunica por escrito conforme al art. 74 §1 más abajo.

Art. 74

§1. Para los funcionarios de 10º nivel, las medidas de terminación del servicio mencionadas en el artículo 73 anterior son adoptadas por la Secretaría de Economía, tras consultar al Director de la Institución. Para el resto del personal mencionado en el arte. 3 las medidas de terminación del servicio mencionadas en el artículo 73 anterior serán adoptadas por el Jefe de la Entidad.

§2. Por lo general, debido a su estatus eclesial específico, los clérigos seculares y miembros de los Institutos de Vida Consagrada y de las Sociedades de Vida Apostólica dependientes de la Santa Sede, tras un periodo de cinco años, posiblemente renovable, que hayan servido en los Cuerpos de la Santa Sede regresan al cuidado pastoral en su Diócesis/Eparquía o en los Institutos o Sociedades a las que pertenecen.  con la terminación de la relación laboral con la Sede Apostólica.

§3. En razón de su estatus eclesial específico, los clérigos seculares y los miembros de los Institutos de Vida Consagrada y de las Sociedades de Vida Apostólica dependientes de la Santa Sede, incluso si son contratados ante estos Reglamentos, pueden ser asignados a otro servicio en la Diócesis o en su Instituto o Sociedad, con la finalización de su servicio a la Sede Apostólica. Esta transferencia, que no connota un juicio menos favorable respecto a las partes interesadas, se realiza a petición del respectivo Superior Ordinario o competente, aceptado por la Santa Sede, o por disposición de la Sede Apostólica, tras haber contactado con el Ordinario o Superior competente. Antes de adoptar dicha medida, que tendrá valor vinculante, se escuchará la opinión de la parte interesada.

§4. Por la terminación del servicio por motivos disciplinarios, se recogen las disposiciones del art. 65 – 68. Para la terminación del servicio por renuncia al cargo, se aplican las disposiciones de los siguientes artículos. 78-80.

§5. Las disposiciones previstas para pensiones y indemnizaciones se aplican a los empleados que terminan su servicio.

Art. 75

§1. Se ordena la exención del servicio por enfermedad cuando se establecen las condiciones a las que se hace referencia en el art. 58 §3.

§2. Aparte de la hipótesis mencionada en el §1, la inaptitud debida a enfermedad, que puede dar lugar a la dispensa del servicio, se determina mediante un examen médico colegiado por una Comisión compuesta por el Director de la Dirección de Salud e Higiene de la Gobernación del Estado de la Ciudad del Vaticano y dos médicos, uno de los cuales puede ser elegido por el propio Director de fuera del Cuerpo Médico de la Ciudad del Vaticano.  de acuerdo con las disposiciones del Reglamento de la misma Dirección. La parte interesada puede ser asistida por un médico de su confianza, si lo solicita y asume los costes.

§3. En caso de exención del servicio por enfermedad, la persona implicada tiene derecho a las pensiones y indemnizaciones a las que tiene derecho.

§4. Excepto en el caso mencionado en el §1, una vez finalizado el periodo de suspensión de la relación por enfermedad, un empleado que haya sido reconocido como apto para el trabajo debe reanudar el servicio dentro del plazo establecido por la Dirección de Salud e Higiene de la Gobernación del Estado de la Ciudad del Vaticano. En caso de incumplimiento de dicha obligación, se aplicará el artículo 80, e) de lo siguiente.

Art. 76

§1. En caso de accidente o enfermedad debida a actos de servicio, al finalizar el plazo mencionado en el artículo 7 de las actuales "Normas para la regulación de los servicios que son responsabilidad del personal que haya sufrido lesiones físicas o mentales por un accidente o enfermedad contraída por actos de servicio", aquellos que no sean aptos para reanudar su actividad quedan exentos del servicio por disposición de la Secretaría de la Economía cuando no sea posible asignarles a otras tareas.

§2.La inidoneidad para volver al trabajo es determinada por la Junta Médica a la que se refiere el artículo 5 de las Normas citadas en el §1 y según los procedimientos del mismo artículo.

Art. 77

§1. La colocación en estado de espera podrá ordenarse, previa autorización de la Secretaría de Economía, mediante la supresión de la Institución o mediante la reducción de su personal si en este último caso la persona implicada no puede ser asignada a otras oficinas u otras tareas dentro de la misma Institución.

§2. Durante el periodo de disponibilidad, se paga la remuneración completa con la exclusión de la compensación asociada a la presencia en servicio. El tiempo pasado en guardia se cuenta para los fines asociados a la duración del servicio.

§3. La persona implicada será notificada por escrito del lugar de disponibilidad con indicación de la causa y la fecha de entrada en vigor de la medida.

§4. Un empleado puesto en espera que, tras ser llamado de nuevo al trabajo, no lo recontrate dentro del plazo establecido, es declarado que ha renunciado conforme al art. 80, b).

§5. La duración del empleo de guardia no podrá exceder un año, tras lo cual la relación laboral se terminará. En este caso, la persona implicada tiene derecho a los pagos de pensión y indemnización a los que tiene derecho.

Título XII. RENUNCIA AL CARGO

Art. 78

§1. Un empleado que tenga intención de dimitir debe presentar una declaración por escrito, con un periodo de preaviso de al menos un mes, salvo que se acuerde lo contrario con el Jefe de la Autoridad.

§2. El incumplimiento del plazo mencionado en el §1 supondrá una deducción del pago igual a la mensualidad o fracción de la falta de aviso.

Art. 79

El renunciante debe continuar desempeñando sus funciones oficiales hasta la fecha programada.

Art. 80

Se considerará que una persona ha renunciado y será declarada como tal ex officio que, sin razón justificada:

a) no presta servicio en la fecha fijada en la carta de empleo mencionada en el art. 12 §2 y 16 §3; b) no reanuda el servicio dentro del plazo prescrito tras ser llamado de nuevo al servicio conforme a lo dispuesto en el art. 77 §4 de estos Reglamentos; c) no pretende, si es italiano, beneficiarse de las exenciones de servicios de carácter personal hacia el Estado italiano, mencionadas en el art. 10 del Tratado entre la Santa Sede e Italia y del Protocolo Ejecutivo de 6 de septiembre de 1932; d) ausente arbitrariamente del cargo durante cinco días consecutivos; e) no reanuda el servicio tras el plazo máximo previsto por el art. 60 §8 y 61 §3 para permiso, si su idoneidad ha sido determinada dentro de los términos indicados en el art. 75 §4 de estos Reglamentos.

Título XIII. REMUNERACIÓN

Art. 81

§1. La remuneración del personal consta de los siguientes elementos:

a) salario básico; b) Adición Especial de Indexación (ASI); c) cualquier otro componente remunerativo, como incrementos de antigüedad de dos años u otras formas de aumento salarial variable o instituciones similares; d) indemnización a la que se refiere el art. 87.

§2. La remuneración está sujeta a las retenciones de seguridad social, bienestar y acuerdo.

§3. Para determinar la parte diaria de la remuneración, la suma resultante del salario básico, los incrementos acumulados de dos años, la suma de indexación especial y cualquier asignación mencionada en el art. 87; Para determinar la de cada hora, divide entre ciento cincuenta. Si las horas semanales, conforme al artículo 47 §1 anterior, son diferentes de las treinta y seis, la cuota horaria se determina dividiendo el salario mensual por el resultado obtenido multiplicando 1/6 del tiempo laboral semanal por veinticinco.

§4. La compensación por trabajo en festivos, noches y horas extra, regulada por sus propios reglamentos, se paga con las tasas del mes siguiente al mes al que se refieren y no está sujeta a las retenciones mencionadas en el §2.

Art. 82

§1. En los diez días siguientes de diciembre de cada año, se paga un decimotercer mes de salario, que consiste en el salario básico, los incrementos acumulados de antigüedad, la adición especial de indexación y cualquier asignación mencionada en el art. 87.

§2. El decimotercer mes de salario se paga íntegramente en caso de servicio continuo y durante todo el año. Por un periodo inferior a un año, se debe a razón de una duodécima parte por cada mes de servicio prestado. Las fracciones de un mes se considerarán proporcionalmente.

§3. Para los periodos en un puesto laboral que implique reducción, suspensión o privación de salario, el decimotercer mes de salario se reduce en la misma proporción.

Art. 83

El salario mensual básico se fija en cada nivel funcional mediante disposiciones específicas de la Secretaría de Economía.

Art. 84

Para garantizar el poder adquisitivo de la remuneración, se paga mensualmente una suma especial de indexación (ASI), actualizada periódicamente, de acuerdo con los procedimientos indicados por la legislación correspondiente.

Art. 85

La cantidad de incrementos de antigüedad u otras formas de aumento salarial variable o instituciones similares y los métodos de pago están regulados por normas específicas emitidas por la Secretaría de Economía.

Art. 86

Empleados enviados en una misión fuera de su lugar habitual de trabajo durante un periodo que incluye al menos una estancia nocturna, basada en arte. Se paga 51 §4 una tasa según los criterios establecidos por la Secretaría de Economía.

Art. 87

El Pontífice Romano emite reglamentos específicos preparados por la Secretaría de Economía, tras consultar a los Jefes de Entidad, que regulan las indemnizaciones previstas en dichos Reglamentos.

Art. 88

§1. Al finalizar el servicio prestado, el empleado tiene derecho a una indemnización de indemnización conforme a los procedimientos establecidos en las "Normas de Indemnización".

§2. En caso de fallecimiento del trabajador, la indemnización se debe a los herederos, según la normativa vigente.

§3. Cualquier anticipo en la indemnización obtenida a lo largo de los años por eclesiásticos designados Cardenales durante su servicio debe ser devuelta o compensada en el momento del pago de la indemnización en lugar de dicha indemnización.

§4. La indemnización recibida por los eclesiásticos que, tras la finalización del servicio activo, han sido nombrados Cardenales debe entenderse como correctamente recibida y no sujeta a restitución.

Título XIV. OTRAS DISPOSICIONES ECONÓMICAS

Art. 89

El personal puede beneficiarse de las siguientes disposiciones específicas reguladas por normativas específicas:

a) asignación para la unidad familiar; b) disposiciones a favor de la familia; c) hipotecas y préstamos reembolsables mediante deducciones del salario; d) adelanta sobre liquidación.

Título XV. APELACIONES

Art. 90

§1. Con la excepción de asuntos que corresponden a la Comisión Disciplinaria de la Curia Romana, disputas relativas a medidas administrativas de los Órganos mencionadas en el art. 1, ya sea individual, múltiple o colectivo, por violación de las normas específicas aplicables a la relación laboral, se resolverá mediante recurso a la Oficina de Trabajo de la Sede Apostólica en virtud de sus Estatutos.

§2. El rechazo silencioso de la Entidad también se considera una medida administrativa, cuando no adopta ninguna decisión en el plazo de noventa días desde la recepción de la solicitud de la parte interesada.

§3. Cualquier persona que considere que su derecho subjetivo en materia de empleo se ve vulnerado por una medida administrativa, salvo que esta haya sido emitida por el Pontífice Romano o específicamente aprobada por él, podrá presentar una petición conforme al §1 anterior dentro de los treinta días posteriores a la notificación o comunicación, o, en su ausencia, de conocimiento efectivo de la medida o del vencimiento del plazo mencionado en el §2.

§4. La parte interesada tiene derecho a recurrir, según las normas canónicas, contra las medidas disciplinarias de suspensión y despido mencionadas en el art. 64 y 65, y en caso de falta de competencia de los Cuerpos mencionados en el §1 anterior.

Título XVI. OTRAS DISPOSICIONES

Art. 91

Por medio de medidas emitidas por la Secretaría de Economía, tras consultar con la Secretaría de Estado, se podrán establecer los métodos de implementación a los que se refiere los artículos anteriores.

Art. 92

Con la entrada en vigor de estos Reglamentos, todas las disposiciones del Reglamento mencionadas en el artículo 1 §2 anterior, que no sean compatibles con las normas de los artículos anteriores, quedan derogadas, sin perjuicio  de los puestos adquiridos por los empleados conforme a las Descripciones de Puesto de las respectivas Entidades, debidamente aprobadas.

Estos Reglamentos, aprobados "ad experimentum" por un periodo de cinco años, se promulgan mediante publicación en "L'Osservatore Romano" y entran en vigor a partir del 1 de enero de 2026. Tras dicho periodo, si no ha habido ningún cambio, debe considerarse confirmado de forma definitiva.

Celebrada en Roma, en San Pedro, el día 23 de noviembre del año 2025, la solemnidad de Nuestro Señor Jesucristo, Rey del Universo, la primera del Pontificado.

LEONE PP. XIV

 

_____________

Anexo 1

Francisco, Carta Apostólica en forma de "Motu Proprio" que contiene Disposiciones sobre Transparencia en la Gestión de las Finanzas Públicas, 26 de abril de 2021

§1 Personas clasificadas o a clasificar en los niveles funcionales C, C1, C2 y C3, incluyendo Cardenales Jefes de Dicasterios o Jefes de Entidades, así como aquellas que desempeñen funciones de administración judicial activa o control y supervisión mencionadas en el §2, incluyendo los temas mencionados en los artículos 10, 11 y 13º párrafo 1 de estos Reglamentos y 20 de los Reglamentos para personal laico de gestión de la Santa Sede y del Estado de la Santa Sede. La Ciudad del Vaticano debe firmar una declaración cada dos años cuando asume el cargo o la asignación en la que certifique:

a) que no han sido condenados por delitos intencionados ni en el Estado de la Ciudad del Vaticano ni en el extranjero y que no se han beneficiado de indultos, amnistías, indultos ni otras medidas similares en su relato, ni han sido absueltos por ellos debido a la prescripción;

b) no estar sujeto a juicios penales pendientes ni, en la medida en que el declarante lo sepa, a investigaciones por delitos de participación en una organización criminal; corrupción; fraude; terrorismo o actividades relacionadas con terrorismo; el blanqueo de los beneficios de actividades delictivas; explotación de menores, formas de trata o explotación de seres humanos, evasión o evasión fiscal.

c) no poseer, ni siquiera a través de terceros, efectivo o inversiones, incluidas participaciones o intereses de cualquier tipo en empresas y negocios, en países incluidos en la lista de jurisdicciones con alto riesgo de blanqueo de capitales o financiación del terrorismo según la orden de la Autoridad de Vigilancia Financiera e Información, salvo que el declarante o sus familiares consanguíneos en tercer grado residan en dichos países o hayan establecido su domicilio allí por razones comprobadas de familia, trabajo o estudio;

d) que todos los bienes, muebles e inmuebles, propiedad o incluso poseídos por el declarante, o la remuneración de cualquier tipo recibida por él, en la medida que el declarante lo sepa, procedan de actividades ilícitas y no constituyen producto o beneficio del delito;

e) no poseer, según el conocimiento del declarante, participaciones o intereses de ningún tipo en empresas o sociedades que operen con fines y sectores contrarios a la Doctrina Social de la Iglesia;

f) no poseer, ni siquiera a través de intermediarios, efectivo o inversiones, incluidas participaciones o intereses de cualquier tipo en sociedades y sociedades, en los países incluidos en la lista de jurisdicciones no cooperativas a efectos fiscales identificada por orden de la Secretaría de Economía, salvo que el declarante o sus parientes consanguíneos en tercer grado residan en dichos países o hayan establecido su domicilio allí por motivos familiares,  y estas disponibilidades han sido declaradas a las autoridades fiscales competentes.

§2 Las funciones de administración activa son aquellas que implican la participación en los procedimientos que determinan la asunción de compromisos económicos de cualquier tipo por parte de la Entidad. Las funciones judiciales a las que se refiere el párrafo 1 serán únicamente funciones judiciales. El párrafo 1 no se aplicará al personal de apoyo de los órganos de control y supervisión. Por orden de la Oficina del Auditor General, como autoridad anticorrupción, se identificarán las oficinas y asignaciones a las que se aplican las obligaciones de reporte sobre la base de este párrafo.

§3 La declaración a la que se refiere el párrafo 1 será conservada por la Secretaría de Asuntos Económicos en el expediente personal del declarante. En lo que respecta a la misma se enviará una copia de la misma a la Secretaría de Estado.

§4 Si la Secretaría de Economía tiene una razón razonable para hacerlo, utilizando las estructuras previstas para tal fin en la Santa Sede o en el Estado de la Ciudad del Vaticano, podrá realizar controles sobre la veracidad de las declaraciones presentadas.

§5 Sin perjuicio de los casos de responsabilidad penal, la falta de declaración falsa, falsa o engañosa constituye un delito disciplinario grave en el sentido del artículo 76, §1, n.º 2) y legitima a la Santa Sede para reclamar cualquier daño sufrido.

______________________________

[1] Las Normas vigentes en la fecha de publicación de estos Reglamentos están contenidas en la disposición del Papa Francisco, Carta Apostólica en forma de "Motu Proprio" que contiene Disposiciones sobre Transparencia en la Gestión de las Finanzas Públicas, 26 de abril de 2021 (cf. Anexo 1).


 

Texto original:

 

REGOLAMENTO DEL PERSONALE
DELLA CURIA ROMANA

___________

Titolo I
DISPOSIZIONI GENERALI 

Art. 1

§1. Il presente Regolamento contiene le norme di carattere organizzativo, disciplinare ed economico inerenti il rapporto di lavoro del personale in servizio presso la Segreteria di Stato, i Dicasteri, gli Organismi e gli Uffici che compongono la Curia Romana, nonché le Istituzioni collegate con la Santa Sede (Cfr. Costituzione apostolica Praedicate Evangelium, artt. 12242 - 249).

§2. Ogni Ente ha il proprio Ordo servandus approvato dal Romano Pontefice.

Art. 2

Ogni Ente, a norma della Costituzione apostolica Praedicate Evangelium, è retto da un Prefetto, o equiparato, di seguito detto Capo Ente, coadiuvato da uno o più Segretari e, subordinatamente, da uno o più Sottosegretari, fermo restando quanto disposto dall’Ordo servandus dei singoli Enti.

Art. 3

Sono Superiori della Curia Romana:

a) il Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato, il Segretario per i Rapporti con gli Stati e il Segretario per il Personale di ruolo diplomatico della Santa Sede della medesima Segreteria di Stato, i Segretari dei Dicasteri, il Reggente della Penitenzieria Apostolica, il Segretario del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, il Decano della Rota Romana, i Segretari della Segreteria per l’Economia e dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, ed eventuali altri Segretari ed equiparati, secondo quanto previsto dai Regolamenti dei singoli Enti;
b) il Prefetto della Casa Pontificia, il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie.

Art. 4

§1. Presso ciascun Ente prestano la loro opera Officiali nei limiti stabiliti nella tabella organica depositata presso la Segreteria per l’Economia, entro i limiti del proprio bilancio.

§2. Prestano, inoltre, la loro opera e sono distribuiti in corrispondenti livelli funzionali i Commessi, gli Uscieri e gli Ausiliari.

§3. Il personale di tutti i dieci livelli funzionali dipende e per lo stato giuridico e per la sua attività dal Capo Ente.

Art. 5

§1. Le tabelle organiche, la loro revisione e le eventuali modifiche sono elaborate dai singoli Enti in conformità al presente Regolamento e presentate alla Segreteria per l’Economia, la quale, previo esame e valutazione della Commissione Interdicasteriale per le tabelle organiche, le approva.

§2. Ogni cinque anni, o in casi di particolare e comprovata necessità, sarà fatta la revisione delle tabelle organiche seguendo la procedura del paragrafo precedente. In assenza di una tabella organica approvata o di una revisione della stessa non si potrà procedere all’assunzione di personale.

§3. La proposta di modifica della tabella organica dovrà essere esaminata dalla Commissione Interdicasteriale di cui al §1, entro e non oltre i 6 mesi dalla data di presentazione della richiesta alla Segreteria per l’Economia.

Titolo II
PROCEDURE DI NOMINA 

Art. 6

§1. Sono di nomina pontificia i Prefetti o equiparati, i Membri ed i Superiori dei Dicasteri, degli Organismi e degli Uffici che compongono la Curia Romana, nonché delle Istituzioni collegate con la Santa Sede, i Prelati Uditori della Rota Romana, il Promotore di Giustizia e il Difensore del Vincolo della Segnatura Apostolica, il Promotore di Giustizia del Dicastero per la Dottrina della Fede, il Personale dirigente laico, i Sottosegretari ed equiparati, il Prefetto della Casa Pontificia, il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, gli altri Officiali maggiori assegnati a Capo ufficio, equiparati ed esperti, come pure i Consultori.

§2. Il personale di cui al §1 è nominato per un quinquennio.

§3. Al personale dirigente laico si applica il Regolamento per il personale dirigente laico della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano.

Art. 7

§1. I Capi Ufficio sono nominati dal Romano Pontefice per un quinquennio su proposta del Capo Ente; il biglietto di nomina è predisposto dalla Segreteria per l’Economia e firmato dal Capo Ente.

§2. Può essere nominato Capo Ufficio il dipendente inquadrato dall’ottavo livello funzionale in su.

§3. Al cessare del quinquennio, il Capo Ufficio già dipendente, al quale non sia rinnovato l’incarico, sarà inquadrato al livello precedente la nomina a Capo Ufficio.

§4. Al cessare del quinquennio, il Capo Ufficio di nuova assunzione, al quale non sia rinnovato l’incarico, potrà essere ricollocato anche presso altro Ente.

§5. Gli altri Officiali sono assunti dal proprio Capo Ente nei limiti della tabella organica. Per l’assunzione si richiede il nulla osta della Segreteria per l’Economia.

§6. Gli Officiali saranno scelti, per quanto è possibile, dalle diverse regioni del mondo, così che la Curia rispecchi il carattere universale della Chiesa.

§7. L’idoneità dei candidati deve essere accertata dalla Segreteria per l’Economia. Se si tratta di candidati chierici o membri degli Istituti di Vita Consacrata e delle Società di Vita Apostolica, la Segreteria per l’Economia richiede anche il previo parere della Segreteria di Stato.

Art. 8

I soggetti di cui all’art. 6 §1, nonché quelli che abbiano funzioni di amministrazione attiva, giurisdizionali o di controllo e vigilanza secondo la normativa vigente, devono sottoscrivere all’atto di assunzionedell’ufficio o dell’incarico la dichiarazione secondo le norme vigenti emanate dalla Superiore Autorità [1].

Titolo III
INQUADRAMENTO DEL PERSONALE 

Capo I
Norme comuni 

Art. 9

§1. Il personale è selezionato tra coloro che si distinguono per virtù, prudenza, scienza, debita esperienza.

§2. Gli stessi devono possedere i seguenti requisiti:

a) professare e vivere la fede cattolica;
b) assenza di precedenti e pendenze penali;
c) aver compiuto i 18 anni di età;
d) idoneità e competenza per il lavoro da svolgere come stabilito nel seguente §5.

§3. Per i chierici o i membri degli Istituti di Vita Consacrata e delle Società di Vita Apostolica è altresì richiesto il nulla osta del rispettivo Ordinario o Superiore competente e, se dimoranti a Roma, anche del Vicariato di Roma.

§4. Per tutto il personale deve essere ottenuta l’attestazione di idoneità psico-fisica per le mansioni da svolgere certificata dalla Direzione di Sanità ed Igiene del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.

§5. La tabella organica di ciascun Ente stabilisce per ciascuna mansione ivi prevista:

a) il titolo di studio corrispondente;
b) gli anni di esperienza maturati in analoghe mansioni presso altri datori di lavoro o autonomamente;
c) la conoscenza di una o più lingue oltre alla lingua madre e alla lingua italiana;
d) le competenze e i requisiti che siano necessari a ricoprire l’incarico affidato.

§6. Circa il titolo di studio, la tabella organica di regola deve prevedere quanto segue:

a) per essere inseriti nei livelli 10°, 9° ed 8°, una licenza o una laurea magistrale;
b) per essere inseriti nel livello 7°, un baccalaureato o una laurea triennale;
c) per essere inseriti nel livello 6°, un diploma di Istituto di istruzione secondaria superiore o titolo similare;
d) per essere inseriti nei restanti livelli è richiesto di aver adempiuto agli obblighi scolastici secondo la legislazione del proprio Paese.

Art. 10

§l. In ordine all’assunzione devono essere prodotti i seguenti documenti:

a) documento d’identità;
b) certificato di residenza;
c) eventuale permesso di soggiorno;
d) certificato comprovante il titolo di studio.

§2. Per il personale laico si richiedono altresì:

a) certificato di battesimo e di confermazione;
b) per i coniugati certificato di matrimonio canonico;
c) attestato di impegno religioso e morale rilasciato dal proprio Parroco;
d) certificato del casellario giudiziale e certificato dei carichi pendenti di data non anteriore a tre mesi;
e) ulteriore documentazione necessaria a comprovare altri requisiti per lo specifico ruolo da ricoprire;
f) dichiarazione di accettazione in via esclusiva della giurisdizione del Foro dello Stato della Città del Vaticano riguardo ogni controversia relativa all’instaurando rapporto di lavoro e/o di collaborazione;
g) congedo illimitato per chi è soggetto al servizio militare.

Art. 11

§1. Il rapporto di lavoro è regolato in via esclusiva dalle norme proprie della Santa Sede. Eventuali controversie riguardanti il predetto rapporto sono sottoposte alla giurisdizione esclusiva del Foro dello Stato della Città del Vaticano.

§2. Tutti, al momento della nomina o dell’assunzione, devono prendere conoscenza del presente Regolamento e dell’Ordo servandus del proprio Ente alla cui osservanza sono tenuti, senza che possa invocarsi ignoranza alcuna di essi.

§3. Tutti, al momento della nomina o dell’assunzione, devono emettere la professione di fede e prestare il giuramento di fedeltà e di osservanza del segreto di ufficio dinanzi al Capo Ente o ad altroSuperiore, con le formule riportate in Appendice.

Capo II
Assunzione di Officiali chierici secolari
e membri degli Istituti di Vita Consacrata e delle Società di Vita Apostolica

Art. 12

§1. Gli Officiali appartenenti al clero secolare e i membri degli Istituti di Vita Consacrata e delle Società di Vita Apostolica, di regola, sono assunti in servizio con contratto della durata di un quinquennio, eventualmente prorogabile per periodo della stessa durata, mediante accordo tra il Capo Ente richiedente e i rispettivi Ordinari o Superiori dell’Istituto o Società di appartenenza, previo nulla osta della Segreteria per l’Economia. Nell’accordo si definiranno anche i termini relativi alla garanzia del sistema previdenziale in sintonia con quanto previsto dalle norme della Santa Sede. Le disposizioni di questo articolo relative ai chierici secolari e ai membri degli Istituti di Vita Consacrata e delle Società di Vita Apostolica non sono applicabili al clero uxorato.

§2. Per il periodo di servizio dovrà essere assicurata la copertura previdenziale ed assistenziale secondo le norme previste per tutto il personale della Santa Sede. Si dovrà prevedere l’accensione di polizza assicurativa a favore del personale dipendente che, alla data di cessazione dal servizio, non abbia maturato il diritto a prestazioni pensionistiche immediate o differite.

§3. Prima di perfezionare l’accordo di cui al §1 l’Ente dovrà, in ogni caso, consultare la Segreteria per l’Economia. All’atto dell’assunzione dovrà essere consegnata al dipendente copia dell’accordo.

§4. In caso di perdita dello stato clericale o di separazione definitiva dall’Istituto di Vita Consacrata o dalla Società di Vita Apostolica si considera cessato il rapporto di lavoro con la Santa Sede.

§5. Il periodo di prova è disciplinato secondo quanto disposto dall’art. 15 §§1-4 del presente Regolamento.

Capo III
Assunzione del personale laico

Art. 13

§1. I candidati sono assunti in prova per un periodo di almeno un anno, non prorogabile oltre il biennio. L’eventuale periodo di lavoro dipendente svolto nelle medesime mansioni in modo continuativo ed immediatamente precedente all’assunzione è conteggiato ai fini del periodo di prova.

§2. L’assunzione in prova è comunicata per iscritto all’interessato.

§3. Il livello funzionale è stabilito dall’Ente di appartenenza nel rispetto della tabella organica, previa verifica della Segreteria per l’Economia, in relazione alle mansioni per le quali il candidato viene assunto.

§ 4. Durante o al termine del periodo di prova il Capo Ente dimette, con provvedimento insindacabile, comunicato per iscritto, il candidato che si rivela non idoneo.

Art. 14

§1. È vietata l’assunzione nello stesso Ente di consanguinei fino al quarto grado, e di affini in primo e secondo grado, secondo il computo canonico.

§2. Questo criterio si applica anche a Enti distinti, qualora l’assunzione di consanguinei e affini, a giudizio della Segreteria per l’Economia, sia ritenuto in conflitto con la mansione da svolgere.

Art. 15

§1. Il periodo di prova è computato agli effetti dell’anzianità di servizio e dell’eventuale trattamento di quiescenza.

§2. La retribuzione del dipendente in prova è soggetta alle ritenute per i trattamenti di assistenza sanitaria, di pensione e di liquidazione.

§3. Il periodo di prova è sospeso in caso di assenza del dipendente: per malattia, per infortunio, per ragioni familiari, che a giudizio del Capo Ente di appartenenza siano ritenute gravi, informata la Segreteria per l’Economia.

§4. Nel caso di infortunio o di malattia per fatti di servizio durante il periodo di prova si applica la normativa prevista agli artt. 57 - 58.

§5. Il periodo di prova è sospeso in caso di aspettativa per maternità della dipendente.

Art. 16

Al termine del periodo di prova, il Capo Ente, dopo aver inviato la valutazione sul candidato alla Segreteria per l’Economia, procede con apposito biglietto alla nomina del candidato.

Capo IV
Altre tipologie contrattuali

Art. 17

§1. Per l’assunzione di personale per un tempo limitato ovvero per l’attribuzione di incarichi ed altre prestazioni professionali, si può ricorrere alle seguenti tipologie contrattuali:

a) assunzione a tempo determinato;
b) contratto a chiamata;
c) conferimento di incarico professionale temporaneo.

§2. È possibile anche lo svolgimento di attività mediante:

a) tirocinio;
b) volontariato.

Art. 18

§1. Il personale può essere assunto a tempo determinato:

a) per sopperire ad assenze prolungate del personale avente diritto alla conservazione del posto di lavoro e per il quale non si possa provvedere con personale in attività presso l’Ente;
b) in caso di affidamento all’Ente di attività ulteriori o di attività straordinarie limitate nel tempo;
c) qualora lo prevedano l’Ordo servandus o la tabella organica dell’Ente in relazione alla particolare configurazione dell’attività dell’Ente che può richiedere personale supplementare solo in determinati periodi dell’anno.

§2. L’assunzione a tempo determinato può avvenire a tempo pieno ovvero anche a tempo parziale secondo le disposizioni del successivo art. 47.

§3. L’assunzione, previo nulla osta della Segreteria per l’Economia, deve avvenire per il tempo necessario a far fronte alle esigenze che l’hanno determinata su richiesta motivata dell’Ente, per un periodo in ogni caso non superiore a cinque anni. In caso di rinnovi e proroghe, disposti sempre al ricorrere delle condizioni di cui al precedente §1, a), b) e c) e sempre nel limite complessivo dei cinque anni, è richiesto nuovamente il nulla osta della Segreteria per l’Economia.

§4. Al personale assunto a tempo determinato si applica il trattamento economico e normativo previsto dal presente Regolamento per il personale assunto a tempo indeterminato salvo quanto segue:

a) in caso di assenza per malattia o infortunio si applicano, in quanto compatibili, gli artt. 57 e 58 del presente Regolamento; il periodo di conservazione del posto è pari alla durata del contratto e non può, in ogni caso, superare i termini massimi fissati agli artt. 57 e 58. Nel caso di infortunio o malattia per fatti di servizio si applica la normativa prevista all’art. 58;
b) in caso di assenza dal lavoro per maternità, ai sensi dell’art. 60 §§8-9, ove si verifichi la risoluzione del rapporto di lavoro per scadenza del termine, è corrisposta all’interessata unitamente alla liquidazione una indennità pari al prodotto dell’80% della retribuzione mensile di cui all’art. 60 §5 per il numero dei residui mesi di aspettativa per maternità previsti dai sopracitati paragrafi.

§5. La retribuzione del personale assunto a tempo determinato è stabilita nella misura corrispondente al livello funzionale richiesto dai compiti affidati ed è soggetta alle ritenute per i trattamenti di assistenza sanitaria, di pensione e di liquidazione.

§6. Al personale assunto a tempo determinato spettano, in quanto compatibili con la tipologia del contratto, tutte le provvidenze sociali disposte a favore del personale assunto a tempo indeterminato.

§7. Il personale viene assunto con contratto stipulato dal Capo Ente, dal quale dipende per il suo stato giuridico, previo nulla osta della Segreteria per l’Economia.

§8. I contratti di cui al §1 non danno titolo alla immissione in ruolo ed il rapporto di lavoro cessa allo scadere del termine.

Art. 19

§1. Per lo svolgimento di prestazioni di carattere discontinuo o intermittente, per esigenze tecniche, organizzative o sostitutive ovvero qualora in particolari periodi sorga la necessità di prestazioni non predeterminabili, il Capo Ente può stipulare contratti denominati «a chiamata», purché entro i limiti del proprio bilancio e per un periodo di tempo limitato.

§2. Il contratto «a chiamata» viene stipulato dal Capo Ente, dal quale il lavoratore dipende, in conformità alle norme emanate dalla Segreteria per l’Economia.

§3. I contratti di cui al §1 non danno titolo alla immissione in ruolo ed il rapporto di lavoro cessa allo scadere del termine.

Art. 20

§1. Il Capo Ente, per accertate esigenze alle quali non possa provvedersi mediante il personale dipendente o previsto dalla tabella organica, può conferire, entro il limite del suo bilancio, incarichi o richiedere altre prestazioni di opera intellettuale necessarie allo stesso Ente.

§2. Il conferimento dell’incarico, previo nulla osta della Segreteria per l’Economia, è affidato dagli Enti interessati mediante specifico atto.

§3. Il conferimento è di norma della durata massima di un anno; per eventuali rinnovi successivi è richiesto il nulla osta della Segreteria per l’Economia.

§4. Il collaboratore deve essere provvisto di una polizza di assicurazione per responsabilità professionale e di una copertura pensionistica, salvo deroga della Segreteria per l’Economia.

§5. I conferimenti di incarico di cui ai precedenti paragrafi non danno titolo alla immissione in ruolo e cessano allo scadere del termine.

§6. Gli incarichi sono compensati «forfettariamente» secondo accordo tra le parti e non comportano obblighi per trattamenti previdenziali o assistenziali da parte della Santa Sede.

Art. 21

§1. Quanti forniti dei titoli richiesti, previo nulla osta della Segreteria per l’Economia, possono svolgere, presso un Enteun periodo di tirocinio, non superiore ad un anno, al fine di integrare la propria formazione. Il tirocinio non può essere in alcun modo finalizzato a coprire eventuali carenze di organico.

§2. Il tirocinioda formalizzare con atto scritto che ne regola lo svolgimento, è volto a conseguire un progetto formativo del tirocinante sotto la supervisione di un tutore e non costituisce in alcun modo un rapporto di lavoro, né sostituisce il periodo di prova richiesto per l’assunzione.

§3. Al termine del periodo di tirocinio e a richiesta dell’interessato, l’Ente rilascia un attestato.

§4. Il tirocinio non comporta alcun onere remunerativo, previdenziale o assistenziale per la Santa Sedesalvo la copertura assicurativa per infortuni e per responsabilità civile verso terzi e l’eventuale rimborso delle spese previamente concordate e debitamente documentate.

Art. 22

§1. L’attività di volontariato delle persone che per un certo periodo di tempo desiderano offrire prestazioni libere e gratuite agli Enti è lasciata al prudente giudizio del Capo Ente, previo nulla osta della Segreteria per l’Economia.

§2. La persona che volontariamente presta la sua opera deve avere i requisiti morali richiesti al personale dipendente.

§3. Il periodo di tempo per il quale una persona si impegna a prestare la sua collaborazione è determinato d’accordo con il Capo Ente.

§4. In qualsiasi momento il Capo Ente può mettere fine al servizio predetto, dandone notizia alla Segreteria per l’Economia ed all’interessato. Questi può fare altrettanto, informandone per tempo il Capo Ente.

§5. Tali prestazioni non comportano alcun onere remunerativo, previdenziale o pensionistico, per la Santa Sede, salvo l’eventuale rimborso delle spese previamente concordate e debitamente documentate.

§6. Gli Enti che beneficiano delle attività di cui ai precedenti §§1-5 sono tenuti ad assicurare, tramite la Segreteria per l’Economia, le persone che prestano le attività di volontariato:

a) contro gli infortuni e le malattie connessi allo svolgimento di dette attività;
b) per responsabilità civile verso terzi.

Titolo IV
MOBILITÀ DEL PERSONALE

Art. 23

I posti che si rendono vacanti nella tabella organica, possono essere ricoperti, previo nulla osta della Segreteria per l’Economia, mediante il passaggio a quel livello di una persona del medesimo Ente oppure mediante il trasferimento da un altro Ente o ricorrendo ad una nuova assunzione, secondo l’esigenza dell’ufficio, tenuti presenti i titoli di studio e l’accertata e specifica idoneità per il posto di cui si tratta, ed omesso qualsiasi altro criterio, compreso quello della mera anzianità di servizio.

Art. 24

§1. Per esigenze di servizio ed organizzative, il personale può essere trasferito, con provvedimento del Capo Ente, temporaneamente o stabilmente a svolgere le proprie mansioni presso altro ufficio del medesimo Ente, mantenendo il medesimo livello retributivo.

§2. Il trasferimento di cui al §1 è notificato per iscritto all’interessato e comunicato alla Segreteria per l’Economia per quanto di competenza.

Art. 25

§1. Per esigenze di servizio ed organizzative il personale può essere trasferito temporaneamente o stabilmente a svolgere le proprie mansioni presso altro Ente della Curia Romana, mantenendo il medesimo livello retributivo,attesa la tabella organica.

§2. Per procedere al trasferimento di cui al §1 è necessario il previo accordo tra i Capi degli Enti interessati e il nulla osta della Segreteria per l’Economia.

§3. Il provvedimento è notificato per iscritto alla Segreteria per l’Economia dal Capo Ente che riceve il dipendente, all’interessato dal Capo Ente dal quale lo stesso dipendente è stato trasferito.

Titolo V
ATTRIBUZIONI DEL PERSONALE

Art. 26

§1. Al Capo Ente spetta reggere e dirigere il proprio Ente, sovraintendere a tutta l’attività del medesimo e rappresentarlo a tutti gli effetti.

§2. Al Capo Ente spetta la gestione del proprio personale secondo modelli organizzativi interni, nel rispetto del presente Regolamento.

Art. 27

Il Segretario o equiparato, con la collaborazione del Sottosegretario o analoga figura, aiuta il Capo Ente nel dirigere il personale e nel trattare le questioni dell’Ente. Egli partecipa a tutte le Sessioni ordinarie e plenarie con diritto di voto.

Pertanto, seguendo le direttive del Capo Ente e d’intesa con lui, in osservanza dell’Ordo servandus proprio di ciascun Ente:

a) coordina e programma le iniziative e i vari servizi, assegna il settore di attività a ciascuno, segue con particolare attenzione gli affari di maggior importanza, cura la stesura dei documenti e il sollecito disbrigo delle pratiche di ufficio, vigila sulla disciplina e sull’osservanza del presente Regolamento e dell’Ordo servandus proprio dell’Ente;
b) affida ai Consultori lo studio delle pratiche per le quali si ritiene necessario il loro voto; convoca la Consulta quando è necessario e la presiede (cfr. 
Regolamento Generale della Curia Romana, art. 26);
c) prepara l’accoglienza dei Vescovi in visita «ad limina Apostolorum»;
d) supplisce il Capo Ente quando è assente o impedito;
e) firma, insieme al Capo Ente, gli atti dell’Ente, secondo le norme del proprio Ordo servandus;
f) trasmette alla Segreteria di Stato i documenti che devono essere pubblicati negli Acta Apostolicae Sedis;
g) riferisce regolarmente al Capo Ente sullo svolgimento delle pratiche ed in particolare su quanto sia da notificare o da rimettere ad altri Enti o esca dai limiti delle pratiche ordinarie o richieda particolari provvedimenti;
h) cura la redazione dei bilanci preventivo e consuntivo da trasmettere alla Segreteria per l’Economia e vigila attentamente sulla sua attuazione.

Art. 28

Il Sottosegretario e coloro che svolgono mansioni equiparate, secondo le norme del proprio Ordo servandus:

a) coadiuvano il Segretario o equiparato nel dirigere il personale e nel trattare le questioni dell’Ente, curandone il funzionamento;
b) in caso di assenza o d’impedimento del Segretario o equiparato, lo suppliscono secondo l’Ordo servandus proprio dell’Ente;
c) possono essere autorizzati a firmare atti esplicitamente determinati;
d) fungono da attuari nelle Sessioni ordinarie e plenarie;
e) attendono alle particolari attività che il Segretario o equiparato affidano loro.

Art. 29

Le funzioni del personale sono determinate dall’Ordo servandus proprio di ciascun Ente, in esecuzione del Mansionario generale della Curia Romana.

Titolo VI
LIVELLI FUNZIONALI

Art. 30

§1. Gli Officiali e il personale di cui all’art. 4 §§1-2 sono distribuiti in dieci livelli funzionali, ad ognuno dei quali corrisponde la retribuzione stabilita dalle norme emanate dalla Segreteria per l’Economia.

§2. Ogni livello funzionale comprende diverse mansioni elencate nel Mansionario della Curia Romana riportato in Appendice.

§3. Ai Capi Ufficio si corrisponde, in aggiunta alla retribuzione prevista dal proprio livello funzionale, un’indennità stabilita dalla Segreteria per l’Economia.

§4. Il numero dei posti previsto per ogni livello funzionale è indicato nelle tabelle organiche approvate per i singoli Enti.

§5. Nell’ambito del livello di appartenenza, possono essere attribuite al dipendente anche nuove mansioni che, per le mutate esigenze organizzative e di lavoro, a giudizio dei Superiori, di cui all’art. 2, si rendessero necessarie.

§6. Il personale deve essere disponibile a collaborare temporaneamente, secondo le disposizioni dei Superiori, anche a compiti non attinenti alle proprie funzioni e a supplire i colleghi assenti.

Art. 31

§1. Al dipendente appartenente ad un determinato livello possono essere temporaneamente conferite le funzioni del livello superiore nelle seguenti ipotesi:

a) per vacanza di un posto organico;
b) per sostituzione di dipendenti assenti con diritto alla conservazione del posto;
c) per altre oggettive esigenze di servizio.

§2. Il conferimento temporaneo di funzioni superiori è disposto con atto formale dal Capo Ente notificato alla Segreteria per l’Economia.

§3. Il conferimento:

a) non può mai eccedere, a tutela del dipendente, la durata di sei mesi;
b) non dà mai diritto al passaggio al livello superiore;
c) non dà mai il diritto ad un incremento, sotto qualsiasi forma, della retribuzione.

§4. L’assegnazione a mansioni inferiori può essere disposta dal Capo Ente solo per oggettive esigenze di servizio e non può avere durata superiore ad un anno continuativo, ovvero al periodo di un anno nell’arco di un triennio, mantenendo in ogni caso lo stesso trattamento corrispondente al livello di appartenenza dell’Officiale.

Art. 32

§1. Salvo quanto previsto dal successivo §3, il Capo Ente, sentito il parere del Segretario, previa valutazione di quanto disposto dall’art. 9 §4, della competenza professionale e dell’attitudine del candidato ad assolvere le nuove funzioni da svolgere, e con nulla osta della Segreteria per l’Economia, può procedere al passaggio di livello superiore.

§2. Il dipendente prima di essere assegnato ad un livello superiore, dovrà permanere al livello immediatamente inferiore per un periodo non inferiore ad un anno.

§3. Il passaggio al livello superiore, può essere concesso quando comporta un effettivo cambio di mansioni debitamente documentate, entro i limiti del bilancio preventivo e della tabella organica, fermo restando competenze professionali acquisite e dimostrate nello svolgimento delle mansioni, valutazioni periodiche del rendimento e partecipazione ad attività di aggiornamento professionale e formativo rilevante per il ruolo.

Art. 33

§1. Il Capo Ente, previo nulla osta della Segreteria per l’Economia, può procedere all’assegnazione delle classi orizzontali di merito secondo la normativa vigente.

§2. L’attribuzione delle classi orizzontali di merito non comporta alcuna variazione né della mansione, né del livello, quali descritti nel Mansionario allegato al presente Regolamento.

§3. Il dipendente al quale è stata comminata una sanzione disciplinare negli ultimi cinque anni di servizio non può essere candidato per l’attribuzione delle classi di merito.

Art. 34

Il Capo Ente provvederà ad inviare annualmente alla Segreteria per l’Economia la valutazione individuale del servizio reso dal personale, sulla base dei criteri di dedizione, professionalità, rendimento e correttezza nello svolgimento del servizio, come previsto da apposita normativa.

Titolo VII
DOVERI DEL PERSONALE

Art. 35

Coloro che lavorano nella Curia Romana, in quanto partecipano alla missione universale del Romano Pontefice, prestano un servizio ecclesiale, contrassegnato da carattere pastorale e missionario. Essi formano una comunità di lavoro che deve distinguersi per lo spirito che la anima.

Art. 36

Il personale ha il dovere di svolgere il proprio lavoro con diligenza, esattezza, senso di responsabilità e spirito di piena collaborazione.

Art. 37

Il personale è tenuto ad una esemplare condotta religiosa e morale, anche nella vita privata e familiare, in conformità alla dottrina della Chiesa.

Art. 38

Il personale è tenuto a comunicare al Capo Ente, che provvederà ad informare la Segreteria per l’Economia, le variazioni concernenti la composizione della propria famiglia entro trenta giorni dal loro verificarsi e a mantenere aggiornati i dati di reperibilità, informando tempestivamente circa eventuali cambiamenti della residenza e dell’eventuale domicilio.

Art. 39

§1. I chierici secolari e i membri di Istituti di Vita Consacrata e di Società di Vita Apostolica sono tenuti ad indossare l’abito ecclesiastico o l’abito del proprio Istituto o Società.

§2. Il personale laico è tenuto ad indossare un abito decoroso.

Art. 40

§1. Tutti sono obbligati ad osservare rigorosamente il segreto d’ufficio. Non possono, pertanto, dare, a chi non ne abbia diritto, informazioni relative ad atti o notizie di cui siano venuti a conoscenza a motivo del loro lavoro.

§2. Con particolare cura sarà osservata la normativa vigente sul segreto pontificio.

Art. 41

§1. Senza previa autorizzazione del Capo Ente o di chi da lui delegato nessun Officiale o lavoratore dell’Ente può rilasciare, mediante mezzi di comunicazione, dichiarazioni ed interviste, o rendere pubbliche notizie che riguardino le persone, l’attività e gli orientamenti degli Enti della Curia Romana.

§2. Le comunicazioni e le dichiarazioni ufficiali alla stampa devono essere rilasciate solo tramite il Dicastero per la Comunicazione.

Art. 42

Quanti lavorano nella Curia Romana attendano attivamente, nei limiti dei propri impegni di ufficio, ad altre opere di apostolato, secondo la propria vocazione specifica.

Art. 43

Il personale ha il dovere di tenersi aggiornato a livello dottrinale e tecnico circa il proprio lavoro specifico, stimolato ed assistito dal proprio Ente.

Art. 44

È vietato:

a) allontanarsi dal proprio posto di lavoro senza permesso del Superiore competente;
b) ricevere estranei nel proprio ufficio;
c) contravvenire alle disposizioni impartite in materia di tutela dell’ambiente;
d) contravvenire alle disposizioni impartite in materia di sicurezza sul lavoro;
e) svolgere attività o prendere parte a manifestazioni che non siano confacenti al carattere di dipendente della Santa Sede;
f) aderire a istituzioni o associazioni i cui scopi non sono compatibili con la dottrina e la disciplina della Chiesa o comunque partecipare alla loro attività;
g) assumere incarichi presso altri Enti della Santa Sede senza l’autorizzazione esplicita del Capo Ente;
h) attendere, durante l’orario di lavoro, ad occupazioni estranee al proprio ufficio o servizio;
i) esercitare professioni, assumere o conservare impieghi o incarichi, anche se privati, sia pure di carattere ecclesiastico, incompatibili a giudizio del Capo Ente, con l’impegno d’ufficio o ad esso pregiudizievoli. In ogni caso è dovere del dipendente comunicare previamente al Capo Ente l’intenzione di assumere impieghi o incarichi ulteriori;
j) usare indebitamente i timbri e la carta intestata d’ufficio, nonché la propria mail istituzionale;
k) usare i locali di ufficio, materiale e software informatici, strumenti ed attrezzature di proprietà dell’Ente per scopi di natura privata o comunque estranei alle finalità dell’Ente o di ufficio, anche a seguito di accertamento da parte dell’Ente sui propri dispositivi informatici messi a disposizione del dipendente;
l) divulgare documenti originali, fotocopie, copie elettroniche o altro materiale d’archivio e di lavoro riguardante l’ufficio e note o appunti privati circa le questioni che si trattano negli Enti;
m) accettare o sollecitare,per sé o per soggetti diversi dall’Ente nel quale si presta servizio, in ragione o profittando del proprio ufficio, doni, regali o altre utilità di valore superiore a quello stabilito dalle Norme di cui all’art.8 del presente Regolamento;
n) percepire provvigioni o compensi in occasione dell’esecuzione di atti d’ufficio;
o) perseguire direttamente o indirettamente interessi privati nello svolgimento dell’attività del proprio ufficio secondo la normativa vigente.

Art. 45

§1. L’Ente ha facoltà di rivalsa nei confronti del personale, comunque contrattualizzato, per casi di danni arrecati all’Ente stesso per dolo o colpa grave.

§2. In caso di contenzioso è competente in via esclusiva il Tribunale dello Stato della Città del Vaticano.

Titolo VIII
ORARIO DI LAVORO, FESTIVITÀ E FERIE

Art. 46

§1. L’orario di lavoro ordinario è di trentasei ore settimanali.

§2. I Capi Ente possono permettere ai singoli una flessibilità di mezz’ora nell’orario di entrata in servizio e, conseguentemente, di uscita.

§3. Ogni temporanea riduzione dell’orario di lavoro dei singoli deve essere concordata tra le parti e comunicata alla Segreteria per l’Economia per la relativa diminuzione di stipendio e contestuale riduzione, in misura proporzionale, della contribuzione. Tale riduzione non deve superare le sei ore settimanali e non potrà essere di durata superiore ai sei mesi, salvo che per i chierici secolari e i membri di Istituti di Vita Consacrata e di Società di Vita Apostolica.

§4. Per determinate attività, su richiesta del Capo Ente, la Segreteria per l’Economia può disporre un orario di lavoro ordinario diverso da quanto indicato al §1.

Art. 47

§1. La Segreteria per l’Economia, può autorizzare gli Enti a costituire rapporti di lavoro a tempo parziale laddove le esigenze di servizio non giustifichino il tempo pieno.

§2. Per l’assunzione del personale a tempo parziale si applica la normativa vigente in materia per il personale a tempo pieno.

§3. Il dipendente a tempo parziale copre una frazione di posto di organico corrispondente alla durata della prestazione lavorativa che non può essere inferiore al 50% di quella a tempo pieno. In ogni caso, la somma delle frazioni di posto a tempo parziale non può superare il numero complessivo dei posti di organico a tempo pieno.

§4. Il rapporto di lavoro a tempo parziale deve risultare da atto scritto e deve contenere l’indicazione della durata della prestazione lavorativa di cui al successivo §5.

§5. Il tempo parziale può essere realizzato:

a) con articolazione della prestazione di servizio ridotta in tutti i giorni lavorativi (tempo parziale orizzontale);
b) con articolazione della prestazione su alcuni giorni della settimana (tempo parziale verticale), in misura tale da rispettare la media della durata del lavoro settimanale prevista per il tempo parziale.

§6. Il personale con rapporto di lavoro a tempo parziale è escluso dalla prestazione di lavoro straordinario.

§7. Il trattamento economico spettante al dipendente con rapporto di lavoro a tempo parziale è stabilito con riferimento a quello del personale di pari livello funzionale a tempo pieno, secondo criteri di proporzionalità, per tutte le voci retributive, riferiti all’orario di servizio prestato, ed è soggetto alle ritenute relative ai previsti trattamenti di assistenza sanitaria, di pensione e di liquidazione.

§8. Il personale con un rapporto di lavoro a tempo parziale orizzontale ha diritto allo stesso numero di ore di ferie previsti per i dipendenti a tempo pieno; per il personale con rapporto di lavoro a tempo parziale verticale il numero delle ferie è ridotto proporzionalmente.

§9. Al personale assunto a tempo parziale, tenuto conto della ridotta durata della prestazione e delle peculiarità del suo svolgimento, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni degli altri istituti normativi dettate per il rapporto a tempo pieno.

Art. 48

§1. L’orario di lavoro deve essere rigorosamente osservato e il suo rispetto è accertato mediante idonei controlli e secondo le modalità stabilite dall’Ente.

§2. Le assenze temporanee durante l’orario di lavoro, sia per motivi di servizio che per ragioni personali, devono sempre essere preventivamente autorizzate dal Superiore dell’Ente.

§3. Nei confronti del dipendente che senza giustificato motivo non osservi ripetutamente l’orario di lavoro, oltre alla ritenuta sulla retribuzione, proporzionale al tempo sottratto al servizio, si procede in via disciplinare.

§4. Il dipendente deve garantire l’inizio del servizio ad un orario predeterminato; nel caso di malattia o di altro impedimento imprevisto il dipendente dovrà osservare quanto disposto al successivo art. 57 e seguenti.

Art. 49

§1. I dipendenti hanno diritto ad un giorno di riposo settimanale, che coincide con la domenica.

§2. Per i dipendenti che, per inderogabili esigenze di servizio, debbano prestare la propria opera la domenica, il riposo settimanale è fissato in un giorno feriale da concordare con il Capo Ente.

Art. 50

Il ricorso alle prestazioni di lavoro straordinario festivo e notturno è regolato dalle disposizioni normative vigenti in materia.

Art. 51

§1. Per esigenze di servizio il personale dipendente può essere inviato in missione fuori della abituale sede di lavoro.

§2. Le spese di viaggio e di soggiorno del personale inviato in missione sono a carico dell’Ente di appartenenza secondo le modalità stabilite dalla Segreteria per l’Economia.

§3. Se la trasferta comporta un cambio di fuso orario superiore a tre ore, il personale potrà usufruire di un giorno di riposo entro le 24 ore immediatamente successive al ritorno.

§4. Al personale inviato in trasferta viene corrisposto un compenso secondo quanto stabilito all’art. 86.

Art. 52

Oltre alle domeniche e alle altre feste di precetto, saranno anche giorni di vacanza:

a) l’anniversario della elezione del Romano Pontefice;
b) l’onomastico del Romano Pontefice;
c) l’anniversario della istituzione dello Stato della Città del Vaticano;
d) la memoria liturgica di S. Giuseppe artigiano;
e) i tre ultimi giorni della Settimana Santa;
f) il lunedì e il martedì di Pasqua;
g) la vigilia e il giorno successivo alla Assunzione di Maria Santissima;
h) la Commemorazione dei fedeli defunti;
i) la vigilia e i due giorni successivi al Santo Natale;
j) l’ultimo giorno dell’anno.

Art. 53

§1. I dipendenti hanno diritto alle ferie annuali, nella misura di centocinquantotto ore complessive, da utilizzare esclusivamente in intere giornate lavorative. Nel caso di orario di lavoro inferiore alle trentasei ore settimanali, sarà applicato il principio di proporzionalità.

§2. Le ferie si calcolano in ragione dell’anno solare. Per frazioni di anno, o di mese, il numero delle ore di ferie a cui si ha diritto è proporzionale al tempo di lavoro svolto.

§3. Le ferie costituiscono un diritto irrinunciabile e non sono monetizzabili. Sono da fruire, previa autorizzazione, nel corso dell’anno solare, con almenoun periodo di settantaquattroore complessive, compatibilmente con le esigenze di servizio.

§4. Al dipendente che lo richieda, devono comunque essere garantiti almeno la metà delle ore delle ferie spettanti nel periodo dal 1° giugno al 30 settembre.

§5. Le ferie annuali non sono cumulabili con quelle non godute nell’anno solare precedente. All’atto della cessazione del servizio, qualora le ferie spettanti a tale data non siano state fruite per documentate esigenze di servizio, si procede al pagamento sostitutivo delle stesse.

§6. Per esigenze di servizio e previa autorizzazione del Capo Ente, le ferie, fino ad un massimo di un terzo, possono essere fruite entro il 31 marzo dell’anno successivo.

§7. Se per esigenze imprevedibili di servizio, il dipendente non può godere delle ferie nel periodo prestabilito a norma del §3, sorge il diritto al rimborso delle eventuali spese sostenute, purché adeguatamente documentate.

§8. Il decorso delle ferie è interrotto da malattia o da infortunio, se abbiano dato luogo a ricovero ospedaliero, e ove previsto dal «Testo Unico delle provvidenze a favore della Famiglia».

§9. L’Ente elabora le Linee guida per l’individuazione del periodo delle ferie, secondo le esigenze di servizio.

Titolo IX
SOSPENSIONE DELL’ATTIVITÀ LAVORATIVA

Art. 54

Sospendono l’attività lavorativa:

a) i permessi;
b) l’assenza per malattia;
c) il collocamento in aspettativa.

Capo I
Permessi

Art. 55

§1. In osservanza delle prescrizioni canoniche i chierici secolari e i membri degli Istituti di Vita Consacrata e delle Società di Vita Apostolica potranno usufruire ogni anno di sei giorni continuativi di calendario solare di permesso retribuito per il normale corso di esercizi spirituali.

§2. I dipendenti laici appartenenti ad Associazioni di diritto pontificio e di diritto diocesano, potranno usufruire, ogni anno, a richiesta, fino ad un massimo di sei giorni continuativi di calendario solare di permesso retribuito, per il normale corso di esercizi spirituali disposto dallo Statuto approvato.

§3. Il periodo di assenza dovuto a permesso per esercizi spirituali va comunque sempre concordato ed autorizzato dal Capo Ente.

Art. 56

§1. I permessi sono concessi per motivi specifici e dal Capo Ente che ne dà comunicazione alla Segreteria per l’Economia.

§2. Il permesso retribuito compete di diritto, oltre nei casi riconosciuti dal «Testo unico delle Provvidenze a favore della Famiglia», nelle seguenti occasioni:

a) per decesso di consanguinei ed affini in primo e secondo grado secondo il computo canonico, un periodo di cinque giorni di calendario solare, oltre alla durata dell’eventuale viaggio;
b) per sostenere esami connessi con il lavoro svolto per la Sede Apostolica, i giorni strettamente necessari;
c) per i laici, in occasione del matrimonio, quindici giorni di calendario.

§3. Al personale sono concesse, a domanda, compatibilmente con le esigenze di servizio e senza necessità di documentazione e/o motivazione, 18 ore di permesso retribuito all’anno, per motivi personali e/o familiari secondo le seguenti modalità:

a) i permessi possono essere richiesti per un tempo non inferiore a un’ora, anche per l’intera durata dell’orario di lavoro quotidiano, sempre nei limiti espressi nel presente paragrafo;
b) per fruire dei permessi il dipendente deve far richiesta scritta, con ragionevole anticipo, al Superiore competente. In caso di massima urgenza è sufficiente la richiesta orale;
c) il Superiore competente deve espressamente autorizzare la richiesta, che può essere rifiutata o differita solo per gravi ragioni di servizio;
d) i permessi non incidono sulle ferie e sono considerati ai fini del computo dell’anzianità di servizio;
e) i permessi non possono essere fruiti nella stessa giornata congiuntamente ad altre tipologie di permessi, previsti dal Regolamento;
f) le ore di permesso non fruite non sono monetizzabili e si azzerano al termine di ogni anno solare.

§4. Possono essere concessi permessi retribuiti nelle seguenti occasioni:

a) in occasione di grave malattia, con pericolo di vita, del coniuge, di consanguinei ed affini in primo e secondo grado secondo il computo canonico, un periodo di cinque giorni di calendario solare, prorogabile a prudente giudizio del Capo Ente;
b) il giorno in cui si effettua la donazione di sangue;
c) in situazioni di urgenza e indifferibilità, comprovate da idonea certificazione medica e debitamente autorizzate dal Capo Ente, per visite mediche, accertamenti specialistici e cure. È onere del dipendente presentare al proprio Ente evidenza di aver effettivamente eseguito le visite, gli accertamenti o le cure oggetto del permesso.

§5. Possono,inoltre essere concessi permessi retribuiti qualora sia necessario comparire dinanzi all’Autorità giudiziaria e nei Tribunali sia dell’Ordinamento ecclesiastico che civile. I permessi sono concessi per il tempo strettamente necessario.

§6. Per altri motivi possono essere concessi, compatibilmente con le esigenze di servizio, dei permessi non retribuiti, a condizione che i periodi di permesso non superino complessivamente sei giorni lavorativi nel corso dell’anno solare.

Capo II
Assenza per malattia

Art. 57

§1. Nel caso di malattia o di infortunio, il dipendente è tenuto ad informare, nel primo giorno di assenza, entro la prima ora del suo orario di servizio, il proprio Superiore diretto, indicando il luogo dove egli possa essere reperito.

§2. Entro il giorno successivo all’insorgenza della malattia il dipendente ha l’obbligo di giustificare la predetta assenza con il relativo certificato medico indicante la presumibile durata della malattia.

§3. La Segreteria per l’Economia, in qualsiasi momento durante l’orario di lavoro può disporre il controllo medico-fiscale da parte di personale medico della Direzione di Sanità ed Igiene del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.Atalfine il dipendente in malattia deve rendersi reperibile durante l’orario di lavoro nella propria dimora oppure nel diverso luogo da egli stesso indicato e deve altresì comunicare eventuali assenze autorizzate dal medico curante.

§4. Qualora il dipendente non sia stato reperito nel luogo indicato di cui al §3 o non abbia prodotto la documentazione di cui al §2 o si dimostrino comunque insussistenti o insufficienti i motivi addotti per giustificare l’assenza, questa è ritenuta arbitraria e il dipendente, oltre a perdere la retribuzione, è passibile di sanzionidisciplinari.

§5. Nel caso di infermità derivante da infortunio non sul lavoro, causata da eventuali responsabilità di terzi, il dipendente è tenuto in ogni caso a darne comunicazione all’Ente di appartenenza.

Art. 58

§1. Dopo complessivi venti giorni lavorativi di assenza per malattia in un anno solare, il dipendente è sottoposto alla visita medica di idoneità di cui all’art. 75 §2.

§2. Il dipendente assente per malattia ha diritto alla conservazione del posto per un periodo di diciotto mesi. Ai fini della maturazione del predetto periodo, si sommano tutte le assenze per malattia intervenute nei tre anni precedenti l’ultimo episodio morboso in corso. Non si computano nella maturazione del predetto periodo i giorni di assenza per malattia o infortunio dipendente da causa di servizio.

§3. Al superamento del predetto periodo di assenza, il dipendente può essere dispensato dal servizio ai sensi dell’art. 75.

§4. Resta ferma l’applicazione delle «Norme a tutela dei dipendenti affetti da particolari gravi patologie o in particolari condizioni psicofisiche».

§5. Durante l’assenza per malattia si ha diritto all’intera retribuzione con esclusione dei compensi connessi con la presenza in servizio.

§6. Il tempo trascorso in malattia è computato a tutti gli effetti connessi con l’anzianità di servizio.

§7. Nei casi di infortunio o malattia per fatti di servizio si procede secondo le vigenti «Norme per la disciplina delle prestazioni che competono al personale che ha subito lesione fisica o psichica da infortunio o contratto malattia per fatti di servizio».

Capo III
Aspettativa

Art. 59

Il collocamento in aspettativa può essere disposto dal Capo Ente per maternità, per motivi personali o di famiglia. Tale provvedimento deve essere tempestivamente comunicato alla Segreteria per l’Economia.

Art. 60

§1. Il collocamento in aspettativa per maternità è disposto in base ad apposita certificazione medica, confermata dalla Direzione di Sanità e Igiene del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.

§2. L’aspettativa ha inizio tre mesi prima della presunta data del parto e continua per tre mesi dopo il parto.

§3. Su domanda dell’interessata e previo parere del medico specialista e del medico competente della Direzione di Sanità e Igiene del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, l’aspettativa per maternità può iniziare anche fino ad un mese prima della presunta data del parto e continuare per cinque mesi dopo il parto.

§4. Dopo il parto, l’interessata dovrà inviare all’ufficio di appartenenza il certificato di nascita per il conteggio del successivo periodo di aspettativa.

§5. Durante il periodo di aspettativa per maternità è corrisposta l’intera retribuzione, con esclusione dei compensi connessi con la presenza in servizio.

§6. Il tempo trascorso in aspettativa per maternità è computato a tutti gli effetti connessi con l’anzianità di servizio.

§7. Per tutto il periodo dell’allattamento diretto o misto, da documentare con certificazione medica, viene concessa una riduzione d’orario di due ore giornaliere fino al compimento di un anno di età del bambino. L’orario di servizio ridotto dovrà essere comunque articolato in modo continuativo.

§8. Il collocamento in aspettativa oltre il periodo fissato nei precedenti paragrafi può essere prorogato, per un ulteriore periodo massimo di sei mesi, da usufruirsi anche in modo frazionato, non oltre il compimento del terzo anno di età del bambino, con retribuzione mensile ridotta complessivamente del 50%. Tale periodo è computato agli effetti dell’anzianità di servizio e dell’eventuale trattamento di quiescenza, previo versamento delle relative ritenute calcolate sull’intera retribuzione tempo per tempo spettante alla dipendente durante tali periodi.

§9. Integrano le disposizioni dei precedenti paragrafi le Norme del Titolo II - «Agevolazioni a tutela della maternità» - e del Titolo III - «Agevolazioni in favore di dipendenti con familiari disabili» del «Testo Unico delle Provvidenze a favore della Famiglia».

Art. 61

§1. L’aspettativa per motivi personali o di famiglia può essere disposta, su domanda scritta del dipendente non in prova, per gravi ragioni debitamente accertate. L’aspettativa per motivi di famiglia può essere disposta secondo quanto previsto dal «Testo Unico delle Provvidenze a favore della Famiglia».

§2.Il Capo Ente decide entro trenta giorni dalla presentazione della domanda ed ha facoltà, per ragioni da enunciare nel provvedimento, di respingerla, di ritardarne l’accoglimento e di ridurre la durata dell’aspettativa richiesta.

§3.L’aspettativapermotivipersonaliodifamiglianonpuòdurareoltreseimesicontinuiointerrotti nel corso del primo decennio di servizio, né oltre un anno continuo o interrotto nel corso del periodo successivo; inoltre, può essere sospesa o revocata per causa di servizio, con congruo preavviso.

§4. Durante l’aspettativa per motivi personali o di famiglia non viene corrisposta la retribuzione e rimane sospeso il decorso dell’anzianità a tutti gli effetti. Il tempo trascorso in aspettativa non viene computato per il conteggio delle ferie. L’assistenza sanitaria può essere mantenuta, a richiesta dell’interessato e a suo intero carico.

Titolo X
NORME DISCIPLINARI

Art. 62

§1. I comportamenti contrari al presente Regolamento sono passibili di sanzioni disciplinari, da applicarsi a norma degli articoli seguenti.

§2. Le sanzioni disciplinari sono:

a) l’ammonizione orale, l’ammonizione scritta e l’ammenda pecuniaria;
b) la sospensione dall’ufficio;
c) il licenziamento dall’ufficio;
d) la destituzione di diritto.

§3. Per la determinazione delle sanzioni disciplinari di cui al §2, b) e c) agirà la Commissione Disciplinare della Curia Romana, in base al proprio Regolamento.

Capo I
Ammonizione orale, ammonizione scritta e ammenda pecuniaria

Art. 63

§1. L’ammonizione orale, l’ammonizione scritta e l’ammenda pecuniaria, non superiore alla retribuzione di due giornate lavorative, sono inflitte secondo la gravità dell’infrazione e la eventuale recidività:

a) per indisciplina;
b) per insufficiente rendimento o per negligenza nel servizio;
c) per contegno non confacente e scorretto o ineducato verso colleghi e verso il pubblico;
d) per inosservanze ingiustificate dell’orario e per inadempienza delle procedure di accertamento del proprio orario di lavoro;
e) per infrazioni ai divieti, di cui all’art. 44, da a) a c);
f) per assenza ingiustificata dal servizio per malattia di cui all’art. 57 §4.

§2. L’ammonizione orale deve essere annotata nel fascicolo personale presso l’Ente; l’ammonizione scritta e l’ammenda pecuniaria devono essere conservate nel fascicolo personale presso l’Ente e presso la Segreteria per l’Economia.

§3. Al dipendente che incorra in una delle infrazioni previste dai paragrafi precedenti, e che sia già stato punito per una infrazione della stessa specie, può essere inflitta una sanzione più grave di quella prevista per l’infrazione stessa.

Capo II
Sospensione dall’ufficio

Art. 64

§1. La sospensione comporta l’allontanamento temporaneo dall’ufficio, con privazione della retribuzione, al netto delle ritenute previdenziali ed assistenziali, escluso l’assegno per il nucleo familiare.

§2. La sospensione si applica, per disposizione del Capo Ente, fino ad un massimo di 30 giorni:

a) per la ricaduta nelle mancanze punite con l’ammonizione scritta e con l’ammenda pecuniaria, dopo che queste siano state applicate due volte nel periodo di un anno;
b) per infrazione ai divieti, di cui all’art. 44, da d) ad m);
c) per atti di insubordinazione.

§3. Per i seguenti casi, si applica un periodo di sospensione superiore a 30 giorni e fino a un massimo di 3 mesi, previa decisione della Commissione Disciplinare sulla legittimità e congruità della sanzione disposta dal Capo Ente:

a) per grave pregiudizio arrecato all’Ente;
b) per violazione del segreto d’ufficio;
c) per altra irregolarità nei rapporti privati, che rechi pregiudizio al decoro dell’Ente;
d) per infrazioni di cui al § 2 b) di carattere di particolare gravità a giudizio del Capo Ente.

Capo III
Licenziamento dall’ufficio

Art. 65

§1. Il licenziamento dall’ufficio si applica:

a) per gravi atti di indisciplina e di insubordinazione;
b) per grave violazione del segreto d’ufficio;
c) per persistente insufficiente rendimento e per negligenza nell’espletamento delle mansioni lavorative;
d) per ripetuta valutazione negativa del Capo Ente;
e) per gravi mancanze ai doveri del proprio stato o del proprio ufficio;
f) per grave abuso di autorità;
g) per uso illecito o distrazione di somme amministrate o avute in deposito, o altri beni della Santa Sede;
h) per violazione del segreto pontificio, di cui all’art. 40;
i) per elementi risultanti dagli atti di procedimento giudiziario o disciplinare che facciano ritenere la permanenza in servizio del dipendente incompatibile con la dignità dell’impiego nella Santa Sede;
j) per mancata ripresa del servizio, salvo casi di comprovato impedimento, dopo periodi di interruzione dell’attività previsti dalle disposizioni normative vigenti.

§2. La Commissione di cui all’art. 62 §3, esaminerà questi casi; all’accusato è data la possibilità di difendersi.

§3. Possono essere sottoposti all’esame della predetta Commissione anche casi di recidività in infrazioni già punite con la sospensione dall’ufficio, in base all’art. 64.

Art. 66

Il licenziato non può essere riassunto in altro Ente dipendente dalla Santa Sede e informazione scritta del licenziamento è data al Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.

Capo IV
Destituzione di diritto

Art. 67

§1. Si incorre nella destituzione di diritto per condanna passata in giudicato concernente delitto doloso, commesso anche precedentemente all’assunzione in servizio, pronunciata dalla competente Autorità dello Stato della Città del Vaticano o da quella di altra giurisdizione, che faccia ritenere la permanenza in servizio del dipendente incompatibile con la dignità dell’impiego nella Santa Sede. In questi casi non si richiede accertamento e valutazione dei fatti.

§2. Il destituito di diritto non può essere riassunto in altro Ente dipendente dalla Santa Sede. Informazione scritte dell’avvenuta procedura disciplinare va data al Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.

Capo V
Procedura per l’applicazione delle sanzioni disciplinari

Art. 68

§1. Il Superiore, qualora venga a conoscenza di fatti passibili di sanzioni disciplinari, deve compiere gli accertamenti del caso rimettendo la documentazione relativa al Capo Ente.

§2. La procedura per l’applicazione delle sanzioni disciplinari di cui all’art. 62 §2 è avviata dal Capo Ente con la notifica all’interessato degli inadempimenti che gli vengono contestati e l’assegnazione di 10 giorni per presentare le sue giustificazioni.

§3. Il Capo Ente, valutate le giustificazioni del dipendente, se il caso rientra nelle sue competenze, ai sensi del successivo §8 procede, ove ne ravvisi gli estremi, ad applicare la sanzione.

§4. Qualora il Capo Ente ritenga che debbano essere applicati la sospensione o il licenziamento, trasmette gli atti alla Commissione Disciplinare della Curia Romana informandone l’interessato.

§5. La sospensione, la destituzione ed il licenziamento dall’ufficio sono comunicati per iscritto all’interessato dal Capo Ente ai sensi del «Regolamento della Commissione Disciplinare della Curia Romana». Il rifiuto di accettazione di tale comunicazione equivale alla ricezione di essa. Di questi atti, compreso il rifiuto di accettazione, deve essere redatto un verbale.

§6. La sospensione e il licenziamento dall’ufficio, di cui agli artt. 64 e 65 sono applicati dal Capo Ente, in conformità con le decisioni della Commissione Disciplinare della Curia Romana e comunicati alla Segreteria per l’Economia.

§7. La dichiarazione della destituzione di diritto di cui all’art. 67, nonché la sospensione cautelare di cui ai successivi artt. 69 e 70, sono applicate dal Capo Ente.

§8. L’ammonizione orale e scritta e l’ammenda pecuniaria di cui all’art. 63 possono essere applicate anche dal Segretario o dal Sottosegretario.

§9. I provvedimenti di cui ai precedenti paragrafi sono trasmessi alla Segreteria per l’Economia.

Capo VI
Sospensione cautelare

Art. 69

§1. Per il dipendente nei cui confronti sia stata iniziata un’azione penale nello Stato della Città del Vaticano o in altro Stato, può essere disposta la sospensione cautelare da parte del Capo Ente.

§2. Uguale misura può essere adottata dal Capo Ente, per gravi motivi, nei confronti del dipendente anche prima che sia iniziato o esaurito il procedimento disciplinare a suo carico.

§3. Il dipendente sospeso in via cautelare dal servizio percepisce l’intera retribuzione con esclusione dei compensi connessi con la presenza in servizio o con l’espletamento di specifiche funzioni.

§4. Il provvedimento della sospensione cautelare è revocato con il venir meno dei motivi che l’hanno richiesto.

Art. 70

§1. È immediatamente sospeso dal servizio dal Capo Ente, il dipendente nei cui confronti siano state disposte misure restrittive della libertà personale dalla competente Autorità giudiziaria dello Stato della Città del Vaticano o di altri Stati.

§2. Nei casi di cui al §1 al dipendente sospeso cautelarmente dal servizio è sospesa la retribuzione e può essere concesso, d’intesa con la Segreteria per l’Economia, un assegno alimentare non superiore alla metà dello stipendio, oltre l’eventuale assegno per il nucleo familiare.

§3. Il provvedimento di cui al §1 a motivo di fatti e circostanze accertati può essere revocato dall’Autorità che lo ha emesso.

§4. Nei casi di cui al §1, quando il procedimento si concluda con sentenza o decisione di proscioglimento rispettivamente della competente Autorità giudiziaria e della Commissione Disciplinare, la sospensione è revocata e il dipendente ha diritto agli emolumenti non percepiti salva deduzione dell’assegno alimentare già corrisposto.

§5. In ogni caso resta salva la facoltà del Capo Ente di sottoporre il dipendente a procedimento disciplinare in relazione a quanto sia emerso in sede penale.

Titolo XI
CESSAZIONE DAL SERVIZIO

Art. 71

§1. I Capi Enti e i Segretari o equiparati ecclesiastici, compiuto il settantacinquesimo anno di età, devono presentare le dimissioni al Romano Pontefice.

§2. I Capi Enti, i Segretari e i Dirigenti laici compiuto il settantesimo anno di età, cessano dal servizio, secondo le modalità previste nell’Ordo servandus proprio.

§3. I Sottosegretari ecclesiastici o membri degli Istituti di Vita Consacrata e delle Società di Vita Apostolica, e quanti sono ad essi equiparati, sono collocati a riposo al compimento del settantaduesimo anno di età. La cessazione dal servizio, però, ha effetto soltanto dalla data indicata nel provvedimento adottato dal Segretario di Stato, sentito il Capo Ente di appartenenza.

§4. I Membri dei vari Enti della Curia Romana cessano dal loro ufficio, raggiunto l’ottantesimo anno di età.  Coloro che sono Membri di detti Enti in ragione dell’ufficio ricoperto, cessano di essere Membri allorché lasciano quest’ultimo.

Art. 72

Durante la Sede Vacante la cessazione dal servizio è regolata dalla Costituzione apostolica Universi dominici gregis.

Art. 73

§1. La collocazione a riposo del personale è stabilita dal Regolamento del Fondo Pensioni Vaticano.

§2. La cessazione dal servizio, però, ha effetto soltanto dal momento in cui è comunicata per iscritto in conformità al successivo art. 74 §1.

Art. 74

§1. Per gli Officiali di 10° livello, i provvedimenti di cessazione dal servizio di cui al precedente art. 73 sono adottati dalla Segreteria per l’Economia, sentito il Capo Ente. Per il restante personale di cui all’art. 3 i provvedimenti di cessazione dal servizio di cui al precedente art. 73 sono adottati dal Capo Ente.

§2. Di regola, a motivo del loro specifico stato ecclesiale, i chierici secolari ed i membri di Istituti di Vita Consacrata e di Società di Vita Apostolica dipendenti della Santa Sede, dopo un quinquennio, eventualmente rinnovabile, che hanno prestato servizio negli Enti della Santa Sede fanno ritorno alla cura pastorale nella loro Diocesi/Eparchia o negli Istituti o Società di appartenenza, con cessazione del rapporto di lavoro con la Sede Apostolica.

§3. A motivo del loro specifico stato ecclesiale, i chierici secolari ed i membri di Istituti di Vita Consacrata e di Società di Vita Apostolica dipendenti della Santa Sede, anche se assunti anteriormente al presente Regolamento, possono essere assegnati ad altro servizio in Diocesi o nel loro Istituto o Società di appartenenza, con cessazione del rapporto di servizio alla Sede Apostolica. Tale trasferimento, che non connota alcun giudizio meno favorevole nei confronti degli interessati, avviene su richiesta del rispettivo Ordinario o del competente Superiore, accettata dalla Santa Sede, o per disposizione della Sede Apostolica, dopo aver preso contatto con il competente Ordinario o Superiore. Prima di adottare un simile provvedimento, che avrà valore vincolante, si sentirà il parere dell’interessato.

§4. Per la cessazione dal servizio per motivi disciplinari, valgono le disposizioni di cui agli artt. 65 – 68. Per la cessazione dal servizio per rinuncia all’ufficio valgono le disposizioni dei successivi artt. 78-80.

§5. Al dipendente che termina il servizio si applicano le disposizioni previste per il trattamento pensionistico e di liquidazione.

Art. 75

§1. Il provvedimento di dispensa dal servizio per infermità è disposto quando si verificano le condizioni di cui all’art. 58 §3.

§2. Al di fuori dell’ipotesi di cui al §1, l’inidoneità per infermità, che può dar luogo a dispensa dal servizio, è accertata, mediante visita medica collegiale, da una Commissione composta dal Direttore della Direzione di Sanità e Igiene del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e da due medici, uno dei quali può essere scelto dallo stesso Direttore fuori del corpo sanitario della Città del Vaticano, secondo quanto stabilito dal Regolamento della medesima Direzione. L’interessato può farsi assistere da un sanitario di sua fiducia, se ne fa richiesta e ne assume le spese.

§3. In caso di dispensa dal servizio per infermità l’interessato è ammesso ai trattamenti di pensione e di liquidazione a cui abbia diritto.

§4. Al di fuori dell’ipotesi di cui al §1, cessato il periodo di sospensione del rapporto per malattia, il dipendente che sia stato riconosciuto idoneo al lavoro deve riassumere il servizio nel termine prefissatogli dalla Direzione di Sanità e Igiene del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. In caso di inadempimento al suddetto obbligo si applica il successivo art. 80, e).

Art. 76

§1. Nei casi di infortunio o malattia per fatti di servizio, al termine del periodo di cui all’art.7 delle vigenti «Norme per la disciplina delle prestazioni che competono al personale che ha subito lesione fisica o psichica da infortunio o contratto malattia per fatti di servizio»,chi non risulta idoneo a riprendere la propria attività è dispensato dal servizio con provvedimento della Segreteria per l’Economia ove non sia possibile adibirlo ad altricompiti.

§2.La non idoneità a riprendere servizio è accertata dal Collegio medico di cui all’art.5 delle Norme citate al §1 e secondo le modalità del medesimo articolo.

Art. 77

§1. Il collocamento in disponibilità può essere disposto, previo il nulla osta della Segreteria per l’Economia, per soppressione dell’Ente o per riduzione del suo organico qualora in quest’ultimo caso l’interessato non possa essere destinato presso altri uffici o altre mansioni all’interno dello stesso Ente.

§2. Durante il periodo della disponibilità è corrisposta l’intera retribuzione con esclusione dei compensi connessi con la presenza in servizio. Il tempo trascorso in disponibilità è computato agli effetti connessi con l’anzianità di servizio.

§3. Il collocamento in disponibilità è comunicato per iscritto all’interessato con l’indicazione della causa e della decorrenza del provvedimento.

§4. Il dipendente collocato in disponibilità che, richiamato in servizio, non lo riassume nel termine prefissatogli, viene dichiarato rinunciante ai sensi dell’art. 80, b).

§5. La durata del collocamento in disponibilità non può superare un anno, trascorso il quale il rapporto di lavoro è risolto. In tal caso, l’interessato è ammesso ai trattamenti di pensione e di liquidazione a cui abbia diritto.

Titolo XII
RINUNCIA ALL’UFFICIO

Art. 78

§1. Il dipendente che intende rinunciare all’ufficio deve farne dichiarazione scritta, con un termine di preavviso di almeno un mese, salvo diverso accordo con il Capo Ente.

§2. Il mancato rispetto del termine di cui al §1 comporta una trattenuta sulla liquidazione pari alle mensilità o frazione di mancato preavviso.

Art. 79

Il rinunciante è tenuto a proseguire nell’adempimento dei suoi doveri d’ufficio fino alla data prevista.

Art. 80

È considerato rinunciante ed è dichiarato tale d’ufficio chi senza giustificato motivo:

a) non assuma servizio alla data fissata nella lettera di assunzione di cui agli artt. 12 §2 e 16 §3;
b) non riassuma servizio nel termine prefissatogli dopo essere stato richiamato in servizio secondo quanto disposto all’art. 77 §4 del presente Regolamento;
c) non intenda, se italiano, fruire delle esenzioni da prestazioni di carattere personale verso lo Stato Italiano, di cui all’art. 10 del Trattato fra la Santa Sede e l’Italia e del Protocollo esecutivo del 6 settembre 1932;
d) risulti arbitrariamente assente dall’ufficio per cinque giorni consecutivi;
e) non riprenda il servizio, scaduto il periodo massimo previsto dagli artt. 60 §8 e 61 §3 per l’aspettativa, qualora ne sia stata accertata l’idoneità nei termini indicati nell’art. 75 §4 del presente Regolamento.

Titolo XIII
TRATTAMENTO ECONOMICO

Art. 81

§1. La retribuzione del personale è costituita dai seguenti elementi:

a) stipendio base;
b) aggiunta speciale di indicizzazione (ASI);
c) eventuali altre componenti retributive quali scatti biennali di anzianità o altre forme di incremento variabile della retribuzione o istituti similari;
d) indennità di cui all’art. 87.

§2. La retribuzione è soggetta alle ritenute previdenziali, assistenziali e di liquidazione.

§3. Per determinare la quota giornaliera della retribuzione si divide per venticinque la somma risultante da stipendio base, scatti biennali accumulati, aggiunta speciale di indicizzazione e dall’eventuale indennità di cui all’art. 87; per determinare quella oraria si divide per centocinquanta. Nel caso le ore settimanali, ai sensi del precedente art. 47 §1, siano diverse da trentasei, la quota oraria si determina dividendo la retribuzione mensile per il risultato ottenuto moltiplicando 1/6 dell’orario settimanale di lavoro per venticinque.

§4. Il compenso per prestazioni di lavoro festivo, notturno e straordinario, regolato da normativa propria, è corrisposto con le competenze del mese successivo a quello al quale si riferiscono e non è soggetto alle ritenute di cui al §2.

Art. 82

§1. Nella seconda decade del mese di dicembre di ogni anno è corrisposta una tredicesima mensilità, consistente nello stipendio base, negli scatti di anzianità accumulati, nell’aggiunta speciale di indicizzazione e nelle eventuali indennità di cui all’art. 87.

§2. La tredicesima mensilità è corrisposta per intero in caso di servizio continuativo e per tutto l’anno. Per un periodo inferiore all’anno è dovuta in ragione di un dodicesimo per ogni mese di servizio prestato. Le frazioni di mese saranno considerate proporzionalmente.

§3. Per i periodi trascorsi in posizione di impiego che comporti la riduzione, la sospensione o la privazione dello stipendio, la tredicesima mensilità è ridotta nella stessa proporzione.

Art. 83

Lo stipendio base mensile è fissato in ciascun livello funzionale da apposite disposizioni della Segreteria per l’Economia.

Art. 84

Al fine di garantire il potere di acquisto della retribuzione è corrisposta mensilmente una aggiunta speciale di indicizzazione (ASI), periodicamente aggiornata, secondo le modalità indicate dalla normativa in materia.

Art. 85

La misura degli scatti di anzianità o delle altre forme di incremento variabile della retribuzione o degli istituti similari e le modalità di pagamento sono disciplinati da apposite norme emanate dalla Segreteria per l’Economia.

Art. 86

Ai dipendenti inviati in missione fuori dalla abituale sede di lavoro per un periodo che comprenda almeno un pernottamento, in base all’art. 51 §4 viene corrisposto un compenso secondo i criteri stabiliti dalla Segreteria per l’Economia.

Art. 87

Il Romano Pontefice emana normative specifiche predisposte dalla Segreteria per l’Economia, sentiti i Capi Ente, che regolano le indennità previste dal presente Regolamento.

Art. 88

§1. Al termine del servizio prestato, il dipendente ha diritto a un trattamento di fine rapporto secondo le modalità previste nelle «Norme per la liquidazione».

§2. In caso di morte del lavoratore il trattamento di liquidazione spetta agli eredi, secondo le normative vigenti.

§3. Eventuali anticipi sulla liquidazione ottenuta nel corso degli anni da ecclesiastici nominati Cardinali in costanza di servizio, dovranno essere restituiti o compensati al momento dell’erogazione dell’indennità sostitutiva della liquidazione.

§4. La liquidazione percepita dagli ecclesiastici che, a seguito della cessazione dal servizio attivo sono stati nominati Cardinali, è da intendersi correttamente ricevuta e non soggetta a restituzione. 

Titolo XIV
ALTRE DISPOSIZIONI DI CARATTERE ECONOMICO

Art. 89

Il personale può usufruire delle seguenti specifiche provvidenze regolate da apposite norme:

a) assegno per il nucleo familiare;
b) provvidenze a favore della famiglia;
c) mutui e prestiti rimborsabili per mezzo di trattenute sullo stipendio;
d) anticipi sulla liquidazione.

Titolo XV
RICORSI

Art. 90

§1. Con esclusione delle materie di competenza della Commissione Disciplinare della Curia Romana, le controversie, relative a provvedimenti amministrativi degli Enti di cui all’art. 1, sia individuali che plurime o collettive, per violazione della specifica normativa applicabile al rapporto di lavoro, troveranno soluzione attraverso il ricorso all’Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica in base al suo Statuto.

§2. Si considera provvedimento amministrativo anche il silenzio-rigetto dell’Ente, quando lo stesso non adotti alcuna decisione entro novanta giorni dal ricevimento della domanda dell’interessato.

§3. Chiunque ritenga che un suo diritto soggettivo in materia di lavoro sia leso da un provvedimento amministrativo, salvo che lo stesso emani dal Romano Pontefice o da Lui sia stato specificamente approvato, può proporre istanza in conformità al precedente §1 entro trenta giorni dalla notifica o comunicazione, ovvero, in sua mancanza, dall’effettiva conoscenza del provvedimento o dalla scadenza del termine di cui al §2.

§4. L’interessato ha diritto di ricorso, secondo le norme canoniche, avverso i provvedimenti disciplinari di sospensione e licenziamento di cui agli artt. 64 e 65, e nel caso di carenza di competenza degli Enti di cui al precedente §1.

Titolo XVI
ALTRE DISPOSIZIONI

Art. 91

Con provvedimenti emanati dalla Segreteria per l’Economia, sentita la Segreteria di Stato, possono essere stabilite le modalità di attuazione di cui agli articoli precedenti.

Art. 92

Con l’entrata in vigore del presente Regolamento sono abrogate tutte le disposizioni dei Regolamenti di cui al precedente art. 1 §2, non compatibili con le norme degli articoli precedenti ferme restando ad personam le posizioni acquisite dai dipendenti ai sensi dei Mansionari dei rispettivi Enti, regolarmente approvati.

Il presente Regolamento, approvato “ad experimentum” per un periodo di cinque anni, viene promulgato tramite la pubblicazione su “L’Osservatore Romano” ed entra in vigore a decorrere dal 1° gennaio 2026. Decorso il suddetto periodo, ove non sia sopravvenuta alcuna modifica, è da ritenersi confermato definitivamente.

Dato a Roma, presso San Pietro, il giorno 23 novembre dell’anno 2025, Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo, primo del Pontificato.

LEONE PP. XIV

 

_____________

Allegato 1

Francesco, Lettera Apostolica in forma di «Motu Proprio» Recante Disposizioni sulla Trasparenza nella Gestione della Finanza Pubblica, 26 aprile 2021

§1 I soggetti inquadrati o da inquadrare nei livelli funzionali C, C1, C2 e C3, ivi compresi i Cardinali Capi Dicastero o Responsabili di Enti, nonché quelli che abbiano funzioni di amministrazione attiva giurisdizionali o di controllo e vigilanza di cui al §2, ivi inclusi i soggetti di cui agli articoli 10, 11 e 13§1 del presente Regolamento e 20 del Regolamento per il personale dirigente laico della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano, devono sottoscrivere all’atto di assunzione dell’ufficio o dell’incarico e con cadenza biennale una dichiarazione nella quale attestano:

a) di non aver riportato condanne definitive per delitti dolosi nello Stato della Città del Vaticano o all’estero e di non aver beneficiato in relazione agli stessi di indulto, amnistia, grazia e altri provvedimenti assimilabili o essere stati assolti dagli stessi per prescrizione;

b) di non essere sottoposti a processi penali pendenti ovvero, per quanto noto al dichiarante, a indagini per delitti di partecipazione a un’organizzazione criminale; corruzione; frode; terrorismo o connessi ad attività terroristiche; riciclaggio di proventi di attività criminose; sfruttamento di minori, forme di tratta o di sfruttamento di esseri umani, evasione o elusione fiscale.

c) di non detenere, anche per interposta persona, contanti o investimenti, ivi incluse le partecipazioni o interessenze di qualunque genere in società e aziende, in paesi inclusi nella lista delle giurisdizioni ad alto rischio di riciclaggio o finanziamento del terrorismo come individuati con provvedimento dell’Autorità di Sorveglianza e Informazione Finanziaria, salvo che il dichiarante o i suoi consanguinei entro il terzo grado siano residenti in detti paesi o vi abbiano stabilito il domicilio per comprovate ragioni familiari, di lavoro o di studio;

d) che tutti i beni, mobili e immobili, di proprietà o anche solo detenuti dal dichiarante ovvero i compensi di qualunque genere da questo percepiti, per quanto noto al dichiarante, hanno provenienza da attività lecite e non costituiscono il prodotto o il profitto di reato;

e) di non detenere, per quanto a conoscenza del dichiarante, partecipazioni o interessenze di qualunque genere in società o aziende che operino con finalità e in settori contrari alla Dottrina Sociale della Chiesa;

f) di non detenere, anche per interposta persona, contanti o investimenti, ivi incluse le partecipazioni o interessenze di qualunque genere in società e aziende, nei paesi inclusi nella lista delle giurisdizioni non cooperative a fini fiscali individuati con provvedimento della Segreteria per l’Economia, salvo che il dichiarante o i suoi consanguinei entro il terzo grado siano residenti in detti paesi o vi abbiano stabilito il domicilio per ragioni familiari, di lavoro o di studio e tali disponibilità siano state dichiarate alle autorità fiscali competenti.

§2 Per funzioni di amministrazione attiva si intendono quelle che comportano la partecipazione ai procedimenti che determinano l’assunzione di impegni economici di qualunque tipo da parte dell’Ente. Le funzioni giurisdizionali di cui al paragrafo 1 sono solo quelle giudicanti. Il paragrafo 1 non si applica al personale di supporto degli organismi di controllo e vigilanza. Con provvedimento dell’Ufficio del Revisore Generale in quanto autorità anticorruzione sono individuati gli uffici e gli incarichi cui si applicano gli obblighi dichiarativi in base al presente paragrafo.

§3 La dichiarazione di cui al paragrafo 1 è conservata dalla Segreteria per l’Economia nel fascicolo personale del dichiarante. Copia della stessa è trasmessa, per quanto di competenza, alla Segreteria di Stato.

§4 Ove ne abbia ragionevole motivo, la Segreteria per l’Economia, avvalendosi delle strutture a ciò preposte nella Santa Sede o nello Stato della Città del Vaticano, può eseguire controlli sulla veridicità delle dichiarazioni presentate.

§5 Fermi i casi di responsabilità penale, la mancata dichiarazione ovvero la dichiarazione falsa o mendace costituiscono grave illecito disciplinare ai sensi dell’articolo 76, §1, n. 2) e legittimano la Santa Sede a richiedere il danno eventualmente subito.

______________________________

[1] Le Norme vigenti alla data della pubblicazione del presente Regolamento sono contenute nel provvedimento di Papa FRANCESCO,  Lettera Apostolica in forma di «Motu Proprio» Recante Disposizioni sulla Trasparenza nella Gestione della Finanza Pubblica, 26 aprile 2021 (cfr. Allegato 1).

 

 



[1] “Director, jefe, presidente, dirigente, gerente, ejecutivo, conductor” (consulta del 25 de noviembre de 2025, en: https://dle.rae.es/directivo; pero también: “superior, presidente, dirigente, director, líder, cabeza, cabecilla, principal, jerarca, patrón, patriarca, caudillo, capo” (consulta del 25 de noviembre de 2025, en: https://dle.rae.es/jefe

 

 


 

V. Documentos de la Curia Romana


Podemos catalogar los documentos emitidos por la Curia Romana distinguiendo entre los que proceden de los órganos judiciales de aquellos que son emanados de las jurisdicciones administrativas:

 

a.       De los órganos judiciales:

 

·         Citación edictal

·         Edicto

·         Decreto

·         Sentencia

 

b.      De los institutos ejecutivos:

 

·         Comunicación: nota que clarifica algún punto de la doctrina, documentos de disciplina;

·         Declaración: exposición de la mente del legislador, o normas, especialmente en cuanto a la disciplina;

·         Decreto: para diversas decisiones administrativas como los cambios de los límites de las diócesis, de sus nombres o de sus sedes; en los procesos de Beatificación y de Canonización; para la erección de Facultades de estudios; o también para reformar la legislación vigente;

·         Directorio: propone la mente del Dicasterio y los puntos disciplinares;

·         Epístola: comunicación, petición, exposición de un negocio;

·         Indulto: concede una gracia en una determinada ocasión;

·         Instrucción: declara la disciplina, a veces la cambia; algunas veces se la llama Instrucción pastoral;

·         Carta: expone un punto más doctrinal o pastoral; a veces se la denomina Carta circular, para exponer un punto de la doctrina o aún lo cambian;

·         Normas: exponen una ley, explicaciones pastorales; a veces se llaman Normas pastorales, semejantemente;

·         Notificación: para hacer cambios en la disciplina;

·         Ordenamiento u ordo: contiene normas para un instituto eclesiástico en particular o para la administración de los sacramentos;

·         Rescripto, y, sobre todo, Rescripto a partir de una Audiencia: por medio del cual se hace pontificio un documento que ha elaborado otra instancia; sobresale el Pontificio, en nombre y por mandato del Romano Pontífice;

·         Respuesta: a las dudas propuestas, elaborada por el Consejo o la autoridad a la que se le ha concedido hacer la interpretación;

·         Estatuto o estatutos, así como el ordenamiento, para normar un instituto eclesiástico en particular.


·         Otros documentos son denominados de diferentes modos:


·         Documento;

·         Nueva manera de actuar;

·         “Ratio fundamentalis” u “Ordenanza fundamental”;

·         Reglamento general;

·         (Mensaje) Urbi et Orbi: a la ciudad y al mundo.

 

En algún caso, sin embargo, al acto jurídico no se lo designa, no se le coloca un nombre en particular, como ocurrió con ciertas normas para la promoción al episcopado dadas por el antiguo Consejo para los negocios públicos de la Iglesia…[2]


NdE

Debo hacer una anotación sobre los documentos de la Santa Sede expedidos en la actualidad (me refiero a los últimos setenta años o un poco más) por los Sumos Pontífices, quienes, si bien tienen a los oficios e instituciones de la Curia Romana como directos colaboradores de su ministerio, toman decisiones de diversa envergadura o solemnidad sobre muy distintos asuntos. Ocurre así con aquellos documentos en los que ellos son los únicos signatarios. Traemos ese elenco de: https://teologocanonista2016.blogspot.com/2018/07/libro-ii-parte-ii-de-la-constitucion.html):


"Sección 7ª Sobre los actos (jurídicos) del Romano Pontífice

Entre los documentos pontificios se pueden distinguir los escritos y los orales:

A. De entre los escritos tenemos:

§ Exhortación apostólica (Adhortatio apostolica): exhortación de carácter doctrinal, disciplinar, pastoral[iv], generalmente a partir de los aportes del Sínodo de los Obispos;

§ Breve (Breve, sub anulo piscatoris), designación algo obsoleta[105], el cual ha sido reemplazado por la Constitución apostólica;

§ Bula (Bulla, por la forma del anillo, generalmente de plomo), designación también algo obsoleta[106] y reemplazada corrientemente por la Constitución apostólica;

§ Quirógrafo[107] (Chirographum), por medio del cual se crea un instituto jurídico[v];

§ Constitución apostólica (Constitutio apostolica): de materia doctrinal o disciplinar, para toda la Iglesia o para un grupo;

§ Convención (Conventio), Tratado o Acuerdo, entre la Santa Sede y los Estados;

§ Declaración común (Declaratio communis) del Santo Padre y determinadas personalidades;

§ Epístola o Carta (Epistula) que el Santo Padre envía a una persona para tratar diversos asuntos;

§ Epístola o Carta apostólica (Epistula apostolica) para llamar la atención de los Pastores con ocasión de una fiesta, de un acontecimiento, etc;

§ Epístola encíclica (Epistula encyclica) dirigida a los Pastores, solicitándoles oración;

§ Carta apostólica (Litterae apostolicae)[108]: sobre asuntos de la administración, muchas veces concediendo a un templo el título de Basílica o el de su Patrono, o para proclamar un doctor de la Iglesia[vi]:
§ Litterae apostolicae sub plumbo datae: para destacar a toda la Iglesia, con un carácter más solemne, estas disposiciones;
§ Litterae apostolicae motu proprio datae: sobre asuntos disciplinares (inclusive reformas del CIC), por “iniciativa del Sumo Pontífice”, así quizás hayan sido asuntos sugeridos a él;
§ Litterae decretales: discierne honores a los Santos;

§ Carta encíclica o simplemente encíclica (Litterae encyclicae): a toda la Iglesia, sobre asuntos disciplinares y doctrinales más amplios que los que suele desarrollar una Epístola apostólica; quizás hoy en día la forma más evidente de ejercer el Pontífice su magisterio ordinario[vii];

§ Estatuto (a tenor del c. 94 del CIC)[viii];

§ Mensajes (Nuntii): a diversas personas, o, incluso, a todos los fieles, con alguna ocasión especial, con contenidos doctrinales o de exhortación:
§ Nuntii scripto dati: entre otros, son célebres los producidos con ocasión de las diversas “Jornadas”[ix];
§ Nuntii gratulatorii: con ocasión de un aniversario;
§ Nuntii telegraphici: en una ocasión especial, sobre todo en los trayectos aéreos a los Presidentes de los Países por donde va pasando.

B. De entre los orales:

§ Alocución o discurso (Allocutio): en diversas ocasiones, como cuando los pronuncia a los Nuncios cuando les encarga su oficio; o cuando se efectúan reuniones o congresos, sobre todo cuando se reúne con los Cardenales (en navidad, por ejemplo); o para la iniciación del año judicial de la Rota Romana; en las llamadas audiencias generales o “catequesis de los miércoles” en la Plaza de San Pedro; a los Presidentes de las Naciones, y a otros grupos de personas y/o de instituciones, inclusive no necesariamente formadas por fieles cristianos; etc.[109][x];

§ Homilía (Homilía): en celebraciones diversas[110];

§ Mensajes 
  • radiofónicos [xi], 
  • radiotelevisivos[xii] o 
  • mediante la Internet u otros medios y redes sociales (Twitter, Feed RSS, Facebook, Youtube, Instagram) (Nuntii radiophonici vel radiotelevisivi)[111]."

Incluimos ahora en este catálogo:
  • su testamento de sus cosas, mediante cartas o documentos privados.



Apéndice 1

Discursos y mensajes del S. P. Francisco a la Curia Romana, a sus Organismos y a sus miembros

 

 

Fecha

Tema

Referencia

21 de diciembre de 2013

"Quisiera añadir una tercera, que es la santidad de vida. Sabemos muy bien que esto es lo más importante en la jerarquía de valores. En efecto, también está en la base de la calidad del trabajo, del servicio. Y quisiera decir que aquí, en la Curia Romana, ha habido y hay santos. Lo he dicho públicamente más de una vez, para agradecérselo al Señor. Santidad significa vida inmersa en el Espíritu, apertura del corazón a Dios, oración constante, humildad profunda, caridad fraterna en las relaciones con los colegas. También significa apostolado, servicio pastoral discreto, fiel, ejercido con celo en contacto directo con el Pueblo de Dios. Esto es indispensable para un sacerdote. La santidad en la Curia significa también hacer objeción de conciencia. Sí, objeción de conciencia a las habladurías. Nosotros insistimos mucho en el valor de la objeción de conciencia, y con razón, pero tal vez deberíamos ejercerla también para oponernos a una ley no escrita de nuestros ambientes, que por desgracia es la de las chácharas. Así pues, hagamos todos objeción de conciencia; y fíjense ustedes que no lo digo sólo desde un punto de vista moral. Porque las chácharas dañan la calidad de las personas, dañan la calidad del trabajo y del ambiente."

http://w2.vatican.va/content/Francisco/es/speeches/2013/december/documents/papa-Francisco_20131221_auguri-curia-romana.html

22 de diciembre de 2014

"Queridos colaboradores y colaboradoras de la Curia, pensando en las palabras de san Pablo y en vosotros, es decir, en las personas que forman parte de la Curia y que la hacen un Cuerpo vivo, dinámico y bien cuidado, quise elegir la palabra «cuidado» como referencia de este encuentro nuestro.

Cuidar significa manifestar interés diligente y atento, que implica tanto nuestro espíritu como nuestra actividad, hacia alguien o algo; significa mirar con atención a quien necesita cuidados sin pensar en otra cosa; significa aceptar dar o recibir cuidados. Viene a mi memoria la imagen de la mamá que cuida a su hijo enfermo, con entrega total, considerando como propio el dolor de su hijo. Ella no mira nunca el reloj, no se lamenta jamás por el hecho de no haber dormido durante toda la noche, no desea otra cosa más que verlo curado, cueste lo que cueste."

http://w2.vatican.va/content/Francisco/es/speeches/2014/december/documents/papa-Francisco_20141222_dipendenti-santa-sede-scv.html

21 de diciembre de 2015

“Sería una gran injusticia no manifestar un profundo agradecimiento y un necesario aliento a todas las personas íntegras y honestas que trabajan con dedicación, devoción, fidelidad y profesionalidad, ofreciendo a la Iglesia y al Sucesor de Pedro el consuelo de su solidaridad y obediencia, como también su generosa oración.

Es más, las resistencias, las fatigas y las caídas de las personas y de los ministros representan también lecciones y ocasiones de crecimiento y nunca de abatimiento. Son oportunidades para volver a lo esencial, que significa tener en cuenta la conciencia que tenemos de nosotros mismos, de Dios, del prójimo, del sensus Ecclesiae y del sensus fidei.

Quisiera hablaros hoy de este volver a lo esencial, cuando estamos iniciando la peregrinación del Año Santo de la Misericordia, abierto por la Iglesia hace pocos días, y que representa para ella y para todos nosotros una fuerte llamada a la gratitud, a la conversión, a la renovación, a la penitencia y a la reconciliación.”

http://w2.vatican.va/content/Francisco/es/speeches/2015/december/documents/papa-Francisco_20151221_curia-romana.html

22 de diciembre de 2016

“[…] En consecuencia, la reforma de la Curia Romana se orienta eclesiológicamente: in bonum e in servitium, igual que el servicio del Obispo de Roma[10], según una significativa expresión del Papa san Gregorio Magno, recogida en el tercer capítulo de la Constitución Pastor Aeternus del Concilio Vaticano I: «Mi honor es el de la Iglesia universal. Mi honor es la fuerza sólida de mis hermanos. Me siento muy honrado, cuando a cada uno de ellos no se le niega el debido honor»[11].

Como la Curia no es un aparato inmóvil, la reforma es ante todo un signo de la vivacidad de la Iglesia en camino, en peregrinación, y de la Iglesia viva y por eso —porque está viva— semper reformanda[12]reformanda porque está viva. Es necesario repetir aquí con fuerza que la reforma no es un fin en sí misma, sino que es un proceso de crecimiento y sobre todo de conversión. La reforma no tiene una finalidad estética, como si se quisiera hacer que la Curia fuera más bonita; ni puede entenderse como una especie de lifting, de maquillaje o un cosmético para embellecer el viejo cuerpo de la Curia, y ni siquiera como una operación de cirugía plástica para quitarle las arrugas[13]. Queridos hermanos, no son las arrugas lo que hay que temer en la Iglesia, sino las manchas.

En esta perspectiva, cabe señalar que la reforma sólo y únicamente será eficaz si se realiza con hombres «renovados» y no simplemente con hombres «nuevos»[14]. No basta sólo cambiar el personal, sino que hay que llevar a los miembros de la Curia a renovarse espiritual, personal y profesionalmente. La reforma de la Curia no se lleva a cabo de ningún modo con el cambio de las personas ―que sin duda sucede y sucederá―[15]sino con la conversión de las personas. En realidad, no es suficiente una «formación permanente», se necesita también y, sobre todo, «una conversión y una purificación permanente». Sin un «cambio de mentalidad» el esfuerzo funcional sería inútil[16]. […]”

http://w2.vatican.va/content/Francisco/es/speeches/2016/december/documents/papa-Francisco_20161222_curia-romana.html

21 de diciembre de 2017

Felicitaciones Navideñas de la Curia Romana: “Después de haber hablado en otras ocasiones sobre la Curia romana ad intra, este año quiero compartir con vosotros algunas reflexiones sobre la realidad de la Curia ad extra, es decir, sobre la relación de la Curia con las naciones, con las Iglesias particulares, con las Iglesias orientales, con el diálogo ecuménico, con el Judaísmo, con el Islam y las demás religiones, es decir, con el mundo exterior.”

http://w2.vatican.va/content/Francisco/es/speeches/2017/december/documents/papa-Francisco_20171221_curia-romana.html

31 de mayo de 2019

“Con motivo de la Asamblea General de los Directores Nacionales de las Obras Misionales Pontificias, deseo dirigir un saludo cordial, con el deseo de que los trabajos de estos días susciten un compromiso renovado en favor de la acción misionera de la Iglesia, llamada a anunciar el Evangelio a toda criatura despertando la conciencia de la missio ad gentes.

En esta perspectiva, la celebración del Mes Misionero Extraordinario, el próximo octubre, representa un momento propicio para involucrar a todos los bautizados en asumir, con mayor responsabilidad y coraje creativo, el desafío que nos presenta la misión de hoy: convertirnos en el paradigma y la forma de la vida ordinaria de la Iglesia y de toda su actividad pastoral (ver Evangelii gaudium, 15).

Renuevo mi gratitud a todos aquellos que pertenecen a las Obras Misionales Pontificias: vosotros sois la red mundial de oración y caridad misionera del Sucesor de Pedro. Continuad vuestra ferviente actividad, que cumple el deber universal indispensable de la Iglesia de anunciar a Jesucristo a todos y de testimoniarlo con celo apostólico, hasta los confines de la tierra.”

http://press.vatican.va/content/salastampa/es/bollettino/pubblico/2019/05/31/toso.html

21 de diciembre de 2019

Felicitaciones Navideñas de la Curia Romana: “En el encuentro de hoy, quisiera detenerme en algunos de los otros Dicasterios partiendo desde el núcleo de la reforma, es decir de la primera y más importante tarea de la Iglesia: la evangelización. […] Por eso, mi pensamiento se dirige hoy a algunos de los Dicasterios de la Curia romana que explícitamente se refieren a esta cuestión en su denominación: la Congregación para la Doctrina de la Fe, la Congregación para la Evangelización de los pueblos; pienso también en el Dicasterio para la Comunicación y el Dicasterio para el Servicio del Desarrollo Humano Integral. Cuando estas dos primeras Congregaciones citadas fueron instituidas, estábamos en una época donde era más sencillo distinguir entre dos vertientes bastante bien definidas: un mundo cristiano por un lado y un mundo todavía por evangelizar por el otro. Ahora esta situación ya no existe. […] La percepción de que el cambio de época pone serios interrogantes a la identidad de nuestra fe no ha llegado, por cierto, improvisamente[17]. En tal cuadro se insertará también la expresión “nueva evangelización” adoptada por san Juan Pablo II, quien en la Encíclica Redemptoris missio escribió: «Hoy la Iglesia debe afrontar otros desafíos, proyectándose hacia nuevas fronteras, tanto en la primera misión ad gentes, como en la nueva evangelización de pueblos que han recibido ya el anuncio de Cristo» (n. 30). Es necesaria una nueva evangelización, o reevangelización (cf. n. 33). Todo esto comporta necesariamente cambios y puntos de atención distintos tanto en los mencionados Dicasterios, como en la Curia en general[18]. Quisiera reservar también algunas consideraciones al Dicasterio para la Comunicación, creado recientemente. […] Sin embargo, esta unificación, en línea con lo que se ha dicho, no proyectaba una simple agrupación “coordinativa”, sino una armonización de los diferentes componentes para proponer una mejor oferta de servicios y también para tener una línea editorial coherente. La nueva cultura, marcada por factores de convergencia y multimedialidad, necesita una respuesta adecuada por parte de la Sede Apostólica en el área de la comunicación. Hoy, con respecto a los servicios diversificados, prevalece la forma multimedia, y esto también indica la manera de concebirlos, pensarlos e implementarlos. Todo esto implica, junto con el cambio cultural, una conversión institucional y personal para pasar de un trabajo de departamentos cerrados ―que en el mejor de los casos ofrecía una cierta coordinación― a un trabajo intrínsecamente conectado, en sinergia. […] Mucho de lo dicho hasta ahora también es válido, en principio, para el Dicasterio para el Servicio del Desarrollo Humano Integral. […] Este desarrollo se lleva a cabo mediante el cuidado de los inconmensurables bienes de la justicia, la paz y la protección de la creación». Se lleva a cabo en el servicio a los más débiles y marginados, especialmente a los migrantes forzados, que en este momento representan un grito en el desierto de nuestra humanidad. Por lo tanto, la Iglesia está llamada a recordar a todos que no se trata sólo de cuestiones sociales o migratorias, sino de personas humanas, hermanos y hermanas que hoy son el símbolo de todos los descartados de la sociedad globalizada. Está llamada a testimoniar que para Dios nadie es “extranjero” o “excluido”. Está llamada a despertar las conciencias adormecidas en la indiferencia ante la realidad del mar Mediterráneo, que se ha convertido para muchos, demasiados, en un cementerio. Me gustaría recordar la importancia del carácter de integralidad del desarrollo. […] Queridos hermanos y hermanas: Se trata, por lo tanto, de grandes desafíos y equilibrios necesarios, a menudo difíciles de lograr, por el simple hecho de que, en la tensión entre un pasado glorioso y un futuro creativo y en movimiento, se encuentra el presente en el que hay personas que irremediablemente necesitan tiempo para madurar; hay circunstancias históricas que se deben manejar en la cotidianidad, puesto que durante la reforma el mundo y los eventos no se detienen; hay cuestiones jurídicas e institucionales que se deben resolver gradualmente, sin fórmulas mágicas ni atajos. Por último, está la dimensión del tiempo y el error humano, con los que no es posible, ni correcto, no lidiar porque forman parte de la historia de cada uno. No tenerlos en cuenta significa hacer las cosas prescindiendo de la historia de los hombres. Vinculada a este difícil proceso histórico, siempre está la tentación de replegarse en el pasado —incluso utilizando nuevas formulaciones—, porque es más tranquilizador, conocido y, seguramente, menos conflictivo. Sin embargo, también esto forma parte del proceso y el riesgo de iniciar cambios significativos[19]. Aquí es necesario alertar contra la tentación de asumir la actitud de la rigidez. La rigidez que proviene del miedo al cambio y termina diseminando con límites y obstáculos el terreno del bien común, convirtiéndolo en un campo minado de incomunicabilidad y odio. Recordemos siempre que detrás de toda rigidez hay un desequilibrio. La rigidez y el desequilibrio se alimentan entre sí, en un círculo vicioso. Y, en este momento, esta tentación de rigidez es muy actual. […] La Curia romana es un cuerpo vivo, y lo es tanto más cuanto más vive la integralidad del Evangelio.”

http://w2.vatican.va/content/Francisco/es/speeches/2019/december/documents/papa-Francisco_20191221_curia-romana.html#_ftnref9

25 de enero de 2020

“[…] Sorprende quindi, a distanza di tanti secoli, l’immagine moderna di questi santi sposi in movimento perché Cristo sia conosciuto: evangelizzavano essendo maestri della passione per il Signore e per il Vangelo, una passione del cuore che si traduce in gesti concreti di prossimità, di vicinanza ai fratelli più bisognosi, di accoglienza e di cura.

Nel proemio alla riforma del Processo matrimoniale, ho insistito sulle due perle: prossimità e gratuità. Non va dimenticato questo. San Paolo trovò in questi sposi il modo di essere prossimo ai lontani, e li amò vivendo con loro più di un anno, a Corinto, perché sposi maestri di gratuità. Tante volte sento paura davanti al giudizio di Dio che noi avremo su queste due cose. Nel giudicare, sono stato prossimo al cuore della gente? Nel giudicare, ho aperto il cuore alla gratuità o sono stato preso da interessi commerciali? Il giudizio di Dio sarà molto forte su questo. […]Invito e sollecito i fratelli Vescovi e i Pastori tutti a indicare questi santi sposi della prima Chiesa come compagni fedeli e luminosi dei Pastori di allora; come sostegno, oggi, ed esempio di come gli sposi cristiani, giovani e anziani, possano rendere il matrimonio cristiano sempre fecondo di figli in Cristo. Dobbiamo essere convinti, e vorrei dire sicuri, che nella Chiesa simili coppie di sposi sono già un dono di Dio e non per nostro merito, per il fatto che sono frutto dell’azione dello Spirito, che mai abbandona la Chiesa. Piuttosto, lo Spirito si attende l’ardore da parte dei Pastori, affinché non venga spenta la luce che queste coppie diffondono nelle periferie del mondo (cfr Gaudium et spes, 4-10). […]Cari Giudici della Rota Romana, il buio della fede o il deserto della fede che le vostre decisioni, a partire già da un ventennio, hanno denunciato come possibile circostanza causale della nullità del consenso, offrono a me, come già al mio predecessore Benedetto XVI (cfr Allocuzioni alla Rota Romana 23 gennaio 2015 e 22 gennaio 201622 gennaio 2011; cfr art. 14 Ratio procedendi del Motu proprio Mitis Iudex Dominus Iesus), il motivo di un grave e pressante invito ai figli della Chiesa nell’epoca che viviamo, a sentirsi tutti e singoli chiamati a consegnare al futuro la bellezza della famiglia cristiana.

La Chiesa necessita ubicunque terrarum di coppie di sposi come Aquila e Priscilla, che parlino e vivano con l’autorità del Battesimo, che «non consiste nel comandare e farsi sentire, ma nell’essere coerenti, essere testimoni e per questo essere compagni di strada nella via del Signore» (Omelia a S. Marta, 14 gennaio 2020).”

http://w2.vatican.va/content/Francisco/it/speeches/2020/january/documents/papa-Francisco_20200125_rota-romana.html

21.05.2021

Carta del Santo Padre Francisco al Prefecto del Dicasterio para el Desarrollo Humano Integral con motivo de la Conferencia online "Construir la fraternidad, defender la justicia. Retos y oportunidades para los pueblos insulares"

https://press.vatican.va/content/salastampa/es/bollettino/pubblico/2021/05/21/cart.html

23 dic 2021

Discurso del Santo Padre Francisco a los Miembros del Colegio cardenalicio y de la Curia romana con motivo de las felicitaciones navideñas. Jueves, 23 de diciembre de 2021:

“[…] La sinodalidad es un estilo al que debemos convertirnos, sobre todo nosotros que estamos aquí y que vivimos la experiencia del servicio a la Iglesia universal a través de nuestro trabajo en la Curia romana.

Y la Curia —no lo olvidemos— no es sólo un instrumento logístico y burocrático para las necesidades de la Iglesia universal, sino que es el primer órgano llamado a dar testimonio, y por eso mismo adquiere más autoridad y eficacia cuando asume personalmente los retos de la conversión sinodal a la que también está llamada. La organización que debemos implementar no es de tipo corporativa, sino evangélica.

Por ello, si la palabra de Dios le recuerda al mundo entero el valor de la pobreza, nosotros, miembros de la Curia, debemos ser los primeros en comprometernos a una conversión a la sobriedad. Si el Evangelio proclama la justicia, nosotros debemos ser los primeros en intentar vivir con transparencia, sin favoritismos ni grupos de influencia. Si la Iglesia sigue el camino de la sinodalidad, nosotros debemos ser los primeros en convertirnos a un estilo diferente de trabajo, de colaboración, de comunión; y esto sólo es posible a través de la senda de la humildad. Sin humildad no podremos hacer esto.

En la apertura de la asamblea sinodal utilicé tres palabras clave: participación, comunión y misión. Y nacen de un corazón humilde: sin humildad no se puede hacer ni participación, ni comunión, ni misión. Estas palabras son los tres requisitos que me gustaría indicar como un estilo de humildad al que hay que aspirar aquí en la Curia. Tres maneras para hacer de la humildad un itinerario concreto que podamos poner en práctica.

En primer lugar, la participación. Esta debería manifestarse mediante un estilo de corresponsabilidad. Por supuesto, en la diversidad de funciones y ministerios las responsabilidades son diferentes, pero sería importante que cada uno de nosotros se sintiera partícipe y corresponsable del trabajo, sin limitarse a vivir la experiencia despersonalizadora de llevar a cabo un programa establecido por otra persona. Siempre me quedo sorprendido cuando encuentro creatividad —me gusta mucho— en la Curia, y no pocas veces se manifiesta sobre todo allí donde se deja y se encuentra espacio para todos, incluso para aquellos que, jerárquicamente, parecen ocupar un lugar secundario. Doy las gracias por estos ejemplos —los encuentro, y me gusta— y los animo a que trabajen para que seamos capaces de generar dinámicas concretas en las que todos sientan que tienen una participación activa en la misión que realizan. La autoridad se convierte en servicio cuando comparte, involucra y ayuda a crecer.

La segunda palabra es comunión. No se expresa por mayorías o minorías, sino que nace esencialmente de la relación con cristo. Nunca tendremos un estilo evangélico en nuestros ambientes si no ponemos a Cristo en el centro, y no este partido o el otro, esa opinión o la otra: Cristo en el centro. Muchos de nosotros trabajamos juntos, pero lo que fortalece la comunión es también poder rezar juntos, escuchar la palabra juntos, construir relaciones que vayan más allá del mero trabajo y fortalezcan los vínculos de bien, vínculos de bien entre nosotros, ayudándonos mutuamente. Sin esto, corremos el riesgo de ser sólo extraños que trabajan juntos, rivales que intentan posicionarse mejor o, peor aún, allí donde se crean relaciones, éstas parecerían tomar el aspecto de la complicidad por intereses personales, olvidando la causa común que nos mantiene unidos. La complicidad crea divisiones, crea facciones, crea enemigos; la colaboración exige la grandeza de aceptar la propia parcialidad y la apertura al trabajo en equipo, incluso con aquellos que no piensan como nosotros. En la complicidad se está juntos para lograr un resultado externo. En la colaboración se permanece juntos porque nos interesa el bien del otro y, por tanto, el de todo el pueblo de Dios al que estamos llamados a servir: no olvidemos el rostro concreto de las personas, no olvidemos nuestras raíces, el rostro concreto de quienes fueron nuestros primeros maestros en la fe. Pablo decía a Timoteo: “recuerda a tu madre, recuerda a tu abuela”.

La perspectiva de la comunión implica, al mismo tiempo, reconocer la diversidad que habita en nosotros como un don del Espíritu Santo. Siempre que nos desviamos de este camino y vivimos la comunión y la uniformidad como sinónimos, debilitamos y silenciamos la fuerza vivificante del Espíritu Santo en medio de nosotros. La actitud de servicio nos pide, yo diría que nos exige, la magnanimidad y la generosidad de reconocer y vivir con alegría la riqueza multiforme del pueblo de Dios; y sin humildad esto no es posible. A mí me hace bien releer el comienzo de la Lumen gentium, los números 8, 12: el santo pueblo fiel de Dios. Recuperar estas verdades es oxígeno para el alma.

La tercera palabra es misión. Es la que nos salva de replegarnos sobre nosotros mismos. El que está replegado en sí mismo «mira de arriba y de lejos, rechaza la profecía de los hermanos, descalifica a quien lo cuestione, destaca constantemente los errores ajenos y se obsesiona por la apariencia. Ha replegado la referencia del corazón al horizonte cerrado de su inmanencia y sus intereses y, como consecuencia de esto, no aprende de sus pecados ni está auténticamente abierto al perdón. Estos son los dos signos de una persona “cerrada”: no aprende de los propios pecados y no está abierta al perdón. Es una tremenda corrupción con apariencia de bien. Hay que evitarla poniendo a la Iglesia en movimiento de salida de sí, de misión centrada en Jesucristo, de entrega a los pobres» (exhort. Ap. Evangelii gaudium, 97). Sólo un corazón abierto a la misión garantiza que todo lo que hacemos ad intra y ad extra esté siempre marcado por la fuerza regeneradora de la llamada del Señor. Y la misión siempre conlleva una pasión por los pobres, es decir, por los “carentes”: aquellos que “carecen” de algo no sólo en términos materiales, sino también en términos espirituales, emocionales y morales. Los que tienen hambre de pan y los que tienen hambre de sentido son igualmente pobres. La Iglesia está invitada a salir al encuentro de todas las pobrezas y está llamada a predicar el Evangelio a todos, porque todos, de un modo u otro, somos pobres, tenemos carencias. Pero la Iglesia también sale a su encuentro porque nos hacen falta: nos hace falta su voz, su presencia, sus preguntas y discusiones. La persona de corazón misionero siente que su hermano le hace falta y, con la actitud del mendigo, va a su encuentro. La misión nos hace vulnerables —es hermoso, la misión nos hace vulnerables—, nos ayuda a recordar nuestra condición de discípulos y nos permite descubrir la alegría del Evangelio una y otra vez.

Participación, misión y comunión son las características de una Iglesia humilde, que se pone a la escucha del Espíritu y coloca su centro fuera de sí misma. Henri de Lubac decía: «al igual que su maestro, la Iglesia a los ojos del mundo, hace papel de esclava. Vive aquí abajo “en forma de esclava”. [...] No es una academia de sabios, ni un cenáculo de intelectuales sublimes, ni una asamblea de superhombres. Sino que es precisamente todo lo contrario. Los cojos, los contrahechos y los miserables de toda clase se dan cita en la Iglesia y la legión de los mediocres [...]; resulta difícil, o por mejor decir, imposible al hombre natural, en tanto que sus pensamientos más íntimos no hayan sido transformados, descubrir en semejante hecho el cumplimiento de la kénosis salvadora y el adorable vestigio de la “humildad de Dios”» (Meditación sobre la iglesia, 292-293).

Para concluir quisiera desearles a ustedes, y a mí en particular, que nos dejemos evangelizar por la humildad, por la humildad de la navidad, por la humildad del pesebre, de la pobreza y la esencialidad con la que el Hijo de Dios entró en el mundo. Incluso los Magos de Oriente, que evidentemente podemos pensar que provenían de una condición más acomodada que María y José o que los pastores de Belén, se postran cuando se encuentran en presencia del niño (cf. Mt 2,11). Se postran. No es sólo un gesto de adoración, es un gesto de humildad. Los reyes magos se ponen a la altura de Dios postrándose rostro en tierra. Y esta kenosis, este descenso, esta synkatábasis es el mismo que hará Jesús en la última noche de su vida terrenal, cuando «se levantó de la mesa, se quitó el manto y, tomando una toalla, se la ató a la cintura. Luego echó agua en una palangana y comenzó a lavar los pies a los discípulos y a secárselos con la toalla que tenía a la cintura» (Jn 13,4-5). La consternación que causa este gesto provoca la reacción de Pedro, pero al final el propio Jesús da a sus discípulos la clave adecuada para entenderlo: «ustedes me llaman “maestro” y “señor”, y dicen bien, porque lo soy. Pues si yo, que soy su señor y maestro, les he lavado los pies, también ustedes deben lavarse los pies unos a otros. Les he dado ejemplo para que hagan lo mismo que yo hice con ustedes» (Jn 13,13-15).

Queridos hermanos y hermanas, recordando nuestra lepra, rehuyendo la lógica de la mundanidad que nos priva de las raíces y las ramas, dejémonos evangelizar por la humildad del niño Jesús. Sólo sirviendo y pensando en nuestro trabajo como servicio podemos ser verdaderamente útiles a todos. Estamos aquí —yo el primero— para aprender a ponernos de rodillas y adorar al Señor en su humildad, y no a otros señores en su vacía opulencia. Seamos como los pastores, seamos como los Magos de Oriente, seamos como Jesús. He aquí la lección de la navidad: la humildad es la gran condición de la fe, de la vida espiritual, de la santidad. Quiera el Señor concedernos ese don a partir de la manifestación primordial del Espíritu dentro de nosotros: el deseo. Lo que no tenemos, podemos al menos empezar a desearlo. Y pedir al Señor la gracia de poder desear, de convertirnos en hombres y mujeres de grandes deseos. Y el deseo es ya el Espíritu actuando en cada uno de nosotros.”

https://www.vatican.va/content/Francisco/es/speeches/2021/december/documents/20211223-curiaromana.html

 

 

NdE

El S. P. Francisco, reconociendo la necesidad de ampliar los espacios de la Biblioteca Apostólica y del Archivo Apostólico en los que se recogen documentos de importancia histórica para la Iglesia y para la cultura, y acogiendo las sugerencias que en ese orden de ideas le habían sido propuestas, decidió ceder algunas áreas del Seminario Mayor Diocesano de Roma, junto a San Giovanni in Laterano, para tal 
efecto. Puede verse el quirógrafo correspondiente, del 29 de octubre de 2024, en:
https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2024/11/12/0882/01769.html





Apéndice 2

Encuentros del S. P. León XIV con funcionarios y empleados de la Curia Romana, del Gobernatorado del Estado de la Ciudad del Vaticano y del Vicariato de Roma

 


1. Encuentro del S. P. León XIV con funcionarios y empleados de la Curia Romana, del Gobernatorado del Estado de la Ciudad del Vaticano y del Vicariato de Roma


El S. P. León XIV, quien, como es sabido, al momento de su elección pontificia desempeñaba el oficio de Prefecto del Dicasterio para los Obispos por designación del S. P. Francisco, tuvo a bien efectuar un encuentro con quienes actualmente desempeñaban diversos servicios, como colaboradores más cercanos suyos, funcionarios y empleados pertenecientes a tres áreas de su ministerio: la Curia Romana/Santa Sede, el Gobernatorado del Estado de la Ciudad del Vaticano y el Vicariato de Roma. El encuentro se llevó a cabo en el Aula Pablo VI, el Sábado 24 de mayo de 2025:

 

 "¡Gracias! Cuando el aplauso dura más que el discurso, ¡tendré que dar un discurso más largo! Así que… ¡tened cuidado! ¡Gracias! 

En el nombre del Padre, y del Hijo, y del Espíritu Santo. La paz sea con vosotros. 

Queridos hermanos y hermanas: 

Me alegra poder saludaros a todos vosotros, que formáis las comunidades de trabajo de la Curia Romana, de la Gobernación y del Vicariato de Roma. 

Saludo a los Jefes de Departamento y a los demás Superiores, a los Jefes de Oficina y a todos los Oficiales; así como las Autoridades, directivos y empleados de la Ciudad del Vaticano. Y me alegra mucho que muchos familiares también estén presentes, aprovechando el sábado. 

Este primer encuentro nuestro no es ciertamente el momento de hacer discursos programáticos, sino más bien es para mí la ocasión de agradeceros el servicio que prestáis, este servicio que yo, por así decirlo, «heredo» de mis predecesores. Muchas gracias. Sí, como sabéis, llegué hace sólo dos años, cuando el amado Papa Francisco me nombró Prefecto del Dicasterio para los Obispos. Así que dejé la Diócesis de Chiclayo, Perú, y vine a trabajar aquí. ¡Qué cambio! Y ahora…¿Qué puedo decir? Solamente lo que Simón Pedro dijo a Jesús en el mar de Galilea: «Señor, tú lo sabes todo; tú sabes que te quiero» (Jn 21,17). 

Los Papas pasan, la Curia permanece. Esto vale para cada Iglesia particular, incluso para las curias episcopales. Y esto se aplica también a la Curia del Obispo de Roma. La Curia es la institución que conserva y transmite la memoria histórica de una Iglesia y del ministerio de sus Obispos. Esto es muy importante. La memoria es un elemento esencial en un organismo vivo. No sólo se vuelve hacia el pasado, sino que nutre el presente y orienta hacia el futuro. Sin memoria se pierde el camino, se pierde el sentido del viaje. 

He aquí, queridísimos, el primer pensamiento que quisiera compartir con vosotros: trabajar en la Curia Romana significa contribuir a mantener viva la memoria de la Sede Apostólica, en el sentido vital que acabo de mencionar, para que el ministerio del Papa pueda realizarse del mejor modo posible. Y por analogía lo mismo puede decirse de los servicios del Estado de la Ciudad del Vaticano. 

Hay además otro aspecto que quisiera recordar, complementario al de la memoria, es decir, la dimensión misionera de la Iglesia, de la Curia y de toda institución vinculada al ministerio petrino. El Papa Francisco insistió mucho en ello y, de acuerdo con el proyecto trazado por la Exhortación Apostólica Evangelii gaudium, reformó la Curia Romana desde la perspectiva de la evangelización con la Constitución Apostólica Praedicate Evangelium. Y lo hizo siguiendo los pasos de sus predecesores, especialmente San Pablo VI y San Juan Pablo II. 

Como creo que sabéis, la experiencia de la misión es parte de mi vida, y no sólo porque estoy bautizado, como es el caso de todos los cristianos, sino porque como religioso agustino fui misionero en el Perú, y mi vocación pastoral maduró entre el pueblo peruano. ¡Nunca podré agradecerle lo suficiente al Señor por este regalo! Además, el llamado a servir a la Iglesia aquí en la Curia Romana fue una nueva misión, que he compartido con ustedes durante estos últimos dos años. Y sigo y seguiré, mientras Dios quiera, en este servicio que me ha sido confiado. 

Por eso, os repito lo que dije en mi primer saludo, la tarde del 8 de mayo: «Debemos buscar juntos cómo ser una Iglesia misionera, una Iglesia que construye puentes, dialoga, siempre abierta a la acogida […] con los brazos abiertos a todos, a todos aquellos que necesitan de nuestra caridad, de nuestra presencia, de nuestro diálogo y de nuestro amor». Estas palabras fueron dirigidas a la Iglesia de Roma. Y ahora las repito pensando en la misión de esta Iglesia hacia todas las Iglesias y el mundo entero, para servir a la comunión, a la unidad, en la caridad y en la verdad. El Señor encomendó esta tarea a Pedro y a sus sucesores, y todos vosotros, de diferentes maneras, colaboráis en esta gran obra. Cada uno aporta realizando su trabajo diario con compromiso y también con fe, porque la fe y la oración son como la sal de la comida, dan sabor. 

Si todos debemos cooperar en la gran causa de la unidad y del amor, tratemos de hacerlo en primer lugar con nuestro comportamiento en las situaciones cotidianas, empezando también por el lugar de trabajo. Cada uno puede ser constructor de unidad con su actitud hacia los colegas, superando las inevitables incomprensiones con paciencia, con humildad, poniéndose en el lugar del otro, evitando prejuicios y también con una buena dosis de humor, como nos enseñó el Papa Francisco. 

Queridos hermanos y hermanas, ¡os agradezco nuevamente de corazón! Estamos en el mes de mayo: invoquemos juntos a la Virgen María, para que bendiga a la Curia Romana y a la Ciudad del Vaticano, y también a vuestras familias, especialmente a los niños, a los ancianos, a los enfermos y a los que sufren. 

¡Gracias! 

Digamos entonces juntos: «Ave María...» 

[Bendición] 

Gracias de nuevo, ¡mis mejores deseos!"

 

Tomado de: https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2025/may/documents/20250524-dipendenti-curia-scv.htmlhttps://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2025/5/24/dipendenti-curia-scv.html

Traducción de Google.

 

2. Discurso a la Curia Romana con ocasión del saludo de navidad:


Lunes, 22 de diciembre de 2025. Puede verse completo en:

https://www.vatican.va/content/leo-xiv/es/speeches/2025/december/documents/20251222-curia-romana.html


3. Felicitaciones de los empleados de la Curia Romana, de la Gobernación del Estado de la Ciudad del Vaticano y del Vicariato de Roma y discurso del Santo Padre


Lunes, 22 de diciembre de 2025. Puede verse completo en:

https://www.vatican.va/content/leo-xiv/es/speeches/2025/december/documents/20251222-auguri-dipendenti.html







Apéndice 4

Algunos Rescriptos más sobresalientes de los recientes Sumos Pontífices (de 1983 en adelante)


La interpretación auténtica de las leyes de la Iglesia por parte de su autor ha ocupado parte importante del magisterio y del ejercicio de la potestad de jurisdicción de los Romanos Pontífices. Presentamos, especialmente a manera de ejemplo, y no exhaustivo, el siguiente elenco de disposiciones expedidas mediante este mecanismo:

S. P. S. Juan Pablo II:

Opus Fundatum « Centrum Televisificum Vaticanum » appellatum constituitur: Cardinali a publicis Ecclesiae negotiis die XXII mensis Octobris MCMLXXXIII: https://www.vatican.va/archive/aas/documents/AAS-76-1984-ocr.pdf, 44

De provisione beneficiorum in Urbe: Cardinali Secretario Status, die 19 mensis Ianuarii anni 1984: https://www.vatican.va/archive/aas/documents/AAS-76-1984-ocr.pdf, 299

Constituzione deL'Istituto Luigi Gedda di Genetica Medica e Gemellologia in Terra Santa, 5 aprile 1985, sotto la sorveglianza del Cardinale Segretario di Stato o di persona da Lui delegata: https://www.vatican.va/archive/aas/documents/AAS-77-1985-ocr.pdf, 1089

Pia fundatio a Sancto Thoma. Apostolo cognominata canonice constituitur, 28 novembris 1988, sotto la sorveglianza della Segreteria di Stato: https://www.vatican.va/archive/aas/documents/AAS-81-1989-ocr.pdf, 253

Formulas professionis fidei et iuris iurandi fidelitatis contingens foras datur: Congregatio de Doctrina Fidei, 19 septembris 1989, Cardinali Praefecto Congregationis de Doctrina Fidei: https://www.vatican.va/archive/aas/documents/AAS-81-1989-ocr.pdf, 1169

Institutio: Pontificia Commissio « Ecclesia Dei »: Cardinali Pontificiae Commissionis « Ecclesia Dei » Praesidi, die 18 mensis Octobris 1988 concessa: https://www.vatican.va/archive/aas/documents/AAS-82-1990-ocr.pdf, 534

Vicariatus Urbis administratio, ab Officio Administrationis Patrimonii Sedis Apostolicae seiuncta, de mandato Summi Pontificis constituitur: dell'Udienza concessa all'infrascritto Cardinale Segretario di Stato il 22 marzo 1990: https://www.vatican.va/archive/aas/documents/AAS-82-1990-ocr.pdf, 1549

Interdicasterialis Commissio pro aequa sacerdotum distributione permanenter constituitur.: die xin mensis Iulii, anno MCMXCI. ANGELUS card. SODANO Secretarius Status: https://www.vatican.va/archive/aas/documents/AAS-83-1991-ocr.pdf, 767

Rescriptum ex audientia Ss.mi quo Ordinatio generalis Romanae Curiae foras datur: 4 febrero 1992, ANGELO card. SODANO Segretario di Stato: https://www.vatican.va/archive/aas/documents/AAS-84-1992-ocr.pdf, 201

Quo a die I mensis Octobris a. MCMXCII certis condicionibus positis scidula nummaria pro nucleis familiarum istituitur: 26 maggio 1992. ANGELO card. SODANO Segretario di Stato: https://www.vatican.va/archive/aas/documents/AAS-84-1992-ocr.pdf, 638

Fit facultas licentiam de qua in can. 112, § 1, 1° C.I.C. legitime, in casu, praesumenda: die xxvi mensis Novembris, anno MCMXCII, ANGELUS card. SODANO Secretarius Status: https://www.vatican.va/archive/aas/documents/AAS-85-1993-ocr.pdf, 81

Quo nova « Peregrinationi ad Petri Sedem » ordinatio datur: 15 febbraio 1993, ANGELO card. SODANO Segretario di Stato: https://www.vatican.va/archive/aas/documents/AAS-85-1993-ocr.pdf, 376

Quo regulae ad recuperaudos annos operae navatae extra fixorum ordinem instituuntur: 28 Ottobre 1993: ANGELO card. SODANO Segretario di Stato: https://www.vatican.va/archive/aas/documents/AAS-85-1993-ocr.pdf, 1265

Quo a die I mensis Ianuarii a. MCMXCIY provisiones pro familia comprobantur: 20 Gennaio 1994, ANGELO card. SODANO Segretario di Stato: https://www.vatican.va/archive/aas/documents/AAS-86-1994-ocr.pdf, 163

Quo a die I mensis Ianuarii a. D. MCMXCV nova statuta comprobantur pro instituto curationis medicae: 7 Novembre 1994, ANGELO card. SODANO Segretario di Stato: https://www.vatican.va/archive/aas/documents/AAS-87-1995-ocr.pdf, 92

Quo Normae Rotales in forma specifica approbantur: 23 febbraio 1995, al sottoscritto Cardinale Segretario di Stato: https://www.vatican.va/archive/aas/documents/AAS-87-1995-ocr.pdf, 366

Quo ambitus cognitionis Officii Laboris apud Sedem Apostolicam ad Urbis Vicariatus Administrationem extenditur. 23 Marzo 1995, ANGELO card. SODANO Segretario di Stato: https://www.vatican.va/archive/aas/documents/AAS-87-1995-ocr.pdf, 523

In duobus Legum textibus mendae quaedam corriguntur: in audientia infrascripto Cardinali Secretario Status die 12 Maii 1995 concessa: https://www.vatican.va/archive/aas/documents/AAS-87-1995-ocr.pdf, 588

Norme per la Liquidazione e Revisione degli Articoli 11 e 24 del Regolamento Pensioni: Udienza concessa al sottoscritto Cardinale Segretario di Stato il giorno 14 ottobre 1997, https://www.vatican.va/archive/aas/documents/AAS-89-1997-ocr.pdf, 796

Quo Ordinatio generalis Romanae Curiae foras datur: Udienza concessa al sottoscritto Cardinale Segretario di Stato il 15 aprile 1999: https://www.vatican.va/archive/aas/documents/AAS-91-1999-ocr.pdf, 629

Secretaria Status. Rescriptum ex Audientia quo Romanae Rotae iudicum muneris cessatio usque ad LXXV ae. a. expletum prolatatur: 8 abril 2003: https://www.vatican.va/archive/aas/documents/AAS%20Index%202002-2009/AAS%20Index%202003.pdf, 348

Rescriptum ex Audientia SS.mi (de bienniis supputandis): Secretaria Status. 1 marzo 2004: https://www.vatican.va/archive/aas/documents/AAS%20Index%202002-2009/AAS%20Index%202004.pdf, 196


S. P. Benedicto XVI

Congregatio De Causis Sanctorum: de initio Inquisitionis dioecesanae in causa beatificationis et canonizationis S. D. Ioannis Pauli II (Caroli Wojtyła), Summi Pontificis, 9 mayo 2005: https://www.vatican.va/archive/aas/documents/AAS%20Index%202002-2009/AAS%20Index%202005.pdf, 793

Secretaria Status. Rescriptum ex Audientia de Ordine Synodi Episcoporum, die 29 mensis Septembris, anno Domini 2006: https://www.vatican.va/archive/aas/documents/AAS%20Index%202002-2009/AAS%20Index%202006.pdf, 755

Secretaria Status. Rescriptum « ex Audientia SS.mi » quo «Norme per la tutela della dignita` della persona e dei suoi diritti fondamentali da osservarsi negli accertamenti sanitari in vista dell’assunzione del personale e durante il rapporto di lavoro e Norme a tutela dei dipendenti affetti da particolari gravi patologie o in particolari condizioni psicofisiche » adprobantur: 15 noviembre 2008: https://www.vatican.va/archive/aas/documents/AAS%20Index%202002-2009/AAS%20Index%202009.pdf, 65

Secretaria Status. . « ex Audientia SS.mi » adprobationis e Variazione delle aliquote contributive previdenziali e innalzamento del limiti di eta` per il collocamento a riposo: 6 abril 2009: https://www.vatican.va/archive/aas/documents/AAS%20Index%202002-2009/AAS%20Index%202009.pdf, 383

Secretaria Status. Rescriptum « ex Audientia SS.mi » adprobationis e Testo unico delle Provvidenze a favore della Famiglia: 8 abril 2009: https://www.vatican.va/archive/aas/documents/AAS%20Index%202002-2009/AAS%20Index%202009.pdf, 384

CONGREGATIO PRO DOCTRINA FIDEI. Rescriptum ex Audientia:Normae de gravioribus delictis . 21 mayo 2010: https://www.vatican.va/archive/aas/documents/2010/AAS-INDICE2010.pdf, 419

SEGRETERIA DI STATO : STATUTO E REGOLAMENTO DEL FONDO ASSISTENZA SANITARIA: 21 giugno del 2010: https://www.vatican.va/archive/aas/documents/2010/agosto%202010.pdf, 472

SEGRETERIA DI STATO : ISTITUTO DELLA « CONTRIBUZIONE VOLONTARIA », 12 gennaio 2010: https://www.vatican.va/archive/aas/documents/2010/agosto%202010.pdf, 498

«Caritas Internationalis». Rescriptum ex Audientia, https://www.vatican.va/archive/aas/documents/2011/AAS-INDICE2011.pdf, 127

Regolamento Generale della Curia Romana. Rescriptum ex Audientia circa Art. 126 bis, https://www.vatican.va/archive/aas/documents/2011/AAS-INDICE2011.pdf, 127

Cardinale Segretario di Stato il 23 dicembre 2011, si e` degnato di stabilire quanto segue: 1. e` costituita la «Fondazione Scienza e Fede - STOQ»: https://www.vatican.va/archive/aas/documents/2012/febbraio2012.pdf, 116

Cardinale Segretario di Stato, il giorno 1º maggio 2012, ha nominato Membri del Consiglio Esecutivo (Executive Board) di Caritas Internationalis: https://www.vatican.va/archive/aas/documents/2012/novembre2012.pdf, 970

Rescriptum «Ex Audientia SS.mi”: Istituzione e Regolamento della Commissione indipendente di valutazione per le assunzioni di personale laico presso la Sede Apostolica: 26 nov 2012: https://www.vatican.va/archive/aas/documents/2013/AAS-indice2013.pdf, 84

De unione Pontificiae Academiae Immaculatae et Pontificiae Academiae Marianae Internationalis: 4 diciembre 2012: https://www.vatican.va/archive/aas/documents/2013/AAS-indice2013.pdf, 1182

Regolamento particolare per il trattamento previdenziale del personale appartenente al Corpo della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano, 27 febrero 2013, https://www.vatican.va/archive/aas/documents/2013/AAS-indice2013.pdf, 297


S. P. Francisco:

Regolamento del Fondo Assistenza Sanitaria (FAS): 24 junio 2013: https://www.vatican.va/archive/aas/documents/2013/AAS-indice2013.pdf, 637, 713

Provvidenze a favore delle famiglie: 9 julio 2013: https://www.vatican.va/archive/aas/documents/2013/AAS-indice2013.pdf, 715

SEGRETERIA DI STATO: respiciens quasdam quaestiones de Instituto Operum Religionis, il 26-30 Novembre 2013: https://www.vatican.va/archive/aas/documents/2013/AAS-indice2013.pdf, 1187

OFFICIUM DE LITURGICIS CELEBRATIONIBUS SUMMI PONTIFICIS RESCRITTO “EX AUDIENTIA SS.MI” Modifiche all’Ordo Rituum pro Ministerii Petrini Initio Romae Episcopi: https://www.vatican.va/archive/aas/documents/2013/marzo2013.pdf, 329, 344s, 382

SEGRETERIA DI STATO: modifica dell’art. 12 delle Norme per la disciplina della concessione dell’assegno per il nucleo familiare, 24 marzo 2014, https://www.vatican.va/archive/aas/documents/2014/AAS-indice2014.pdf, 297

SEGRETERIA DI STATO: Provvidenze a favore delle famiglie, Integrazione degli artt. 5, 7, 8, 10, 11 e 12 del Testo único: 10 mayo 2014: https://www.vatican.va/archive/aas/documents/2014/AAS-indice2014.pdf, 493

SEGRETERIA DI STATO: De abdicatione dioecesanorum Episcoporum necnon Titularium munerum designationis Pontificiae, 3 nov 2014: https://www.vatican.va/archive/aas/documents/2014/AAS-indice2014.pdf, 882

SEGRETERIA DI STATO: De Collegio intra Congregationem pro Doctrina Fidei constituendo ad appellationes clericorum circa graviora delicta considerandas, 3 nov 2014: https://www.vatican.va/archive/aas/documents/2014/AAS-indice2014.pdf, 885

CARDINALIUM COMMISSIO AD VIGILANDUM INSTITUTUM OPERUM RELIGIONIS: modifiche allo Statuto in vigore:10 gennaio 2015, https://www.vatican.va/archive/aas/documents/2015/acta-marzo2015.pdf, 286

«L’entrata in vigore». Circa novam legem efficiendam atque servandam de processu matrimoniali: 7 dic 2015, https://www.vatican.va/archive/aas/documents/2016/aas-indice2016.pdf, 5

Pietro Card. Parolin Segretario di Stato di Sua Santità:  ratifica da parte della Santa Sede della Convenzione tra la Santa Sede e il Governo della Repubblica Italiana in materia fiscale, firmata nella Città del Vaticano il 1° aprile 2015: 10 ottobre 2016: https://www.vatican.va/archive/aas/documents/2016/acta-novembre2016.pdf, 1285

Norme sull’amministrazione dei beni delle Cause di beatificazione e canonizzazione, https://www.vatican.va/archive/aas/documents/2016/aas-indice2016.pdf  495;

Instituta dioecesana vitae consecratae. https://www.vatican.va/archive/aas/documents/2016/aas-indice2016.pdf,  696.

PAPALIS BASILICA SANCTAE MARIAE MAIORIS Rescriptum «Ex Audientia Ss.mi»: 20 diciembre 2016: https://www.vatican.va/archive/aas/documents/2017/aas-indice2017.pdf , 74

Academia (Pont.) pro Vita. Rescriptum ex Audientia de eius oeconomica redditione, https://www.vatican.va/archive/aas/documents/2017/aas-indice2017.pdf  , 167

Praefectura Rerum Oconomicarum Sanctae Sedis. Rescriptum ex Audientia quo ea supprimitur, https://www.vatican.va/archive/aas/documents/2017/aas-indice2017.pdf,  73

Secretum Pontificium. Rescriptum ex Audientia ad id spectans, https://www.vatican.va/archive/aas/documents/2017/aas-indice2017.pdf, 72

  • Abolición del secreto pontificio (2019):

Permite que las autoridades civiles tengan acceso a los testimonios de los juicios canónicos sobre abusos contra menores: 17 de diciembre de 2019: https://www.vaticannews.va/es/vaticano/news/2019-12/juan-ignacio-arrieta-textos-legislativos-rescripto-abusos-menor.html#:~:text=El%20Papa%20abole%20el%20secreto,testimonios%20de%20los%20juicios%20can%C3%B3nicos.

  • Unificación de la gestión patrimonial (2022):

Centraliza la gestión del patrimonio de la Santa Sede y sus instituciones en el Instituto para las Obras de Religión (IOR): 23 de agosto de 2022: https://www.vaticannews.va/es/papa/news/2022-08/papafrancisco-patrimonioinmobiliario-ior-gestion.html#:~:text=Vatican%20News,-El%20Instituto%20para&text=As%C3%AD%20lo%20establece%20un%20rescripto,diario%20de%20la%20Santa%20Sede.

  • Participación de laicos en la Curia (2022):

Permite que los laicos (hombres y mujeres) puedan ocupar cargos y funciones de gobierno dentro de la Curia Romana: 18 de mayo de 2022: https://www.pillarcatholic.com/p/pope-francis-allows-lay-members-to

  • Superiores no clérigos (2022):

Concede la facultad para autorizar que miembros no sacerdotes de congregaciones religiosas puedan ocupar cargos de Superior Mayor en institutos clericales: 18 de mayo de 2022: https://www.vaticannews.va/es/papa/news/2022-05/un-religioso-no-sacerdote-podra-ser-superior-de-un-instituto.html#:~:text=Vatican%20News,-Ser%20nombrado%20%22superior&text=As%C3%AD%20lo%20ha%20establecido%20el,supremo%20o%20el%20Cap%C3%ADtulo%20general%22.

  • Flexibilización en bendiciones a parejas del mismo sexo (2023):

El 18 de diciembre de 2023, el S. P. Francisco “firmó” (no consta que haya sido mediante un rescripto) la Declaración Fiducia supplicans del Dicasterio para la Doctrina de la Fe, sobre “el sentido pastoral de las bendiciones”, “en cuyo contexto se puede entender la posibilidad de bendecir a las parejas en situaciones irregulares y a las parejas del mismo sexo, sin convalidar oficialmente su status ni alterar en modo alguno la enseñanza perenne de la Iglesia sobre el Matrimonio.  un rescripto permitió formalmente que los sacerdotes pudieran bendecir a parejas del mismo sexo, aunque el matrimonio homosexual sigue sin estar reconocido”: https://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_ddf_doc_20231218_fiducia-supplicans_sp.html . 







Apéndice 5
El anterior Reglamento general de la Curia Romana


Fue aprobado el 4 de febrero de 1992 por el S. P. S. Juan Pablo II mediante Rescripto del Cardenal Angelo Sodano, Secretario de Estado en ese momento[1]. Se ha de notar que hace referencia en algunos lugares no a la PB sino a la REU. 

En la actualidad incluye dos reglamentos más: el Regolamento della Commissione Disciplinare della Curia Romana del 5 de enero de 1994 y el Testo Unico delle Provvidenze a favore della Famiglia, establecido por la Oficina del Trabajo el 28 de noviembre de 2016, y puesto en ejecución por el S. P. Francisco. 

Véase el texto de los mismos, en italiano, en la nt. final i.


Una anotación de actualización de este Reglamento. El S. P. Francisco, mediante el m. p. Imparare a congedarsi, del 12 de febrero de 2018, emitió una norma que reforma y precisa cuanto tiene que ver con la edad para la renuncia de los Obispos que desempeñan los más altos oficios en la Curia (de nombramiento pontificio):

 

"modificar as normas canónicas relativas à renúncia ao cargo por motivo de idade, da parte de Chefes de Dicastério não Cardeais e de Prelados Superiores da Cúria Romana (cf. Const. ap. Pastor bonus, 28 de junho de 1980, art. 5 § 2; AAS 80 [1988], 860; Regulamento Geral da Cúria Romana, 1999, art. 3; Rescriptum ex audientia, 3 de novembro de 2014, art. 7), de Bispos que desempenham outros cargos de nomeação pontifícia (cf. Rescriptum ex audientia, 3 de novembro de 2014, art. 7) e de Representantes Pontifícios (cf. cân. 367 do CIC; Regulamento Geral da Cúria Romana, 1999, art. 8 § 2; Regulamento para as Representações Pontifícias, 2003, art. 20 § 1)."


Determinó así que, al cumplir los 75 años edad, deben presentar su carta de renuncia al Santo Padre quien, a su juicio, determinará acerca de la misma, prorrogando o no el servicio de esta persona por razones que el mismo Sumo Pontífice explicó:

 

" Qualquer eventual prorrogação pode ser compreendida unicamente por alguns motivos sempre relacionados com o bem comum eclesial. Esta decisão pontifícia não é um ato automático, mas sim uma acção de governo; por conseguinte, implica a virtude da prudência que ajudará, através de um discernimento adequado, a tomar a decisão apropriada."


Véase el texto del documento en:

http://w2.vatican.va/content/Francisco/pt/motu_proprio/documents/papa-Francisco-motu-proprio-20180212_imparare-a-congedarsi.html

 



Bibliografía

  

Arrieta, J. I. (2020). Sviluppo applicativo del m.p. Mitis Iudex e l’attività del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi. En L. (. Sabbarese, Opus humilitatis iustitia. Studi in memoria del Cardinale Velasio De Paolis. Volume 3 (pág. 119). Roma: Urbaniana University Press.

Benigni, U. (28 de agosto de 2018). Sacra Romana Rota. Obtenido de The Catholic Encyclopedia. New York 1912 Robert Appleton Company: New Advent: http://www.newadvent.org/cathen/13205c.htm

Bertrams, W. (61 1972). Communio, communitas et societas in Lege fundamendali Ecclesiae. Periodica, 553-604.

Betti, U. (1968). La dottrina dell'Episcopato nel Vaticano II. Roma.

Beyer, J. (71 1982). De natura potestatis regiminis seu iurisdictionis recte in Codice renovato enuntianda. Periodica, 65-91.

Blötzer, J. (28 de agosto de 2018). Inquisition. Obtenido de The Catholic Encyclopedia. New York 1910: Robert Appleton Company: New Advent: http://www.newadvent.org/cathen/08026a.htm

Bondini Giuseppe. "Del Tribunale della Sagra Rota Romana”Librería Editrice Vaticana Librería Editrice Vaticana 2008, pp. VIII-184.

Boni, Geraldina. (2021). La recente attività normativa ecclesiale: finis terrae per lo ius canonicum? Per una valorizzazione del ruolo del Pontificio Consiglio per i testi legislativi e della scienza giuridica nella Chiesa. Mucchi Editore. Modena. En: https://www.mucchieditore.it/index.php?option=com_virtuemart&view=productdetails&virtuemart_product_id=3206&virtuemart_category_id=138

Bonnet, P. A. (15/59 1975). Diritto e potere nel momento originario della "potestas hierarchica" nella Chiesa. Stato della dottrina in una questione canonicamente disputata. Ius Canonicum, 77-158.

Celeghin, A. (74 1985). Sacra potestas: quaestio postconciliaris. Periodica, 165-225.

Congar, Y.-M.-J. (1971). Ministères et communion ecclésial. Paris.

Congregación para la Doctrina de la Fe - Müller, Gerhard L. (Card.): Documento "Para promover y custodiar la fe. Del Santo Oficio a la Congregación para la Doctrina de la Fe", 19 de marzo de 2015,en: http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/storia/documents/rc_con_cfaith_storia_20150319_promuovere-custodire-fede_sp.html

Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto, G. (2012). Comisiones Pontificias de la Curia Romana. En: AA. VV.. (a cura di) Obra dirigida y coordinata por Otaduy J., Viana A., Sedano J., Diccionario General de Derecho Canónico. (p. 245 - 249) Volumen II (Cementerio - Delito Frustrado). Navarra: Universidad de Navarra.

Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto, G. (13/2 maggio-agosto 2001). L'attività giudiziale nello Stato della Città del Vaticano. Ius Ecclesiae, 347 - 367.

Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto, G. (2002). La nuova Legge Fondamentale dello Stato della Città del Vaticano. Archivio Giuridico, 27-44.

Dalla Torre, Giuseppe. Il nuovo statuto per l’Ufficio del Revisore Generale Monitor Ecclesiasticus CXXXIII 2018/2 575

Dahyot-Dolivet, J. (1984). Précis d'histoire du droit canonique: fondement et évolution. Roma: Collectio Pontificiae Universitatis Lateranensis 10.

Debuyst, F. (2009). Lógicas y sentidos de los enfoques territoriales. Obtenido de Universidad de Los Lagos Polis Revista Latinoamericana 22/2009: https://journals.openedition.org/polis/2579

Dortel-Claudot, M. (1973). Eglises locales, Eglise universelle. Lyon.

Fabris, C.-M. (32/1 2020). Il Decreto generale del Segretario di Stato del 31 maggio 2019 recante nuove disposizioni riguardanti Caritas Internationalis. Ius Ecclesiae. Rivista internazionale di Diritto canonico.

Feine, H. E. (1964 2a). Kirchliche Rechtsgeschichte. Auf der Grundlage des Kirchenrechts von Ulrich Stutz. I. Band: Die katholische Kirche. Weimar: Hermann Böhlaus Nachfolger.Fox, J. E. (1987). The Personal Prelature of the Second Vatican Council: An Historical Canonical Study. Roma: Pontificia Studiorum Universitas a S. Thoma Aq. in Urbe.

Francisco. (24 de noviembre de 2013). Exhortación apostólica "Evangelii gaudium" sobre el anuncio del evangelio en el mundo actual. Obtenido de Documentos de la Santa Sede: https://www.vatican.va/content/francesco/es/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html

García y García, A. (1967). Historia del Derecho Canónico. Vol. I. El primer milenio. Salamanca.

Ghirlanda, G. (69 1980). De hierarchica communione ut elemento constitutivo officii episcopalis iuxta "Lumen Gentium". Periodica, 31-57.

Ghirlanda, G. (71 1982). De definitione Ecclesiae universalis, particularis, localis, iuxta Concilium Vaticanum secundum. Periodica, 605-636.

Ghirlanda, G. (73 1984). De obligationibus et iuribus Christifidelium in communione ecclesiali deque eorum adimpletione et exercitio. Periodica, 329-378.

Ghirlanda, G. (74 1985). De natura, origine et exercitio potestatis regiminis iuxta novum Codicem. Periodica, 109-164.

Ghirlanda, S. J. (1992). El derecho en la Iglesia misterio de comunión. Compendio de derecho eclesial. Madrid: Paulinas.

Hervada, J. - Lombardía, P. (1970). El Derecho del Pueblo de Dios. Vol. I. Pamplona.

Hinschius, P. (1869-1897 (1923) (2012)). System des Katholischen Kirchenrechts mit besonderer Rücksicht auf Deutschland, Erster Band. Nabu Press.

Hurtado Cruz, H. A. (2018). La ‘Interpretación figural’ en la Epístola a los hebreos. Trabajo final presentado para optar al título de: Magister en Estudios Literarios. Obtenido de Universidad Nacional de Colombia Facultad de Ciencias Humanas, Departamento de Literatura. Maestría en Estudios Literarios: https://repositorio.unal.edu.co/bitstream/handle/unal/63773/LA%20INTERPRETACION%20FIGURAL%20EN%20LA%20EP%C3%8DSTOLA%20A%20LOS%20HEBREOS.pdf?sequence=1&isAllowed=y

Institutum Utriusque Iuris della Pontificia Università Lateranense. (2022). La Costituzione Apostolica "Praedicate Evangelium". Struttura, contenuti e novità. Atti della Giornata di Studio sulla Costituzione Apostolica Praedicate Evangelium (17 maggio 2022). Roma: Servizio Editoria PUL.

Juan Pablo II. (73 1981). M. p. "Familia a Deo instituta". AAS (EV 7, 1214-1227), 441-444.

Juan Pablo II. (74 1982). Epistula "Fin dall'inizio". AAS (EV 8,173-190), 683-688.

Juan Pablo II. (76 1984). M. p. "Recognito iuris". AAS (EV 8,641-648), 433-434.

Juan Pablo II. (1997). Catecismo de la Iglesia Católica. Obtenido de Documentos de la Santa Sede: https://www.vatican.va/archive/catechism_sp/p3s2c2a8_sp.html

Kirsch, J. (28 de agosto de 2018). Apostolic Camera. Obtenido de The Catholic Encyclopedia. New York 1907: Robert Appleton Company: New Advent: http://www.newadvent.org/cathen/01633b.htm

Kurtscheid, B. (1941). Historia Iuris Canonici. Historia Institutionum, ab Ecclesiae fundatione ad Gratianum. Roma.

Le Bras, Gabriel - Gaudemet, Jean. (1955-1984). Histoire du Droit et des institutions de l'Eglise en Occident. 20 v. Paris: Sirey - Cujas.

Lécuyer, J. (1964). Études sur la collégialité épiscopale. Le Puy.

Leone, D. - Sassanelli, I. (a cura di), La riforma della Curia in cinque anni di pontificato di Papa Francisco Cacucci Editore Bari 2018.

Miguélez Domínguez, Lorenzo - Alonso Morán, O.P., Sabino - Cabreros de Anta, C.M.F., Marcelino. (1962). Código de Derecho Canónico y Legislación complementaria. Texto latino y versión castellana, con jurisprudencia y comentarios. Madrid: Biblioteca de Autores Cristianos.

Ojetti, B. (28 de Agosto de 2018). The Roman Congregations. Obtenido de The Catholic Encyclopedia. New York: Robert Appleton Company: New Advent: http://www.newadvent.org/cathen/13136a.htm

Ojetti, B. (28 de Agosto de 2018). Roman Curia. Obtenido de The Catholic Encyclopedia. New York 1912 Robert Appleton Company: New Advent: http://www.newadvent.org/cathen/13147a.htm

Pablo VI. (56 1964). Lit. ap. "Progrediente Concilio". AAS (EV 2,162), 560.

Pablo VI. (57 1965). M. p. "Integrae servandae". AAS (EV 2,479-493), 952-955.

Pablo VI. (59 1967). M. p. "Catholicam Christi Ecclesiam". AAS (EV 2,444-457), 25-28.

Pablo VI. (59 1967). M. p. "Pro comperto sane". AAS (EV 2,1518-1527), 881-884.

Pablo VI. (61 1969). Const. Ap. "Sacra Rituum Congregatio". AAS (EV 3,1066-1090), 297-305.

Pablo VI. (62 1970). M. p. "Apostolicae caritatis. AAS (EV 3,2000-2008), 193-197.

Pablo VI. (63 1971). Epistula "Amoris officio". AAS (EV 4,1059-1066), 669-673.

Pablo VI. (67 1975). Const. Ap. "Constans nobis". AAS (EV 4,1403-1411), 417-420.

Pablo VI. (8 de diciembre de 1975). Exhortación apostólica "Evangelii nuntiandi". Obtenido de Documentos de la Santa Sede, AAS 68 1976 5-76: http://www.clerus.org/clerus/dati/2000-01/22-7/487.rtf.html

Pablo VI. (68 1976). M. p. "Apostolatus peragendi". AAS (EV 5,2155-2166), 696-700.

Pablo VI. (76 1984). Chir. "Quoniam in celeri". AAS, 494-495.

Parente, P. (1978). Il misterio teandrico della Chiesa e la Collegialità. Rovigo.

Philips, G. (1967). L'Eglise et son mystère au deuxième Concile du Vatican v. I. Paris.

Plochl, W. M. (1953-1969). Geschichte des Kirchenrechts, 5 vol. Vol I: Usque ad annum 1054; Vol. II: 1055-1517; Vols. III-V: 1517-1917. Viena: Verlag Herold.

Pozos Bravo, S. S. (2015). La política exterior de la Santa Sede y su influencia en los instrumentos internacionales de derechos humanos: libertad religiosa y libertad de conciencia. Tesis doctoral. Obtenido de Universidad Complutense de Madrid Facultad de Ciencias de la Información Departamento de Derecho Internacional Público y Relaciones Internacionales Programa de Doctorado: Relaciones Internacionales, Unión Europea y Globalización, Madrid: : https://eprints.ucm.es/id/eprint/42211/1/T38667.pdf

Provost, J. H. (1985). The hierarchical constitution of the Church (Introduction, canons and commentary cc. 330-367). En T. C. America, The Code of Canon Law: a text and commentary (págs. 258-310). London.

Puig Sanahuja, Fernando: “Aspectos canónicos del servicio en la Curia romana”, en: Ius Canonicum Vol 59, No 117 (2019) 51-77, en: https://www.unav.edu/publicaciones/revistas/index.php/ius-canonicum/article/view/35335

Puig, Fernando. (2019). Aspetti tecnico-giuridici delle relazioni tra dicasteri romani e istanze ecclesiali local. En L. -C.-E. Bianchi, Parola, Sacramento, Carisma. Scritti in onore di Libero Gerosa in occasione del suo 70° compleanno. Siena: Edizioni Cantagalli.

Puig, F. (2020). Considerazioni su tre sviluppi giuridico-organizzativi della Curia romana dopo la Pastor Bonus. En L. (. Sabbarese, Opus humilitatis iustitia. Studi in memoria del Cardinale Velasio De Paolis. Volume 1 (pág. 295). Roma: Urbaniana University Press.

Rodríguez-Ocaña, Rafael: “Los organismos de justicia en «Prædicate Evangelium»”, en: Asociación de Canonistas Chilena: Anuario de Derecho Canónico, en: Rivista telematica (https://www.statoechiese.it), fascicolo n. 6 del 2023, en: https://d1vbhhqv6ow083.cloudfront.net/contributi/Rodr%C3%ADguez.M_Los-organismos.pdf

Sabbarese, Luigi. (2020). Girovaghi, migranti, forestieri e naviganti nella legislazione ecclesiastica. Urbaniana University Press.

Secretaría de Estado de la Santa Sede. (60 1968). Regolamento generale della Curia Romana. AAS (EV 3,66-262), 129-176.

Segura Munguía, S. (1985). Diccionario etimológico Latino-Español. Madrid: Ediciones Generales Anaya.

Stabellini, Andrea. (134/1 2019). Commento alla Lettera Apostolica in forma di motu proprio Per il cambiamento della denominazione da Archivio Segreto Vaticano ad Archivio Apostolico Vaticano (22 ottobre 2019). Monitor Ecclesiasticus. 213.

Studi Giuridici (vol. 42). Le “normae” del tribunale della Rota RomanaLibrería Editrice Vaticana 1997, pp. 312. 

Studi Giuridici (Vol. 136). Le allocuzioni dei Sommi Pontefici alla Rota Romana (1939 - 2023)Librería Editrice Vaticana 2023, pp. 456. 

Tornielli, A. (24 de julio de 2021). Guerrero: "El 2020 fue un año difícil, pero mejor de lo esperado”. Obtenido de www.vaticannews.va: https://www.vaticannews.va/es/vaticano/news/2021-07/balance-santa-sede-guerrero-2020-ano-dificil.html

Urrutia, F. J. (1967). Documenta pontificia. En F. J. Urrutia, Lex canonica. Ad usum studentium tantum (págs. 55-57). Roma: Pontificia Universitas Gregoriana.

Urrutia, F. J. (1967). Lex canonica. Ad usum studentium. En F. J. Urrutia, Lex canonica. Ad usum studentium (págs. 57-59). Roma.

Zappulla, A. (16 de marzo de 2022). El «derecho disciplinar» en la Curia Romana y en el Estado de la Ciudad del Vaticano. Análisis comparado de los Reglamentos de las respectivas Comisiones disciplinarias, convergencias y divergencias. Obtenido de Ius Canonicum: https://revistas.unav.edu/index.php/ius-canonicum/article/view/41750


 

 

 

 

 


 


Notas de pie de página



[2] (Urrutia, Lex canonica. Ad usum studentium, 1967). Véanse, entre otros, por ejemplo: http://teologocanonista2016.blogspot.com/2017/06/l_23.html y http://teologocanonista2016.blogspot.com/2017/06/l.html

 



Notas finales



[i] El Reglamento general de la Curia Romana de acuerdo con la const. ap. PB

Véase el texto en:

http://www.vatican.va/roman_curia/secretariat_state/1999/documents/rc_seg-st_19990430_regolamento-curia-romana_it.html

El Reglamento general de la Curia Romana, como podrá verse, se actualiza con cierta frecuencia debido a los nuevos motivos que la vida y la reflexión de fe imponen. Algunos cambios o adiciones se indican en el Curso. Otros se colocan en el texto aún vigente, que se trascribe a continuación:
 

"SECRETARIA STATUS:

RESCRIPTUM EX AUDIENTIA SS.MI:

quo Ordinatio generalis Romanae Curiae foras datur. [...] Il Santo Padre Giovanni Paolo II, nell'Udienza concessa al sottoscritto Cardinale Segretario di Stato il 15 aprile 1999, ha approvato il nuovo Regolamento nel testo che segue, ordinandone la promulgazione e la pubblicazione in Acta Apostolicae Sedis.

Il Santo Padre ha, altresì, disposto che esso entri in vigore il 1° luglio 1999, in sostituzione del Regolamento del 4 febbraio 1992, con revoca dei privilegi e di altre speciali concessioni finora accordate. Dal Vaticano, il 30 aprile 1999":



REGOLAMENTO GENERALE DELLA CURIA ROMANA




PARTE PRIMA
PERSONALE E STRUTTURA DEI DICASTERI
DELLA CURIA ROMANA



Titolo I
DIREZIONE ED ORGANICO

Art. 1
§ 1. Il presente Regolamento si applica ai Dicasteri ed Organismi che compongono la Curia Romana (Cfr. Pastor bonus, artt. 1-2).
§ 2. Ciascuno dei Dicasteri ed Organismi della Curia Romana avrà il proprio Regolamento approvato dal Cardinale Segretario di Stato de mandato Summi Pontificis.
§ 3. Le norme del presente Regolamento sono vincolanti anche per gli Organismi collegati con la Santa Sede, salve le disposizioni particolari delle proprie leggi, e per gli Organismi, Enti ed Istituzioni della Sede Apostolica per i quali il Sommo Pontefice non abbia disposto o non disponga diversamente.

Art. 2
Ogni Dicastero, salva diversa disposizione (Cfr Cost. ap. Pastor bonus, art.3, §1) è retto da un Cardinale Prefetto o Presidente oppure da un Arcivescovo Presidente, coadiuvato dal Segretario e, subordinatamente, dal Sottosegretario.

Art. 3
Sono Prelati Superiori della Curia Romana:
A) il Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato, il Segretario per i Rapporti con gli Stati della medesima Segreteria di Stato, i Segretari di Congregazione, il Reggente della Penitenzieria Apostolica, il Segretario del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, il Decano della Rota Romana, i Segretari dei Pontifici Consigli, il Vice-Camerlengo di Santa Romana Chiesa, i Segretari dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica e della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede, il Vice-Presidente della Pontificia Commissione per l'America Latina, il Segretario della Pontificia Commissione per i beni culturali della Chiesa (Ibid. art. 2 § 1).
B) il Prefetto della Casa Pontificia, il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie (Cfr Ibid., art. 2 § 3).

Art. 4
§ 1. La condizione giuridica dei Prelati Uditori del Tribunale della Rota Romana è definita nella legge propria del medesimo Tribunale Apostolico.
§ 2. Il Promotore di Giustizia e il Difensore del Vincolo della Segnatura Apostolica durante munere sono equiparati per quanto concerne la categoria funzionale ai Prelati Uditori della Rota Romana.

Art. 5
§ 1. Sono collaboratori immediati dei Prelati Superiori nella gestione dei Dicasteri l'Assessore della Segreteria di Stato e i Sottosegretari.
§ 2. Ai collaboratori di cui al § 1 sono equiparati il Promotore della Fede (Prelato Teologo) e i Relatori della Congregazione delle Cause dei Santi, il Promotore di Giustizia Sostituto e il Difensore del Vincolo Sostituto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, il Promotore di Giustizia e i Difensori del Vincolo del Tribunale della Rota Romana, i Delegati delle due Sezioni dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, il Delegato dell'Amministrazione della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, il Ragioniere Generale della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede, il Reggente della Prefettura della Casa Pontificia, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede.
Art. 6
Tutti gli Organismi ed Enti cui si applica il presente Regolamento, ai soli fini delle norme che seguono, sono equiparati ai Dicasteri.
Art. 7
§ 1. Nei Dicasteri prestano la loro opera Officiali nel numero stabilito nella Tabella organicadepositata presso l'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (La Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli ha una propria Amministrazione. Ogni volta che nel presente Regolamento Generale della Curia Romana si fa riferimento all'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, per la suddetta Congregazione il riferimento si intende fatto alla propria Amministrazione). Essi svolgono diverse mansioni (come Capi Ufficio, Minutanti, Aiutanti di studio, Notai di Tribunali, Addetti di Segreteria, Addetti tecnici, Scrittori, ed altri equiparati) e sono distribuiti nei livelli funzionali loro assegnati (Cfr Appendice II: Tabella organica generale, p. 691).
§ 2. Prestano, inoltre, la loro opera e sono distribuiti in corrispondenti livelli funzionali i Commessi, gli Uscieri e gli Ausiliari.
§ 3. Il personale di tutti i dieci livelli funzionali dipende e per lo stato giuridico e per la sua attività dal proprio Capo Dicastero.

Art. 8
§ 1. I Legati Pontifici e il personale di ruolo diplomatico, quanto a nomina, promozione, disciplina, congedi, trasferimenti e cessazione dall'ufficio, dipendono dalla Segreteria di Stato.
§ 2. Il servizio effettivamente prestato presso Rappresentanze della Santa Sede all'estero, si computa con l'aumento di 1/3 ai soli fini del diritto alla pensione e del servizio utile al trattamento pensionistico nonché della liquidazione.

Art. 9
§ 1. Le Tabelle organiche, la loro revisione e le eventuali modificazioni sono elaborate dai singoli Dicasteri e presentate alla Segreteria di Stato, la quale, previo parere dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica e su proposta della Commissione per le Tabelle organiche, le sottopone al Sommo Pontefice per l'approvazione, e quindi le consegna all'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica per gli opportuni adempimenti.
§ 2. Ogni cinque anni, o in casi di particolare e comprovata necessità, sarà fatta la revisione delle Tabelle organiche seguendo la procedura del paragrafo precedente.

Art. 10
§ 1. Nei seguenti casi, entro i limiti del proprio bilancio, può essere assunto personale con contratto a tempo determinato stipulato per iscritto:
a) in relazione a speciali comprovate e temporanee esigenze di personale avente specifiche capacità professionali;
b) per sopperire ad assenze prolungate del personale di ruolo, giustificate dalle disposizioni regolamentari, per le quali non si possa provvedere con il personale in attività di servizio anche presso altri Organismi;
c) per lo svolgimento di complessi e straordinari servizi o nell'ambito di un ufficio particolare destinato ad avere durata limitata nel tempo;
d) in relazione alla particolare natura del rapporto di lavoro conseguente a disposizioni di Statuti e Regolamenti propri.
§ 2. L'assunzione a tempo determinato può avvenire a tempo pieno ovvero anche a tempo parziale secondo le disposizioni del successivo art. 46.
§ 3. L'assunzione è di norma della durata massima di un anno, rinnovabile per un altro anno; per eventuali rinnovi successivi è richiesto nuovamente il nulla osta della Segreteria di Stato.
§ 4. In casi eccezionali, per straordinari servizi che richiedono tempi particolarmente prolungati, possono essere stipulati contratti di durata superiore ad un anno e fino ad un massimo di cinque anni.
§ 5. Al personale assunto a tempo determinato si applica il trattamento economico e normativo previsto dal presente Regolamento per il personale di ruolo salvo quanto segue:
a) in caso di assenza per malattia o infortunio si applicano in quanto compatibili gli artt. 56 e 59 del presente Regolamento; il periodo di conservazione del posto è pari alla durata del contratto e non può, in ogni caso, superare i termini massimi fissati all'art. 59. Nel caso di infortunio o malattia per fatti di servizio si applica la normativa prevista all'art. 60;
b) in caso di assenza dal lavoro per maternità, ai sensi dell'art. 61 §§ 2-3, ove si verifichi la risoluzione del rapporto di lavoro per scadenza del termine, è corrisposta all'interessata unitamente alla liquidazione una indennità pari al prodotto dell'80% della retribuzione mensile di cui all'art. 61 § 5 per il numero dei residui mesi di aspettativa per maternità previsti dai sopracitati paragrafi;
c) i limiti superiori di età previsti per l'assunzione del personale di ruolo non sono vincolanti.
§ 6. La retribuzione del personale assunto a tempo determinato è stabilita nella misura corrispondente al livello funzionale richiesto dai compiti affidati ed è soggetta alle ritenute per i trattamenti di assistenza sanitaria, di pensione e di liquidazione.
§ 7. Al personale assunto a tempo determinato spettano, in quanto compatibili con la tipologia del contratto, tutte le provvidenze sociali disposte a favore del personale di ruolo.
§ 8. Il personale viene assunto con contratto stipulato dal Capo Dicastero, dal quale dipende per il suo stato giuridico, e, ad eccezione del caso b) del precedente § 1, previo nulla osta della Segreteria di Stato. Il contratto è predisposto in accordo con l'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica che successivamente provvede a darne esecuzione.
§ 9. I contratti di cui al § 1 non danno titolo alla immissione in ruolo ed il rapporto di lavoro cessa allo scadere del termine.”



NdE

La información siguiente sobre el “contrato a llamada” (modificatorio del anterior) está tomada (en la fecha) de:

https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2022/03/01/0147/00313.html y debe insertarse en este lugar:

"Rescriptum ex Audientia Ss.mi circa l’Inserimento dell’Art. 10bis nel Regolamento Generale della Curia Romana circa il contratto a chiamata

Rescriptum ex Audientia Ss.mi

Inserimento

dell’Art. 10bis

nel Regolamento Generale della Curia Romana

circa il contratto a chiamata

Sua Santità Francisco nell’Udienza concessami il giorno 13 dicembre 2021, in attuazione della Lettera Pontificia del 16 settembre 2018, con la quale sono state affrontate delle criticità nella complessa tematica del lavoro nella Curia Romana, ha approvato l’incorporazione dell’Art. 10bis, allegato al presente Rescritto, circa il contratto a chiamata, nel Regolamento Generale della Curia Romana.

Il Santo Padre ha altresì disposto che il suddetto articolo, allegato al presente Rescritto, sia pubblicato sugli Acta Apostolicae Sedis ed entri in vigore non appena istituita presso il Fondo Pensioni l’apposita gestione separata.

Dal Vaticano, 1° marzo 2022.

Pietro Card. Parolin

Segretario di Stato

[00313-IT.01] [Testo originale: Italiano]



Allegato al Rescriptum

Art. 10bis

§ 1. Per lo svolgimento di prestazioni di carattere discontinuo o intermittente, per esigenze tecniche, organizzative o sostitutive ovvero qualora in particolari periodi sorga la necessità di prestazioni non predeterminabili, le Autorità preposte ai singoli Organismi possono stipulare contratti a tempo determinato denominati “a chiamata”, purché entro i limiti del proprio bilancio.

§ 2. Il contratto a chiamata viene stipulato dal Capo Dicastero, dal quale il lavoratore dipende, previo nulla osta della Segreteria di Stato. Il contratto a chiamata dovrà indicare:

a) la durata della prestazione lavorativa;

b) ipotesi e/o prestazioni che consentono la stipula del contratto;

c) luogo di svolgimento della prestazione lavorativa e modalità di disponibilità, eventualmente garantita dal lavoratore, e del relativo preavviso di chiamata del lavoratore, che non può essere inferiore a un giorno lavorativo;

d) il trattamento economico spettante al lavoratore per la prestazione eseguita e la relativa indennità di disponibilità, ove pattuita, secondo quanto disposto al § 5.

§ 3. I contratti a chiamata possono essere ammessi per un periodo complessivamente non superiore a seicentoses-santacinque giornate di effettivo lavoro nell’arco di cinque anni solari.

§ 4. Al personale assunto con contratto a chiamata si applica, in quanto compatibile, il trattamento economico previsto nel presente Regolamento per il personale di ruolo, riproporzionato in ragione della durata della prestazione eseguita e in corrispondenza col livello funzionale richiesto dai compiti affidati per quanto riguarda l’importo della retribuzione base, dell’ASI e di altri eventuali elementi; esso è soggetto alle ritenute per trattamenti previdenziali, assistenziali e di liquidazione. La quota parte della tredicesima maturata nel mese in ragione delle giornate effettivamente lavorate può essere corrisposta contestualmente alla retribuzione mensile.

§ 5. Il personale assunto con contratto a chiamata è iscritto, ai fini pensionistici, in un’apposita gestione separata istituita presso il Fondo Pensioni ed ha diritto ad una copertura sanitaria minima presso il Fondo Assistenza Sanitaria, limitatamente ai periodi di effettivo servizio, come da prestazioni erogate dal Poliambulatorio medico della Direzione di Sanità ed Igiene dello Stato della Città del Vaticano, ovvero mediante ricorso a polizza assicurativa sanitaria.

§ 6. Al personale assunto con contratto a chiamata spetta la concessione degli assegni al nucleo familiare, in proporzione, con esclusione di ogni altra provvidenza sociale disposta a favore del personale di ruolo.

§ 7. Il lavoratore sarà titolare dei diritti riconosciuti ai lavoratori dipendenti e maturerà il diritto al trattamento economico e normativo esclusivamente nei periodi di effettivo servizio.

§ 8. Se nel contratto a chiamata è riconosciuta un’indennità di disponibilità essa si aggiunge all’eventuale retribuzione mensile ed obbliga il lavoratore, in caso di chiamata, ad accettare il servizio. La misura dell’indennità è pari al 20% della retribuzione di cui al § 4. In caso di malattia o di altro evento che gli renda temporaneamente impossibile rispondere alla chiamata, il lavoratore è tenuto ad informare tempestivamente l’Organismo col quale ha stipulato il contratto, specificando la durata dell’impedimento, durante il quale non matura il diritto all’indennità. Qualora non provveda al predetto adempimento, il lavoratore perde il diritto all’indennità. Il rifiuto ingiustificato di rispondere alla chiamata può costituire motivo di licenziamento. L’indennità di disponibilità, quando prevista dal contratto, è esclusa dalla maturazione del rateo della tredicesima e della liquidazione.

§ 9. Il personale assunto con contratto a chiamata ha diritto alla maturazione di giorni di ferie, in ragione della prestazione eseguita. Le ferie non fruite saranno liquidate alla scadenza del contratto.

§ 10. Gli Organismi che beneficiano delle attività di cui ai precedenti §§ 1-9 sono tenuti ad assicurare, durante il servizio, il personale assunto a chiamata:

a) contro gli infortuni e le malattie connesse allo svolgimento di dette attività;

b) per responsabilità civile verso terzi.

§ 11. I contratti di cui al § 1 non danno titolo alla immissione in ruolo ed il rapporto di lavoro cessa allo scadere del termine.

[00315-IT.01] [Testo originale: Italiano]"


Art. 11
§ 1. Le Autorità preposte ai singoli Organismi, per accertate esigenze alle quali non possa provvedersi mediante le strutture esistenti nell'ambito della Curia Romana, possono conferire, entro i limiti del loro bilancio, incarichi professionali temporanei a persone di qualificata competenza per svolgere studi, indagini e ricerche o prestazioni specifiche necessarie all'assolvimento di compiti particolari degli Organismi stessi.
§ 2. Il contratto, previa intesa con l'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, è stipulato dagli Organismi interessati.
§ 3. Il contratto è di norma della durata massima di un anno, rinnovabile per un altro anno; per eventuali rinnovi successivi è richiesto nuovamente il nulla osta della Segreteria di Stato.
§ 4. In casi straordinari, in relazione all'incarico che può richiedere tempi particolarmente prolungati, possono essere stipulati contratti di durata superiore ad un anno e fino ad un massimo di cinque anni.
§ 5. I contratti di cui ai precedenti commi non danno titolo alla immissione in ruolo e cessano allo scadere del termine.
§ 6. Gli incarichi professionali sono compensati « forfettariamente » secondo accordo tra le parti e non comportano obblighi per trattamenti previdenziali o assistenziali da parte della Santa Sede.


Titolo II
ASSUNZIONE E NOMINA DEL PERSONALE

Art. 12
§ 1. Sono di nomina pontificia i Prefetti, i Presidenti, i Membri ed i Prelati Superiori dei Dicasteri della Curia Romana, i Giudici della Rota Romana, il Promotore di Giustizia e il Difensore del Vincolo della Segnatura Apostolica, i Sottosegretari ed equiparati, e i Consultori.
§ 2. I Prefetti, i Presidenti, i Membri, i Prelati Superiori, i Sottosegretari e quanti sono ad essi equiparati, e i Consultori di detti Dicasteri sono nominati per un quinquennio.

Art. 13
§ 1. I Capi Ufficio e tutti gli Officiali di 10° livello sono nominati con biglietto del Cardinale Segretario di Stato, su proposta del Capo Dicastero.
§ 2. Gli altri Officiali sono assunti dal Capo Dicastero nei limiti della Tabella organica, sentito il parere del Segretario, del Sottosegretario, del Capo Ufficio o di altro Officiale che ne faccia le veci. Per l'assunzione si richiede il nulla osta della Segreteria di Stato, la quale consulta l'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica.
§ 3. Gli Officiali saranno scelti, per quanto è possibile, dalle diverse regioni del mondo, così che la Curia rispecchi il carattere universale della Chiesa.
§ 4. L'idoneità dei candidati deve essere accertata con appropriati titoli di competenza ed eventuali prove.

Art. 14
§ 1. Gli Officiali siano assunti tra coloro che si distinguono per virtù, prudenza, scienza, debita esperienza, e che siano in possesso dei seguenti requisiti:
1) se chierici o membri di Istituti di vita consacrata o di Società di vita apostolica:
a) età non inferiore ai 25 anni e non superiore ai 45;
b) nulla osta del rispettivo Ordinario o Superiore e dei Dicasteri competenti e, se dimoranti a Roma, anche del Vicariato di Roma;
c) stato di buona salute debitamente accertato;
d) idoneità per il lavoro da svolgere;
2) se laici:
a) età non inferiore ai 21 anni e non superiore ai 35;
b) congedo illimitato per chi è soggetto al servizio militare;
c) stato di buona salute debitamente accertato;
d) idoneità per il lavoro da svolgere;
e) assenza di precedenti penali che rendano il lavoratore indegno o immeritevole di prestare servizio; f) impegno religioso, morale e civile, attestato, di norma, dal rispettivo Parroco.
§ 2. Si richiede, inoltre, una specifica preparazione, suffragata da adeguati titoli di studio, e cioè:
a) per essere inseriti nei livelli 10°, 9° ed 8°, la laurea in una scienza ecclesiastica o, secondo le esigenze del Dicastero, un'altra laurea o altro titolo universitario conseguito dopo almeno quattro anni di studio; ed inoltre la conoscenza della lingua latina e, oltre l'italiano, di almeno una lingua moderna; b) per essere inseriti nel livello 7°, la licenza in una disciplina ecclesiastica o, secondo le esigenze del Dicastero, un equivalente titolo universitario;
c) per essere inseriti nel livello 6° si richiede un diploma di Istituto di istruzione secondaria superiore; d) per essere inseriti nei livelli 5° e 4° è richiesto il diploma di scuola secondaria inferiore e di dattilografia o di operatore meccanografico o equiparato.
§ 3. I Regolamenti propri dei vari Organismi possono richiedere titoli diversi secondo le loro specifiche esigenze.
§ 4. Il possesso del titolo di studio non da diritto all'inquadramento nel livello funzionale per il quale il titolo medesimo è prescritto.
§ 5. La Segreteria di Stato può dispensare, in via eccezionale, dal titolo di studio se vi è una comprovata esperienza professionale o la dimostrata preparazione culturale che, a giudizio del Capo Dicastero, possono supplire al possesso del titolo richiesto.

Art. 15
§ 1. Per l'assunzione del personale appartenente agli Istituti di vita consacrata e alle Società di vita apostolica verrà stipulato, previo nulla osta della Segreteria di Stato, di volta in volta un accordo tra il Dicastero e i Superiori dell'Istituto o Società di appartenenza con le peculiarità qui di seguito indicate:
1) la durata del servizio non potrà essere inferiore ai cinque anni;
2) per il periodo di servizio dovrà essere assicurata la copertura previdenziale ed assistenziale, pur lasciandosi all'Istituto o Società la libertà di scegliere un sistema diverso da quello previsto per gli altri dipendenti della Curia Romana;
3) la Segreteria di Stato, di intesa con l'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, può autorizzare modifiche o riduzioni dell'orario in considerazione delle essenziali esigenze della vita di comunità; le eventuali riduzioni dell'orario comporteranno corrispondenti riduzioni della retribuzione;
4) gli appartenenti agli Istituti di vita consacrata e alle Società di vita apostolica, a parità di doveri, godranno degli stessi diritti dei chierici.
§ 2. Prima di perfezionare l'accordo di cui al § 1 il Dicastero dovrà, in ogni caso, consultare l'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica.
§ 3. In caso di uscita definitiva dall'Istituto di vita consacrata o dalla Società di vita apostolica si considera cessato il rapporto di lavoro con la Santa Sede.

Art. 16
§ 1. Per l'assunzione del personale di cui all'art. 7 § 2 si applica, per quanto compatibile, l'art. 14.
§ 2. Per essere inseriti nei livelli 3°, 2°, 1°, è richiesta la scuola dell'obbligo.

Art. 17
§ 1. È vietata l'assunzione nello stesso Dicastero di consanguinei fino al quarto grado, e di affini in primo e secondo grado, secondo il computo canonico.
§ 2. Questo criterio si applica anche a Dicasteri distinti, qualora l'assunzione di consanguinei e affini sia ritenuta, a giudizio dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, non conveniente per l'ufficio da svolgere.

Art. 18
§ 1. Tutti, al momento della nomina o dell'assunzione, devono prendere conoscenza del presente Regolamento e di quello del proprio Dicastero, dei quali riceveranno copia ed alla cui esatta osservanza sono tenuti, senza che possa invocarsi ignoranza alcuna di essi.
§ 2. Tutti, al momento della nomina o dell'assunzione, devono emettere la professione di fede e prestare il giuramento di fedeltà e di osservanza del segreto di ufficio dinanzi al Capo Dicastero o al Prelato Superiore, con le formule riportate in Appendice (Cfr Appendice I, pp. 687-690).

Art. 19
§ 1. I candidati sono assunti in prova per un periodo almeno di un anno, non prorogabile oltre il biennio. L'eventuale periodo di lavoro svolto in modo continuativo ed immediatamente precedente all'assunzione è conteggiato ai fini del periodo di prova.
§ 2. L'assunzione in prova è comunicata per iscritto all'interessato.
§ 3. Durante il periodo di prova il candidato è inquadrato al livello retributivo immediatamente inferiore a quello a cui è destinato.
§ 4. Il livello funzionale è stabilito dall'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica in relazione alle funzioni del posto per il quale il candidato viene assunto.
§ 5. Il precedente § 3 non è applicabile nel caso di periodo svolto anteriormente in modo continuativo ed immediatamente precedente, con contratto stipulato ai sensi del precedente art. 10, con retribuzione corrispondente al livello funzionale cui è destinato il dipendente.
§ 6. Durante o al termine del periodo di prova il Capo Dicastero, udito il parere del Segretario, del Sottosegretario e del Capo Ufficio o di altro Officiale che ne faccia le veci, dimette con provvedimento insindacabile, comunicato per iscritto, il candidato che si rivela non idoneo, fermo restando il diritto alla liquidazione e all'applicazione delle vigenti norme del Regolamento Pensioni.
La decisione, ove occorra, sarà comunicata per iscritto al rispettivo Ordinario o Superiore.

Art. 20
§ 1. Il periodo di prova è computato agli effetti dell'anzianità di servizio e dell'eventuale trattamento di quiescenza.
§ 2. La retribuzione del dipendente in prova è soggetta alle ritenute per i trattamenti di assistenza sanitaria, di pensione e di liquidazione.
§ 3. Il periodo di prova è sospeso in caso di assenza del dipendente per malattia o infortunio. In tale caso si applica l'art. 56 §§ 2-5 ed il dipendente ha diritto alla conservazione del posto per un periodo massimo di tre mesi complessivi, decorso il quale il dipendente viene dimesso dal Capo Dicastero con provvedimento comunicato per iscritto. In tale periodo, al dipendente compete lo stesso trattamento economico previsto per il personale non in prova.
§ 4. Nel caso di infortunio o di malattia per fatti di servizio durante il periodo di prova si applica la normativa prevista all'art. 60.
§ 5. Il periodo di prova è sospeso in caso di aspettativa per maternità della dipendente o per gravi ragioni familiari, a giudizio del Capo Dicastero.
Art. 21
Al termine del periodo di prova lodevolmente compiuto, il Capo Dicastero, previo il nulla osta della Segreteria di Stato, che chiede preventivamente il parere dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, procede con apposito biglietto alla nomina del candidato, informando, ove occorra, il rispettivo Ordinario o Superiore.

Art. 22
§ 1. L'attività di volontariato delle persone che per un certo periodo di tempo desiderano offrire prestazioni libere e gratuite alla Curia Romana e agli Organismi di cui all'art. 1, in conformità alla legge vigente, è lasciata al prudente giudizio del Capo Dicastero, previa intesa con la Segreteria di Stato.
§ 2. La persona che volontariamente presta la sua opera per la Curia Romana deve avere i requisiti morali richiesti agli Officiali della medesima Curia ed è tenuta ai doveri di cui agli artt. 18 § 2, 31-37 e 40.
§ 3. Il periodo di tempo per il quale una persona si impegna a prestare la sua collaborazione, come il suo orario di lavoro, è determinato d'accordo con il Capo Dicastero.
§ 4. In qualsiasi momento il Capo Dicastero può mettere fine al servizio predetto, dandone notizia alla Segreteria di Stato ed all'interessato. Questi può fare altrettanto, informandone per tempo il Capo Dicastero.
§ 5. Rimane inteso che tali prestazioni, appunto perché volontarie, non comportano alcun onere remunerativo, previdenziale o pensionistico, per la Santa Sede.
§ 6. Gli Enti che beneficiano delle attività di cui ai precedenti §§ 1-5 sono tenuti ad assicurare le persone che prestano le attività di volontariato:
1) contro gli infortuni e le malattie connessi allo svolgimento di dette attività;
2) per responsabilità civile verso terzi.


Titolo III
MOBILITÀ DEL PERSONALE

Art. 23
§ 1. I posti che si rendono vacanti nell'organico, possono essere ricoperti mediante il passaggio a quel livello di una persona del medesimo Dicastero oppure mediante il trasferimento da un altro Dicastero o ricorrendo ad una nuova assunzione, secondo l'esigenza dell'Ufficio, tenuti presenti i titoli di studio e l'accertata e specifica idoneità per il posto di cui si tratta, ed omesso qualsiasi altro criterio, compreso quello della mera anzianità di servizio.
§ 2. Il dipendente, prima di essere assegnato ad un livello superiore, dovrà permanere al livello immediatamente inferiore per un congruo periodo di tempo.
§ 3. Tali nomine, salvo quanto previsto dall'art. 13 § 1, sono deliberate dal Capo Dicastero, previa valutazione, di cui all'art. 13 § 4, della competenza professionale e dell'attitudine del candidato ad assolvere le nuove funzioni da svolgere, con il nulla osta della Segreteria di Stato, la quale consulta l'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica. Il Capo Dicastero notifica per iscritto la nomina all'interessato e ne da comunicazione all'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica.
§ 4. Il passaggio di livello può essere attuato esclusivamente nei limiti dei posti disponibili secondo l'organico nel livello superiore.

Art. 24
§ 1. Previo accordo tra i rispettivi Capi Dicastero, con il nulla osta della Segreteria di Stato e sentito l'interessato, si può procedere al trasferimento del personale da un Organismo all'altro salvo il disposto dell'art. 30 § 7.
§ 2. Il provvedimento è notificato per iscritto all'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica dal Capo Dicastero che riceve il dipendente, all'interessato dal Capo Dicastero dal quale lo stesso dipendente è stato trasferito.
Titolo IV
ATTRIBUZIONI DEL PERSONALE
Art. 25
Al Capo Dicastero spetta reggere e dirigere il proprio Dicastero, sovraintendere a tutta l'attività del medesimo e rappresentarlo a tutti gli effetti.

Art. 26
Il Prelato Superiore, con la collaborazione del Sottosegretario, aiuta il Capo Dicastero nel dirigere il personale e nel trattare le questioni del Dicastero. Egli partecipa a tutte le Sessioni ordinarie e plenarie con diritto di voto.
Pertanto, seguendo le direttive del Capo Dicastero e d'intesa con lui:
a) coordina e programma le iniziative e i vari servizi, assegna il settore di attività a ciascuno, segue con particolare attenzione gli affari di maggior importanza, cura la stesura dei documenti e il sollecito disbrigo delle pratiche di ufficio, vigila sulla disciplina e sull'osservanza del presente Regolamento e di quello proprio del Dicastero;
b) affida ai Consultori lo studio delle pratiche per le quali si ritiene necessario il loro voto; convoca la Consulta quando è necessario e la presiede;
c) prepara l'accoglienza dei Vescovi in visita « ad limina »;
d) supplisce il Capo Dicastero, quando è assente;
e) firma assieme al Capo Dicastero gli atti del Dicastero, secondo le norme del proprio Regolamento;
f) trasmette alla direzione degli Acta Apostolicae Sedis i documenti che devono essere pubblicati;
g) riferisce regolarmente al Capo Dicastero sullo svolgimento delle pratiche ed in particolare su quanto sia da notificare o da rimettere ad altri Dicasteri o esca dai limiti delle pratiche ordinarie o richieda particolari provvedimenti;
h) cura la redazione del bilancio preventivo da trasmettere all'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica e vigila attentamente sulla sua attuazione.

Art. 27
I Sottosegretari e coloro che svolgono mansioni equiparate, secondo le norme del proprio Regolamento:
a) coadiuvano il Prelato Superiore nel dirigere il personale e nel trattare le questioni del Dicastero, curandone il funzionamento;
b) in caso di assenza o d'impedimento del Prelato Superiore, lo suppliscono secondo il Regolamento proprio del Dicastero;
c) possono essere autorizzati a firmare atti esplicitamente determinati;
d) fungono da attuari nelle Sessioni ordinarie e plenarie;
e) attendono alle particolari attività, che i Superiori affidano loro.

Art. 28
Le funzioni del personale appartenente ai dieci livelli funzionali sono determinate dal Regolamento proprio di ciascun Organismo, in esecuzione del Mansionario generale della Curia Romana, riportato in Appendice (Cfr Appendice III, pp. 692-699), che sarà aggiornato ogni cinque anni.

Art. 29
I dipendenti con denominazione diversa da quella utilizzata nel Mansionario generale della Curia Romana svolgeranno le funzioni stabilite nel Regolamento proprio dell'Organismo di appartenenza e quelle altre loro assegnate dai rispettivi Superiori secondo il livello di appartenenza.


Titolo V
LIVELLI FUNZIONALI

Art. 30
§ 1. Gli Officiali e il personale di cui all'art. 7 §§ 1-2 sono distribuiti in dieci livelli funzionali, ad ognuno dei quali corrisponde la retribuzione stabilita dalle norme promulgate dalla competente Autorità.
§ 2. Ogni livello funzionale comprende diverse mansioni elencate nel Mansionario generale della Curia Romana riportato in Appendice (Cfr Appendice III, pp. 692-699).
§ 3. Quando la tabella organica di un Dicastero assegni ad un posto più mansioni, il livello funzionale di competenza sarà quello corrispondente alla mansione superiore, sempreché quest'ultima abbia carattere di prevalenza.
§ 4. Il numero dei posti previsto per ogni livello funzionale è indicato nelle Tabelle organiche approvate per i singoli Dicasteri.
§ 5. Il personale deve essere disponibile a collaborare temporaneamente, secondo le disposizioni dei Superiori, anche a compiti non attinenti alle proprie funzioni e a supplire i colleghi assenti.
§ 6. Il conferimento temporaneo di funzioni di un livello superiore a quello di appartenenza avviene secondo le seguenti disposizioni:
1) ai dipendenti appartenenti ad un determinato livello possono essere temporaneamente conferite, per oggettive esigenze di servizio, le funzioni del livello superiore;
2) le funzioni superiori attribuite per la vacanza di un posto in organico non possono avere durata superiore a sei mesi;
3) le funzioni superiori attribuite per la sostituzione di dipendenti assenti con diritto alla conservazione del posto non possono superare il periodo massimo di diciotto mesi;
4) durante il periodo di svolgimento delle funzioni superiori, ove protratto per una durata superiore a sei mesi, spetta, dopo il sesto mese, la retribuzione connessa a tali funzioni inclusa l'eventuale indennità di cui al successivo art. 92;
5) il conferimento temporaneo di funzioni superiori è disposto con atto formale dal Capo Dicastero consultata l'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica.
Detto conferimento non crea nessun diritto a promozione al livello superiore.
§ 7. L'assegnazione a mansioni inferiori può essere disposta dal Capo Dicastero solo per oggettive esigenze di servizio e non può avere durata superiore ad un anno continuativo ovvero al periodo di un anno nell'arco di un triennio, mantenendo in ogni caso lo stesso trattamento corrispondente al livello di appartenenza.


Titolo VI
DOVERI DEL PERSONALE

Art. 31
§ 1. Coloro che lavorano nella Curia Romana, in quanto partecipano alla missione universale del Romano Pontefice, prestano un servizio ecclesiale, contrassegnato da carattere pastorale.
§ 2. Essi, insieme a quelli degli altri Organismi della Sede Apostolica, formano una comunità di lavoro che deve distinguersi per lo spirito che la anima.

Art. 32
Il personale ha il dovere di svolgere il proprio lavoro con diligenza, esattezza, senso di responsabilità e spirito di piena collaborazione.

Art. 33
Il personale è tenuto ad una esemplare condotta religiosa e morale, anche nella vita privata e familiare, in conformità alla dottrina della Chiesa.

Art. 34
Il personale è tenuto a comunicare al Capo Dicastero, che provvederà ad informare l'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, le variazioni concernenti la composizione della propria famiglia entro trenta giorni dal loro verificarsi e a mantenere aggiornati i dati di reperibilità, informando tempestivamente circa eventuali cambiamenti della residenza e dell'eventuale domicilio.

Art. 35
§ 1. I sacerdoti e i membri di Istituti di vita consacrata e di Società di vita apostolica sono tenuti ad indossare l'abito ecclesiastico o l'abito del proprio Istituto o Società.
§ 2. Il personale laico è tenuto ad indossare un abito decoroso.

Art. 36
§ 1. Tutti sono obbligati ad osservare rigorosamente il segreto d'ufficio. Non possono, pertanto, dare a chi non ne abbia diritto informazioni relative ad atti o a notizie di cui siano venuti a conoscenza a causa del loro lavoro.
§ 2. Con particolare cura sarà osservato il segreto pontificio, a norma dell'Istruzione Secreta continere del 4 febbraio 1974 (Cfr AAS LXVI (1974), pp. 89-92).

Art. 37
§ 1. Senza previa autorizzazione dell'Autorità competente, nessuno può rilasciare dichiarazioni ed interviste, che riguardino le persone, l'attività e gli orientamenti dei Dicasteri della Curia Romana.
§ 2. Le comunicazioni e le dichiarazioni ufficiali alla stampa devono essere rilasciate solo tramite la Sala Stampa della Santa Sede, a norma dell'art. 131 § 8.

Art. 38
Quanti lavorano nella Curia Romana attendano attivamente, nei limiti dei propri impegni di ufficio, ad altre opere di apostolato, secondo la propria vocazione specifica.

Art. 39
Il personale ha il dovere di tenersi aggiornato a livello dottrinale e tecnico circa il proprio lavoro specifico, stimolato ed assistito dal proprio Dicastero.

Art. 40
È vietato:
a) attendere, durante l'orario di lavoro, ad occupazioni estranee al proprio ufficio o servizio;
b) allontanarsi dal proprio posto di lavoro senza permesso del Superiore competente;
c) ricevere estranei nel proprio ufficio;
d) asportare documenti originali, fotocopie, copie elettroniche o altro materiale d'archivio e di lavoro riguardante l'Ufficio e tenere fuori dall'ufficio note o appunti privati circa le questioni che si trattano nei Dicasteri;
e) usare indebitamente i timbri e la carta intestata d'ufficio;
f) usare materiale, software informatici, strumenti ed attrezzature di proprietà del Dicastero per scopi di natura privata;
g) esercitare professioni, assumere o conservare impieghi o incarichi stabili, anche se privati, sia pure di carattere ecclesiastico, incompatibili con l'impegno d'ufficio o ad esso pregiudizievoli;
h) percepire provvigioni o compensi in occasione dell'esecuzione di atti d'ufficio;
i) perseguire direttamente o indirettamente interessi privati nello svolgimento dell'attività del proprio ufficio;
l) aderire a istituzioni o associazioni i cui scopi non sono compatibili con la dottrina e la disciplina della Chiesa o comunque partecipare alla loro attività;
m) svolgere attività o prendere parte a manifestazioni che non siano confacenti al carattere di dipendente della Santa Sede.


Titolo VII
CESSAZIONE DAL SERVIZIO

Art. 41
§ 1. I Cardinali Capi Dicastero, compiuto il settantacinquesimo anno di età, sono pregati di presentare le dimissioni al Romano Pontefice.
§ 2. Gli altri Capi Dicastero, i Segretari e quanti sono ad essi equiparati, compiuto il settantacinquesimo anno di età, decadono dal loro incarico.
§ 3. 1° I Membri dei vari Organismi della Curia Romana cessano dal loro ufficio, raggiunto l'ottantesimo anno di età.
2° Coloro che sono Membri di detti Organismi in ragione dell'ufficio ricoperto, cessano di essere Membri allorché lasciano quest'ultimo.
§ 4. I Prelati Uditori della Rota Romana, secondo le norme proprie, cessano dal servizio attivo al compimento del settantaquattresimo anno di età.
§ 5. I Sottosegretari ed equiparati sono collocati a riposo al compimento del settantesimo anno di età. La cessazione dal servizio, però, ha effetto soltanto dalla data indicata nel provvedimento adottato dal Cardinale Segretario di Stato, sentito il Capo Dicastero.

Art. 42
Alla morte del Sommo Pontefice la cessazione dagli incarichi è regolata dalla Costituzione apostolica Universi dominici gregis.

Art. 43
§ 1. Gli Officiali sono collocati a riposo al compimento del settantesimo anno di età, se sono chierici o appartenenti agli Istituti di vita consacrata o alle Società di vita apostolica.
§ 2. I laici, appartenenti ai dieci livelli funzionali, sono collocati a riposo al compimento del sessantacinquesimo anno di età.
§ 3. La cessazione dal servizio, però, ha effetto soltanto dal momento in cui è comunicata per iscritto in conformità al successivo art. 44 § 1.

Art. 44
§ 1. Per gli Officiali di 10° livello, i provvedimenti di cessazione dal servizio di cui al precedente art. 43 sono adottati dal Cardinale Segretario di Stato, sentito il Capo Dicastero.
Per il restante personale di cui all'art. 7 i provvedimenti di cessazione dal servizio di cui al precedente art. 43 sono adottati dal Capo Dicastero.
§ 2. A motivo del loro specifico stato ecclesiale, i chierici ed i membri di Istituti di vita consacrata e di Società di vita apostolica dipendenti della Santa Sede, anche se assunti anteriormente al presente Regolamento, possono essere assegnati ad altro servizio in Diocesi o nel loro Istituto o Società di appartenenza, con cessazione del rapporto di servizio alla Sede Apostolica. Tale trasferimento, che non connota alcun giudizio meno favorevole nei confronti degli interessati, avviene su richiesta del Vescovo diocesano o del competente Superiore, accettata dalla Santa Sede, o per disposizione della Sede Apostolica, dopo aver preso contatto con il competente Vescovo o Superiore. Prima di adottare un simile provvedimento, che avrà valore vincolante, si sentirà il parere dell'interessato.
§ 3. Per la cessazione dal servizio per rinuncia all'Ufficio, e per motivi disciplinari, valgono rispettivamente le disposizioni di cui agli artt. 57, 67, 69, e artt. 74, 76, 79, 80.
§ 4. Al dipendente che termina il servizio si applicano le disposizioni previste per il trattamento pensionistico e di liquidazione.


Titolo VIII
ORARIO DI SERVIZIO, FESTIVITÀ E FERIE

Art. 45
§ 1. Per il personale a tempo pieno le ore lavorative settimanali sono trentasei, salvo quanto diversamente disposto dalla Superiore Autorità per determinati servizi. L'orario quotidiano di servizio è fissato dalla Segreteria di Stato d'intesa con l'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica.
§ 2. Per particolari motivi di servizio la Segreteria di Stato può concedere ad un Dicastero di applicare varianti nell'articolazione dell'orario ordinario di lavoro stabilito per la Curia Romana.
§ 3. I Capi Dicastero possono permettere ai singoli una flessibilità di mezz'ora nell'orario di entrata in servizio e, conseguentemente, di uscita.
§ 4. Ogni eventuale riduzione dell'orario di lavoro dei singoli deve essere comunicata all'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica per la relativa diminuzione di stipendio.
Tale riduzione non deve superare le sei ore settimanali e non potrà essere di durata superiore ai sei mesi, salvo che per i membri di Istituti di vita consacrata e Società di vita apostolica come da art. 15 § 1, n. 3.

Art. 46
§ 1. La Segreteria di Stato, d'intesa con l'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, può autorizzare i Dicasteri a costituire rapporti di lavoro a tempo parziale laddove le esigenze di servizio non giustifichino il tempo pieno.
§ 2. Per l'assunzione del personale a tempo parziale si applica la normativa vigente in materia per il personale a tempo pieno.
§ 3. Il dipendente a tempo parziale copre una frazione di posto di organico corrispondente alla durata della prestazione lavorativa che non può essere inferiore al 50% di quella a tempo pieno. In ogni caso, la somma delle frazioni di posto a tempo parziale non può superare il numero complessivo dei posti di organico a tempo pieno.
§ 4. Il rapporto di lavoro a tempo parziale deve risultare da atto scritto e deve contenere l'indicazione della durata della prestazione lavorativa di cui al successivo
§ 5. Il tempo parziale può essere realizzato:
– con articolazione della prestazione di servizio ridotta in tutti i giorni lavorativi (tempo parziale orizzontale);
– con articolazione della prestazione su alcuni giorni della settimana, (tempo parziale verticale), in misura tale da rispettare la media della durata del lavoro settimanale prevista per il tempo parziale.
§ 6. Il personale con rapporto di lavoro a tempo parziale è escluso dalla prestazione di lavoro straordinario.
§ 7. Al personale interessato è consentito, previa motivata autorizzazione del Capo Dicastero, l'esercizio di altre prestazioni di lavoro che non arrechino pregiudizio alle esigenze di servizio e non siano incompatibili con le attività del Dicastero.
§ 8. Il trattamento economico spettante al dipendente con rapporto di lavoro a tempo parziale è stabilito con riferimento a quello del personale di pari livello funzionale a tempo pieno, secondo criteri di proporzionalità, per tutte le voci retributive, riferiti all'orario di servizio prestato, ed è soggetto alle ritenute relative ai previsti trattamenti di assistenza sanitaria, di pensione e di liquidazione.
§ 9. Il personale con un rapporto di lavoro a tempo parziale orizzontale, ha diritto allo stesso numero di giorni di ferie previsti per i dipendenti a tempo pieno; per il personale con rapporto di lavoro a tempo parziale verticale, il numero delle ferie è ridotto proporzionalmente.
§ 10. Al personale assunto a tempo parziale, tenuto conto della ridotta durata della prestazione e delle peculiarità del suo svolgimento, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni degli altri istituti normativi dettate per il rapporto a tempo pieno.

Art. 47
§ 1. L'orario di lavoro deve essere interamente osservato. Per inosservanze occasionali è applicata una ritenuta sulla retribuzione in ragione del tempo sottratto al servizio.
§ 2. Nei confronti del dipendente che, senza giustificato motivo, non osservi ripetutamente l'orario di lavoro, oltre alla ritenuta sulla retribuzione in ragione del tempo sottratto al servizio, si procede in via disciplinare secondo le norme contenute nel presente Regolamento.
§ 3. Nel caso di malattia o di altro impedimento imprevisto il dipendente dovrà osservare quanto disposto al successivo art. 56 § 2 e seguenti.

Art. 48
§ 1. I dipendenti hanno diritto ad un giorno di riposo settimanale, che coincide normalmente con la domenica.
§ 2. Per i dipendenti che, per inderogabili esigenze di servizio, debbano prestare la propria opera la domenica, il riposo settimanale è fissato in un giorno feriale della settimana immediatamente successiva.

Art. 49
Il ricorso alle prestazioni di lavoro straordinario superiore a dieci ore mensili deve essere preventivamente autorizzato dall'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica ed essere limitato ai casi di effettiva necessità.

Art. 50
Oltre alle domeniche e alle altre feste di precetto, saranno anche giorni di vacanza:
1) l'anniversario della elezione del Sommo Pontefice;
2) l'onomastico del Sommo Pontefice;
3) l'anniversario della istituzione dello Stato della città del Vaticano;
4) la memoria liturgica di S. Giuseppe artigiano;
5) i tre ultimi giorni della Settimana santa;
6) il lunedì e il martedì di Pasqua;
7) la vigilia e il giorno successivo alla Assunzione di Maria Santissima;
8) la Commemorazione dei fedeli defunti;
9) la vigilia e i due giorni successivi al Santo Natale;
10) l'ultimo giorno dell'anno.

Art. 51
§ 1. Il personale della Curia Romana ha diritto alle ferie annuali nella misura di ventisei giorni lavorativi, secondo il calendario della Sede Apostolica.
§ 2. Le ferie si calcolano in ragione dell'anno solare. Per frazioni di anno il numero dei giorni di ferie a cui si ha diritto è proporzionale ai mesi di servizio prestato. Per frazioni di mese il numero dei giorni di ferie a cui si ha diritto è proporzionale ai giorni di lavoro svolto.

Art. 52
§ 1. Le ferie, che costituiscono un diritto irrinunciabile e non sono monetizzabili, devono essere godute in uno o due periodi tra il 1° giugno e il 30 settembre, secondo le tabelle che saranno preparate in tempo utile in ogni Dicastero, tenendo conto delle esigenze del lavoro.
§ 2. Al personale che, per motivi di servizio, non ha potuto godere l'intero periodo di ferie entro il periodo di cui al § 1, sarà concesso il residuo periodo di ferie entro il 31 marzo dell'anno successivo. Le ferie annuali non sono cumulabili con quelle non godute nell'anno solare precedente.
§ 3. Al personale chiamato al servizio della Curia Romana da Paesi fuori dell'area geografica italiana è concessa una maggiorazione di tre giorni se rientra nel proprio Paese europeo, e di cinque giorni se ritorna nel proprio Paese extra-europeo.
§ 4. Deroghe alle disposizioni dei §§ 1-3 possono essere concesse per particolari ragioni.
§ 5. La malattia e l'infortunio interrompono il decorso delle ferie ove portino a ricovero ospedaliero.
§ 6. Fermo restando il disposto del § 1, all'atto della cessazione dal servizio, qualora le ferie spettanti a tale data non siano state fruite per documentate esigenze di servizio, si procede al pagamento sostitutivo delle stesse.


Titolo IX
PROVVEDIMENTI PARTICOLARI

Art. 53
Sono provvedimenti particolari:
1) i permessi;
2) il collocamento in aspettativa;
3) la dispensa dal servizio;
4) il collocamento in disponibilità;
5) la rinuncia all'ufficio.


Capo I: Permessi

Art. 54
§ 1. In osservanza delle prescrizioni canoniche (Cfr CIC cann. 276 § 2, 4°; 663 § 5; 719 § 1;739 e CCEO cann. 369 § 2; 427; 473 § 2, 3°; 538 § 2) i chierici e i membri degli Istituti di vita consacrata e delle Società di vita apostolica potranno usufruire ogni anno di sei giorni di calendario solare di permesso retribuito per il normale corso di esercizi spirituali.
§ 2. I dipendenti laici appartenenti ad Associazioni di diritto pontificio e di diritto diocesano, potranno usufruire, ogni anno, a richiesta, fino ad un massimo di sei giorni di calendario solare di permesso retribuito, per il normale corso di esercizi spirituali disposto dallo Statuto approvato.
§ 3. L'assenza dovuta a permesso per esercizi spirituali va comunque sempre concordata ed autorizzata dal Capo Dicastero.

Art. 55
§ 1. I permessi sono concessi per motivi specifici e documentati dal Capo Dicastero che ne da comunicazione all'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica.
§ 2. Il permesso retribuito compete di diritto nelle seguenti occasioni:
1) per decesso di consanguinei ed affini in primo e secondo grado secondo il computo canonico, un periodo di cinque giorni di calendario solare, oltre alla durata dell'eventuale viaggio;
2) per sostenere esami connessi con il lavoro svolto per la Sede Apostolica, i giorni strettamente necessari;
3) per i laici, in occasione del matrimonio, quindici giorni di calendario solare e, in occasione della nascita dei figli, un giorno.
§ 3. Possono essere concessi permessi retribuiti nelle seguenti occasioni:
1) in occasione di grave malattia, con pericolo di vita, di consanguinei ed affini in primo e secondo grado secondo il computo canonico, un periodo di cinque giorni di calendario solare, prorogabile a prudente giudizio del Capo Dicastero;
2) per le donazioni di sangue, il tempo necessario.
§ 4. Per altri motivi possono essere concessi, compatibilmente con le esigenze di servizio, dei permessi non retribuiti, a condizione che i periodi di permesso non superino complessivamente sei giorni lavorativi nel corso dell'anno solare.

Art. 56
§ 1. Il dipendente non in prova ha diritto a permessi retribuiti, entro il limite massimo di complessivi quaranta giorni di calendario solare nell'arco di ogni anno, per cure o per malattie di breve durata. Al raggiungimento del limite massimo il dipendente, non in prova, è collocato d'ufficio in aspettativa secondo quanto stabilito all'art. 59 del presente Regolamento.
§ 2. Nel caso di malattia o di altro impedimento imprevisto, il dipendente è tenuto ad informare, nel primo giorno di assenza entro la prima ora del suo orario di servizio, il proprio Superiore diretto, a comunicare il luogo della propria dimora se diverso da quello abituale e ad adempiere gli obblighi previsti nei successivi paragrafi.
§ 3. In qualsiasi momento può essere disposto il controllo medico-fiscale tramite la Direzione dei Servizi Sanitari dello Stato della città del Vaticano. A tal fine il dipendente in malattia deve rendersi reperibile alla propria dimora oppure al diverso luogo da egli stesso indicato e deve altresì comunicare eventuali assenze dalla propria abitazione, autorizzate dal medico curante.
§ 4. Se la malattia si protrae oltre il secondo giorno, il dipendente deve ottenere entro il terzo giorno il certificato medico che va trasmesso al Superiore diretto, entro quarantotto ore dal suo rilascio. Nel certificato deve essere specificata la presumibile durata dell'infermità.
§ 5. Durante l'assenza per malattia di cui ai paragrafi precedenti il dipendente ha diritto all'intera retribuzione. Qualora tuttavia si dimostrino insussistenti o insufficienti i motivi addotti per giustificare l'assenza, ovvero il dipendente contravvenga all'obbligo di reperibilità di cui al § 3, questa è ritenuta arbitraria, e il dipendente, oltre a perdere la retribuzione, è passibile di sanzioni disciplinari.
§ 6. Il permesso per il tempo strettamente necessario concesso per sottoporsi a prestazioni mediche, sia diagnostiche che terapeutiche, che non siano comprese nel periodo di prognosi per malattia e non siano eseguibili fuori dell'orario di servizio, non verrà computato nei giorni previsti al § 1 del presente articolo.
§ 7. Nel caso di infermità derivante da infortunio non sul lavoro, causata da eventuali responsabilità di terzi, il dipendente è tenuto in ogni caso a darne comunicazione all'Amministrazione la quale ha diritto di recuperare dal terzo responsabile le retribuzioni da essa corrisposte durante il periodo di assenza ai sensi delle norme del presente Regolamento, compresi gli oneri riflessi inerenti.
§ 8. I periodi di malattia superiori ai dieci giorni di calendario solare, tra i quali non intercorra un periodo di almeno trenta giorni, si computano agli effetti di cui al § 1 del presente articolo ed agli effetti del collocamento in aspettativa di cui all'art. 59 § 3 del presente Regolamento.


Capo II: Autorità competente per l'applicazione dei provvedimenti che seguono

Art. 57
Il collocamento in aspettativa, la dispensa dal servizio, il collocamento in disponibilità, la rinuncia volontaria o dichiarata d'ufficio di cui agli artt. 58, 64, 66, 67, 69, sono applicati dal Capo Dicastero.


Capo III: Collocamento in aspettativa

Art. 58
Il collocamento in aspettativa può essere disposto per infermità, per maternità, per motivi personali o di famiglia e per servizio militare. Tale provvedimento deve essere tempestivamente comunicato all'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica.

Art. 59
§ 1. Si dispone l'aspettativa per infermità, a domanda o d'ufficio, quando sia accertata, in base al giudizio della Direzione dei Servizi Sanitari dello Stato della città del Vaticano, l'esistenza di una malattia che impedisca temporaneamente la regolare prestazione del servizio.
§ 2. Agli eventuali accertamenti sanitari può assistere un medico di fiducia dell'interessato, se questi ne fa richiesta e ne assume le spese.
§ 3. Si dispone il collocamento in aspettativa per infermità quando la prognosi della malattia è superiore a quaranta giorni e quando di fatto la malattia si prolunga oltre i quaranta giorni di calendario solare.
§ 4. L'aspettativa per infermità ha termine col cessare della causa per la quale fu disposta. Essa non può protrarsi per più di dodici mesi.
§ 5. Durante l'aspettativa per infermità si ha diritto all'intera retribuzione, con esclusione dei compensi connessi con la presenza in servizio o con l'espletamento di specifiche funzioni.
§ 6. Il tempo trascorso in aspettativa per infermità è computato a tutti gli effetti connessi con l'anzianità di servizio.
§ 7. Qualora l'infermità che è motivo dell'aspettativa sia riconosciuta dipendente da causa di servizio si applica la normativa prevista all'art. 60.
§ 8. Due periodi di aspettativa per infermità si sommano, ai soli effetti del limite massimo previsto dal § 4, quando tra essi non intercorra un periodo di servizio superiore a tre mesi.
§ 9. La durata complessiva dell'aspettativa e comunque delle assenze per infermità non può superare, in ogni caso, i ventiquattro mesi in un quinquennio, che decorre dalla data di inizio della prima aspettativa.
§ 10. I giorni relativi all'aspettativa per infermità si computano secondo il calendario solare. La scadenza dell'aspettativa decorre dalla data dell'attestazione medica.

Art. 60
Nei casi di infortunio o malattia per fatti di servizio si procede secondo le vigenti « Norme per la disciplina delle prestazioni che competono al personale che ha subìto lesione fisica o psichica da infortunio o contratto malattia per fatti di servizio ».

Art. 61
§ 1. Il collocamento in aspettativa per maternità è disposto in base ad apposita certificazione medica, confermata dalla Direzione dei Servizi Sanitari dello Stato della città del Vaticano.
§ 2. L'aspettativa ha inizio tre mesi prima della presunta data del parto e continua per tre mesi dopo il parto.
§ 3. Su domanda dell'interessata e previo parere della Direzione dei Servizi Sanitari dello Stato della città del Vaticano, l'aspettativa per maternità può iniziare anche due mesi prima della presunta data del parto e continuare per quattro mesi dopo il parto.
§ 4. Dopo il parto, l'interessata dovrà inviare all'Ufficio di appartenenza íl certificato di nascita per il conteggio del successivo periodo di aspettativa.
§ 5. Durante il periodo di aspettativa per maternità è corrisposta l'intera retribuzione, con esclusione dei compensi connessi con la presenza in servizio o con l'espletamento di specifiche funzioni.
§ 6. Il tempo trascorso in aspettativa per maternità è computato a tutti gli effetti connessi con l'anzianità di servizio.
§ 7. Per tutto il periodo dell'allattamento diretto o misto, da documentare con certificazione medica, viene concessa una riduzione d'orario di due ore giornaliere fino al compimento di un anno di età del bambino. L'orario di servizio ridotto dovrà essere comunque articolato in modo continuativo.
§ 8. Il collocamento in aspettativa oltre il periodo fissato nei precedenti paragrafi può essere prorogato non oltre il compimento del primo anno di età del bambino, con retribuzione mensile ridotta complessivamente del 50%. Tale periodo è computato agli effetti dell'anzianità di servizio e dell'eventuale trattamento di quiescenza, previo versamento delle relative ritenute calcolate sull'intera retribuzione tempo per tempo spettante alla dipendente durante tali periodi.
§ 9. Integrano le disposizioni dei precedenti commi le Norme del Titolo II - Agevolazioni a tutela della maternità e del Titolo III - Agevolazioni in favore di dipendenti con familiari disabili delle vigenti « Provvidenze a favore della Famiglia ».

Art. 62
§ 1. L'aspettativa per motivi personali o di famiglia può essere disposta, su domanda scritta del dipendente non in prova, per gravi ragioni debitamente accertate.
§ 2. L'Autorità competente decide entro trenta giorni dalla presentazione della domanda ed ha facoltà, per ragioni da enunciare nel provvedimento, di respingerla, di ritardarne l'accoglimento e di ridurre la durata dell'aspettativa richiesta.
§ 3. L'aspettativa per motivi personali o di famiglia non può durare oltre sei mesi continui o interrotti nel corso del primo decennio di servizio, né oltre un anno continuo o interrotto nel corso del periodo successivo; inoltre, può essere sospesa o revocata per causa di servizio, con congruo preavviso.
§ 4. Durante l'aspettativa per motivi personali o di famiglia non viene corrisposta la retribuzione e rimane sospeso il decorso dell'anzianità a tutti gli effetti. Il tempo trascorso in aspettativa non viene computato per il conteggio delle ferie.

Art. 63
Il trattamento del personale richiamato in servizio militare è disciplinato da disposizioni speciali.


Capo IV: Dispensa dal servizio

Art. 64
§ 1. Il provvedimento di dispensa dal servizio è disposto quando:
a) il dipendente, scaduto il periodo massimo previsto dall'art. 59 §§ 4 e 9 per l'aspettativa per infermità, non risulti idoneo a riprendere la propria attività;
b) il dipendente è divenuto permanentemente inabile al servizio per infortunio o malattia, non dipendenti da causa di servizio, senza che sia necessario il previo collocamento in aspettativa.
§ 2. L'inidoneità per infermità è accertata, mediante visita medica collegiale, da una Commissione composta dal Direttore dei Servizi Sanitari dello Stato della città del Vaticano e da due medici, uno dei quali può essere scelto dallo stesso Direttore fuori del corpo sanitario della città del Vaticano.
§ 3. Per gli accertamenti di cui alle lettere a) e b) del § 1, l'interessato può farsi assistere da un sanitario di sua fiducia, se ne fa richiesta e ne assume le spese.
§ 4. In caso di dispensa dal servizio l'interessato è ammesso ai trattamenti di pensione e di liquidazione a cui abbia diritto.

Art. 65
§ 1. Nei casi di infortunio o malattia per fatti di servizio, al termine dell'aspettativa per infermità di cui all'art. 7 delle vigenti « Norme per la disciplina delle prestazioni che competono al personale che ha subìto lesione fisica o psichica da infortunio o contratto malattia per fatti di servizio », chi non risulta idoneo a riprendere la propria attività è dispensato dal servizio dall'Autorità competente ove non sia possibile adibirlo ad altri compiti.
§ 2. La non idoneità a riprendere servizio è accertata dal Collegio medico di cui all'art. 5 delle Norme citate al § 1 e secondo le modalità del medesimo articolo.


Capo V: Collocamento in disponibilità

Art. 66
§ 1. Il collocamento in disponibilità può essere disposto, previo il nulla osta della Segreteria di Stato, per soppressione dell'Ufficio o per riduzione dei posti nelle Tabelle organiche, qualora l'interessato non possa essere destinato presso altri Uffici.
§ 2. Durante il periodo della disponibilità è corrisposta l'intera retribuzione con esclusione dei compensi connessi con la presenza in servizio o con l'espletamento di specifiche funzioni. Il tempo trascorso in disponibilità è computato agli effetti connessi con l'anzianità di servizio.
§ 3. Il collocamento in disponibilità è comunicato per iscritto all'interessato con l'indicazione della causa, della decorrenza e della durata del provvedimento.
§ 4. Chi, collocato in disponibilità e richiamato in servizio, non lo riassume nel termine prefissatogli, decade dall'impiego e viene dichiarato rinunciante ai sensi dell'art. 69 § 1, n. 2).
§ 5. Chi è collocato in disponibilità e richiamato in servizio, anche con mansioni di livello inferiore, mantiene di diritto il livello retributivo precedentemente goduto.
§ 6. La durata del collocamento in disponibilità non può superare un anno, trascorso il quale, quando non vi siano posti idonei ai quali l'interessato possa essere destinato, il rapporto di lavoro è risolto. In tal caso, l'interessato è ammesso ai trattamenti di pensione e di liquidazione a cui abbia diritto.


Capo VI: Rinuncia all'ufficio

Art. 67
Il dipendente che intende rinunciare all'ufficio deve farne dichiarazione scritta al Capo Dicastero. La rinuncia non ha effetto se non dopo l'accettazione, che è comunicata per iscritto all'interessato. L'accettazione della rinuncia può essere ritardata o rifiutata sia per esigenze di servizio, sia perché è in corso un procedimento disciplinare a carico dell'interessato. Questo deve essere in ogni caso tempestivamente informato.

Art. 68
Il rinunciante è tenuto a proseguire nell'adempimento dei suoi doveri d'ufficio fino a quando non gli sia comunicata l'accettazione della rinuncia.

Art. 69
§ 1. È considerato rinunciante ed è dichiarato tale d'ufficio chi senza giustificato motivo:
1) non assuma servizio alla data fissata nella lettera di assunzione di cui all'art. 19 § 2;
2) non riassuma servizio nel termine prefissatogli dopo essere stato richiamato in servizio secondo quanto disposto all'art. 66 § 4 del presente Regolamento;
3) non intenda, se italiano, fruire della esenzione dal servizio militare o da altre prestazioni di carattere personale verso lo Stato Italiano, di cui all'art. 10 del Trattato fra la Santa Sede e l'Italia e del Protocollo esecutivo del 6 settembre 1932;
4) risulti arbitrariamente assente dall'ufficio per cinque giorni consecutivi e non riprenda servizio entro il termine di cinque giorni dal ricevimento dell'ingiunzione di presentarsi, che il Superiore gli deve comunicare per iscritto.
§ 2. La rinuncia dichiarata d'ufficio va comunicata alla Commissione Disciplinare della Curia Romana per le valutazioni di sua competenza ai sensi dell'art. 29 del Regolamento Pensioni vigente.


Titolo X
NORME DISCIPLINARI

Art. 70
Le sanzioni disciplinari sono:
1) l'ammonizione orale, l'ammonizione scritta e l'ammenda pecuniaria;
2) la sospensione dall'ufficio;
3) l'esonero dall'ufficio;
4) il licenziamento dall'ufficio;
5) la destituzione di diritto.


Capo I: Ammonizione orale, ammonizione scritta e ammenda pecuniaria

Art. 71
§ 1. L'ammonizione orale, l'ammonizione scritta e l'ammenda pecuniaria, non superiore alla retribuzione di due giornate lavorative, sono inflitte secondo la gravità dell'infrazione e la eventuale recidività:
a) per indisciplina o per negligenza nel servizio;
b) per contegno non confacente;
c) per inosservanze ingiustificate dell'orario e per violazione delle procedure di accertamento dell'orario di lavoro;
d) per infrazioni ai divieti, di cui all'art. 40, lettere da a) ad f).
§ 2. L'ammonizione orale deve essere annotata nel fascicolo personale presso il Dicastero; l'ammonizione scritta e l'ammenda pecuniaria devono essere conservate nel fascicolo personale presso il Dicastero e presso l'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica.


Capo II: Sospensione dall'ufficio

Art. 72
La sospensione dall'ufficio si applica:
1) per la ricaduta nelle mancanze punite con l'ammonizione scritta e con l'ammenda pecuniaria, dopo che queste siano state applicate due volte nel periodo di un anno;
2) per infrazione ai divieti, di cui all'art. 40, lettere da g) ad m);
3) per gravi atti, non pubblici, di insubordinazione;
4) per grave pregiudizio arrecato al Dicastero;
5) per violazione del segreto d'ufficio;
6) per colpevole indebitamento o per altra irregolarità nei rapporti privati, che rechi pregiudizio al decoro del Dicastero.

Art. 73
§ 1. La sospensione importa l'allontanamento temporaneo dall'ufficio, a giudizio della Commissione Disciplinare della Curia Romana, con eventuale privazione della retribuzione, al netto delle ritenute previdenziali ed assistenziali, escluso l'assegno al nucleo familiare.
§ 2. La durata della sospensione è commisurata alla gravità delle mancanze commesse e comunque non potrà essere superiore ai quindici giorni.


Capo III: Esonero dall'ufficio

Art. 74
§ 1. L'esonero dall'ufficio si applica al dipendente che abbia commesso infrazioni che facciano ritenere la sua permanenza in servizio incompatibile con la dignità dell'impiego nella Santa Sede, a giudizio della Commissione Disciplinare della Curia Romana, di cui all'art. 82, e purché sia data al presunto colpevole facoltà di difesa.
§ 2. L'esonero si applica altresì per persistente insufficiente rendimento conseguente a negligenza nell'espletamento delle mansioni lavorative e previa applicazione della sospensione dall'ufficio a motivo di ricaduta nella fattispecie di cui all'art. 71 § 1, lett. a).

Art. 75
All'esonero dall'ufficio non si applica l'art. 29 del Regolamento Pensioni vigente.


Capo IV: Licenziamento dall'ufficio

Art. 76
§ 1. Il licenziamento dall'ufficio si applica:
1) per gravi e pubblici atti di indisciplina e di insubordinazione;
2) per gravi mancanze ai doveri del proprio stato o del proprio ufficio;
3) per violazione del segreto pontificio, di cui all'art. 36 § 2;
4) per elementi risultanti dagli atti di procedimento giudiziario o disciplinare che facciano ritenere la permanenza in servizio del dipendente incompatibile con la dignità dell'impiego nella Santa Sede.
§ 2. La Commissione, di cui all'art. 82, esaminerà questi casi; al presunto colpevole è data la possibilità di difendersi.
§ 3. Possono essere sottoposti all'esame della predetta Commissione anche casi di recidività in infrazioni già punite con la sospensione dall'ufficio, in base agli artt. 72, 73 e casi non contemplati in questo articolo e di particolare gravità.

Art. 77
La Commissione, di cui all'art. 82, qualora decreti il licenziamento dall'ufficio, ne stabilisce anche gli effetti, tenuto conto dell'art. 29 del Regolamento Pensioni vigente.

Art. 78
Il licenziato non può essere riassunto in altro Dicastero o Ufficio dipendente dalla Santa Sede.


Capo V: Destituzione di diritto

Art. 79
§ 1. Si incorre nella destituzione di diritto per condanna passata in giudicato concernente delitto doloso, commesso anche precedentemente all'assunzione in servizio, pronunciata dalla competente Autorità dello Stato della città del Vaticano o da quella di altro Stato, che faccia ritenere la permanenza in servizio del dipendente incompatibile con la dignità dell'impiego nella Santa Sede. In questi casi non si richiede accertamento e valutazione dei fatti.
§ 2. La destituzione di diritto va comunicata alla Commissione Disciplinare della Curia Romana per le valutazioni di sua competenza ai sensi dell'art. 29 del Regolamento Pensioni vigente.
§ 3. Il destituito di diritto non può essere riassunto in altro Dicastero o Ufficio dipendente dalla Santa Sede.


Capo VI: Procedura per l'applicazione delle sanzioni disciplinari

Art. 80
§ 1. La sospensione, l'esonero e il licenziamento dall'ufficio, di cui agli artt. 72, 74, 76, sono applicati dal Capo Dicastero, previo nulla osta della Segreteria di Stato, in conformità con le decisioni della Commissione Disciplinare della Curia Romana ai sensi degli artt. 74, 76, 77.
§ 2. La dichiarazione della destituzione di diritto di cui all'art. 79 nonché la sospensione cautelare di cui all'art. 84 e all'art. 85 sono applicate dal Capo Dicastero.
§ 3. L'ammonizione orale e scritta e l'ammenda pecuniaria di cui all'art. 71 possono essere applicate dai Prelati Superiori indicati al precedente art. 3.

Art. 81
§ 1. Il responsabile immediato dell'Ufficio o il Superiore, qualora vengano a conoscenza di fatti passibili di sanzioni disciplinari, devono compiere gli accertamenti del caso rimettendo la documentazione relativa al Prelato Superiore che, se il caso rientra nelle sue competenze ai sensi dell'art. 80 § 3, sentito il dipendente e valutate le sue giustificazioni, procede, ove ne ravvisi gli estremi, ad applicare la sanzione.
§ 2. Se i fatti commessi comportano invece sanzioni superiori all'ammenda pecuniaria, la documentazione deve essere trasmessa per competenza al Capo Dicastero che provvede, ove occorra, a far completare le indagini, contestando al più presto possibile, per iscritto, gli addebiti al dipendente e assegnandogli un termine di dieci giorni per presentare le sue giustificazioni.
§ 3. Qualora il Capo Dicastero ritenga che debbano essere applicati la sospensione o l'esonero o il licenziamento, trasmette gli atti alla Commissione Disciplinare della Curia Romana informandone l'interessato.

Art. 82
Per la determinazione delle sanzioni disciplinari di cui agli artt. 72, 74 e 76 agirà la Commissione Disciplinare della Curia Romana, in base al proprio Regolamento.

Art. 83
La sospensione, l'esonero ed il licenziamento dall'ufficio sono comunicati per iscritto all'interessato dal Capo Dicastero ai sensi dell'art. 13 del Regolamento della Commissione Disciplinare della Curia Romana del 5 gennaio 1994(***). Il rifiuto di accettazione di tale comunicazione equivale alla ricezione di essa. Di questi atti, compreso il rifiuto di accettazione, deve essere redatto un verbale.


Capo VII: Sospensione cautelare

Art. 84
§ 1. Per il dipendente nei cui confronti sia stata iniziata un'azione penale nello Stato della città del Vaticano o in altro Stato, può essere disposta la sospensione cautelare da parte del Capo Dicastero.
§ 2. Uguale misura può essere adottata dal Capo Dicastero, per gravi motivi, nei confronti del dipendente anche prima che sia iniziato o esaurito il procedimento disciplinare a suo carico.
§ 3. Il dipendente sospeso in via cautelare dal servizio percepisce l'intera retribuzione con esclusione dei compensi connessi con la presenza in servizio o con l'espletamento di specifiche funzioni.
§ 4. Il provvedimento della sospensione cautelare è revocato con il venir meno dei motivi che l'hanno richiesto.

Art. 85
§ 1. È immediatamente sospeso dal servizio, dal Capo Dicastero, il dipendente nei cui confronti siano state disposte misure restrittive della libertà personale dalla competente Autorità giudiziaria dello Stato della città del Vaticano o di altri Stati o, comunque, per motivi o fatti di particolare gravità comportanti il licenziamento dall'ufficio.
§ 2. Nei casi di cui al § 1 al dipendente sospeso cautelarmente dal servizio può essere concesso, d'intesa con l'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, un assegno alimentare non superiore alla metà dello stipendio, oltre l'eventuale assegno per il nucleo familiare.
§ 3. Il provvedimento di cui al § 1 a motivo di fatti e circostanze accertati può essere revocato dall'Autorità che lo ha emesso.
§ 4. Nei casi di cui al § 1, quando il procedimento si concluda con sentenza o decisione di proscioglimento rispettivamente della competente Autorità giudiziaria e della Commissione Disciplinare, la sospensione è revocata e il dipendente ha diritto agli emolumenti non percepiti salva deduzione dell'assegno alimentare già corrisposto.
§ 5. In ogni caso resta salva la facoltà del Capo Dicastero di sottoporre il dipendente a procedimento disciplinare in relazione a quanto sia emerso in sede penale.


Titolo XI
TRATTAMENTO ECONOMICO

Art. 86
§ 1. La retribuzione mensile del personale è costituita dai seguenti elementi:
a) stipendio base;
b) aggiunta speciale di indicizzazione (ASI);
c) scatti biennali di anzianità;
d) compenso per prestazioni di lavoro festivo, notturno e straordinario prestato dal personale laico; e) indennità di cui all'art. 92.
§ 2. Per determinare la quota giornaliera della retribuzione si divide per venticinque la somma risultante da stipendio base, scatti biennali, aggiunta speciale di indicizzazione e dall'eventuale indennità di cui all'art. 92; per determinare quella oraria si divide per centocinquanta. Nel caso le ore settimanali, ai sensi del precedente art. 45 § 1, siano diverse da trentasei, la quota oraria si determina dividendo la retribuzione mensile per il risultato ottenuto moltiplicando 1/6 dell'orario settimanale di lavoro per venticinque.

Art. 87
§ 1. Nella seconda decade del mese di dicembre di ogni anno è corrisposta una tredicesima mensilità, consistente nello stipendio base, negli scatti di anzianità, nell'aggiunta speciale di indicizzazione e nelle indennità di cui all'art. 92, ove previste nelle rispettive normative.
§ 2. La tredicesima mensilità è corrisposta per intero in caso di servizio continuativo e per tutto l'anno.
Per un periodo inferiore all'anno è dovuta in ragione di un dodicesimo per ogni mese di servizio prestato. Le frazioni di mese saranno considerate proporzionalmente.
§ 3. Per i periodi trascorsi in posizione di impiego che comporti la riduzione, la sospensione o la privazione dello stipendio, la tredicesima mensilità è ridotta nella stessa proporzione.

Art. 88
Lo stipendio base mensile è fissato in ciascun livello funzionale da apposite disposizioni della competente Autorità.

Art. 89
L'aggiunta speciale di indicizzazione, ASI, viene periodicamente determinata con apposito provvedimento della competente Autorità.

Art. 90
§ 1. Gli scatti di anzianità sono costituiti da aumenti biennali dello stipendio previsti in ciascun livello retributivo.
§ 2. Gli scatti di anzianità, fissati complessivamente nel numero di venti, sono assegnati ogni due anni di servizio effettivamente prestato.
§ 3. L'importo degli scatti di anzianità è fissato con apposito provvedimento della competente Autorità.

Art. 91
I compensi per lavoro festivo e notturno e i compensi per lavoro straordinario sono regolati da apposita normativa vigente per tutto il personale della Santa Sede.

Art. 92
Normative specifiche regolano l'indennità fissa per responsabilità dirigenziale, l'indennità fissa di funzione per i Capo-Ufficio/Capo-Servizio laici e le eventuali altre indennità equivalenti.

Art. 93
§ 1. Lo stipendio base, l'aggiunta speciale di indicizzazione, i bienni di anzianità e le indennità di cui al precedente art. 92, sono corrisposti posticipatamente: precisamente il giorno ventisette di ogni mese, ovvero il giorno feriale immediatamente precedente qualora tale data cada di giorno festivo o di chiusura delle banche.
§ 2. I compensi per lavoro festivo, notturno e straordinario sono corrisposti con le competenze del mese successivo a quello al quale si riferiscono.
§ 3. Gli elementi retributivi sono soggetti alle ritenute a carico dei dipendenti in conformità alle rispettive normative.


Titolo XII
ALTRE PROVVIDENZE

Art. 94
Provvedimenti di carattere generale, in favore di tutto il personale della Santa Sede, regolano le modalità di concessione di specifiche provvidenze relative a:
a) assegno per il nucleo familiare ed altre provvidenze a sostegno della famiglia;
b) mutui e piccoli prestiti rimborsabili per mezzo di trattenute sullo stipendio;
c) anticipazioni sulla liquidazione.


Titolo XIII
RICORSI

Art. 95
§ 1. Con esclusione delle materie di competenza dell'Autorità giudiziaria e della Commissione Disciplinare della Curia Romana, le controversie, relative a provvedimenti amministrativi dei Dicasteri e degli Organismi di cui all'art. 1, sia individuali che plurime o collettive, per violazione della specifica normativa applicabile al rapporto di lavoro, troveranno soluzione attraverso il ricorso all'Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica in base agli artt. 10, 11 e 12 del suo Statuto e delle relative Norme di attuazione.
§ 2. Si considera provvedimento amministrativo anche il silenzio-rigetto del Dicastero, o dell'Organismo di cui all'art. 1, quando lo stesso non adotti alcuna decisione entro novanta giorni dal ricevimento della domanda dell'interessato.
§ 3. Chiunque ritenga che un suo diritto soggettivo in materia di lavoro sia leso da un provvedimento amministrativo, salvo che lo stesso emani dal Santo Padre o da Lui sia stato specificamente approvato, può proporre istanza in conformità al precedente § 1 entro trenta giorni dalla notifica o comunicazione, ovvero, in sua mancanza, dall'effettiva conoscenza del provvedimento o dalla scadenza del termine di cui al § 2.
§ 4. L'interessato ha diritto di ricorso, secondo le norme canoniche, avverso i provvedimenti disciplinari di sospensione, esonero e licenziamento di cui agli artt. 72, 74 e 76 e nel caso di carenza di competenza degli Organismi di cui al precedente § 1.


Titolo XIV
ALTRE DISPOSIZIONI

Art. 96
Con provvedimenti emanati dalla Segreteria di Stato possono essere stabilite le modalità di attuazione di cui agli articoli precedenti.

Art. 97
Con decorrenza dal 1° luglio 1999 sono abrogate tutte le disposizioni dei Regolamenti di cui al precedente art. 1 § 2, non compatibili con le Norme degli articoli precedenti ferme restando ad personam le posizioni acquisite dai dipendenti ai sensi dei Mansionari dei rispettivi Dicasteri, regolarmente approvati.



PARTE SECONDA
NORME GENERALI DI PROCEDURA


Titolo I
RIUNIONI DI CARDINALI


Capo I: Concistori

Art. 98
§ 1. Al ministero del Sommo Pontefice prestano aiuto, anche per quanto riguarda l'attività della Curia Romana, i Cardinali nei Concistori ordinari e straordinari, nei quali sono adunati per disposizione del Sommo Pontefice.
§ 2. Tali Concistori si svolgono secondo quanto prescritto dalla legge propria.


Capo II: Riunioni dei Capi Dicastero

Art. 99
§ 1. Per mandato del Sommo Pontefice, il Cardinale Segretario di Stato convoca alcune volte all'anno i Capi Dicastero per esaminare le questioni di maggiore importanza, per coordinare i lavori, per formulare proposte e per scambi di informazioni.
§ 2. La procedura da seguire è regolata con norme proprie.


Capo III: Riunioni del Consiglio dei Cardinali per lo studio dei problemi organizzativi ed economici della Santa Sede

Art. 100
§ 1. Per trattare i problemi organizzativi ed economici della Santa Sede e degli Organismi collegati e per suggerire le opportune soluzioni di tali problemi è convocato ordinariamente due volte all'anno l'apposito Consiglio di Cardinali, di cui all'art. 24 della Cost. ap. Pastor bonus. Le riunioni sono convocate e presiedute dal Cardinale Segretario di Stato in collaborazione con il Presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede.
§ 2. Il Consiglio può avvalersi della consulenza di esperti.
§ 3. Il Consiglio viene informato anche circa l'attività dell'Istituto per le Opere di Religione, di cui all'art. 25 della Cost. ap. Pastor bonus.


Titolo II
RIUNIONI INTERDICASTERIALI

Art. 101
Il Cardinale Segretario di Stato, quando lo ritiene opportuno e previo assenso del Sommo Pontefice, convoca i Capi di alcuni Dicasteri per esaminare questioni di comune interesse.

Art. 102
Anche i Superiori di due o più Dicasteri potranno trattare questioni di comune interesse in riunioni interdicasteriali a norma dell'art. 21 della Cost. ap. Pastor bonus.


Capo I: Sessioni plenarie o ordinarie di più Dicasteri

Art. 103
§ 1. La Sessione plenaria o ordinaria dei Membri di due o più Dicasteri può essere promossa, previa approvazione del Sommo Pontefice, dal Capo di ciascun Dicastero interessato a trattare una questione con altri Dicasteri.
§ 2. La convocazione avviene d'intesa tra i Capi Dicastero e le riunioni sono presiedute a turno da essi, incominciando da chi ha preso l'iniziativa.
§ 3. Vi partecipano anche i Segretari dei rispettivi Dicasteri, con diritto di voto.
§ 4. Vi assistono anche i Sottosegretari dei Dicasteri interessati. Funge da attuario, curando la redazione del verbale, il Sottosegretario del Dicastero che ha preso l'iniziativa, con la collaborazione degli altri Sottosegretari.

Art. 104
§ 1. La data della riunione viene fissata d'intesa con la Segreteria di Stato.
§ 2. Con congruo anticipo sarà scelto, d'intesa tra i Capi Dicastero interessati, il Relatore e verrà distribuita la documentazione da parte del Dicastero che ha preso l'iniziativa.
§ 3. Nella discussione, diretta dal Presidente, dopo il Relatore interverranno gli altri Membri secondo l'ordine di precedenza o altro ordine concordato.

Art. 105
§ 1. Le proposte emerse vengono sottoposte, secondo i casi, a votazione e l'esito viene presentato al Sommo Pontefice congiuntamente dai Capi Dicastero interessati.
§ 2. Al termine delle riunioni i Sottosegretari avranno cura che siano ritirati tutti i fascicoli riservati.
§ 3. Le risoluzioni e le relative decisioni del Sommo Pontefice saranno notificate ai Dicasteri interessati.


Capo II: Altre riunioni interdicasteriali

Art. 106
§ 1. In caso di riunioni interdicasteriali a livello di Capi Dicastero si applica, « servatis servandis », la procedura di cui agli artt. 103-105.
§ 2. In esse funge da attuario, a seconda dei casi, il Sottosegretario o un Officiale del Dicastero che le ha convocate.

Art. 107
§ 1. Le stesse norme valgono, « servatis servandis », anche per le riunioni interdicasteriali a livello di Segretari. In questo caso, le proposte emerse vengono sottoposte ai rispettivi Capi Dicastero che decideranno il da farsi, a seconda dell'entità delle questioni trattate.
§ 2. Per un primo esame delle questioni e uno scambio di informazioni, analoghe riunioni, per disposizione dei Superiori, possono aver luogo a livello di Sottosegretari o di Officiali.

Art. 108
Sarà cura del Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato riunire i Segretari dei vari Dicasteri, per studiare e proporre misure atte ad assicurare una sempre miglior intesa e coordinazione del lavoro della Curia Romana.


Capo III: Riunioni delle Commissioni interdicasteriali

Art. 109
Le riunioni delle Commissioni interdicasteriali permanenti, costituite per trattare le questioni che richiedono una reciproca e frequente consultazione (Cost. ap. Pastor bonus, art. 21 § 2), sono convocate e dirette dal Presidente, nominato dal Sommo Pontefice.

Art. 110
D'intesa tra i Dicasteri interessati e con l'approvazione del Sommo Pontefice potranno essere costituite Commissioni interdicasteriali per la trattazione di singole questioni riguardanti specifiche materie miste (Cfr Cost. ap. Pastor bonus, art. 21 § 1. § 2).

Art. 111
A queste Commissioni si applicano le norme stabilite per le riunioni interdicasteriali, a meno che nell'atto costitutivo di esse non sia disposto altrimenti.


Titolo III
SESSIONE PLENARIA E ORDINARIA DEI DICASTERI

Art. 112
§ 1. Alla Sessione plenaria dei singoli Dicasteri sono convocati tutti i Membri. Essa è tenuta secondo le necessità, in data da concordare con la Segreteria di Stato.
§ 2. Alle Sessioni ordinarie sono convocati i Membri residenti a Roma e possono prendervi parte anche gli altri Membri.

Art. 113
§ 1. Nella Sessione plenaria, dopo che ne è stato informato il Sommo Pontefice, sono trattate le questioni di maggiore importanza, che abbiano natura di principio generale, o altre che il Capo Dicastero ritenga necessario.
§ 2. Ciascun Dicastero determina gli argomenti da sottoporre alle sessioni ordinarie.

Art. 114
La documentazione relativa agli argomenti da sottoporre alle Sessioni plenarie e ordinarie, debitamente preparata, sarà spedita in tempo utile ai Membri convocati.

Art. 115
§ 1. Nella Sessione plenaria e ordinaria, cui presiede il Capo Dicastero, ha per primo la parola il Relatore; dopo di lui parleranno gli altri Membri secondo l'ordine di precedenza loro proprio o altro ordine concordato.
§ 2. Le proposte emerse vengono sottoposte, secondo i casi, a votazione e quindi presentate per la decisione al Sommo Pontefice.

Art. 116
Quanto discusso nelle riunioni deve essere messo a verbale dal Sottosegretario, il quale avrà cura che al termine delle riunioni siano ritirati tutti i fascicoli riservati.

Art. 117
Le risoluzioni e le relative decisioni del Sommo Pontefice saranno ordinariamente notificate ai Membri del Dicastero.


Titolo IV
IL CONGRESSO

Art. 118
§ 1. Al Congresso prendono parte il Capo Dicastero, il Prelato Superiore, il Sottosegretario, i Capi Ufficio e, a giudizio del Capo Dicastero, gli Aiutanti di Studio e altri Officiali, salva diversa disposizione per i singoli Dicasteri.
§ 2. Presiede il Congresso il Capo Dicastero o, in sua assenza, il Prelato Superiore.
§ 3. Affinché il Congresso possa riunirsi legittimamente, si richiede ed è sufficiente la presenza di almeno due dei Superiori (Capo Dicastero, Prelato Superiore, Sottosegretario), del Capo Ufficio e dell'Aiutante di Studio responsabile della pratica. In caso di assenza o di impedimento del Capo Ufficio, vi parteciperà l'Aiutante di Studio più anziano della rispettiva Sezione, salvo diverse disposizioni dei singoli Dicasteri.

Art. 119
Spetta al Congresso, salva diversa disposizione per singoli Dicasteri:
a) esaminare determinate questioni, proponendo una decisione immediata o suggerendo di sottoporle alla sessione ordinaria o plenaria o ad una riunione interdicasteriale o di presentarle direttamente al Sommo Pontefice;
b) proporre che siano affidate ai Consultori o ad altri Esperti le pratiche che esigono un particolare studio, anche in vista di eventuali riunioni della Consulta;
c) esaminare richieste di facoltà, grazie, indulti, secondo i poteri del Dicastero.

Art. 120
Su proposta del Congresso, si trasmetteranno al Pontificio Consiglio per l'Interpretazione dei Testi Legislativi i dubbi che sorgessero, in diritto, sulla interpretazione delle leggi universali della Chiesa. Inoltre, si rimetteranno al competente Tribunale le questioni che per loro natura devono essere trattate in via giudiziaria, fermo restando quanto previsto dall'art. 52 della Cost. ap. Pastor bonus.


Titolo V
LA CONSULTA

Art. 121
§ 1. Alla Consulta prendono parte i Consultori del Dicastero o alcuni di essi, ai quali spetta di esaminare collegialmente le questioni proposte ed esprimere il proprio motivato parere.
§ 2. I Consultori sono convocati dal Prelato Superiore, il quale presiede la riunione e la dirige.

Art. 122
È in facoltà del Dicastero di consultare anche altre persone particolarmente esperte.


Titolo VI
COMPETENZA E COMPITI DEI DICASTERI

Art. 123
Ciascun Dicastero, nell'ambito della propria competenza determinata dalla Cost. ap. Pastor bonus:
a) tratta le questioni che, per loro natura o per disposizione del diritto canonico, sono riservate alla Santa Sede nonché quelle ad esso affidate dal Sommo Pontefice;
b) esamina problemi che superano la sfera di competenza dei singoli Vescovi e degli Organismi episcopali, tenendo conto dell'ambito proprio delle Chiese particolari e delle facoltà a loro spettanti nella struttura della Chiesa;
c) studia i problemi più gravi del momento, d'intesa con le Chiese particolari e con gli Organismi episcopali competenti, per una più efficace promozione e un più conveniente coordinamento dell'azione pastorale della Chiesa;
d) promuove, favorisce e incoraggia iniziative volte al bene della Chiesa universale;
e) esamina e, se del caso, giudica le questioni che i fedeli, usando del loro diritto, deferiscono direttamente alla Santa Sede. In questi casi, di norma, sarà sentito con dovuta riservatezza l'Ordinario interessato e il Rappresentante Pontificio.

Art. 124
Le questioni vanno trattate in base al diritto, sia universale sia speciale della Curia Romana, e secondo le norme di ciascun Dicastero.

Art. 125
§ 1. I Dicasteri, nell'ambito della propria competenza, possono emanare decreti generali esecutivi e istruzioni, a norma dei cann. 31-34 del Codice di Diritto Canonico e tenuto presente l'art. 156 della Cost. ap. Pastor bonus.
§ 2. I Dicasteri non possono emanare leggi e decreti generali, di cui al can. 29 del Codice di Diritto Canonico, né derogare alle disposizioni del diritto stabilito dal Sommo Pontefice senza la Sua specifica approvazione. Possono, invece, concedere dispense nei singoli casi, a norma di diritto.

Art. 126
§ 1. Il Dicastero che ritiene opportuno chiedere al Sommo Pontefice l'approvazione in forma specifica di un suo atto amministrativo, deve farne richiesta per iscritto, adducendone i motivi e presentando il progetto di testo definitivo. Se l'atto contiene deroghe al diritto universale vigente, esse devono essere specificate ed illustrate.
§ 2. Analoga richiesta deve essere fatta qualora un Dicastero ritenga opportuno chiedere al Sommo Pontefice speciale mandato per seguire una procedura diversa da quella stabilita dal diritto. Anche in tal caso però le conclusioni non possono essere considerate approvate in forma specifica, a meno che siano poi sottoposte al Sommo Pontefice e da Lui approvate in tale forma.
§ 3. In ognuno dei detti casi il fascicolo relativo deve essere lasciato al Sommo Pontefice, in modo che Egli lo possa esaminare personalmente e comunicare in seguito la Sua decisione nel modo ritenuto opportuno.
§ 4. Affinché consti dell'approvazione in forma specifica si dovrà dire esplicitamente che il Sommo Pontefice « in forma specifica approbavit ».

Art. 127
§ 1. I Dicasteri, prima di iniziare la trattazione di questioni straordinarie, devono sempre informarne il Sommo Pontefice.
§ 2. Le decisioni di maggiore importanza devono essere sottoposte al Romano Pontefice per la eventuale approvazione, ad eccezione di quelle per le quali sono state attribuite preventivamente ai Capi Dicastero speciali facoltà.
§ 3. Nell'emanare le sentenze e i decreti i Tribunali Apostolici seguono il diritto universale e le norme proprie.

Art. 128
§ 1. Le questioni che richiedano di essere trattate in via giudiziaria devono essere trasmesse ai Tribunali competenti.
§ 2. Vanno rimessi sempre ed esclusivamente al giudizio della Congregazione per la Dottrina della Fede i delitti contro la fede e i più gravi delitti contro la morale e quelli commessi nella celebrazione dei Sacramenti, nonché le questioni concernenti il « privilegium fidei », a norma degli artt. 52 e 53 della Cost. ap. Pastor bonus.
§ 3. Nell'esame dei ricorsi gerarchici si osserverà quanto disposto all'art. 124.

Art. 129
I conflitti di competenza tra due o più Dicasteri sono deferiti alla Segnatura Apostolica.


Titolo VII
IL COORDINAMENTO DEI DICASTERI

Art. 130
§ 1. Il coordinamento tra i vari Dicasteri avviene: a livello di Concistoro, di riunione dei Cardinali Capi Dicastero, di Consiglio dei Cardinali per lo studio dei problemi organizzativi ed economici della Santa Sede, di riunioni interdicasteriali.
§ 2. Spetta alla Segreteria di Stato, su disposizione del Sommo Pontefice, di coordinare l'attività dei Dicasteri e di assicurarne l'unità d'indirizzo. La Segreteria di Stato cura la notificazione ai singoli Dicasteri di quanto è necessario e utile a tale coordinamento e assume iniziative appropriate di carattere tecnico-organizzativo, che riguardano tutta la Curia Romana.
§ 3. I documenti e le decisioni di indole generale, preparati da uno o più Dicasteri, devono essere comunicati agli altri Dicasteri interessati alla materia, per eventuali emendamenti e per una loro concorde esecuzione.


Titolo VIII
PREPARAZIONE E PUBBLICAZIONE DI DOCUMENTI

Art. 131
§ 1. I singoli Dicasteri, nel campo della propria competenza, trattano le questioni di interesse universale in appositi documenti.
Nelle materie di competenza di più Dicasteri possono essere elaborati documenti interdicasteriali.
§ 2. Il Dicastero stesso determina la natura del documento e ne sceglie la forma appropriata.
§ 3. Il progetto di documento viene elaborato a cura dell'ufficio competente del Dicastero, in collaborazione con i Consultori o altri esperti in materia.
§ 4. Dopo un primo esame del progetto di documento, il Capo Dicastero, sentito il parere del Congresso, indicherà a quali altri Dicasteri debba essere inviato per eventuali osservazioni, e valuterà anche l'opportunità di sentire in merito il parere di Organismi episcopali o di alcuni Vescovi competenti delle aree geografiche maggiormente interessate al problema.
§ 5. I documenti dei Dicasteri destinati alla pubblicazione, in quanto riguardino la dottrina circa la fede e i costumi, devono essere sottoposti al giudizio previo della Congregazione per la Dottrina della Fede " e, se hanno la natura di decreti generali esecutivi o di istruzioni, devono essere inviati, per un esame circa la loro congruenza legislativa con il diritto vigente e la loro corretta forma giuridica, al Pontificio Consiglio per l'Interpretazione dei Testi Legislativi (Cfr Cost. ap. Pastor bonus, art. 5).
§ 6. Il testo del documento sarà sottoposto all'esame dei Membri del Dicastero e, dopo la sua approvazione, presentato al Sommo Pontefice.
§ 7. Il documento, firmato dal Capo Dicastero e controfirmato dal Segretario, prima di essere reso di pubblico dominio, sarà portato a conoscenza dei Vescovi, tramite i Rappresentanti Pontifici, fermo restando quanto disposto dal can. 81 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali.
§ 8. Il contenuto, il significato e le motivazioni del documento saranno di norma illustrati all'opinione pubblica mediante la Sala Stampa della Santa Sede, con la collaborazione dei mezzi di comunicazione della Sede Apostolica.

Art. 132
La procedura, di cui all'articolo precedente, si applica, ove occorra, anche nella preparazione di altri documenti.


Titolo IX
PREPARAZIONE DI ATTI AMMINISTRATIVI SINGOLARI

Art. 133
I Dicasteri a ciò autorizzati dovranno determinare, nel Regolamento proprio, la procedura da seguire nella concessione di rescritti di grazie, dispense, autorizzazioni, licenze e di altri atti amministrativi, attenendosi alle disposizioni del diritto canonico in materia e chiedendo, se necessario, il parere degli Ordinari propri e, se opportuno, anche quello del Rappresentante Pontificio.


Titolo X
PROCEDURA PER L'ESAME DEI RICORSI

Art. 134
§ 1. Quando oggetto della Sessione plenaria o ordinaria dei Dicasteri è stata la definizione di una controversia, la decisione deve essere notificata quanto prima possibile alle parti interessate. 15 Cfr Cost. ap. Pastor bonus, art. 156.
§ 2. La parte che si sente gravata, entro dieci giorni utili può chiedere la revoca o la modifica del provvedimento.
§ 3. Soltanto la Sessione plenaria o ordinaria può concedere la revoca o la modifica del provvedimento.
§ 4. Non si da mai ricorso contro atti approvati dal Sommo Pontefice in forma specifica (Cfr CIC cann. 1405 § 2 e 333 § 3 e CCEO cann. 1060 § 3 e 45 § 3).

Art. 135
§ 1. Contro i provvedimenti o le decisioni del Dicastero la parte che si sente gravata, qualora intenda impugnarli, deve presentare al medesimo, entro dieci giorni utili dalla notifica, la richiesta della revoca o modifica del provvedimento stesso.
§ 2. In ogni caso entro trenta giorni e a norma di diritto può essere inoltrato il ricorso alla Segnatura Apostolica.

Art. 136
§ 1. I ricorsi gerarchici alla Santa Sede contro i decreti amministrativi di autorità ecclesiastiche sono esaminati sia nella legittimità che nel merito dal Dicastero competente, a norma di diritto (Cfr CIC cann. 1732-1739; CCEO cann. 995-1005; Cost. ap. Pastor bonus, art. 19 § 1)
§ 2. L'esame dei ricorsi deve concludersi entro i termini prescritti dal can. 57 del Codice di Diritto Canonico e dal can. 1518 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali; qualora il ricorso esiga un esame più approfondito, si avverta il ricorrente del tempo di proroga e delle motivazioni che l'hanno causata.
§ 3. Il Dicastero deve motivare le proprie decisioni circa i ricorsi esaminati, a norma del can. 51 del Codice di Diritto Canonico e del can. 1519 § 2 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali.
§ 4. Contro singoli atti amministrativi posti da Dicasteri della Curia Romana o da essi approvati sono ammessi, entro il termine stabilito, i ricorsi alla Segnatura Apostolica, la quale li esamina per violazione di legge nel deliberare o nel procedere e, su richiesta del ricorrente, circa la riparazione dei danni eventualmente causati dall'atto illegittimo.
§ 5. I ricorsi in materia di lavoro da parte di dipendenti ed ex-dipendenti della Santa Sede contro atti posti dal competente Dicastero sono trattati dall'Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica.

Art. 137
§ 1. I Dicasteri, prima di accettare un ricorso, devono assicurarsi della propria competenza e dell'osservanza delle norme relative alla proposizione dei ricorsi. In caso contrario dichiarano la propria incompetenza o l'improponibilità del ricorso.
§ 2. In caso di dubbio, l'organo competente a risolverlo è il Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.

Art. 138
§ 1. Il ricorrente ha il diritto di avvalersi del patrocinio di un Avvocato scelto a norma dell'art. 183 della Cost. ap. Pastor bonus o dell'opera di un Procuratore.
§ 2. Quando sia necessario, il Capo Dicastero assegnerà alle parti l'Avvocato d'ufficio.


Titolo XI
RELAZIONI CON LE CHIESE PARTICOLARI E VISITE « AD LIMINA »

Art. 139
I Dicasteri esamineranno con diligenza e sollecitudine le questioni loro presentate dalle Chiese particolari e le terranno informate dello svolgimento e dell'esito delle pratiche relative, sentendo il loro parere su questioni che le riguardano.

Art. 140
Le Visite o ad limina », che i Vescovi diocesani devono compiere a norma del diritto, saranno opportunamente programmate dalla Prefettura della Casa Pontificia d'intesa con la Congregazione per i Vescovi e, rispettivamente, con le Congregazioni per le Chiese Orientali e per l'Evangelizzazione dei Popoli, tenendo conto, per quanto possibile, delle esigenze degli altri Dicasteri.

Art. 141
Le Visite « ad limina » si articolano in tre principali fasi: il pellegrinaggio ai sepolcri dei Principi degli Apostoli, l'incontro con il Sommo Pontefice ed i colloqui con i Responsabili dei vari Dicasteri della Curia Romana. Questi tre principali momenti saranno accuratamente preparati dalla Congregazione competente.

Art. 142
La relazione sullo stato della Diocesi dovrà pervenire alla Congregazione competente sei mesi prima del tempo fissato per la Visita. Detta Congregazione provvederà a sua volta a inviare tempestivamente copia della relazione agli altri Dicasteri competenti per materia, i quali, esaminata la relazione nella parte che ad essi compete, formuleranno nel più breve tempo possibile le osservazioni da notificare al gruppo di studio costituito allo scopo (Cfr Cost. ap.Pastor bonus, art. 32) dalla Congregazione competente, tenendo conto della diversità delle lingue e regioni e con la collaborazione degli altri Dicasteri interessati.
Art. 143
Nelle relazioni con le Chiese particolari ci si avvarrà - come stabilito all'art. 27 della Cost. ap. Pastor bonus - della collaborazione dei Rappresentanti Pontifici. Essi, anche in occasione di loro visite a Roma, prenderanno contatto con i Dicasteri.


Titolo XII
LINGUE IN USO

Art. 144
§ 1. A norma dell'art. 16 della Cost. ap. Pastor bonus i Dicasteri della Curia Romana redigeranno di regola i loro atti nella lingua latina, potendosi usare anche le lingue oggi più diffuse sia per la corrispondenza sia, secondo le esigenze, per la redazione di documenti.
§ 2. È costituito presso la Segreteria di Stato un Ufficio per la lingua latina, a servizio della Curia Romana.
§ 3. Si avrà cura che i principali documenti destinati alla pubblicazione siano tradotti nelle lingue oggi più diffuse.


Titolo XIII
GLI ARCHIVI E IL PROTOCOLLO

Art. 145
§ 1. Tra le strutture dei Dicasteri occupano un posto di rilievo gli Archivi, nei quali devono essere custoditi accuratamente atti e documenti. Attesa la loro importanza, gli Archivi e il Protocollo devono essere tenuti con ordine e con adeguate misure di sicurezza.
§ 2. Le pratiche in arrivo e in partenza devono essere registrate nel Protocollo, secondo quanto disposto nel Regolamento proprio.
§ 3. La cura degli Archivi sia affidata ad un Officiale esperto in archivistica e possibilmente in possesso di diploma.
§ 4. Gli atti e i documenti non più necessari al lavoro del Dicastero sa-ranno trasmessi periodicamente all'Archivio Segreto Vaticano.


Titolo XIV
STRUMENTI DI INFORMATICA E DI TELECOMUNICAZIONE

Art. 146
§ 1. La dotazione dei moderni strumenti di informatica e di telecomunicazione, ritenuti necessari per il Dicastero, dovrà essere debitamente concordata con l'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica.
§ 2. L'uso degli strumenti di telecomunicazione dovrà essere fatto con criteri di economia ed esclusivamente per ragioni di ufficio.


APPENDICI

I. PROFESSIONE DI FEDE, GIURAMENTO DI FEDELTÀ
E DI OSSERVANZA DEL SEGRETO DI UFFICIO
(Art. 18 § 2)

I

PROFESSIONE DI FEDE (Cfr AAS XC (1998), 542-543)

(testo in lingua latina)

Ego N. . . . firma fide credo et profiteor omnia et singula quae continentur in Symbolo fidei, videlicet:
Credo in unum Deum Patrem omnipotentem, factorem coeli et terrae, visibilium omnium et invisibilium; et in unum Dominum Iesum Christum, Filium Dei unigenitum, et ex Patre natum ante omnia saecula, Deum de Deo, lumen de lumine, Deum verum de Deo vero, genitum non factum, consubstantialem Patri, per quem omnia facta sunt, qui propter nos homines et propter nostram salutem descendit de coelis, et incarnatus est de Spiritu Sancto, ex Maria Virgine, et homo factus est; crucifixus etiam pro nobis sub Pontio Pilato, passus et sepultus est; et resurrexit tertia die secundum Scripturas, et ascendit in coelum, sedet ad dexteram Patris, et iterum venturus est cum gloria iudicare vivos et mortuos, cuius regni non erit finis; et in Spiritum Sanctum Dominum et vivificantem, qui ex Patre Filioque procedit; qui cum Patre et Filio simul adoratur et conglorificatur, qui locutus est per prophetas; et unam sanctam catholicam et apostolicam Ecclesiam. Confiteor unum baptisma in remissionem peccatorum, et expecto resurrectionem mortuorum, et vitam venturi saeculi.
Amen.

Firma fide quoque credo ea omnia quae in verbo Dei scripto vel tradito continentur et ab Ecclesia sive solemni iudicio sive ordinario et universali Magisterio tamquam divinitus revelata credenda proponuntur.

Firmiter etiam amplector ac retineo omnia et singula quae circa doctrinam de fide vel moribus ab eadem definitive proponuntur.

Insuper religioso voluntatis et intellectus obsequio doctrinis adhaereo quas sive Romanus Pontifex sive Collegium episcoporum enuntiant cum Magisterium authenticum exercent etsi non definitivo actu easdem proclamare intendant.

(testo in lingua italiana)

Io N. . . . credo e professo con ferma fede tutte e singole le verità che sono contenute nel Simbolo della fede, e cioè:
Credo in un solo Dio, Padre onnipotente,
creatore del cielo e della terra,
di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo,
unigenito Figlio di Dio,
nato dal Padre prima di tutti i secoli:
Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero,
generato, non creato,
della stessa sostanza del Padre;
per mezzo di lui tutte le cose sono state create.
Per noi uomini e per la nostra salvezza
discese dal cielo,
e per opera dello Spirito Santo
si è incarnato nel seno della Vergine Maria
e si è fatto uomo.
Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato,
morì e fu sepolto.
Il terzo giorno è resuscitato, secondo le Scritture,
è salito al cielo, siede alla destra del Padre.
E di nuovo verrà, nella gloria,
per giudicare i vivi e i morti,
e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo, che è il Signore e da la vita
e procede dal Padre e dal Figlio.
Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato,
e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica.
Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati.
Aspetto la risurrezione dei morti
e la vita del mondo che verrà. Amen.

Credo pure con ferma fede tutto ciò che è contenuto nella Parola di Dio scritta o trasmessa e che la Chiesa, sia con giudizio solenne sia con Magistero ordinario e universale, propone a credere come divinamente rivelato. Fermamente accolgo e ritengo anche tutte e singole le verità circa la dottrina che riguarda la fede o i costumi proposte dalla Chiesa in modo definitivo. Aderisco inoltre con religioso ossequio della volontà e dell'intelletto agli insegnamenti che il Romano Pontefice o il Collegio episcopale propongono quando esercitano il loro Magistero autentico, sebbene non intendono proclamarli con atto definitivo.


II

GIURAMENTO DI FEDELTÀ
E DI OSSERVANZA DEL SEGRETO DI UFFICIO

(testo in lingua latina)
Ego N. . . . in suscipiendo officio . . . promitto me cum catholica Ecclesia communionem semper servaturum, sive verbis a me prolatis, sive mea agendi ratione.
Magna cum diligentia et fidelitate onera explebo quibus teneor erga Ecclesiam, tum universam, tum particularem, in qua ad meum servitium, secundum iuris praescripta, exercendus vocatus sum.
In munere meo adimplendo, quod Ecclesiae nomine mihi commissum est, fidei depositum integrum servabo, fideliter tradam et illustrabo; quascumque igitur doctrinas iisdem contrarias devitabo.
Disciplinam cunctae Ecclesiae communem sequar et fovebo observantiamque cunctarum legum ecclesiasticarum, earum imprimis quae in Codice Iuris Canonici vel Codice Canonum Ecclesiarum Orientalium continentur, servabo.
Christiana oboedientia prosequar quae sacri Pastores, tamquam authentici fidei doctores et magistri declarant aut tamquam Ecclesiae rectores statuunt, atque Episcopis dioecesanis fideliter auxilium dabo, ut actio apostolica, nomine et mandato Ecclesiae exercenda, in eiusdem Ecclesiae communione peragatur.
Insuper spondeo, voveo ac promitto me ministeria mihi commissa in hoc Officio diligenter impleturum et secretum officii religiose servaturum; simulque promitto munera mihi in remunerationem, etiam sub specie doni oblata, nec quaesiturum, nec recepturum.
Sic me Deus adiuvet et sancta Dei Evangelia, quae manibus meis tango.
(testo in lingua italiana)
Io N. . . . nell'assumere l'ufficio di . . ., prometto di conservare sempre la comunione con la Chiesa cattolica, sia nelle mie parole che nel mio modo di agire.
Adempirò con grande diligenza e fedeltà i doveri ai quali sono tenuto verso la Chiesa, sia universale che particolare, nella quale, secondo le norme del diritto, sono stato chiamato a esercitare il mio servizio.
Nell'esercitare l'ufficio che mi è stato affidato a nome della Chiesa, conserverò integro e trasmetterò e illustrerò fedelmente il deposito della fede, respingendo quindi qualsiasi dottrina ad esso contraria.
Seguirò e sosterrò la disciplina comune a tutta la Chiesa e curerò l'osservanza di tutte le leggi ecclesiastiche, in particolare di quelle contenute nel Codice di Diritto Canonico o il Codice dei Canoni delle Chiese Orientali.
Osserverò con cristiana obbedienza ciò che i sacri Pastori dichiarano come autentici dottori e maestri della fede o stabiliscono come capi della Chiesa, e presterò fedelmente aiuto ai Vescovi diocesani, perché l'azione apostolica, da esercitare in nome e per mandato della Chiesa, sia compiuta in comunione con la Chiesa stessa. Mi impegno inoltre e solennemente prometto di adempiere diligentemente i compiti a me affidati in questo Ufficio, e di osservare scrupolosamente il segreto inerente all'ufficio; prometto altresì di non chiedere né accettare offerte come compenso, neppure se presentate sotto forma di donazione.
Così Dio mi aiuti e questi santi Vangeli che tocco con le mie mani.


III

PROMESSA DI FEDELTÀ
PER IL PERSONALE APPARTENENTE AL I°, AL 2° E AL 3° LIVELLO

Io N. . . . prometto innanzi a Dio di essere fedele al Sommo Pontefice ed ai Suoi legittimi Successori e di osservare rigorosamente il segreto d'ufficio; prometto di adempiere con diligenza tutti i miei doveri e di osservare gli ordini che mi saranno impartiti dai miei Superiori.



II. TABELLA ORGANICA GENERALE

Capi Dicastero: Cardinale Prefetto o Presidente,
Arcivescovo Presidente: ad quinquennium
Prelati Superiori ed equiparati: ad quinquennium
Sottosegretari ed equiparati: ad quinquennium
Officiali ed altro personale distribuiti nei seguenti 10 livelli funzionali-retributivi:

OFFICIALI
10° livello: Capi Ufficio, equiparati ed esperti.
9° livello: Minutanti, Aiutanti di studio ed equiparati, Notai di Tribunali.
8° livello: Addetti di Segreteria di 1ª classe ed equiparati.
7° livello: Addetti di Segreteria di 2ª classe, Addetti tecnici di 1ª classe ed equiparati.
6° livello: Addetti tecnici di 2ª classe ed equiparati.
5° livello: Scrittori di 1ª classe ed equiparati.
4° livello: Scrittori di 2ª classe ed equiparati.

ALTRO PERSONALE
3° livello: Commessi ed equiparati.
2° livello: Uscieri ed equiparati.
1° livello: Ausiliari ed equiparati.



III. MANSIONARIO (Tareas contratadas) GENERALE DELLA CURIA ROMANA

Il Mansionario generale della Curia Romana illustra, in linea di massima, tipi di attività relative ad ogni livello funzionale, con l'elencazione di profili professionali.

Il Regolamento proprio di ciascun Organismo stabilisce le denominazioni, le mansioni specifiche e l'inquadramento nel relativo livello funzionale di ogni profilo professionale dell'Organismo stesso e specifica i requisiti e i titoli richiesti in relazione alle sue particolari esigenze.

LIVELLO FUNZIONALE 1°
Attività Ausiliarie
Appartiene a questo livello il dipendente che svolge attività di lavoro manuale.
Titolo richiesto: Scuola dell'obbligo.
Profili Professionali
Ausiliare.
Fattorino.
Addetto alle pulizie.

LIVELLO FUNZIONALE 2°
Attività Ausiliarie
Appartiene a questo livello il dipendente che svolge operazioni semplici, anche con utilizzo di macchine (fotocopiatrici, affrancatrici, ecc.).
Titolo richiesto: Scuola dell'obbligo.
Profili Professionali
Usciere.
Ausiliare spedizioniere.
Ausiliare tecnico.
Operaio generico.
Portiere di immobile ad uso abitazione.
Gli Uscieri ed i Portieri hanno l'obbligo di effettuare la pulizia degli uffici e dei locali loro affidati o nei quali svolgono la loro attività.

LIVELLO FUNZIONALE 3°
Attività Ausiliarie Appartiene a questo livello il dipendente che svolge:
– attività richiedenti particolare esperienza anche con uso di strumentazioni;
– attività manuali qualificate;
– esecuzione di lavori preordinati, anche con responsabilità di gruppo;
– attività amministrative o tecniche esecutive, con pratica d'ufficio ed operazioni contabili semplici.
Titolo richiesto: Scuola dell'obbligo.
Profili Professionali
Commesso.
Commesso autista.
Spedizioniere.
Cursore di Tribunale.
Portiere di immobile ad uso uffici.
Custode.
Operaio qualificato.
I Commessi ed i Portieri hanno l'obbligo di effettuare la pulizia degli uffici e dei locali loro affidati o nei quali svolgono la loro attività.

LIVELLO FUNZIONALE 4°
Attività Esecutiva
Appartiene a questo livello il dipendente che:
– esegue, nell'ambito delle istruzioni ricevute, attività lavorativa di dattilografia, copia e digitazione, che richiede specifica formazione professionale e capacità di eseguire procedure amministrative con l'impiego di strumenti e di apparecchiature d'ufficio (macchine da scrivere, videoterminali, duplicatori, ecc.);
– collabora alla registrazione e alla schedatura di materiale dell'ufficio, ne controlla le giacenze e lo stato di conservazione e provvede alle operazioni di carico e scarico;
– si occupa della preparazione e conservazione di documentazione dell'ufficio a cui è addetto, nell'ambito di istruzioni ricevute.
Titolo richiesto: Diploma di scuola secondaria inferiore con diploma di specializzazione.
Profili Professionali
Scrittore di 2ª classe.
Dattilografo.
Addetto di Anticamera.
Applicato di 2ª classe.

LIVELLO FUNZIONALE 5°
Attività Esecutiva
Appartiene a questo livello il dipendente che:
– svolge attività amministrative acquisendo, nell'ambito di specifiche istruzioni, elementi informativi e ricognitivi per la preparazione di atti e documenti;
– predispone computi, rendiconti e situazioni semplici, partecipando alle operazioni di classificazione, allestimento e smistamento dei materiali, dei quali cura, se previsto, la conservazione;
– svolge attività di coordinamento e di controllo tecnico-pratico di altri operatori; se in possesso di specifica preparazione o di maggiore anzianità, può coordinare anche operatori di pari qualifica funzionale;
– svolge mansioni subordinate di archivio, protocollo, schedatura di documenti, richiedenti un margine di autonomia operativa;
– utilizza apparecchiature idonee per le attività di competenza.
Titolo richiesto: Diploma di scuola secondaria inferiore con diploma di specializzazione.
Profili Professionali
Scrittore di la classe.
Stenodattilografo plurilingue.
Applicato di la classe.

LIVELLO FUNZIONALE 6°
Attività Tecnico-Esecutiva di Concetto
Appartiene a questo livello il dipendente che:
– esegue, nell'ambito delle istruzioni ricevute, attività lavorativa che richiede specifica formazione professionale, conoscenza e capacità di utilizzare strumenti anche complessi per l'esecuzione di determinate procedure tecniche. Tale attività è caratterizzata da autonomia nell'esecuzione del lavoro con margini valutativi nell'applicazione delle predette procedure;
– predispone atti amministrativi aventi rilevanza anche esterna, curandone direttamente i rapporti intersettoriali connessi alle attività esplicate; svolge servizio di sportello a supporto del servizio di cassa;
– esegue attività istruttorie nell'ambito di prescrizioni di massima e di procedure predeterminate, che non comportano valutazioni discrezionali, elaborando dati e situazioni, anche di tipo complesso;
– svolge mansioni subordinate di acquisizione, catalogazione, archiviazione e ricerca di documenti.
Titolo richiesto: Diploma di scuola secondaria superiore o equipollente.
Requisito: Per alcune figure professionali si esige la conoscenza di una determinata lingua.
Profili Professionali
Addetto tecnico di 2ª classe.
Addetto di amministrazione di 2ª classe.

LIVELLO FUNZIONALE 7°
Attività di Concetto
Appartiene a questo livello il dipendente che:
– redige minute e prepara relazioni periodiche attinenti al proprio settore di competenza;
– collabora allo studio preliminare di pratiche per la preparazione di atti e documenti dell'Organismo; – svolge mansioni proprie di archivista;
– svolge attività istruttoria e di revisione di pratiche contabili amministrative, nell'ambito di direttive, provvedendo alla predisposizione della connessa documentazione (schemi di contratto, autorizzazioni, riscossioni, pagamenti e simili) e corrispondenza; esegue, altresì, operazioni prestabilite di contabilità-economato e di cassa, provvedendo anche a tutte le eventuali operazioni connesse;
– svolge mansioni di addetto alla cassa e, quando la dimensione dell'Organismo lo richieda, anche con servizio di sportello, di consegnatario o di economo, con responsabilità delle scritture, almeno parziale;
– formula proposte in merito all'organizzazione del lavoro a cui è addetto nonché alla revisione di sistemi e procedure del proprio settore;
– coordina l'attività di colleghi di professionalità inferiore e, se è in possesso di specializzazioni specifiche o di maggiore professionalità, anche di colleghi di pari qualifica funzionale, per l'assolvimento di compiti determinati.
Titolo richiesto: Licenza in una disciplina ecclesiastica o, secondo le esigenze del Dicastero, un equivalente titolo universitario.
Requisito: Per alcune figure professionali si esige la conoscenza di una determinata lingua.
Profili Professionali
Addetto di Segreteria di 2ª classe.
Addetto Tecnico di 1ª classe.
Addetto di Amministrazione di 1ª classe.
Decano di Sala Pontificia.

LIVELLO FUNZIONALE 8°
Attività di Concetto
Appartiene a questo livello il dipendente che:
– collabora, con specifica competenza, ai compiti di studio e definizione di questioni attinenti al proprio Organismo;
– nell'ambito di direttive ricevute, svolge attività istruttoria direttamente o coordinando l'attività di un gruppo di lavoro, predisponendo progetti per atti e provvedimenti di competenza dei livelli superiori; – istruisce, redige e sottoscrive atti e provvedimenti nell'ambito della sua competenza specifica, esaminando pratiche sulle quali l'Organismo dovrà pronunciarsi;
– collabora ad attività ispettive e di consulenza.
Titolo richiesto: Diploma di laurea in una scienza ecclesiastica o, secondo le esigenze dell'Organismo, un'altra laurea o altro titolo universitario conseguito dopo almeno quattro anni di studio.
Requisito: conoscenza della lingua latina e, oltre l'italiano, di almeno una lingua moderna.
Profili Professionali
Addetto di Segreteria di 1ª classe.
Analista programmatore.

LIVELLO FUNZIONALE 9°
Attività Direttive
Appartiene a questo livello il dipendente che:
– svolge compiti di studio di notevole importanza per la definizione o l'esecuzione di questioni riguardanti materia di competenza dell'Organismo;
– redige progetti di atti e documenti ufficiali della Sede Apostolica in lingua latina o in una lingua moderna (Decreti, Rescritti, Brevi, Lettere Apostoliche, ecc.);
– collabora nella promozione e preparazione di programmi e progetti relativi all'intero servizio e concorre all'attuazione dei medesimi, partecipando anche a periodiche valutazioni dei risultati;
– predispone ed esamina atti, provvedimenti amministrativi, proposte di normativa, dal punto di vista della fattibilità e dell'efficacia, nell'ambito delle materie di competenza del settore cui è addetto, ed esprime parere su quesiti di natura giuridica, sia in rapporto alla specifica attività che al contenzioso; – è preposto ad una unità organica del settore tecnico-amministrativo, provvedendo agli adempimenti previsti dalla materia attribuita al settore medesimo, nell'ambito di normative generali e delle linee di programmazione dell'attività dell'ufficio.
Titolo richiesto: Diploma di laurea in una scienza ecclesiastica o, secondo le esigenze dell'Organismo, un'altra laurea o altro titolo universitario conseguito dopo almeno quattro anni di studio.
Requisito: conoscenza della lingua latina e, oltre l'italiano, di almeno una lingua moderna.
Profili Professionali
Minutante.
Aiutante di Studio.
Notaro della Segnatura Apostolica.
Notaro della Rota Romana.

LIVELLO FUNZIONALE 10°
Attività Direttive
Appartiene a questo livello il dipendente che:
– svolge compiti di direzione e coordinazione di un determinato settore dell'Organismo, con autonomia organizzativa e facoltà di decisione o di proposta per il conseguimento di obiettivi assegnati;
– nell'ambito di direttive generali e con responsabilità diretta sovrintende ai servizi amministrativi e contabili;
– verifica i risultati dell'attività svolta dai componenti l'unità a cui è preposto;
– svolge anche singolarmente attività di particolare importanza per la realizzazione dei fini istituzionali dell'Organismo di appartenenza, che implichino responsabilità di identico livello.
Titolo richiesto: Diploma di laurea in una scienza ecclesiastica o, secondo le esigenze dell'Organismo, un'altra laurea o altro titolo universitario conseguito dopo almeno quattro anni di studio.
Requisito: conoscenza della lingua latina e, oltre l'italiano, di almeno una lingua moderna.
Profili Professionali
Capo Ufficio.
Promotore di giustizia sostituto della Rota Romana.
Vice Direttore della Sala Stampa.
Incaricato del « Vatican Information Service ».
Esperto di informatica, Amministrazione, Contabilità o altre particolari materie.”

Tomado de: http://www.vatican.va/roman_curia/secretariat_state/1999/documents/rc_seg-st_19990430_regolamento-curia-romana_it.html



NdE


(***) En el Regolamento Generale della Curia Romana se menciona, entre otros, el Regolamento della Commissione Disciplinare della Curia Romana del 5 gennaio 1994, actualizado por el S. P. el 30 de abril de 2016, http://www.ulsa.va/content/ulsa/it/pubblicazioni/bollettini/bollettino-n--24---2016/regolamento-della-commissione-disciplinare-della-curia-romana.html, hecho público por la Oficina del Trabajo de la Sede Apostólica (ULSA):

Regolamento della Commissione Disciplinare della Curia Romana

(approvato “de mandato Summi Pontificis” in data 30 aprile 2016)

Art. 1
(Natura)
§ 1. La Commissione Disciplinare della Curia Romana decide, su richiesta scritta dell’Autorità competente dei singoli Enti (1), sulla legittimità e la congruità della sanzione disciplinare (2) proposta dall'Autorità dell'Ente quando si tratta della sospensione, dell'esonero e del licenziamento del dipendente (cfr. artt. 72-78 del Regolamento Generale della Curia Romana).
§ 2. Ad istanza dell’Autorità competente di cui al § 1, la Commissione decide circa la commutazione del diritto alla pensione in una prestazione una tantum a norma dell’art. 35 del Regolamento Generale del Fondo Pensioni e dei Regolamenti degli Enti che prevedono per tale fattispecie la consultazione della Commissione medesima.

Art. 2
(Ambito di competenza)
La decisione di cui all’art. 1 § 1 riguarda il personale degli Enti per i quali è previsto l’intervento della Commissione Disciplinare della Curia Romana.

Art. 3
(Interpretazione stretta)
Nel valutare la decisione della sanzione disciplinare da infliggere, è esclusa ogni interpretazione estensiva.

Art. 4
(Struttura della Commissione)
§ 1. La Commissione Disciplinare è composta da un Cardinale o Vescovo Presidente e da altri sei membri, chierici e laici, nominati dal Sommo Pontefice per un quinquennio. Il membro più anziano di nomina sostituisce il Presidente in caso di assenza o impedimento.
§ 2. Sono membri di diritto durante munere il Segretario della Sezione Amministrativa della Segreteria per l’Economia e l’Assessore della Segreteria di Stato.
§ 3. Il Presidente, sentita la Segreteria di Stato, nomina un chierico per le mansioni di Segretario-Attuario.

Art. 5
(Avvio della procedura)
§ 1. Prima di chiedere l'intervento della Commissione Disciplinare, l'Autorità competente di cui all’art. 1 § 1 dovrà notificare all'interessato le accuse che gli vengono contestate dandogli la possibilità di addurre entro 15 giorni la propria discolpa, avvalendosi eventualmente anche di un proprio Avvocato di fiducia scelto fra i Membri del Corpo degli Avvocati della Santa Sede o dell’Albo degli Avvocati presso la Curia Romana.
§ 2. Se, dopo aver ricevuto la congrua documentazione del caso e compiuto gli adempimenti preliminari, l'Autorità competente di cui all’art. 1 § 1 ritiene necessario il deferimento alla Commissione Disciplinare per la congrua sanzione disciplinare del dipendente, l’Autorità stessa deve presentare richiesta scritta alla Commissione.
§ 3. Nel deferire il dipendente alla Commissione Disciplinare, l’Autorità competente deve trasmettere la documentazione riguardante la persona soggetta alla procedura disciplinare, le prove già acquisite circa i comportamenti passibili del provvedimento disciplinare, le sanzioni disciplinari già inflitte, nonché tutti gli elementi che la medesima persona ha già eventualmente prodotto a sua discolpa e giustificazione.
§ 4. Nell’eventualità di cui al § 2, l’Autorità competente informerà contestualmente l’interessato del provvedimento adottato informandolo della possibilità di avvalersi di un proprio Avvocato scelto tra quelli indicati nel § 1.
§ 5. Nel caso in cui la Magistratura abbia aperto un procedimento penale a carico del dipendente deferito alla Commissione Disciplinare, l'istruttoria della Commissione verrà interrotta fino alla sentenza definitiva, fatta salva la possibilità di sospendere dal servizio il dipendente.

Art. 6
(Ricezione dell’istanza)
§ 1. Ricevuta la richiesta scritta da parte dell’Autorità competente con la relativa documentazione, il Presidente della Commissione verifica che siano stati compiuti tutti gli adempimenti necessari e nomina, tra i Membri della Commissione, un Relatore, al quale affiderà lo studio del caso.
§ 2. Qualora il Presidente della Commissione riscontri che non sono stati osservati gli adempimenti stabiliti dall’art. 5 §§ 1-4, rimette la pratica all’Autorità competente affinché la completi.
§ 3. Il Relatore designato dal Presidente concede all’interessato e al suo Avvocato la facoltà di prendere visione, entro 15 giorni, di tutta la documentazione inviata alla Commissione Disciplinare e di preparare i quesiti per l’eventuale interrogatorio qualora essi ne facciano esplicita richiesta o lo stesso Relatore lo ritenga necessario.
§ 4. Nel caso in cui un Superiore dell’Ente a cui fa capo la persona sottoposta a giudizio sia membro della Commissione disciplinare, Egli non potrà prendere parte al procedimento, ma sarà solamente informato che, essendo pendente tale procedimento, non gli sarà notificato alcunché né sarà convocato alle sedute relative.

Art. 7
(Indagine istruttoria)
§ 1. Se il Relatore ritiene insufficiente la documentazione o reputa opportuno accogliere le richieste della persona sottoposta alla procedura disciplinare, informato il Presidente, cita l’interessato per interrogarlo.
§ 2. La citazione dovrà contenere gli estremi essenziali degli atti contestati. L’udienza dovrà essere fissata non prima di 15 giorni dalla data della citazione.
§ 3. All’interrogatorio dovrà essere presente il Segretario-Attuario della Commissione con il compito di verbalizzare domande e risposte, facendo fede pubblica di quanto avvenuto. Parimenti può essere presente l’Avvocato, il quale può proporre al Relatore ulteriori quesiti.
§ 4. Il verbale dell’interrogatorio deve essere firmato dalla persona interrogata, dal suo Avvocato, dal Relatore e dal Segretario-Attuario.
§ 5. Ad istanza dell’interessato o del suo Avvocato, il Relatore verificherà l’eventualità di citare qualche teste e di acquisire eventuali nuovi documenti.
§ 6. Terminata l’indagine istruttoria, il Relatore comunicherà all'interessato e all’Avvocato la conclusione della stessa. Questi, entro 10 giorni, consegnerà alla Commissione disciplinare l’eventuale propria memoria difensiva.
§ 7. Qualora il Relatore non ritenga necessaria l’istruttoria, comunicherà quanto prima tale decisione all'interessato e al suo Avvocato. In tal caso, l’interessato o l’Avvocato consegnerà, entro i 10 giorni successivi, la memoria difensiva, basata sulla documentazione in possesso della Commissione disciplinare.

Art. 8
(Comunicazione al Presidente)
Se il Relatore ritiene sufficiente la documentazione raccolta, trascorsi i termini di cui all’art. 7, trasmette copia di tutti gli atti al Presidente della Commissione, il quale dispone che ne sia inviata copia ai membri della Commissione, indicando il giorno, l’ora e il luogo della riunione per la discussione e la decisione del caso in oggetto, richiedendo a ciascuno di redigere per iscritto il proprio parere.

Art. 9
(Delibera collegiale)
§ 1. Per la validità della seduta devono essere presenti almeno cinque Membri.
§ 2. Dopo l’esposizione del Relatore e una eventuale discussione moderata dal Presidente, questi chiederà il voto dei Membri.
§ 3. Per la validità della decisione occorre che essa sia assunta dalla maggioranza dei due terzi dei presenti.
§ 4. Della decisione della Commissione sarà redatto il verbale che dovrà essere sottoscritto dai Membri che hanno preso parte alla seduta e dal Segretario-Attuario, il quale partecipa senza diritto di voto.
§ 5. Nel termine dei successivi 30 giorni il Relatore redigerà il provvedimento con le relative motivazioni in diritto e in fatto. Tale testo dovrà essere sottoscritto dai Membri che hanno preso parte alla decisione e dal Segretario-Attuario.

Art. 10
(Comunicazione della delibera)
Il Presidente provvederà ad inviare la decisione all’Autorità che ha presentato l’istanza, alla quale spetta notificare e applicare la sanzione.

Art. 11
(Applicazione della decisione)
§ 1. L’Autorità competente, prima di applicare la sanzione, provvederà ad inviare copia della decisione della Commissione, con le eventuali osservazioni, alla Segreteria di Stato richiedendone il nulla osta.
§ 2. L’applicazione della sanzione dovrà essere notificata dall’Autorità competente all’interessato, all’Amministrazione competente e alla Segreteria di Stato.
§ 3. Il rifiuto da parte dell’interessato di accettare la notifica equivale alla recezione. Di questi atti, compreso l’eventuale rifiuto di accettazione, deve essere presa nota (3).

Art. 12
(Eventuale ricorso al Tribunale della Segnatura Apostolica)
§ 1. Contro la decisione è possibile fare ricorso nei termini previsti dal diritto al Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.
§ 2. Di per sé il ricorso non ha effetto sospensivo (4).

Art. 13
(Norme suppletive)
Per quanto non espressamente previsto nel presente Regolamento si applicano le norme canoniche vigenti.
Città del Vaticano, 30 aprile 2016
Card. Pietro Parolin

Notas
1 Cfr. Art. 2.
2 Cfr. Art. 3.
3 Cfr. CIC, cann. 54-56.
4 Cfr. Benedetto XVI, Antiqua ordinatione tribunalium, 21 giugno 2008, in AAS, 100 [2008] 513-538, artt. 61, 95-100.



NdE

(***) En el Regolamento Generale della Curia Romana se menciona, entre otros, el Testo Unico delle Provvidenze a favore della Famiglia (http://www.ulsa.va/content/ulsa/it/pubblicazioni/norme-e-documenti/tu-provvidenze-famiglia1.html) hecho público por la Oficina del Trabajo de la Sede Apostólica (ULSA):

Testo Unico delle Provvidenze a favore della Famiglia

"Testo coordinato a cura dell’ULSA

Il Santo Padre Francisco ha approvato un nuovo «Testo Unico delle Provvidenze a favore della famiglia» che, oltre a raccogliere le varie modifiche che si sono succedute nel tempo, introduce importanti novità. Il Testo Unico approvato con Rescriptum "Ex Audientia SS.mi" Prot. N. 318.607/A del 28 novembre 2016, enterà in vigore il 1° gennaio 2017.
In Grassetto sono evidenziate le modifiche apportate dal Rescritto Prot. N. 318.607/A del 28 Novembre 2016 agli articoli 9bis, 12, 14, 15 e 15bis, decorrenti dal 1° gennaio 2017 (1)
In azzurro sono evidenziate le modifiche apportate dal Rescritto Prot. N. 412.291/A del 20 Giugno 2018 agli articoli 29 e 30, decorrenti dal 20 giugno 2018


TITOLO I
ASSEGNO PER NASCITA E ADOZIONE DEI FIGLI

Art. 1
Ambito di applicazione
1. Le seguenti provvidenze a favore della famiglia sono disposte per il personale in servizio alle dipendenze della Curia Romana, del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e degli Organismi o Enti gestiti amministrativamente in modo diretto dalla Sede Apostolica e compresi nell'ambito di applicazione delle Norme per la disciplina della concessione dell'assegno per il nucleo familiare e a favore dei titolari di pensioni dirette o indirette erogate dal Fondo Pensioni.

Art. 2
Assegno di natalità per un figlio
1. Per la nascita di un figlio, indipendentemente dal reddito del nucleo familiare, viene corrisposto al dipendente in servizio o titolare di pensione un assegno di importo pari ad € 2.100,00.
2. L'ammontare di cui al comma 1 è rivalutato annualmente, con effetto dal 1° gennaio di ogni anno, in misura pari alla variazione percentuale da applicarsi agli importi mensili dell'assegno per il nucleo familiare ai sensi dell'Art. 15, comma 1, delle relative Norme.

Art. 3
Assegno di natalità per parto gemellare o plurimo
1. Nel caso di parto gemellare o plurimo l'assegno di cui all'Art. 2 viene moltiplicato per il numero dei figli nati.

Art. 4
Misura dell'assegno di natalità a coniugi dipendenti vaticani
1. Qualora entrambi i coniugi siano dipendenti vaticani, l'assegno di cui all'Art. 2 e all'Art.3 viene corrisposto una sola volta per ogni figlio.

Art. 5
Assegno per adozione
1. L'assegno di cui ai precedenti articoli è corrisposto anche in caso di adozione di figli di età inferiore ad anni diciotto.

Art. 6
Domanda per l'assegno di natalità e adozione
1. La domanda per l'assegno deve essere corredata del certificato di nascita e di battesimo.
2. In caso di adozione, il certificato di nascita è sostituito dalla copia integrale dell'atto di nascita dell'adottato rilasciato dall'anagrafe del Comune di appartenenza.


TITOLO II
AGEVOLAZIONI A TUTELA DELLA MATERNITA'

Le norme del presente Titolo sono integrative delle vigenti disposizioni a tutela della maternità previste nei Regolamenti propri degli Enti di appartenenza dei dipendenti.


Art. 7
Collocamento in aspettativa per maternità
1. In presenza di gravi complicazioni della gestazione o di altre forme morbose che si presume abbiano conseguenze negative sulla gravidanza, fino a tre mesi prima del parto possono essere concessi ulteriori periodi di collocamento in aspettativa oltre quelli previsti dalle normative sulla maternità.
2. La Direzione di Sanità ed Igiene del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, esaminata la specifica richiesta della gestante e l'eventuale documentazione clinica prodotta, valuta la necessità e ne stabilisce la durata.
3. Qualora il parto avvenga in data anticipata rispetto a quella presunta, i giorni non goduti di astensione obbligatoria dal lavoro prima del parto vengono aggiunti al periodo di astensione obbligatoria dopo il parto.
Il periodo che intercorre tra la nascita prematura del bambino e la data presunta è da considerarsi, a tutti gli effetti per la genitrice, aspettativa per maternità.
4. Fermo restando il periodo di aspettativa per maternità, riconosciuto di sei mesi, le lavoratrici hanno la facoltà di astenersi dal lavoro a partire dal mese precedente la data presunta del parto e nei cinque mesi successivi al parto, a condizione che il medico specialista, ed il medico competente della Direzione di Sanità ed Igiene dello Stato della Città del Vaticano, ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro, attestino che tale richiesta non arrechi pregiudizio alla salute della gestante e del nascituro. E' data facoltà, alla lavoratrice madre, di optare per il godimento di uno dei cinque mesi (di ventisei giorni lavorativi cadauno) successivi al parto, anche in modo frazionato, entro il primo anno di vita del bambino.

Art. 8
Collocamento in aspettativa in caso di adozione o affidamento
1. Il collocamento in aspettativa per maternità della dipendente che abbia presentato domanda di adozione o di affidamento è disposto a prescindere dall'età del minore al momento della domanda di adozione o affidamento ma non oltre il compimento del diciottesimo anno di età.
2. Tale aspettativa, della durata di sei mesi, ha inizio dalla data dell'effettivo ingresso nella famiglia adottiva o affidataria del bambino in affidamento preadottivo o in affidamento, come da provvedimento dell'Autorità competente.
3. In caso di adozione internazionale, entrambi i genitori possono usufruire fino a quindici giorni di calendario di permesso retribuito, prorogabili a prudente giudizio del Capo Dicastero, per la permanenza all'estero richiesta dall'adempimento delle pratiche preadottive.

Art. 9
Retribuzione durante l'aspettativa
1. Durante i periodi di aspettativa per maternità di cui agli articoli 7 e 8 è corrisposta l'intera retribuzione, con esclusione dei compensi connessi con la presenza in servizio e con l'espletamento di specifiche funzioni.
2. Il tempo trascorso in tali periodi è computato a tutti gli effetti correlati con l'anzianità di servizio.

Art. 9 bis
Aspettativa facoltativa per maternità
1. Al termine del periodo di aspettativa obbligatoria per maternità, la madre ha facoltà di chiedere, fino al compimento del 3° anno di età del figlio o equiparato, un periodo di aspettativa della durata massima di 6 mesi, da usufruire anche in modo frazionato.
2. In caso di adozione o di affidamento, l’aspettativa facoltativa di 6 mesi è disposta a prescindere dall'età del minore al momento della domanda di adozione o affidamento ma non oltre il compimento del diciottesimo anno di età.
3. Durante tale periodo il trattamento economico previsto è pari al 50% della retribuzione mensile, con esclusione dei compensi connessi con la presenza in servizio e con l'espletamento di specifiche funzioni.
4. Il tempo trascorso in tale periodo è computato a tutti gli effetti correlati con l'anzianità di servizio.
5. Nei casi previsti dall’articolo 10 comma 1 (decesso o grave infermità della madre), spetta al padre beneficiare della aspettativa facoltativa.

Art. 10
Permesso parentale
1. In caso di decesso della madre o qualora essa si trovi nella condizione di completa impossibilità fisica di assistenza al bambino per:
- separazione o abbandono del tetto coniugale,
- ricovero ospedaliero,
- stato invalidante temporaneo o permanente,
il padre beneficia della parte residua dell'aspettativa per maternità dopo il parto e delle provvidenze di cui agli Articoli 8 e 9.
2. Il padre lavoratore che intenda avvalersi del diritto di cui al comma 1 presenta all'Amministrazione competente la certificazione relativa alle condizioni ivi previste.
3. L'abbandono del tetto coniugale da parte della madre è dichiarato dal padre lavoratore con autocertificazione.
4. Lo stato invalidante temporaneo o permanente è accertato con giudizio insindacabile dal Collegio medico nominato dalla Direzione di Sanità ed Igiene del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.
5. Ad integrazione delle disposizioni previste nei Regolamenti propri degli Enti di appartenenza dei dipendenti, fino al termine del ciclo della scuola primaria, la lavoratrice madre, o il padre, compatibilmente con le esigenze di servizio, possono godere di una flessibilità di orario, in ingresso e uscita, pari a sessanta minuti. Tale disposizione si applica anche in caso di adozione e affidamento, e nel caso di dipendente con familiare disabile in situazione di gravità accertata, senza limite di età del disabile.





NdE


Actualización correspondiente al anuncio del 2 de marzo de 2022, tomada de: https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2022/03/01/0148/00314.html

"Rescriptum ex Audientia Ss.mi circa l’Inserimento dell’Art. 10bis nel Testo Unico delle Provvidenze a favore della Famiglia circa il permesso di paternità
Rescriptum ex Audientia Ss.mi
Inserimento
dell’Art. 10bis
nel Testo Unico delle Provvidenze a favore della Famiglia
circa il permesso di paternità
Sua Santità Francisco nell’Udienza concessami il giorno 13 dicembre 2021, ha approvato l’Art. 10bis “Permesso di paternità”, a integrazione del Titolo II delle Agevolazioni a Tutela della Maternità, del Testo Unico delle Provvidenze a favore della Famiglia.
Il Romano Pontefice ha, altresì, stabilito che tale decisione sia pubblicata sugli Acta Apostolicae Sedis e ha disposto che entri in vigore con decorrenza dal 1° marzo 2022.
Con l’entrata in vigore del menzionato Art. 10bis s’intendono abrogate tutte le disposizioni ad esso contrarie e/o non compatibili.
Dal Vaticano, 1° marzo 2022.
Pietro Card. Parolin
Segretario di Stato
[00314-IT.01] [Testo originale: Italiano]



Allegato al Rescriptum
TESTO UNICO DELLE PROVVIDENZE A FAVORE DELLA FAMIGLIA
Titolo II
AGEVOLAZIONI A TUTELA DELLA MATERNITÀ
Art. 10bis
Permesso di paternità
1. Il dipendente ha diritto a tre giorni di permesso retribuito in occasione della nascita di un figlio. I tre giorni di permesso, da intendersi come giorni lavorativi, possono essere usufruiti in via continuativa e/o frazionati per giornate intere e non a ore, entro e non oltre i trenta giorni dal verificarsi dell’evento, pena la decadenza del diritto.
2. Al padre lavoratore dipendente spetta, per i tre giorni di permesso, un trattamento economico pari al 100% della retribuzione, computati a tutti gli effetti correlati con l’anzianità di servizio.
3. Il padre lavoratore è tenuto a comunicare in forma scritta, all’Amministrazione di appartenenza, i giorni in cui intende fruire del permesso, quando possibile con un anticipo di almeno 8 giorni. Se richiesto in concomitanza della nascita, il preavviso si calcolerà dalla data presunta dell’evento. Qualora il parto avvenga in data anticipata rispetto a quella presunta il padre è esonerato dal rispetto del termine di preavviso.
4. Il permesso di cui ai commi 1-3 si applica anche al padre adottivo o affidatario. Il termine dei trenta giorni di cui al comma 1 decorre dalla data di effettivo ingresso in famiglia del minore.
[00316-IT.01] [Testo originale: Italiano]"


Art. 11
Riduzione di orario di lavoro nel primo anno di vita del bambino
1. Durante il primo anno di vita del bambino la riduzione regolamentare di due ore giornaliere viene concessa alla dipendente madre, a prescindere dal tipo di allattamento o alternativamente al padre su presentazione all'Amministrazione competente della dichiarazione attestante che l'altro genitore non stia beneficiando, negli stessi giorni e per il medesimo motivo, delle stesse provvidenze anche se disposte da altro Ordinamento giuridico. L'orario di servizio ridotto dovrà essere continuativo.
2. La riduzione di cui al precedente comma è concessa, alle medesime condizioni, anche in caso di adozione e affidamento, durante il primo anno di ingresso del minore in famiglia.
3. In caso di parto gemellare o plurimo, o di adozione o affidamento contemporaneo di due o più minori, la riduzione di cui al comma 1 è aumentata di un'ora.

Art. 12
Permessi per malattia di figli o equiparati
1. Entrambi i genitori, alternativamente, durante le malattie di ciascun figlio o equiparato ai sensi dell`Art. 5, lett. c) delle Norme per la disciplina della concessione dell'assegno per il nucleo familiare, hanno diritto, su presentazione di certificato medico:
a) ad assentarsi dal lavoro fino al compimento dell’undicesimo anno di vita del bambino;
b) a permessi nel limite di cinque giorni di calendario solare all'anno per il bambino di età compresa tra gli 11 e i 14 anni. Detti permessi sono fruibili in maniera continuativa o frazionata.
2. Durante i periodi di assenza di cui al comma 1), la retribuzione corrisposta è pari al 50%. Tali periodi sono computati a tutti gli effetti dell'anzianità di servizio e dell'eventuale trattamento di quiescenza, previo versamento delle relative ritenute calcolate sulla retribuzione di fatto goduta.
3. Ai fini dell'esercizio del diritto di cui al comma 1, lett. a) va dato dal genitore alla competente Amministrazione un congruo preavviso, compatibilmente con la situazione clinica del figlio, salvo il caso di oggettiva impossibilità.
4. La malattia del bambino che dia luogo a ricovero ospedaliero interrompe, a richiesta del genitore, il decorso delle ferie nei limiti dei periodi di cui al comma 1.
5. Le provvidenze di cui al presente articolo spettano al genitore richiedente anche qualora l'altro genitore non ne abbia diritto.
Ai fini della fruizione il genitore richiedente è tenuto a presentare alla competente Amministrazione una dichiarazione attestante che l'altro genitore non sia disoccupato ovvero la dichiarazione del datore di lavoro dell’altro coniuge che confermi che questi non stia beneficiando negli stessi giorni e per il medesimo motivo delle stesse o altre analoghe provvidenze anche se disposte da altro Ordinamento giuridico.
Tali dichiarazioni devono essere rese con la espressa consapevolezza delle sanzioni, sancite dall’articolo 32, conseguenti alle dichiarazioni mendaci.
6. Nei casi di figli o equiparati con grave disabilità accertata, il limite di età di cui al comma 1, è innalzato fino al compimento dei 18 anni.


TITOLO III
AGEVOLAZIONI IN FAVORE DI DIPENDENTI CON FAMILIARI DISABILI

Art. 13
Definizione di disabilità e inabilità
1. Agli effetti dell'applicazione delle presenti disposizioni:
a) è disabile la persona portatrice di una minorazione fisica, psichica o sensoriale stabilizzata o progressiva, che è causa di grave limitazione di funzioni psichiche o fisiche, con difficoltà di apprendimento o di relazione o di integrazione lavorativa nel contesto ambientale e sociale;
b) è disabile in situazione di gravità la persona la cui minorazione singola o plurima ne riduce l'autonomia fisica o psichica correlata all'età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione.
c) è inabile la persona che è permanentemente impossibilitata a svolgere qualsiasi lavoro proficuo regolare e continuativo, a causa di infermità o difetto fisico o psichico.
2. Ai fini delle Provvidenze di cui al presente Titolo la situazione di cui alla lettera c) è equiparata a quella della lettera b).
3. L'accertamento clinico della disabilità e della connotazione della sua gravità è effettuato da un Collegio medico, sulla base di Tabelle valutative emanate dalla Superiore Autorità su proposta della Direzione di Sanità ed Igiene del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano; lo stesso Collegio medico è competente per l'accertamento clinico di inabilità. Il giudizio del Collegio medico è insindacabile.

Art. 14
Collocamento in aspettativa per figli o equiparati disabili
1. Nel caso di figli, o di equiparati ai sensi dell'Art. 5 lett. c) delle Norme per la concessione dell'assegno per il nucleo familiare, disabili in condizione di gravità, entrambi i genitori, alternativamente, hanno diritto fino al compimento del terzo anno di età del bambino ad un ulteriore collocamento in aspettativa oltre quelli fissati da altre norme regolamentari, con retribuzione mensile ridotta complessivamente del 40%.
Tale periodo di aspettativa è computato agli effetti dell'anzianità di servizio e dell'eventuale trattamento di quiescenza previo versamento delle relative ritenute calcolate sulla retribuzione di fatto goduta.
2. La provvidenza di cui al comma 1 spetta al genitore richiedente anche quando l'altro genitore non ne abbia diritto.
3. In alternativa all'aspettativa i genitori hanno diritto ad usufruire di due ore di permesso giornaliero retribuito fino al compimento del terzo anno di età del bambino.
4. Ai fini della fruizione il genitore richiedente è tenuto a presentare alla competente Amministrazione una dichiarazione attestante che l'altro genitore non sia disoccupato ovvero la dichiarazione del datore di lavoro dell’altro coniuge che confermi che questi non stia beneficiando negli stessi giorni e per il medesimo motivo delle stesse o altre analoghe provvidenze anche se disposte da altro Ordinamento giuridico.
Tali dichiarazioni devono essere rese con la espressa consapevolezza delle sanzioni, sancite dall’articolo 32, conseguenti alle dichiarazioni mendaci.

Art. 15
Permessi parentali per familiari disabili
1. Successivamente al compimento del terzo anno di età del bambino disabile in situazione di gravità accertata, i genitori, alternativamente, hanno diritto ogni mese a tre giorni di permesso retribuito, fruibili anche in modo continuativo, a condizione che il bambino non sia ricoverato a tempo pieno presso istituti specializzati.
2. Ai fini della fruizione il genitore richiedente è tenuto a presentare alla competente Amministrazione una dichiarazione attestante che l'altro genitore non sia disoccupato ovvero la dichiarazione del datore di lavoro dell’altro coniuge che confermi che questi non stia beneficiando negli stessi giorni e per il medesimo motivo delle stesse o altre analoghe provvidenze anche se disposte da altro Ordinamento giuridico.
Tali dichiarazioni devono essere rese con la espressa consapevolezza delle sanzioni, sancite dall’articolo 32, conseguenti alle dichiarazioni mendaci.
3. La provvidenza di cui al comma 1 è estesa al dipendente che assiste una persona appartenente al suo nucleo familiare anche se non convivente.
4. Qualora il dipendente assista più disabili in situazione di gravità, non ricoverati a tempo pieno presso istituti specializzati, ha diritto, ogni mese, a cinque giorni lavorativi di permesso retribuito nel caso di articolazione dell'orario di lavoro settimanale in sei giorni, e a quattro giorni lavorativi di permesso retribuito nel caso di articolazione dell'orario di lavoro settimanale in cinque giorni, fruibili anche in modo continuativo.
5. Il dipendente con familiari disabili deve essere agevolato nell'orario giornaliero di lavoro, compatibilmente con le esigenze di servizio.

Art. 15 bis
Collocamento in aspettativa straordinaria per la cura dei figli o familiari disabili gravi conviventi
1. Per assistere figli o equiparati nonché familiari disabili in situazioni di particolare gravità accertata, da valutare caso per caso dall’Organo competente, il dipendente, previa sua richiesta, ha diritto ad un periodo di aspettativa per assistenza e cure, a condizione che il figlio o familiare disabile non sia ricoverato a tempo pieno presso istituti specializzati e sia convivente.
2. Questo periodo di aspettativa per cura, della durata massima di 2 anni nell’arco della intera vita lavorativa, può essere goduto in modo continuativo o frazionato.
3. Il trattamento economico spettante è pari all’80% della retribuzione, e comunque non oltre il limite massimo corrispondente alla retribuzione iniziale (stipendio base + ASI) del 5° livello funzionale retributivo, tempo per tempo vigente.
4. Durante il periodo di aspettativa, il dipendente non potrà svolgere alcuna attività lavorativa, né potrà beneficiare di altre agevolazioni previste.
5. Il tempo trascorso in tale periodo è computato a tutti gli effetti correlati con l'anzianità di servizio.
6. Ai fini della fruizione il genitore richiedente è tenuto a presentare alla competente Amministrazione una dichiarazione attestante che l'altro genitore non sia disoccupato ovvero la dichiarazione del datore di lavoro dell’altro coniuge che confermi che questi non stia beneficiando negli stessi giorni e per il medesimo motivo delle stesse o altre analoghe provvidenze anche se disposte da altro Ordinamento giuridico.
Tali dichiarazioni devono essere rese con la espressa consapevolezza delle sanzioni, sancite dall’articolo 32, conseguenti alle dichiarazioni mendaci.

Art. 16
Assegno mensile di disabilità
1. L'assegno mensile di disabilità compete a coloro che hanno diritto all'assegno per il nucleo familiare in conformità alle vigenti Norme per la disciplina della concessione dell'assegno per il nucleo familiare e che si trovino nelle seguenti condizioni:
a) abbiano un figlio o equiparato o altro familiare appartenente al loro nucleo ai sensi dell'art. 5 commi 1 e 2 delle suddette Norme, che sia riconosciuto, a giudizio insindacabile del Collegio medico, disabile in situazione di gravità o inabile;
b) siano titolari di pensione vaticana diretta, indiretta o di reversibilità, riconosciuti inabili dal Collegio medico.

Art. 17
Misura dell'assegno di disabilità
1. La misura dell'assegno di disabilità di cui al comma 1 dell'art. 16 è differenziata in relazione allo scaglione di reddito, tempo per tempo, corrispondente a quello previsto per un nucleo familiare di due componenti in base alla Tabella di cui all'art. 2 delle Norme per la disciplina della concessione dell'assegno per il nucleo familiare.
2. L'importo dell'assegno del 7° scaglione di reddito è esteso all'8° ed al 9° scaglione.
3. L'importo del primo degli assegni di disabilità di competenza dello stesso nucleo familiare è aumentato di cento euro.
4. L'assegno spetta ai dipendenti con rapporto di lavoro a tempo parziale nella misura da determinarsi correlando la durata del lavoro a tempo parziale con la durata del lavoro a tempo pieno.
5. L'assegno decorre dalla data di presentazione della relativa domanda all'Amministrazione competente, corredata dai documenti attestanti lo stato di disabilità.
La misura dell'assegno per il primo mese è correlata al rapporto tra il numero dei giorni successivi alla data di presentazione della domanda ed il divisore fisso di trenta.
Le Amministrazioni procedono d'ufficio ad attivare il Collegio medico della Direzione di Sanità ed Igiene del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.
6. L'assegno non viene corrisposto nel caso in cui vengano meno le condizioni che ne hanno determinato l’attribuzione.
Entro trenta giorni il percettore dell'assegno di disabilità deve dare notizia dell'avvenuta variazione con lettera raccomandata/RR alla competente Amministrazione; l'importo dell'assegno del mese corrente è calcolato con gli stessi criteri di cui al comma 5.

Art. 18
Oneri e modalità di richiesta
1. L'assegno di disabilità è a carico:
a) per il dipendente in servizio, dell'Amministrazione di appartenenza;
b) per il titolare di pensione vaticana, dell'Amministrazione alla quale il dipendente o il dante causa apparteneva al momento del collocamento in quiescenza.
2. Le Amministrazioni competenti, di concerto tra loro, con propri provvedimenti, approvano il modello uniforme della domanda di cui all'Art. 17 comma 5 e stabiliscono le certificazioni da allegare.


TITOLO IV
PROVVIDENZE PER SPESE SCOLASTICHE


CAPO I
Iscrizione e frequenza a corsi di studio

Art. 19
Deducibilità delle spese scolastiche
1. Dal reddito complessivo di cui all'Art. 9 delle Norme per la disciplina della concessione dell'assegno per il nucleo familiare si deducono le seguenti spese documentate sostenute nell'anno per i componenti il nucleo per iscrizione e frequenza a:
a) asili nido;
b) scuole dell'infanzia;
c) corsi regolari di studio in scuole di istruzione primaria, secondaria o di qualificazione professionale, statali, paritarie o comunque abilitate al rilascio di titoli di studio legali, nel limite massimo della loro durata statutaria;
d) studi universitari di un corso di primo livello - diploma universitario - o di un corso di secondo livello - diploma di laurea - o di studi equivalenti riconosciuti dalla Sede Apostolica, alla condizione che detti studi siano compiuti in successione e senza soluzione di continuità nel limite massimo della loro durata statutaria.

CAPO II
Iscrizione e frequenza di asili nido e scuole dell'infanzia

Art. 20
Contributo per l'iscrizione e la frequenza
1. Ai dipendenti che fruiscono dell'assegno per il nucleo familiare è corrisposto un contributo mensile per le spese di iscrizione e frequenza di asili nido e scuole dell'infanzia per ciascun figlio.

Art. 21
Domanda e certificazione per la concessione del contributo
1. Le Amministrazioni competenti, di concerto tra loro, con propri provvedimenti, approvano il modello uniforme di domanda per la concessione del contributo e le certificazioni a corredo della medesima.

Art. 22
Misura del contributo
1. Il contributo compete in misura differenziata in relazione allo scaglione di reddito corrispondente all'assegno per il nucleo familiare spettante al dipendente nel mese di agosto di ogni anno secondo la tabella di cui all'Art. 15 commi 1 e 2 delle relative Norme.

Art. 23
Determinazione e rivalutazione del contributo
1. L'importo del contributo è determinato dalla Superiore Autorità ed è rivalutato annualmente con effetto dal 1° luglio di ogni anno, in misura pari alla variazione percentuale da applicarsi agli importi mensili dell'assegno per il nucleo familiare ai sensi dell'Art. 15 comma 1 delle relative Norme.

Art. 24
Corresponsione del contributo
1. Il contributo è corrisposto mensilmente a decorrere dalla data di iscrizione all'asilo nido o alla scuola dell'infanzia.

Art. 25
Estensione del contributo per centri estivi
1. Il contributo è esteso, con le medesime modalità, per le spese di iscrizione e frequenza di centri estivi per figli compresi nella fascia di età da zero a sei anni.


CAPO III
Assegno scolastico

Art. 26
Contributo per acquisto di libri di testo
1. All'inizio di ogni anno scolastico, a titolo di contributo per l'acquisto di libri di testo, è concesso ai dipendenti che fruiscono dell'assegno per il nucleo familiare un assegno scolastico per ciascun componente del nucleo iscritto e frequentante corsi regolari di studio in scuole di istruzione secondaria o di qualificazione professionale statali, paritarie o comunque abilitate al rilascio di titoli di studio legali o corsi universitari ai sensi dell'Art. 19 comma 1 lett. d).

Art. 27
Misura dell'assegno
1. L’assegno scolastico compete in misura differenziata in relazione allo scaglione di reddito corrispondente all’assegno per il nucleo familiare spettante al dipendente secondo la Tabella di cui all’Art. 15, commi 1 e 2, delle relative Norme.

Art. 28
Determinazione e rivalutazione dell'assegno
1. L’importo dell’assegno scolastico è determinato dalla Superiore Auto­rità ed è rivalutato annualmente in misura pari alla variazione percentuale da applicarsi agli importi mensili dell’assegno per il nucleo familiare ai sensi dell’Art. 15, comma 1, delle relative Norme.

Art. 29
Corresponsione dell'assegno
1. L’assegno scolastico è corrisposto agli aventi diritto, dal mese di novembre al mese di giugno dell'anno successivo a quello di riferimento, con una delle retribuzioni dovute.

Art. 30
Domanda e certificazione per la concessione dell'assegno
1. Le Amministrazioni competenti, di concerto tra loro, con propri provvedimenti, approvano il modello uniforme di domanda per la concessione dell’assegno scolastico e le certificazioni a corredo della medesima da presentarsi entro il 30 ottobre di ogni anno ed inderogabilmente entro e non oltre il 31 maggio dell'anno successivo.


TITOLO V
DISPOSIZIONI FINALI

Art. 31
Esclusione delle provvidenze ai fini della formazione della base imponibile
1. Le provvidenze a tutela della famiglia di cui ai Titoli precedenti non concorrono a formare la base imponibile delle contribuzioni previdenziali ed assistenziali e non si computano nel reddito ai fini della concessione dell'assegno per il nucleo familiare.

Art. 32
Accertamento e sanzioni in caso di dichiarazioni non rispondenti a verità
1. Qualora le notizie fornite dal fruitore delle provvidenze risultassero non rispondenti a verità, l'Amministrazione competente, dopo aver contestato gli addebiti all'interessato, può rivalersi delle somme indebitamente percepite e applicare le sanzioni disciplinari del proprio Regolamento, senza pregiudizio delle eventuali azioni penali."



NdE

Una idea del suscrito (en letra minúscula :

Apéndice 3

Un esquema de oficios y funciones de la Curia Romana de acuerdo con la const. ap. Praedicate Evangelium de S. S. Francisco (19 de marzo de 2022) teniendo como referencias sus recientes y previas decisiones.


NdE

El S. P. Francisco ha dado una indicación que es, sin duda, de la mayor importancia al momento de considerar estos asuntos en general y en particular. En efecto, ha escrito:

"Se trata de un atento discernimiento comunitario, a la escucha de lo que el Espíritu le sugiere a la Iglesia, en un lugar concreto y en el momento presente de su vida" (Mensaje del Santo Padre Francisco a los Obispos, Presbíteros y Diáconos, a las Personas Consagradas y a los Fieles Laicos en el Quincuagésimo Aniversario de la Carta Apostólica en forma de «Motu Proprio» Ministeria quaedam de San Pablo VI, 24 de agosto de 2022, en: https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2022/08/24/0610/01237.html


 Secretaría de Estado

 

1.         Secretario de Estado

 

Sección de Asuntos Generales

2.         Sustituto para los Asuntos Generales
3.         Asesor de la Secretaría de Estado
4.         Oficina Central de Estadística de la Iglesia

 

Sección de Relaciones con los Estados y Organismos Internacionales

5.         Secretario para las Relaciones con los Estados y Organismos Internacionales
6.         Consejo para asuntos específicos
7.         Comisiones Permanentes para tratar temas específicos o cuestiones generales relativas a los distintos Continentes y áreas geográficas particulares.
8.         Observadores Permanentes de la Santa Sede (ante la ONU-UNESCO, etc.)

 

Sección para el Personal Diplomático de la Santa Sede

9.         Secretario para el Personal Diplomático de la Santa Sede

 

 

Dicasterios

 

Dicasterio para la Evangelización

 

Sección para las cuestiones fundamentales de la evangelización en el mundo

 

1.      Posible Oficina para el estudio de las cuestiones fundamentales de la evangelización y del desarrollo del anuncio eficaz del Evangelio mediante la identificación de formas, instrumentos y lenguaje adecuados; para la reflexión sobre la historia de la evangelización y de la misión; para estudios e intercambios de experiencias; para el apoyo a las Iglesias particulares en el proceso de inculturación de la Buena Nueva de Jesucristo en las diferentes culturas y etnias y en su evangelización
2.      Posible Oficina para la atención de la piedad popular y de los santuarios internacionales: de sus estatutos, de asegurar la promoción de una pastoral orgánica de los Santuarios como motores de evangelización permanente.
3.      Posible Oficina para la promoción de la evangelización mediante el discernimiento de los signos de los tiempos y el estudio de las condiciones socioeconómicas y ambientales de los destinatarios del anuncio del Evangelio; para el estudio y promoción de la aportación renovadora del Evangelio en el encuentro con las culturas y con todo lo que concierne a la promoción de la dignidad humana y de la libertad religiosa; para la promoción y favorecimiento de la difusión y realización del Magisterio eclesial relativo a los temas del encuentro entre el Evangelio y las culturas; para la realización de la Jornada Mundial de los Pobres; para asistir y apoyar las iniciativas de los obispos/eparcas, conferencias episcopales y estructuras jerárquicas orientales para anunciar el Evangelio.

 

Sección para la primera evangelización y las nuevas Iglesias particulares en los territorios de su competencia.

4.      Posible Oficina para los catecismos
5.      Posible Oficina para las visitas ad límina de las Iglesias particulares encomendadas
6.      Posible Oficina para las Obras Misionales Pontificias:
a.       la Obra Pontificia para la Propagación de la Fe,
b.      la Obra Pontificia de San Pedro Apóstol,
c.       la Obra Pontificia de la Infancia Misionera y
d.      la Obra Pontificia Unión Misionera
7.      Oficina especial para la administración de los bienes destinados a las misiones 

 


Dicasterio para la Doctrina de la Fe

 

Sección Doctrinal

1.      Posible Oficina para el estudio y la reflexión sobre la comprensión de la fe y las costumbres y sobre el desarrollo de la teología en las diferentes culturas, a la luz de la correcta doctrina y de los desafíos de los tiempos, para dar respuesta, a la luz de la fe, a cuestiones y argumentos que surgen con el progreso de las ciencias y la evolución de las civilizaciones, en estrecho contacto con los Obispos/Eparquías, tanto individualmente como reunidos en conferencias episcopales o en concilios particulares y en estructuras jerárquicas orientales, en el ejercicio de su misión como auténticos maestros y doctores de la fe, por la que están obligados a salvaguardar y promover la integridad de la misma fe.
2.      Posible Oficina para la autorización de la enseñanza de las disciplinas teológicas, pronunciándose sobre la competencia propia del Dicasterio para la Cultura y la Educación.
3.      Posible Oficina para el examen de escritos y opiniones que parezcan ser contrarios o perjudiciales a la recta fe y la moral; para la búsqueda de diálogo con sus autores y para presentar los remedios adecuados a realizar, según sus propias reglas; para hacer todo lo posible para que no falte una refutación adecuada de los peligrosos errores y doctrinas que se difunden entre el pueblo cristiano.
4.      Posible Oficina para el examen y juzgamiento, tanto de derecho como de hecho, de todo lo que atañe al “privilegium fidei” en el ámbito matrimonial.
5.      Posible Oficina para el dictamen previo de los documentos que deban ser publicados por otros Dicasterios, Órganos y Oficinas de la Curia Romana, en cuanto a la doctrina sobre la fe y las costumbres, mediante un procedimiento de cotejo y entendimiento que ayudará a asumir decisiones adecuadas.

6.      Pontificia Comisión Bíblica

7.      Comisión Teológica Internacional

 

Sección Disciplinaria

1.      Supremo Tribunal Apostólico para tratar de los delitos reservados al Dicasterio procediendo a declarar o imponer sanciones canónicas conforme al derecho, sin perjuicio de la competencia de la Penitenciaría Apostólica. Por mandato del Romano Pontífice, juzga a los Padres Cardenales, a los Patriarcas, a los Legados de la Sede Apostólica, a los Obispos/Eparquías, así como a otras personas físicas conforme con las disposiciones canónicas.
2.      Posible Oficina para la promoción de oportunas iniciativas de formación de Ordinarios y practicantes del derecho, para favorecer la correcta comprensión y aplicación de las normas canónicas relativas a su propio ámbito de competencia.

3.      Pontificia Comisión para la Protección de los Menores y de las personas vulnerables contra abusos sexuales.

 

  

Dicasterio para el Servicio de la Caridad o Limosnería Apostólica

 

1.      Posible Oficina para la expresión especial de la misericordia hacia los pobres, los vulnerables y los excluidos, mediante la asistencia y la ayuda en todo el mundo hacia ellos en nombre del Romano Pontífice.

2.      Posible Oficina para la expresión de la solicitud y cercanía del Romano Pontífice hacia quienes viven en situaciones de indigencia, marginación o pobreza, así como con ocasión de graves calamidades.

3.      Posible Oficina para recibir, buscar y solicitar donaciones gratuitas destinadas a las obras de caridad que el Romano Pontífice ejerce con los más necesitados.

4.      Posible Oficina para el otorgamiento de la Bendición Apostólica por medio de diplomas debidamente autenticados en papel pergamino.

 

 

Dicasterio para las Iglesias Orientales

 

1.      Posible Oficina para tratar de las cosas que conciernen a las Iglesias orientales católicas sui iuris, en lo que se refiere a personas y cosas, en consulta, si fuere necesario, con los Dicasterios interesados, qué cuestiones relativas al gobierno interno pueden dejarse en manos de sus autoridades superiores, sin perjuicio del Código de Cánones de las Iglesias Orientales: ​​ la estructura y organización de las Iglesias; el ejercicio de las funciones de enseñar, santificar y gobernar; personas, su estatus, sus derechos y deberes. También se ocupa de todo lo establecido sobre informes quinquenales y visitas “ad limina Apostolorum”.

2.      Posible Oficina para el seguimiento cercano de las comunidades de fieles orientales que se encuentran en las Circunscripciones territoriales de la Iglesia latina, para proveer a sus necesidades espirituales por medio de visitantes y también, en cuanto sea posible, por medio de su propia jerarquía cuando el número de fieles y las circunstancias lo exijan.

 

  

Dicasterio para el Culto Divino y la Disciplina de los Sacramentos

 

1.      Posible Oficina para la promoción de la sagrada liturgia según la renovación emprendida por el Concilio Vaticano II: la regulación y promoción de la sagrada liturgia y la vigilancia para que las leyes de la Iglesia y las normas litúrgicas sean fielmente observadas en todas partes: la redacción o revisión y actualización de las ediciones típicas de los libros litúrgicos; la confirmación de las traducciones de los libros litúrgicos a las lenguas corrientes y el reconocimiento a sus adecuadas adaptaciones a las culturas locales, legítimamente aprobadas por las Conferencias Episcopales; el reconocimiento a los Calendarios particulares, los Propios de Misas y la Liturgia de las Horas de las Iglesias particulares e Institutos de Vida Consagrada y Sociedades de Vida Apostólica aprobados por la respectiva autoridad competente; la promoción, con medios eficaces y adecuados, de la acción pastoral litúrgica, en particular en lo que se refiere a la celebración de la Eucaristía y demás Sacramentos y actos litúrgicos, a fin de que los fieles participen cada vez más en ella. Activamente; el favorecimiento de reflexión sobre formas posibles de liturgias inculturadas y acompaña su contextualización.

2.      Posible Oficina para la disciplina de los sacramentos y de las implicaciones jurídicas relativas a su celebración válida y lícita, así como de los sacramentales, y para el examen y concesión de las solicitudes de indulto y dispensa que, en esta materia, excedan las competencias de los Obispos diocesanos.

3.      Posible Oficina para la organización de los Congresos Eucarísticos Internacionales y para la colaboración en la celebración de Congresos Eucarísticos Nacionales.

4.      Oficina de la promoción de la vida litúrgica mediante la formación litúrgica en varios niveles, incluso a través de conferencias plurirregionales; el apoyo a las Comisiones o Institutos creados para suscitar el apostolado litúrgico, la música, el canto y el arte sacro; y la constitución de asociaciones que promuevan estos fines de carácter internacional, o por la aprobación de sus estatutos.

5.      Posible Oficina para la regulación y disciplina de la sagrada liturgia en cuanto a la forma extraordinaria del Rito Romano[1].

6.      Posible Oficina para la protección del culto de las sagradas reliquias, la confirmación de los patrones celestiales y la concesión del título de basílica menor.

7.  Posible Oficina para la colaboración a los Obispos diocesanos para que se incrementen las expresiones cultuales de los ejercicios piadosos del pueblo cristiano, de acuerdo con las normas de la Iglesia y en armonía con la sagrada liturgia, recordando sus principios y dando orientaciones con el fin de su fecundidad. implementación en las Iglesias particulares; para el apoyo  a los Obispos en su propio oficio de ser moderadores, promotores y custodios de toda la vida litúrgica de la Iglesia a ellos confiada, proporcionando indicaciones y sugerencias para promover una correcta formación litúrgica, a fin de prevenir y eliminar cualquier abuso; y para la colaboración y confrontación periódica con las Comisiones Episcopales para la Liturgia de las diversas Conferencias Episcopales y con los Comités Internacionales para las traducciones de libros litúrgicos a lenguas comunes a varias naciones, valorando también con atención la contribución en materia litúrgica de los institutos de estudios superiores eclesiásticos.

 

 

Dicasterio para las Causas de los Santos

 

1.      Posible Oficina para las Causas de beatificación y canonización: da normas especiales y asiste con consejos e indicaciones a los Obispos diocesanos / eparquiales, que son responsables de la instrucción de la Causa.

2.      Posible Oficina para el examen de los actos de las causas ya instruidas, verificando que el procedimiento se haya realizado conforme a las normas y expresando un juicio de mérito sobre las causas mismas para someterlas al Romano Pontífice.

3.      Oficina de supervisión de la aplicación de las normas que rigen la administración del Fondo de los bienes de las Causas.

4.      Posible Oficina para el procedimiento canónico a seguir para verificar y declarar la autenticidad de las sagradas reliquias y garantizar su conservación.

5.      Posible Oficina para juzgar sobre la concesión del título de Doctor de la Iglesia atribuido a un Santo, después de haber obtenido el voto del Dicasterio para la Doctrina de la Fe sobre su eminente doctrina.

 

  

Dicasterio para los Obispos

 

1.      Posible Oficina para la constitución de las Iglesias particulares y de sus agrupaciones, de su división, unificación, supresión y demás cambios, así como de lo que se refiere a la erección de ordinariatos militares y la erección de ordinariatos personales para los fieles anglicanos que entran en plena comunión con la Iglesia Católica dentro de los límites territoriales de una Conferencia Episcopal específica, después de haber escuchado al Dicasterio para la Doctrina de la Fe, consultado a la Conferencia misma; y, eventualmente, cuando sea necesario negociar con los gobiernos, después de haber escuchado a la Sección de la Secretaría de Estado para las Relaciones con los Estados y Organizaciones Internacionales y Conferencias Episcopales interesadas.

2.      Posible Oficina para el nombramiento de los Obispos diocesanos y titulares, de los administradores apostólicos y, en general, de la provisión de las Iglesias particulares.

3.      Posible Oficina para la indicación, seguimiento y evaluación periódica de los criterios para la elección de los candidatos según las diferentes necesidades culturales; para la formación de los nuevos Obispos con la ayuda de Obispos de probada sabiduría, prudencia y experiencia, así como de expertos de diversas áreas de la Iglesia universal; para el ofrecimiento periódico a los Obispos de oportunidades de formación permanente y de cursos de actualización.

4.      Posible Oficina para el tratamiento de la renuncia de los Obispos a su cargo, conforme a las disposiciones canónicas.

5.      Posible Oficina para la colaboración a los Obispos en el correcto y fecundo ejercicio del oficio pastoral que les ha sido encomendado; para la colaboración con las Conferencias Episcopales y sus Uniones regionales y continentales, en particular en lo que se refiere a la celebración de concilios particulares y a la constitución de conferencias episcopales y al reconocimiento de sus estatutos; recepción de las actas y de los decretos de los Organismos mencionados, los examina y, consultando a los Dicasterios interesados, da el reconocimiento necesario a los decretos; supervisa el cumplimiento de lo establecido por las disposiciones canónicas respecto a las provincias y regiones eclesiásticas.

6.      Posible Oficina para los casos en los que se requiere una intervención especial para el buen ejercicio de la función episcopal de gobierno, si el Metropolitano o las Conferencias Episcopales no pueden resolver el problema: si es necesario y de mutuo acuerdo con los demás Dicasterios competentes, convoca visitas fraternas o apostólicas y, procede del mismo modo, a evaluar los resultados y a proponer al Romano Pontífice las decisiones que estime convenientes.

7.      Posible Oficina para la preparación de las visitas ad limina Apostolorum de las Iglesias particulares confiadas a su cuidado: examina los informes enviados por los obispos; asiste a los obispos en su estancia en la ciudad organizando oportunamente el encuentro con el Romano Pontífice, las peregrinaciones a las basílicas papales y otras charlas; finalmente, al final de la visita, les envía por escrito las conclusiones, sugerencias y propuestas del Dicasterio para las respectivas Iglesias particulares y Conferencias Episcopales.

8.      Comisión Pontificia para América Latina para el estudio de las cuestiones relativas a la vida y al desarrollo de las mismas Iglesias particulares y el fomento de las relaciones entre las instituciones eclesiásticas internacionales y nacionales, que trabajan para las regiones de América Latina, y las instituciones curiales.

 


Dicasterio para el Clero

 

1.      Posible Oficina para la ayuda adecuada a los Obispos en asuntos que se refieren a los presbíteros y diáconos del clero diocesano en cuanto a sus personas, su ministerio pastoral y lo necesario para que realicen un ejercicio fructífero: vida, disciplina, derechos y deberes de los clérigos, el mantenimiento y la seguridad social del clero de conformidad con la ley; confirma la Ratio Institutionis Sacerdotalis Nationalis emitida por las Conferencias Episcopales, promueve y erige seminarios interdiocesanos y aprueba sus Estatutos.

2.      Posible Oficina para la formación de los candidatos a las órdenes sagradas y los seminarios mediante normas específicas como la Ratio fundamentalis Institutionis sacerdotalis y la Ratio fundamentalis Institutionis diaconorum permanentium.

3.      Posible Oficina para la pastoral de las vocaciones al ministerio ordenado y para la colaboración en la formación permanente de los clérigos.

4.      Oficina de conocimiento administrativo de litigios y recursos jerárquicos que presenten los clérigos, incluidos los miembros de los Institutos de Vida Consagrada y de las Sociedades de Vida Apostólica, en relación con el ejercicio del ministerio.

5.      Posible Oficina para el estudio de los problemas derivados de la falta de sacerdotes y la obtención de una más adecuada distribución del clero.

6.      Posible Oficina para la atención de los asuntos relacionados con el estado clerical en cuanto tales de todos los clérigos, incluidos los miembros de los Institutos de Vida Consagrada y de las Sociedades de Vida Apostólica y los diáconos permanentes; y para la resolución de los casos de dispensa de las obligaciones asumidas por la ordenación al diaconado y al presbiterio de los clérigos diocesanos y miembros de Institutos de Vida Consagrada y Sociedades de Vida Apostólica, de la Iglesia Latina y de las Iglesias Orientales.

7.      Posible Oficina para las Prelaturas personales.

8.      Posible Oficina para la disciplina general relativa al consejo diocesano para los asuntos económicos, el consejo presbiteral, el colegio de consultores, el capítulo de canónigos, el consejo pastoral diocesano, las parroquias, las iglesias; para las asociaciones clericales y asociaciones públicas clericales y la concesión de la facultad de incardinar; para los archivos eclesiásticos; y para la extinción de las piadosas voluntades en general y de las piadosas fundaciones.

9.      Posible Oficina para la organización y correcta administración de los bienes eclesiásticos; para el otorgamiento de licencias y autorizaciones necesarias para la enajenación de estos.

10.  Obra Pontificia para las Vocaciones Sacerdotales.

11.  Comisión Interdicasterial Permanente para la Formación en el Orden Sacerdotal.

 

 

Dicasterio para Institutos de Vida Consagrada y Sociedades de Vida Apostólica

 

1.      Posible Oficina para la promoción, animación y regulación de la práctica de los consejos evangélicos y su vivencia en las formas aprobadas de vida consagrada y en las Sociedades de Vida Apostólica en toda la iglesia latina: progreso en el seguimiento de Cristo propuesto por el Evangelio, según el carisma propio nacido del espíritu del fundador y las sanas tradiciones; proseguimiento fiel de sus propios fines y contribución eficaz a la edificación de la Iglesia y de su misión en el mundo.

2.      Posible Oficina para la aprobación de Institutos de Vida Consagrada y de Sociedades de Vida Apostólica; para la erección y de concesión de licencia para la validez de la erección de un Instituto de Vida Consagrada o Sociedad de Vida Apostólica de derecho diocesano por el obispo; para las fusiones, uniones y supresiones de tales Institutos de Vida Consagrada y Sociedades de Vida Apostólica; para la aprobación y regulación de formas de vida consagrada nuevas a las ya reconocidas por el derecho; para la erección y supresión de uniones, confederaciones y federaciones de Institutos de Vida Consagrada y Sociedades de Vida Apostólica; para la erección de Conferencias Internacionales de Superiores Mayores, aprobación de sus Estatutos y supervisión de su actividad en orden a la realización de los fines propios.

3.      Posible Oficina para el examen y decisión en relación con las cuestiones de competencia de la Sede Apostólica relativas a la vida y actividad de los Institutos de Vida Consagrada y de las Sociedades de Vida Apostólica, en particular respecto de: la aprobación de las Constituciones y sus modificaciones; el gobierno ordinario y la disciplina de los miembros; la incorporación y formación de los miembros, también mediante normas y directivas específicas; los bienes temporales y su administración; el apostolado; las medidas extraordinarias del gobierno; el paso de un miembro a otra forma aprobada de vida consagrada; la extensión de la ausencia y exclaustración más allá del término concedido por los moderadores supremos; el indulto para dejar miembros de votos perpetuos de Institutos de Vida Consagrada o Sociedades de Vida Apostólica de derecho pontificio; la exclaustración impuesta; la confirmación del decreto de destitución de los afiliados y examen de los recursos correspondientes.

4.      Posible Oficina para la promoción y vigilancia de la vida eremítica y el Ordo Virginum; para el establecimiento de asociaciones de Ordines Virginum a nivel internacional.

5.      Posible Oficina para la promoción y vigilancia de las Terceras Órdenes y de las asociaciones de fieles erigidas con miras a convertirse en Instituto de Vida Consagrada o Sociedad de Vida Apostólica.

  

Dicasterio para los Laicos, la Familia y la Vida

 

Sección para los fieles laicos

1.    Posible Oficina para el reconocimiento, el estudio, la promoción y la atención del apostolado de los fieles laicos y para la animación y el empeño de su vocación y misión en la Iglesia y en el mundo; para la promoción de una colaboración efectiva con las diversas realidades eclesiales laicas en la que los fieles laicos compartan sus propias habilidades seculares en las realidades sociales y sus experiencias de fe en la pastoral y en el gobierno de la Iglesia; para el estudio de las cuestiones relativas a la cooperación entre laicos y ministros ordenados en virtud del Bautismo y la diversidad de carismas y ministerios, y el fomento en ambos de la conciencia de la corresponsabilidad por la vida y la misión de la Iglesia; para el acompañamiento de la vida y el desarrollo de las agregaciones de fieles y de los movimientos eclesiales; para el reconocimiento o erección de los movimientos que tienen carácter internacional y la aprobación de sus estatutos; para el estudio y decisión sobre los llamados jerárquicos relativos a la vida asociativa y al apostolado de los laicos.
2.    Posible Oficina para la evaluación y aprobación de las propuestas de las Conferencias Episcopales relativas al establecimiento de nuevos ministerios y oficios eclesiásticos a ser confiados a los laicos, según las necesidades de las Iglesias particulares.

Sección para la familia

3.   Posible Oficina para el cuidado pastoral esmerado y diferencial de los niños, jóvenes y ancianos; para la promoción de los jóvenes y su liderazgo en medio de los desafíos del mundo; para la realización de iniciativas en el campo de la pastoral juvenil y el servicio a las Conferencias Episcopales y estructuras jerárquicas orientales, a las asociaciones y a los movimientos juveniles internacionales, y para el fomento de su mutua colaboración; para la organización de encuentros a nivel internacional.
4.   Posible Oficina para la preocupación por la familia y por su misión según el plan de Dios: la relación hombre-mujer en su respectiva especificidad, reciprocidad, complementariedad e igual dignidad; para la reflexión eclesial sobre la identidad y misión de la mujer y el hombre en la Iglesia y en la sociedad; para la promoción de la participación de mujeres y hombres y la valorización de las peculiaridades femeninas y masculinas; para el desarrollo de modelos de roles orientadores de la mujer en la Iglesia; para la promoción de la pastoral del matrimonio y de la familia sobre la base de las enseñanzas del Magisterio de la Iglesia; para el aseguramiento del reconocimiento de los derechos y deberes de los cónyuges y familias en la Iglesia, en la sociedad, en la economía y en la política; para la promoción de reuniones y eventos internacionales; para el apoyo del desarrollo y de la difusión de modelos para la transmisión de la fe en las familias y la animación a los padres a llevar una vida concreta de fe en la vida cotidiana; para la promoción de modelos de inclusión en la pastoral y la educación escolar; para el examen de la variedad de condiciones antropológicas, socioculturales y económicas de la convivencia en la pareja y en la familia; para el estudio y profundización de las causas de las crisis matrimoniales y familiares, con particular atención a las experiencias de las personas involucradas en fracasos matrimoniales, especialmente en lo que se refiere a los niños, y la promoción de una mayor conciencia del valor de la familia y del papel de los padres en la sociedad y en la Iglesia; para la recolección, estudio y propuestas de modelos de acompañamiento pastoral, de formación de la conciencia y de integración para los divorciados vueltos a casar civilmente y también para los que, en algunas culturas, viven en situaciones de poligamia; para el seguimiento de las actividades de las instituciones, asociaciones, movimientos y organizaciones católicas, nacionales e internacionales, cuyo propósito es servir al bien de la familia.

Sección para la vida

         5.         Posible Oficina para la promoción y la protección de la Vida; para el apoyo de las iniciativas en favor de la procreación responsable, así como para la protección de la vida humana desde su concepción hasta su término natural, teniendo en cuenta las necesidades de la persona en las diversas etapas de su desarrollo; para la promoción y aliento de las organizaciones y asociaciones que ayudan a las familias y a las personas a acoger y salvaguardar responsablemente el don de la vida, especialmente en el caso de embarazos difíciles y para evitar el recurso al aborto; para el apoyo de programas e iniciativas de Iglesias particulares, Conferencias Episcopales y estructuras jerárquicas orientales destinadas a ayudar a las personas involucradas en el aborto; para el estudio de los principales problemas de la biomedicina y del derecho relativos a la vida humana, en diálogo, sobre la base del Magisterio de la Iglesia, con las diversas disciplinas teológicas y con las demás ciencias pertinentes; para el examen de las teorías en desarrollo sobre la vida humana y la realidad de la humanidad; para el examen y reflexión sobre los cambios en la vida social, a fin de promover a la persona humana en su desarrollo pleno y armonioso, valorando el progreso y advirtiendo las derivas que lo obstaculizan a nivel cultural y social.
         6.         Oficina de enlace con las Iglesias particulares, con las Conferencias Episcopales, con sus Uniones regionales y continentales, con las estructuras jerárquicas orientales y demás Organismos eclesiales, para el fomento del intercambio entre ellas y el ofrecimiento de su colaboración para que se promuevan valores e iniciativas relacionadas con las materias antes señaladas; de enlace con la Academia Pontificia para la Vida para la atención de las cuestiones relacionadas con la protección y promoción de la vida humana, y para el empleo de sus competencias; y de enlace y colaboración con el “Pontificio Instituto Teológico Juan Pablo II para las Ciencias del Matrimonio y de la Familia”, tanto con la Sección Central como con las demás Secciones y Centros asociados/vinculados, para promover una dirección común en los estudios sobre el matrimonio, familia y vida. 

 

 Dicasterio para la Promoción de la Unidad de los Cristianos

 

1.      Posible Oficina para la aplicación y el apoyo de iniciativas y actividades apropiadas al compromiso ecuménico, tanto dentro de la Iglesia Católica como en las relaciones con otras Iglesias y Comunidades eclesiales, para restaurar la unidad entre los cristianos; para la promoción de iniciativas ecuménicas también a nivel espiritual, pastoral y cultural.

2.      Posible Oficina para la atención de las relaciones con las demás Iglesias y Comunidades eclesiales; para el favorecimiento de encuentros y eventos católicos, tanto nacionales como internacionales, destinados a promover la unidad de los cristianos; para las invitaciones a observadores o “delegados fraternos” de otras Iglesias y Comunidades eclesiales a las reuniones y eventos más significativos de la Iglesia Católica.

3.      Posible Oficina para la profundización y desenvolvimiento de las enseñanzas del Concilio Vaticano II y del Magisterio posconciliar sobre el ecumenismo; para la correcta interpretación y fiel aplicación de los principios y directrices ecuménicos establecidos para orientar, coordinar y desarrollar la actividad ecuménica; para la promoción del diálogo teológico y de charlas para fomentar la unidad con ellos, valiéndose de la colaboración de expertos; para la designación de los miembros católicos de los diálogos teológicos, de los observadores católicos y de los delegados para los diversos encuentros ecuménicos.

4.      Oficina de coordinación de las iniciativas ecuménicas de las demás Instituciones curiales, de las Oficinas y de las Instituciones vinculadas a la Santa Sede con las demás Iglesias y Comunidades eclesiales; de coordinación con el Dicasterio para la Doctrina de la Fe, especialmente cuando se trata de emitir documentos públicos o declaraciones, y con el Dicasterio para las Iglesias orientales y la Secretaría de Estado para las cuestiones relativas a las relaciones entre las Iglesias orientales católicas y las Iglesias ortodoxas u ortodoxas orientales.

5.      Comisión para las Relaciones Religiosas con el Judaísmo.

 

 Dicasterio para el Diálogo Interreligioso

 

1.      Posible Oficina para el auspicio y regulación de las relaciones con miembros y grupos de religiones que no están incluidas bajo la denominación cristiana, a excepción del judaísmo; para el fortalecimiento y desarrollo del diálogo con los seguidores de otras religiones de manera adecuada, con actitud de escucha, estima y respeto; para el favorecimiento de diversas formas de relación con ellos para que, a través de la contribución de todos, se promuevan la paz, la libertad, la justicia social, la protección y salvaguardia de la creación, los valores espirituales y morales; para adelantar el emprendimiento conjunto de acciones, de intercambios teológicos y de experiencias espirituales entre todos los que realizan una verdadera búsqueda de Dios, tales como estudios y conferencias apropiados para desarrollar la información y la estima recíprocas, y de modo que la dignidad humana y las riquezas espirituales y morales de las personas puedan crecer.

2.      Oficina de enlace y colaboración a los Obispos / Eparcas en la formación de quienes se comprometen en el diálogo interreligioso; de procedimiento y planificación de iniciativas de acuerdo con las Iglesias particulares, las Conferencias Episcopales, sus Uniones regionales y continentales y las estructuras jerárquicas orientales; de animación de las Iglesias particulares a emprender iniciativas en el campo del diálogo interreligioso.

3.      Comisiones especializadas para las distintas áreas de las diversas tradiciones religiosas que buscan sinceramente a Dios, en especial para la promoción de las relaciones con musulmanes desde un punto de vista religioso.

4.      Oficina de enlace con las Conferencias Episcopales y las Estructuras jerárquicas orientales; con el Dicasterio para la Doctrina de la Fe y, si es necesario, con los Dicasterios para las Iglesias Orientales y para la Evangelización.

 

  Dicasterio para la Cultura y la Educación

 

Sección de Cultura

1.      Posible Oficina para el estudio y promoción de los valores humanos en las personas en el horizonte de la antropología cristiana, en contribución a la plena realización del seguimiento de Jesucristo.
2.      Posible Oficina para el estudio y la promoción de la cultura, de la animación pastoral y de la estimación del patrimonio cultural en todo el pueblo cristiano; para el fomento de las relaciones y el diálogo, la interacción y el beneficio recíprocos entre la Santa Sede y el mundo de la Cultura; para el establecimiento y promoción de iniciativas de diálogo con quienes, sin profesar una religión determinada, buscan sinceramente el encuentro con la Verdad de Dios, y como muestra también de la preocupación pastoral de la Iglesia por quienes no profesan ningún credo; para el reconocimiento por parte de la Iglesia de los amantes de las artes, las letras y las ciencias, la tecnología y el deporte como personas al servicio de la búsqueda sincera de la verdad, de lo bueno y lo bello; para la realización de iniciativas apropiadas en materia de cultura; para el seguimiento, colaboración y mutuo beneficio de proyectos que emprenden las instituciones específicas de la Iglesia en materia de investigaciones relacionadas con la cultura y las culturas; para el conocimiento y el seguimiento de los programas de acción emprendidos por los Estados y Organismos internacionales destinados a promover la promoción de la cultura y la valorización del patrimonio cultural y, en estas áreas, participar, de acuerdo con la oportunidad, en foros internacionales, en conferencias especializadas y promueve o apoya congresos.
3.      Oficina de ayuda y colaboración a los obispos diocesanos/eparquiales, a las conferencias episcopales y a las estructuras jerárquicas orientales para la protección y conservación del patrimonio histórico, en particular los documentos e instrumentos jurídicos que conciernen y atestiguan la vida y el cuidado pastoral de las realidades eclesiales, así como el patrimonio artístico y cultural, que se conserven con la mayor diligencia en archivos, bibliotecas y museos, iglesias y otros edificios a disposición de todos aquellos que tengan interés en ellos.
4.      Posible Oficina para la promoción y animación del diálogo entre las múltiples culturas presentes en la Iglesia, favoreciendo así el enriquecimiento mutuo; para la colaboración a los obispos diocesanos/eparquiales, a las conferencias episcopales y a las estructuras jerárquicas orientales mejoren y protejan las culturas locales con su patrimonio de sabiduría y espiritualidad como riqueza para toda la humanidad. 


Sección de Educación

5.      Posible Oficina para el desarrollo de los principios fundamentales de la educación y su referencia a las escuelas católicas e institutos eclesiásticos de enseñanza superior y de investigación; para la promoción de la enseñanza de la religión católica en las escuelas.
6.      Posible Oficina para la emisión del nulla osta (it; = nihil obstat) que necesitan los profesores para poder acceder a la enseñanza de las disciplinas teológicas, dado el art. 72 § 2 de la const. ap. PE; para el estudio y resolución administrativa de los recursos jerárquicos en las materias jurídicas correspondientes a la educación y a la enseñanza católica y eclesiástica.
7.      Posible Oficina para la colaboración a los Obispos diocesanos/eparquiales, a las Conferencias Episcopales y a las estructuras jerárquicas orientales en la elaboración de normas que definan sus criterios en un contexto cultural particular de modo los principios fundamentales de la educación, especialmente la católica, sean recibidos y profundizados de modo que puedan ser implementados contextual y culturalmente; para que, en orden a promover la identidad católica de las escuelas e institutos de educación superior,; para velar por que en la enseñanza doctrinal se salvaguarde la integridad de la fe católica; para el establecimiento de normas según las cuales deben erigirse las escuelas católicas de todo orden y grado y, en ellas, debe preverse también la pastoral educativa y del cuidado como parte de la evangelización.
8.      Posible Oficina para la promoción, con los obispos diocesanos/eparquiales, conferencias episcopales y estructuras jerárquicas orientales, del nacimiento y desarrollo de un número suficiente y calificado de institutos de educación superior eclesiástica y católica y de otros institutos de estudio, en los cuales, teniendo en cuenta la verdad cristiana y las materias que, por ley, son competencia de la Santa Sede, se profundicen y promuevan las disciplinas sagradas, los estudios humanísticos y científicos de modo que los alumnos se formen adecuadamente en el cumplimiento de sus funciones en la Iglesia y en la sociedad; para la colaboración con otros Dicasterios competentes en el apoyo a los Obispos diocesanos/eparquiales y otros Ordinarios/Jerarcas, Conferencias Episcopales y estructuras jerárquicas orientales en la formación académica de clérigos, miembros de Institutos de Vida Consagrada y Sociedades de Vida Apostólica y laicos que se preparan para el servicio en la Iglesia; para el reconocimiento por los Estados de los títulos académicos expedidos en nombre de la Santa Sede;  para aprobar y erigir institutos de estudios superiores y otras instituciones académicas eclesiásticas, aprobar sus estatutos y vigilar su observancia, también en relación con las autoridades civiles; para la promoción de la cooperación entre los institutos eclesiásticos y católicos de educación superior y sus asociaciones.
9.      Posible Oficina para la coordinación de las actividades de algunas Academias Pontificias – algunas de fundación antigua, en las que están cooptadas las principales personalidades internacionales de las ciencias teológicas y humanísticas, elegidas entre creyentes y no creyentes – dependientes directamente de la Santa Sede: la Pontificia Academia Distinguida de Bellas Artes y Letras de los Virtuosos en el Panteón; la Pontificia Academia Romana de Arqueología; la Academia Pontificia de Teología; la Academia Pontificia de Santo Tomás; la Pontificia Academia Mariana Internacional; la Pontificia Academia Cultorum Martyrum; la Academia Pontificia de la Latinidad.
10.  Posible Oficina para la coordinación de los servicios necesarios o útiles al mismo Romano Pontífice, a la Curia romana y a la Iglesia universal, que prestan las Pontificias Academias con personalidad jurídica propia, en las que están cooptadas personalidades internacionales de las ciencias, elegidas entre creyentes y no creyentes: Academia Pontificia de Ciencias, la Academia Pontificia de Ciencias Sociales, la Academia Pontificia para la Vida, (la Pontificia Academia Eclesiástica, eventualmente).


 Dicasterio para el Servicio del Desarrollo Humano Integral

 

Comisión para la Caridad

1.         Posible Oficina para la investigación y la divulgación de experiencias y procesos en relación con la promoción integral de la persona humana y de su dignidad dada por Dios; para el reconocimiento e interpretación a la luz del Evangelio de las necesidades y preocupaciones del género humano de nuestro tiempo y del futuro; para la profundización y la difusión de la doctrina social de la Iglesia sobre el desarrollo humano integral, la economía y el trabajo y para el acompañamiento de la implementación del Magisterio de la Iglesia en estas materias.
2.         Posible Oficina para la lucha contra la pobreza y en favor de la consecución del desarrollo humano integral; para la promoción y defensa de modelos de economía equitativos, de estilos de vida sobrios y de iniciativas contra la explotación económica y social de los países pobres, las relaciones comerciales asimétricas, las especulaciones financieras y los modelos de desarrollo que crean exclusiones; para el fomento de iniciativas contra la corrupción y en favor del buen gobierno, que sirva al interés público y aumente la confianza en la comunidad internacional.
3.         Posible Oficina de atención de las emergencias humanitarias y para la intervención humanitaria.
4.         Caritas Internationalis

Comisión para la Ecología

5.         Posible Oficina para la atención, la investigación y la divulgación de áreas y asuntos relacionados con el cuidado de la creación, del medio ambiente y de la tierra como “casa común”.

Comisión para los Migrantes, los Prófugos y las Víctimas de la Trata de personas

6.         Posible Oficina para la promoción de la participación activa en la prevención y resolución de conflictos; para la identificación y el análisis de las posibles situaciones que puedan generarlos; para la puesta en práctica del compromiso de defender y promover la dignidad y los derechos fundamentales de la persona humana, de los derechos humanos así como de los derechos sociales, económicos y políticos, la salud, la justicia y la paz; para el apoyo a iniciativas y al cumplimiento de los compromisos internacionales contra la trata de seres humanos, la prostitución forzada, la explotación de menores y de personas vulnerables, y contra las diversas formas de esclavitud y tortura; para la sensibilización de la comunidad internacional en relación con la cuestión del trato a los presos y de sus condiciones de vida, y por el compromiso en favor de la abolición de la pena de muerte.
7.         Posible Oficina para el estudio de las principales causas de la migración y huida de los países de origen; para el compromiso en la elaboración de normas a favor de las personas refugiadas, solicitantes de asilo y migrantes y de la eliminación de las causas que las violentan; para la atención solidaria e integradora de los migrantes y exiliados en los países de acogida; para motivar y apoyar el esfuerzo por garantizar que en las Iglesias particulares se ofrezca una asistencia material y espiritual eficaz y apropiada — si es necesario también a través de estructuras pastorales apropiadas — a los migrantes, refugiados y desplazados, que necesitan una atención pastoral específica.
8.         Posible Oficina para la atención pastoral de personas en situaciones de movilidad humana, la gente de mar en las Iglesias particulares, tanto en el mar como en los puertos; quienes tienen un trabajo o realizan su trabajo en los aeropuertos o en los aviones.
9.         Obra del Apostolado del Mar.
10.       Comisión Católica Internacional para las Migraciones

Comisión para los Operadores Sanitarios.

11.       Posible Oficina para la promoción de la atención hacia la falta de investigación en la lucha contra la enfermedad; para la atención sanitaria justa e integral; para el apoyo de las iniciativas de las Diócesis/Epararquías, Institutos de Vida Consagrada, Sociedades de Vida Apostólica, Cáritas y asociaciones laicas para evitar la marginación de los enfermos y discapacitados y una atención insuficiente causada por falta de personal, de equipamiento hospitalario y de abastecimiento de medicamentos en los países pobres.

Comisión para los Asuntos Generales

12.       Oficina de preparación y realización de las jornadas mundiales propias de sensibilización por la paz, el compromiso por la justicia y la solidaridad hacia las personas más débiles y socialmente frágiles, en colaboración con los Obispos diocesanos/eparquiales, las Conferencias Episcopales y las estructuras jerárquicas orientales.
13.       Oficina de cooperación con las Obras de la Santa Sede y con las organizaciones eclesiales humanitarias y de desarrollo y para la ayuda humanitaria en zonas de crisis.
14.       Oficina de enlace, apoyo, colaboración, cooperación e intercambio con la Secretaría de Estado para la participación en las Delegaciones de la Santa Sede a las reuniones intergubernamentales sobre materias de su competencia y cuando así lo requiere la necesidad de una expresión pública, por medio de documentos o declaraciones, sobre asuntos propios de las relaciones con los gobiernos civiles y con otros sujetos de derecho internacional; con las Iglesias particulares, con las Conferencias Episcopales, sus Uniones regionales y continentales y con las estructuras jerárquicas orientales; con los miembros de otras confesiones cristianas y de otras religiones; con las autoridades, organizaciones  e institutos civiles y organismos internacionales; con expertos pertenecientes a Institutos de Vida Consagrada y Sociedades de Vida Apostólica y a Organizaciones humanitarias; con organizaciones interesadas en la elaboración y en la adopción de normas de carácter internacional en relación con los asuntos de los que trata el Dicasterio.
15.       Oficina de enlace con la Academia Pontificia de Ciencias Sociales y con la Academia Pontificia para la Vida.
16.       Oficina especial para la constitución y la supervisión de asociaciones y fondos internacionales de caridad constituidos con los fines del Dicasterio, según lo establecido en los respectivos Estatutos y en cumplimiento de la legislación vigente.

  

Dicasterio para Textos Legislativos

 

1.      Posible Oficina para la formulación de la interpretación auténtica de las leyes de la Iglesia, aprobadas en forma específica por el Romano Pontífice, como Supremo Legislador e Intérprete, después de haber oído en los asuntos de mayor importancia a las instituciones curiales y las oficinas de la Curia Romana competentes; para el estudio de la legislación vigente de la Iglesia latina y de las Iglesias orientales y la atención de las peticiones que le llegan de la práctica eclesial, en orden a establecer la posible existencia de lacunae legis y a presentar al Romano Pontífice propuestas adecuadas para su superación; para la verificación de cualquier necesidad de actualizar la legislación vigente y la sugerencia de modificaciones de la misma a fin de asegurar la armonía y la eficacia de la ley.

2.      Posible Oficina para la promoción y la difusión en la Iglesia del conocimiento y la aceptación del derecho canónico de la Iglesia latina y de las Iglesias orientales; para la promoción del estudio del derecho canónico de la Iglesia latina y de las Iglesias orientales y de otros textos legislativos; para el aviso necesario y oportuno a la Autoridad competente con referencia al surgimiento de prácticas ilegítimas y el ofrecimiento de asesoramiento al respecto; para la atención especial y el fomento de la correcta práctica canónica, a fin de que la ley en la Iglesia sea adecuadamente comprendida y correctamente aplicada.

3.      Oficina de servicio para la correcta aplicación del derecho canónico de la Iglesia latina y de las Iglesias orientales a las instituciones de la Santa Sede, y en la preparación de sus decretos ejecutivos generales, instrucciones y otros textos de carácter normativo, para que cumplan con las prescripciones del derecho universal vigente y redactados en la debida forma jurídica.

4.      Oficina de servicio para la correcta aplicación del derecho canónico de la Iglesia latina y de las Iglesias orientales a los Obispos Diocesanos/Eparquiales, a las Conferencias Episcopales, a las Estructuras jerárquicas Orientales, a los Supremos Moderadores de los Institutos de Consagradas y a las Sociedades de Vida Apostólica de derecho pontificio; de estudio jurídico y concepto de otorgamiento de la recognitio a los decretos generales emitidos por los consejos plenarios o las conferencias episcopales y las estructuras jerárquicas orientales previamente sometidos a este dicasterio por el dicasterio competente.

5.      Oficina de consulta y determinación, a petición de las partes interesadas, sobre si las leyes y los decretos generales dictados por legisladores inferiores al Romano Pontífice son conformes al derecho universal de la Iglesia.

6.      Oficina de consulta y sugerencia de aclaraciones oportunas sobre el sentido de las normas, en casos en que surja una duda de derecho, mediante una interpretación formulada según los criterios establecidos por las normas canónicas, aclaraciones que pueden tomar la forma de Declaraciones o de Notas Explicativas.

7.      Posible Oficina para la promoción y la actuación del mutuo intercambio y colaboración con canonistas pertenecientes a diferentes culturas y que trabajan en diferentes continentes, con instituciones académicas y con asociaciones que cultivan el derecho canónico de la Iglesia latina y de las Iglesias orientales; para la organización de encuentros interdicasteriales, conferencias y asociaciones promotoras de canonistas internacionales y nacionales.

 

Dicasterio para la Comunicación

 

Dirección Teológico Pastoral

1.      Posible Oficina para el estudio y el desarrollo de los aspectos propiamente teológicos y pastorales de la acción comunicativa de la Iglesia; para el perfeccionamiento formativo y la implementación no meramente conceptual, tecnológica e instrumental de la Comunicación; para la sensibilización y toma de conciencia entre los fieles del deber que tiene cada uno de comprometerse para que los múltiples medios de comunicación estén a disposición de la misión pastoral de la Iglesia, al servicio del aumento de la civilización y las costumbres evangélicas.


Dirección Tecnológica

2.      Posible Oficina para la operación de todo el sistema de comunicación de la Sede Apostólica; para  la actualización permanente y la aplicación de las innovaciones tecnológicas y de las formas de comunicación disponibles actualmente y las que puedan desarrollarse en el futuro; para la unificación de todas las realidades de la Santa Sede en el campo de la comunicación en respuesta coherente a las necesidades de la misión evangelizadora de la Iglesia y en un contexto caracterizado por la presencia y desarrollo de los medios digitales, por los factores de convergencia e interactividad.


Dirección Editorial

3.      Posible Oficina para la producción de materiales audiovisuales y de otras formas de comunicación que respondan adecuada, adaptada y eficazmente a las necesidades de la misión evangelizadora de la Iglesia.

4.      Oficina de preparación, realización y evaluación del Día Mundial de las Comunicaciones.

5.      Sala de Prensa de la Santa Sede


Dirección de Asuntos Generales

6.      Oficina de enlace con la Oficina correspondiente del Estado de la Ciudad del Vaticano en orden al empleo permanente e indeficiente de las infraestructuras de conectividad y de red, de acuerdo con la legislación específica y los compromisos internacionales asumidos por la Santa Sede; de enlace con la Secretaría de Estado en los asuntos de su materia; de enlace y apoyo con las demás Instituciones y Oficinas Curiales, Instituciones vinculadas con la Santa Sede, la Gobernación del Estado de la Ciudad del Vaticano y los demás Organismos que tienen su sede en el Estado de la Ciudad del Vaticano, o que dependen de la Sede Apostólica en sus actividades de comunicación.

  

Órganos de justicia de la Curia Romana

 

Penitenciaría Apostólica

1.      Penitenciario Mayor

2.      Regente

3.      Sala para el estudio y decisión en relación con el fuero interno, sea sacramental o no sacramental, y la concesión de la absolución de censuras, dispensas, conmutaciones, sanciones, amnistías y otras gracias, como expresión de la misericordia divina.

4.      Sala para la concesión y el uso de las indulgencias como expresión de la misericordia divina.

5.      Sala para la provisión suficiente y permanente de sacerdotes Penitenciarios, dotados de las facultades apropiadas, en las Basílicas Papales de Roma; para la formación y la supervisión del correcto ministerio de los Penitenciarios designados en las Basílicas Papales y de los designados en otros lugares.

 

Tribunal Supremo de la Signatura Apostólica

1.      Cardenal Prefecto

2.      Consejo del Tribunal Supremo de la Signatura Apostólica compuesto por cardenales, obispos y presbíteros nombrados por el Romano Pontífice

3.      Secretario del Tribunal Supremo de la Signatura Apostólica

4.      Sala para el desempeño de la jurisdicción ordinaria en el juzgamiento de las demandas de nulidad y solicitudes de restitutio in integrum contra las Sentencias de la Rota Romana; de los recursos, en los casos relativos al estado de las personas, contra la denegación de un nuevo examen del caso decidido por la Rota Romana; de las excepciones de sospecha y otras causas contra los jueces de la Rota Romana por hechos cometidos en el ejercicio de su función; de los conflictos de competencia entre tribunales, que no dependan del mismo tribunal de apelación.

5.      Sala para el desempeño de la jurisdicción administrativa que conoce de los recursos contra los actos administrativos singulares, ya sean impuestos por los Dicasterios y la Secretaría de Estado o aprobados por ellos, siempre que se discuta si el acto impugnado ha violado alguna ley, al deliberar o proceder; en estos casos, además del juzgamiento por la violación de la ley, la Signatura Apostólica también puede juzgar, si el solicitante lo pide, sobre la reparación de los daños causados ​​por el hecho en cuestión; para el juzgamiento de las demás controversias administrativas que le sean remitidas por el Romano Pontífice o por las Instituciones Curiales; para el juzgamiento de los conflictos de competencia que se hayan suscitado entre los Departamentos y entre éstos y la Secretaría de Estado.

6.      Sala para el desempeño de la jurisdicción disciplinaria que supervisa y vigila la correcta administración de justicia en los diversos tribunales eclesiásticos y tomar medidas, si fuere necesario, contra ministros, abogados o procuradores; que juzga las peticiones dirigidas a la Sede Apostólica para obtener la remisión del caso a la Rota Romana; que juzga cualquier solicitud relativa a la administración de justicia; que amplía la jurisdicción de los tribunales inferiores; que concede la aprobación del Tribunal de Apelación, así como, si está reservada a la Santa Sede, la aprobación de la erección de tribunales interdiocesanos, intereparquiales, interrituales, regionales, nacionales y, en su caso, supranacionales.

7.      Sala para la interpretación, aplicación y actualización del derecho propio de la Signatura. (2)

 

Tribunal de la Rota Romana

1.      Decano

2.      Colegio de la Rota Romana compuesto por un cierto número de jueces, dotados de probada doctrina, competencia y experiencia, elegidos por el Romano Pontífice de diversas partes del mundo.

3.      Secretario de la Rota Romana

4.      Sala para el desempeño de la función ordinaria de instancia superior en el grado de apelación a la Sede Apostólica para la protección de los derechos en la Iglesia: en segunda instancia, de las causas juzgadas por los tribunales ordinarios de primera instancia y remitidas a la Santa Sede por recurso legítimo; en tercera o ulterior instancia, de las causas ya tramitadas por el mismo Tribunal Apostólico y por cualquier otro Tribunal, a menos que hayan pasado a cosa juzgada; para el ejercicio de la solicitud en la búsqueda de la unidad de la jurisprudencia y, mediante sus propias sentencias, la ayuda a los tribunales inferiores.

5.      Sala de Vicecomisarios y Consultores para el juzgamiento del hecho de la no consumación del matrimonio y de la existencia de justa causa para conceder la dispensa; para el conocimiento de las causas de nulidad de la sagrada ordenación, según la norma del derecho universal y propio, según los diversos casos.

6.      Sala para el desempeño de la función ordinaria de primera instancia en el juzgamiento de los Obispos en casos contenciosos, siempre que no se trate de derechos o bienes temporales de una persona jurídica representada por el Obispo; de los abades primados, o de los abades superiores de las congregaciones monásticas y de los moderadores supremos de los institutos de vida consagrada y sociedades de vida apostólica de derecho pontificio; de las diócesis/eparquías u otras personas eclesiásticas, tanto físicas como jurídicas, que no tengan un Superior inferior al Romano Pontífice; de las causas que el Romano Pontífice ha encomendado al mismo Tribunal; para el juzgamiento de las mismas causas también en segunda y ulterior instancia, salvo disposición en contrario.

7.      Sala para la interpretación, aplicación y actualización del derecho propio de la Rota Romana.

 

 Órganos económicos de la Curia Romana

 

Consejo de Economía

1.      Compuesto por ocho cardenales u obispos y siete laicos, elegidos entre expertos de diversas nacionalidades y nombrados por cinco años por el Romano Pontífice; actividades encomendadas: Juntas para la supervisión de las estructuras y actividades administrativas y financieras de las Instituciones y Oficinas curiales, de las Instituciones vinculadas a la Santa Sede o que se refieren a ella indicadas en la lista anexa a su Estatuto; para la ejecución de sus funciones a la luz de la doctrina social de la Iglesia, ateniéndose a las mejores prácticas reconocidas internacionalmente en materia de administración pública, con miras a una gestión administrativa y financiera ética y eficaz; Juntas para el sometimiento al Romano Pontífice de las directrices y normas, y el aseguramiento del cumplimiento de las mismas, en relación con: la protección de los bienes de los Organismos y Administraciones sujetos a su supervisión; la reducción de los riesgos patrimoniales y financieros; con el empleo de los recursos humanos, materiales y financieros, de su asignación de manera racional y de su gestión prudente, eficiente y transparente; con el desempeño de sus funciones, con eficacia, de acuerdo con las actividades, programas y presupuestos aprobados para los mismos, por parte de los Órganos y Administraciones de la Santa Sede; Junta para el establecimiento de los criterios, incluido el del valor, para determinar qué actos de enajenación, compra o administración extraordinaria realizados por los organismos que supervisa requieren, ad validitatem, la aprobación del Prefecto de la Secretaría de Economía; Juntas para la aprobación del presupuesto anual y de las cuentas consolidadas de la Santa Sede y el sometimiento de uno y otras al Romano Pontífice; Junta, cuando sea necesario y en cumplimiento de su autonomía de funcionamiento, para solicitar a la Autoridad de Supervisión e Información Financiera información relevante de las actividades que realiza y recibir el informe anual sobre las actividades del Instituto para las Obras de Religión; Juntas para el examen de las propuestas de la Secretaría de Economía, así como de las sugerencias presentadas por las distintas Administraciones de la Santa Sede, por la Autoridad de Supervisión e Información Financiera y demás órganos señalados en sus propios Estatutos; durante la Sede vacante, Junta para proporcionar al Cardenal Camarlengo de la Santa Romana Iglesia los últimos balances consolidados de la Santa Sede y el presupuesto del año en curso.

2.      Cardenal Coordinador

3.      Secretario del Consejo

 

 Secretaria de Economía

4.      Prefecto Secretario Papal de Economía y Finanzas de la Santa Sede (y durante la Sede vacante, transmisor al Cardenal Camarlengo de la Santa Romana Iglesia de todas las informaciones que le sean solicitadas sobre el estado económico de la Santa Sede).

5.      Secretario

6.      Oficina de control especial sobre el Óbolo de San Pedro y sobre los demás fondos papales.

7.      Oficina de enlace y colaboración con la Secretaría de Estado en lo relativo a las relaciones con los Estados y con otros sujetos de derecho internacional.

8.      Área de regulación, control y supervisión en materia económica y financiera de las Instituciones Curiales, Oficinas e Instituciones vinculadas a la Santa Sede o que se refieren a ella indicadas en la lista anexa al Estatuto del Consejo de Economía; para la emisión de directrices sobre asuntos económicos y financieros para la Santa Sede y verificación de la realización de sus actividades de acuerdo con los planes operativos y programas aprobados; para la supervisión de las actividades económicas y financieras de las instituciones encomendadas a su control y supervisión; para la propuesta y aseguramiento de cualquier acción correctiva; para la preparación del presupuesto anual,  y la verificación de que se respete este presupuesto, y se elabore el balance consolidado de la Santa Sede y se presente al Consejo de Economía; para la evaluación anual de riesgos de la situación patrimonial y financiera de la Santa Sede y su presentación al Consejo de Economía

9.      Área de regulación, control y supervisión en materia administrativa de las Instituciones Curiales, Oficinas e Instituciones vinculadas a la Santa Sede o que se refieren a ella indicadas en la lista anexa al Estatuto del Consejo de Economía; para la supervisión de las actividades administrativas de las instituciones encomendadas a su control y supervisión; para la formulación de directrices, modelos y procedimientos sobre adquisiciones, destinados a garantizar que todos los bienes y servicios requeridos por las Instituciones Curiales y por las Oficinas e Instituciones vinculadas a la Santa Sede o que se refieren a ella, se adquieran de la manera más prudente eficiente y económicamente ventajosa, de conformidad con las auditorías y procedimientos internos apropiados; para la elaboración de herramientas informáticas adecuadas que hagan eficaz y transparente la gestión administrativa, económica y financiera y aseguren la fiel conservación de los archivos y la contabilidad, de conformidad con las normas y procedimientos aprobados.

10.  Departamento de Recursos Humanos de la Santa Sede: para la determinación de la posición y de la gestión del trabajo del personal y de los colaboradores de los Organismos sujetos a la legislación propia de la Santa Sede, sin perjuicio de lo dispuesto en el art. 48, 2do; para la autorización de las contrataciones, la verificación de todos los requisitos, y la aprobación de las tablas orgánicas de los Órganos.

11.  Departamento de estudio y decisión sobre la aprobación de cualquier acto de enajenación, compra o administración extraordinaria realizado por las Instituciones Curiales y por las Oficinas e Instituciones vinculadas a la Santa Sede o que se refieren a ella, para las cuales se requiere su aprobación ad validitatem, en base a los criterios que determine el Consejo de Economía.

 Administración del Patrimonio de la Sede Apostólica

12.  Presidente

13.  Secretario

14.  Consejo de cardenales, obispos, sacerdotes y laicos.

15.  Asesores expertos


Área funcional de administración y gestión de bienes

16.  Departamento de administración y gestión del patrimonio en bienes inmuebles de la Santa Sede
17.  Departamento de administración y gestión del patrimonio en bienes muebles de la Santa Sede

Área funcional de asuntos financieros

18.  Oficina de Tesorería
19.  Oficina de Contabilidad
20.  Oficina de Compras y otros servicios

Area funcional de servicios

21.  Oficina de enlace con el Instituto para las Obras de Religión para las transacciones financieras
22.  Oficina de enlace con las Instituciones vinculadas a la Santa Sede o que se refieren a ella si solicitan los servicios de la Administración o así lo disponen.

 

Oficina del Auditor General (Contraloría General)

23.  Auditor General

24.  Asesor (es) para el auditaje de los estados financieros consolidados de la Santa Sede

25.  Asesor (es) para el auditaje de los estados financieros anuales de las distintas Instituciones y Oficinas Curiales, de las Instituciones vinculadas a la Santa Sede o que se refieren a ella

26.  Asesor (es) para la realización de revisiones sobre situaciones particulares relacionadas con: anomalías en el uso o asignación de recursos financieros o materiales; irregularidades en el otorgamiento de contratos o en la realización de transacciones o enajenaciones; actos de corrupción o fraude.

27.  Asesor para la recepción de informes sobre situaciones particulares de personas que conocen de ellas en razón del ejercicio de sus funciones, y para la transmisión de los informes respectivos al Prefecto de la Secretaría de Economía y, si lo considera necesario, también al Cardenal Coordinador del Consejo de Economía.

 

Comisión de Asuntos Reservados

28.  Presidente

29.  Secretario

30.  Comisión de Miembros designados por cinco años por el Romano Pontífice

 

Comité de Inversiones

31.  Presidente

32.  Secretario

33.  Comité de Miembros y Profesionales de alto nivel nombrados por cinco años por el Romano Pontífice

 

  

Los Oficios (Oficinas) de la Curia Romana

 

Prefectura de la Casa Pontificia

1.    Prefecto

2.    Regente

3.   Oficina para la supervisión de la organización y el desarrollo de las ceremonias pontificias, excluida la parte estrictamente litúrgica, y establecimiento del orden de precedencia; para la disposición del servicio de antecámara y concertación de las audiencias públicas, especiales y privadas del Romano Pontífice y las visitas de personas, consultando, siempre que las circunstancias lo exijan, a la Secretaría de Estado; para la preparación de todo lo que debe hacerse cuando los Jefes de Estado, Jefes de Gobierno, Ministros de Estado, Autoridades Públicas y otras personalidades eminentes, así como los Embajadores, sean recibidos en audiencia solemne por el mismo Pontífice; para la realización de los Ejercicios Espirituales del Romano Pontífice, del Colegio Cardenalicio y de la Curia Romana.

4.   Oficina para la realización de los preparativos de la visita del Romano Pontífice al territorio vaticano, a Roma o a Italia; para el acompañamiento del Romano Pontífice en el territorio vaticano.

5.   Oficina para la gestión del orden interno relativo a la Casa Pontificia y la administración, en materia de disciplina y servicio, de todos los que componen la Capilla y la Familia Pontificia.

 

Oficina para las Celebraciones Litúrgicas del Sumo Pontífice

1.      Maestro de las Celebraciones Litúrgicas Pontificias

2.      Maestro de Ceremonias Papal

3.      Consultores

4.      Oficio para las celebraciones litúrgicas y otras celebraciones sagradas en el Vaticano del Sumo Pontífice o — o en su nombre o por su mandato — de un Cardenal o un Prelado; para la atención de la Sacristía Pontificia y las Capillas del Palacio Apostólico; para la celebración de los Consistorios y la dirección de las celebraciones litúrgicas del Colegio Cardenalicio durante la Sede vacante.

5.      Oficio para las celebraciones litúrgicas pontificias y otras celebraciones sagradas que tienen lugar durante las visitas pastorales del Romano Pontífice en los viajes apostólicos, teniendo en cuenta las peculiaridades de las celebraciones papales

6.      Capilla Musical Pontificia: para la orientación de todas las actividades litúrgicas, pastorales, espirituales, artísticas y educativas y de los espacios de la misma Capilla; para la custodia y promoción del prestigioso patrimonio artístico-musical producido a lo largo de los siglos por la propia Capilla para las liturgias solemnes de los Papas.

 

Camarlengo de la Santa Iglesia Romana

1.      Cardenal Camarlengo de la Santa Romana Iglesia

2.      ViceCamarlengo (Diputado Camarlengo)

3.      Cardenales Asistentes (tres): el Cardenal Coordinador del Consejo para la Economía y los otros dos son identificados según las modalidades previstas por la legislación

 

Abogados

Registro de Abogados de la Curia Romana

1.      Oficina de Registro de Abogados de la Rota Romana
2.      Oficina de Registro de Abogados ante el Tribunal Supremo de la Signatura Apostólica y en Recursos jerárquicos ante las Instituciones curiales.
3.      Comisión para la inscripción en el Registro de Profesionales

Cuerpo de Abogados de la Santa Sede

4.      Oficina de los Abogados de la Santa Sede, para actuar en nombre de la Santa Sede o de las instituciones curiales, tanto ante tribunales eclesiásticos como civiles.

 

 Instituciones asociadas a la Santa Sede

 

Archivo Apostólico Vaticano

1.      Archivero Apostólico Vaticano

2.      Oficina de custodia y puesta en valor de los actos y documentos relativos al gobierno de la Iglesia

3.      Oficina de servicio a los estudiosos para poner a disposición como fuente de conocimiento el material que se contiene en el Archivo Apostólico

 

Biblioteca Apostólica Vaticana

1.      Bibliotecario Apostólico Vaticano

2.      Oficina de recopilación y preservación del patrimonio de ciencia y arte de la Sede Apostólica para el desarrollo y la difusión de la cultura en apoyo de la actividad de la Sede Apostólica

3.      Oficina de servicio a los estudiosos para poner a disposición como fuente de conocimiento y contribuir a su búsqueda de la verdad del material que se contiene en la Biblioteca Apostólica Vaticana

 

Fábrica de San Pedro

1.      Presidente

2.      Secretario

3.      Capítulo de la Basílica

4.      Custodios 

 

Comisión Pontificia de Arqueología Sagrada

1.         Presidente

2.         Secretario

3.         Comisión Pontificia de Arqueología Sagrada

4.         Oficina para el estudio, conservación, protección y valorización de las catacumbas cristianas de Italia

 

Academias Pontificias

 

Academia Pontificia de Ciencias

1.      Presidente

2.      Secretario

3.      Miembros

 

Academia Pontificia de Ciencias Sociales

1.      Presidente

2.      Secretario

3.      Miembros

 

Academia Pontificia para la Vida

1.      Presidente

2.      Secretario

3.      Miembros

 

 Agencia de la Santa Sede para la Evaluación y Promoción de la Calidad Universitaria y de las Facultades Eclesiásticas (AVEPRO)

1.      Presidente

2.      Consejo directivo

3.      Director

4.      Ex Miembros

5.      Consejo científico

6.      Ex Miembros


 Autoridad de Supervisión e Información Financiera (ASIF)

1.      Presidente

2.      Consejo directivo

3.      Director

4.      ViceDirector



Domus Vaticanae


Institución vinculada con la Santa Sede. Persona jurídica canónica pública, con sede en el Estado de la Ciudad del Vaticano. Véase: https://www.vatican.va/content/francesco/it/letters/2022/documents/20220505-chirografo-domus-vaticanae.html


  • Estatuto propio.
  • Su Reglamento está en elaboración por cuanto el personal que componía las precedentes cuatro Fundaciones (Domus Sanctae Marthae, Domus Romana Sacerdotalis, Domus Internationalis Paulus VI y Casa San Benedetto) será incorporado dentro del personal de la Curia Romana.
  • Se confirma la continuidad en la vigencia del n. 43 de la Constitución Apostólica Universi Dominici Gregis, que reserva el edificio de la Casa de Santa Marta (Domus Sanctae Marthae) para los Cardenales electores durante el Conclave para la elección del Sumo Pontífice.



Nota de pie de página

[1] Es decir, de conformidad con el m. p. Traditionis custodes, del 16 de julio de 2021, “Sobre el uso de la liturgia romana antes de la reforma de 1970” (https://www.vatican.va/content/francesco/es/motu_proprio/documents/20210716-motu-proprio-traditionis-custodes.html), que se refiere a la necesidad de una autorización expresa del Obispo diocesano para el empleo de las “formas litúrgicas anteriores a la reforma deseada por el Concilio Vaticano II” (y, en particular, del “Missale Romanum de 1962”, en la celebración eucarística).
(2) El S. P. León XIV ha establecido el nuevo Reglamento General de la Curia Romana (2025). En él se lee: "Art. 41. §1. Si la parte que se siente cargada con las medidas o decisiones de las instituciones curiales, si tiene la intención de impugnarlas, debe someter a la misma institución que emitió la medida, en un plazo de diez días desde la notificación, una solicitud de revocación o modificación de la propia medida.  §2. En cualquier caso, dentro del plazo perentorio de sesenta días desde la notificación del acto y conforme a la norma del derecho, se podrá remitir un recurso a la Signatura Apostólica. (...)   Art. 42 (...)  § 4. Se admiten recursos ante la Signatura Apostólica contra actos administrativos individuales impuestos por instituciones curiales o aprobados por ellas, dentro del plazo establecido, que los examina por violación de la ley en deliberación o procedimiento y, a petición del solicitante, para la reparación por cualquier daño causado por el acto ilícito".
El Libro VII sobre los procesos en la Iglesia señala en su Título VIII las normas para la "impugnación de una sentencia" ("la querella de nulidad contra la sentencia" y "la apelación" de una sentencia); y en el Título IX las normas sobre "la cosa juzgada" y "la restitución in integrum". 
Una consideración que pienso que es necesario hacer con base a mi poca pero enojosa experiencia en el asunto, consiste en que no todos los fieles cristianos están suficientemente ilustrados - ni incluso los clérigos - de estas instituciones judiciales y del alcance y de las aplicaciones que ellas tienen. Sobre todo en lo que se refiere a los tiempos o plazos que otorgan las normas en orden a responder una decisión cuando ella ha sido tomada y se sienten gravados (psicológica y moralmente), a pesar de que existe la norma de que "se hubiera llegado al conocimiento de la decisión precedente más tarde", cuando "el plazo comienza a transcurrir a partir de entones" (cf. c. 1646 § 2). De modo que, transcurridos unos años, alguna persona que mejor conoce del asunto y detecta la comisión de una o de varias "injusticias" en los modos de proceder (o, precisamente, de no proceder), se encuentra con una barrera (casi) inexpugnable que atienda y considere esa cuestión en forma "súper extraordinaria" (recurso) acudiendo a la potestad del Romano Pontífice y a su misericordia. Por supuesto, no se trata de minar la razón de ser y la tradición que tienen en la Iglesia las normas mencionadas, especialmente aquellas del Título IX. Pero cuán triste y agobiada - con límites no poco cercanos a decisiones - he conocido la situación de quien recibió como respuesta un "no ha lugar", cuando, insisto, se ve evidentemente que contra esa persona se cometió, en su momento, una injusta violación de la o de las norma (s) canónica (s) que la favorecían, por fallas en la aplicación de la misma, además de aquellas en la que se hizo una deficiente "deliberación" o quien debía tomar la decisión no se ajustó al "procedimiento". Veo, pues, que la V. Signatura Apostólica podría, o mejor aún, debería, por determinación del Romano Pontífice, atender en forma específica este tipo de casos, con estrictas cláusulas de procedimiento, si se quiere, incluso cuando ya hubieran pasado años de sucedidos los hechos, pero cuyo sustento jurídico se hace particularmente evidente. Es, por supuesto, mi humilde opinión.